Il primo romanzo dell’ex assessore e coordinatore di Ravenna 2019, Alberto Cassani

In uscita il 30 agosto per Baldini e Castoldi, si intitola “L’uomo di Mosca”, spy story che parte dai finanziamenti al vecchio Pci

Cassani

Alberto Cassani

Uscirà in tutta Italia il 30 agosto per la storica casa editrice milanese Baldini e Castoldi il primo romanzo di Alberto Cassani, assessore alla Cultura del Comune di Ravenna dal 1997 al 2011 e poi coordinatore della candidatura della città a Capitale europea della cultura 2019.

Il romanzo, che si intitola L’uomo di Mosca (336 pagine, 18 euro), spazia tra la spy story, il diario intimo, la riflessione politica e il racconto della vita cittadina. Il protagonista è un avvocato di mezza età, figlio e nipote di storici militanti comunisti, convertito senza entusiasmo ai riti della borghesia di provincia, che a un certo punto si trova risucchiato da una vicenda più grande di lui. Il tutto nasce da un racconto che gli fa suo nonno prima di morire e che riguarda i finanziamenti al vecchio Pci, chiamando in causa un misterioso “uomo di Mosca”. Sembra una storia del passato morta e sepolta finché non si capisce che i conti non sono ancora tornati e che c’è una pista che porta dritto nella Russia di oggi. Spinto dall’urgenza di trovare risposte su quella vicenda, ma anche su se stesso, il protagonista cercherà la verità in un susseguirsi di prove da superare, scoperte inquietanti e incontri inaspettati. Sarà una ricerca tormentata, articolata tra Ravenna e Mosca, che incrocerà più piani temporali e che lo costringerà a districarsi tra faccendieri e presunte spie, servizi segreti e massoneria, personaggi reali e false identità.

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