Riaprono dopo sei anni gli scavi archeologici nell’area della Villa romana di Russi, con l’intenzione di completare la valorizzazione del sito come luogo della cultura nel territorio. Gli scavi sono finanziati con fini di ricerca dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura.
La Villa romana oggi è compresa in un’area di riequilibrio ecologico che ricrea l’ambiente da cui un tempo era circondata, ed è ritenuta una delle più grandi e meglio conservate ville urbano-rustiche di epoca romana del nord Italia. La struttura ha subito due ampliamenti, avvenuti tra il primo secolo a.C. e il secondo secolo d.C. All’interno, si conservano sia le stanze in cui in abitava il proprietario con la sua famiglia sia le strutture funzionali alle attività della campagna, che fruttava ricchi introiti commerciali grazie alla vendita dei prodotti agricoli alla flotta imperiale nel porto di Ravenna. Di grande eleganza sono i mosaici delle stanze padronali, mentre suscita curiosità il torcularium, l’impianto per la pigiatura dell’uva.
«Le ricerche in corso – commenta Andrea Sardo, Direttore dei Musei nazionali di Ravenna – interesseranno due diverse zone: l’area sud-orientale della struttura, dove in antico era un impianto termale, in continuità con l’intervento svolto nel 2018, e l’area a est della biglietteria, con lo scopo di individuare un settore da destinare a orto-giardino, con l’impianto a fini didattici ed evocativi della vegetazione che nel secondo secolo d.C. si poteva ammirare nei dintorni della Villa».
Lo scavo nei pressi dei vani che costituivano l’impianto termale privato della villa andrà in particolare a indagare le stanze messe solo parzialmente in luce nel 2018, quando venne completato dalla Soprintendenza un intervento per la messa in sicurezza delle strutture antiche. L’intervento permise al tempo stesso di sviluppare nuove ipotesi sulle loro funzioni: sono infatti venuti alla luce due ambienti non ancora noti, le latrine e il calidarium.
«Di questo ambiente – specifica Federica Timossi, direttrice della Villa romana di Russi e capo della direzione scientifica dell’intervento insieme a Sara Morsiani – è stato possibile indagare solo una porzione del lato occidentale, ma si ipotizza che fosse più ampio: la nuova indagine si spingerà verso sud-est con lo scopo di comprendere la sua effettiva estensione e analizzare la sua relazione con gli altri ambienti del settore termale, le latrine e l’antistante orto-giardino».
Durante i prossimi mesi l’area resterà regolarmente aperta al pubblico e saranno organizzate visite guidate dedicate, su cui sarà possibile restare aggiornati tramite i canali social della Villa e dei Musei nazionali di Ravenna.



