domenica
18 Gennaio 2026
sala nervi

Il maestro Muti e l’Orchestra Cherubini da Papa Leone XIV: serata storica al Vaticano

L'ensemble ravennate si è esibito in occasione del Concerto di Natale in onore del Santo Padre. Il direttore ha anche ricevuto il Premio Ratzinger

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Serata storica per la cultura ravennate. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Muti, ha suonato al Vaticano. Lo ha fatto davanti a circa 6mila persone della Sala Nervi per il Concerto di Natale in onore del Santo Padre. Ciò che ha reso la serata indimenticabile per i 70 giovani musicisti dell’ensemble ravennate è stata infatti la presenza di Papa Leone XIV, catturato per 60 minuti dalle note dirette dal maestro Muti e accompagnate dal Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”. 

Che per i talenti della Cherubini non fosse una giornata come le altre lo si era capito a circa un’ora dal concerto: in un contesto di spessore mondiale con tanto di diretta nazionale su Rai 2, gli archi dell’Orchestra “mutiana” si sono radunati nei bagni sotterranei della Sala Nervi per limare gli ultimi dettagli prima di salire sul palco. Il pubblico della serata ha dovuto quindi slalomeggiare piacevolmente tra viole, violini e contrabbassi prima di recarsi al Wc. Probabilmente per i musicisti under 30 provenienti da ogni parte d’Italia è stato il modo migliore per stemperare la tensione.

Una volta saliti sul palco i 140 artisti, divisi equamente tra coristi e orchestra, hanno atteso qualche minuto prima di veder apparire Papa Leone. Il Pontefice è entrato nella moderna Sala Nervi (o Aula Paolo VI) tra gli applausi e gli sguardi emozionati di cardinali, ospiti, istituzioni e personale del Vaticano. Il capo della Chiesa Cattolica si è accomodato nella sua centralissima seduta, solo pochi istanti dopo la conclusione della messa da lui celebrata all’interno dell’adiacente, quanto imponente, Basilica di San Pietro. Appena si sono spenti gli ultimi flash dei telefoni, il maestro Muti ha “preso parola” musicalmente parlando. La Troisième Messe solennelle in La maggiore per l’Inconorazione di Carlo X con la musica di Luigi Cherubini ha tenuto in ostaggio i seimila respiri della Sala Nervi, tanto da far (quasi) dimenticare la presenza del Papa.

Dopo poco meno di un’ora di esibizione, il maestro Muti ha ringraziato prima il pubblico, poi l’orchestra e infine si è diretto verso il Papa, guidato dal sottofondo assordante di applausi. Il direttore è stato quindi omaggiato con il Premio Ratzinger, riconoscimento attribuito ogni anno a personalità eminenti nel campo della cultura e dell’arte. «È il momento più difficile della serata – esordisce Muti prima di riferirsi al Vescovo di Roma –. Sono del segno del Leone e mi piace il suo nome e anche per questo l’ho amata fin da subito. Ci accomuna anche Chicago che è la sua città natale e dove sono stato per molti anni il direttore dell’orchestra». Ha poi parlato dell’amicizia con Papa Benedetto XVI, grande appassionato di musica. «Il mio rapporto con lui è stato quello di un grande e devoto cattolico. Parlavamo molto di Mozart, che io ritengo un’espressione tangibile dell’esistenza di Dio». Muti nel suo discorso ha chiuso citando prima Dante Alighieri e poi Cassiodoro: “Se continuate così Dio vi punirà e vi punirà togliendo a voi la musica”.

Successivamente ha preso la parola Papa Leone XIV: «Rivolgo il mio saluto a Riccardo Muti, segno di una vita dedicata alla musica. Papa Benedetto amava ricordare che la vera bellezza ferisce e apre il cuore. Il Premio che oggi riceve Muti è la prosecuzione di quel loro rapporto, rivolto al bene comune e all’armonia. Armonizzare, atto tipico della musica, significa tenere insieme differenze che possono scontrarsi e anche il silenzio concorre a questo scopo. Perché nella pausa affiora la verità. Il suo modo di dirigere (riferendosi a Muti ndr) si inclina alla formazione. L’attribuzione del Premio Ratzinger va a Muti, che ha contribuito a costudire ciò che stava a cuore al Papa, ovvero la musica».

Per quanto riguarda la sfera politica ravennate, in Vaticano si sono recati il sindaco Alessandro Barattoni, l’assessore Fabio Sbaraglia, il vicesindaco Eugenio Fusignani, oltre alla presidente provinciale Valentina Palli e alla sindaca di Lugo Elena Zannoni. I politici ravennati si sono “mischiati” in platea con i politici dell’attuale Governo come Antonio Tajani, seduto proprio alle spalle del Pontefice, e altri personaggi noti come Bruno Vespa. Tra i tanti ravennati presenti anche Antonio Patuelli e Mirella Falconi, sostenitori del concerto con la Cassa di Risparmio. L’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, intercettato poco prima di entrare nelle colonne di San Pietro, ha dichiarato con orgoglio: «Il concerto dell’Orchestra Cherubini in Vaticano testimonia ancora una volta l’assoluta eccellenza che questa orchestra rappresenta in Italia e nel mondo. Un successo che deve tanto alla generosità, alla visione e all’impegno del Maestro Muti, un impegno davanti al quale la città non può che sentirsi coinvolta e responsabilizzata. Anche per questo Ravenna è orgogliosa di accompagnare questo evento unico ed eccezionale alla presenza del Papa».

Il concerto è stato organizzato dalla Fondazione Pontificia “Gravissimum Educationis – Cultura per l’educazione”, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede; principal supporter del concerto è la “Galileo Foundation”. L’iniziativa si inserisce infatti anche nel progetto di sensibilizzazione sull’emergenza educativa globale, tema particolarmente caro a Papa Leone XIV, che vede nel mondo 60 milioni di bambini privi d’istruzione.

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