Vittorio Bulgarelli, il ritorno a casa di un viaggiatore dell’arte

Alla biblioteca Oriani si inaugura il 10 dicembre la personale “Rentrée”, con ceramiche e dipinti di un uomo leonardesco: artista eclettico, docente e autore di brevetti

Vittorio Bulgarelli Artista

Vittorio Bulgarelli al cavalletto

Sabato 10 dicembre, alle ore 17, nello spazio espositivo della Fondazione Casa di Oriani, in via Corrado Ricci 26 a Ravenna, inaugura la mostra dell’artista ravennate Vittorio Bulgarelli dal titolo “Rentrée”. Ceramiche e dipinti, organizzata dalla Cooperativa Culturale “G. Mazzini e Case Repubblicane”, con il patrocinio del Comune d Ravenna e il sostegno di Assicoop Romagna Futura e dell’Agente generale UnipolSai Assicurazioni. Interverranno alla vernice Novella Sacchetti (consigliera del CdA della Cooperativa Culturale “G. Mazzini e Case Repubblicane”), Eugenio Fusignani (Vicesindaco del Comune di Ravenna), Alessandro Luparini (Direttore della Fondazione della Casa di Oriani), Cetty Muscolino (Storica dell’arte) e Alberto Giorgio Cassani (Accademie di Belle Arti di Venezia e Ravenna). La rassegna di opere resterà aperta fino al 23 dicembre.
Di seguito un approfondimento sulla figura di Vittorio Bulgarelli.

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Vittorio Bulgarelli è passato davanti a noi, in quasi quarant’anni di frenetico lavoro, come il personaggio della sua opera del 1991, Sipario con figura: di corsa. Tanto che, spesso, i suoi Sipari (anni Novanta) presentano una scena vuota – al più lasciando a terra una perfetta sfera – perché l’autore è troppo impegnato nel suo laboratorio a inventare nuovi impasti e nuove coloriture. «Lui pittore, lui ceramista, lui mosaicista, lui imprenditore e inventore», avrebbe detto Cristoforo Landino, se fosse vissuto oggi. Uomo “rinascimentale”, a noi ricorda un altro artista ravennate, meno fortunato di lui, ma altrettanto “leonardesco”: Enrico Galassi, non a caso, tra le altre cose, anche lui pittore, mosaicista e ceramista.

Vittorio Bulgarelli, Sipario Con Figura, 1991

Vittorio Bulgarelli, “Sipario con figura”, 1991

Impegnato in questa incessante attività, Bulgarelli non ha avuto il tempo di testimoniarla, di fotografarla e catalogarla, altrimenti non basterebbe un ripiano di una libreria per conservarne gli album. Ma qualcosa, fortunatamente, rimane. A cominciare dalla collaborazione con Raffaello Biagetti, dal 1977 al 1989, alla collezione “Terrae”, con una serie di lampade, tavolini e vasi di vari formati (Terra grande, Terra piccina, Terra mignon, Porciona e Porcina, Mezza Porciona e Mezza Porcina, Fungo alto, medio e basso, Orcio e Orcina, Birilli, Fiore…); ai piatti con orizzonti di marine, capanni e tronchi d’albero spezzati (primi anni Ottanta); ai vasi di varie fogge ma sempre ispirati «fantasticamente», come ha scritto lui stesso, alla civiltà villanoviana-etrusca (anni 1987-1988); al dittico Isola con stele e fiamma e Isola con stele e cavalluccio (1993), dove compare l’architettura classica stilizzata di una stele-tempietto, a segnalare, forse, la sacralità delle acque. Sempre in quegli anni la sua maestria di ceramista è posta al servizio dei grandi Single di Antonio Marchetti, esposti assieme a sue opere al Museo dell’Arredo Contemporaneo di Russi nella mostra “Single & Sipari” del 1990.

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Fino alle opere più recenti, anche pittoriche, queste ultime piene di rimandi a un simbolismo, surrealismo (in particolare Magritte) e metafisica venati di nostalgia e di echi a un mondo paganeggiante, che è anche quello delle nostre terre contadine, come dimostrano le carraie che si perdono in lontananze brumose e gli evanescenti e fantasmatici personaggi stile Novecento che divengono i geni tutelari – o le erme poste lungo la via – di un mondo che non è più, se non nella memoria e nel pennello del Nostro. Un mondo, forse, in futuro popolato da quelle chiocciole migranti, in cammino verso il mare (altro tema centrale in Bulgarelli).

Ma poi, accanto all’opera dell’artista, vi è quella, ventennale, dal 1974 al 1994, di docente di Decorazione, Tecnologia ceramica e Scultura presso il glorioso Centro Professionale Albe Steiner, così come all’Accademia di Belle Arti di Ravenna (1993-1994), di cui era stato Consigliere dal 1986 al 1989 e poi apprezzato Presidente dal 1989 al 1992. Autore di numerosi brevetti per la produzione ecologica di ori e smalti per mosaico, Bulgarelli ha realizzato, come titolare di “Ravennae s.r.l.”, azienda produttrice di tessere da 1.450 tonalità di colori, numerose prestigiose commesse in tutto il mondo, tra cui vogliamo ricordare il salone centrale della N.A.S.A. a Washington (2010), le decorazioni parietali per l’aeroporto di Orlando (2010), la piscina in oro bianco dell’hotel La Mamounia a Marrakesch (2011), i mosaici per le navi da crociera della Disney Cruise Line “Dream” e “Fantasy” (2011), nonché le pareti dorate della villa degli stilisti Dolce & Gabbana a Portofino (2006). Ma si tratta di un elenco del tutto parziale.

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Come Ulisse che, dopo molti anni, torna a Itaca, così Bulgarelli fa la sua Rentrée a Ravenna, sua città natale. Andiamo il 10 dicembre ad accoglierlo degnamente.

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