Confesercenti, dubbi sulla torre Xenos «Marina ha bisogno di quell’albergo?»

Dopo il sì al grattacielo con 44 suite di lusso: «Per un progetto così
dovrebbe esserci uno studio. Non si vedono strategie turistiche»

«Sono queste le cose che il turista moderno sceglie e apprezza? Sono queste le cose di cui Marina ha bisogno?». Si riassume in queste due domande tutta la perplessità di Gianluca Gasperoni, presidente comunale di Confesercenti a Ravenna, a proposito della recente approvazione arrivata dal consiglio comunale per la realizzazione del grattacielo di 54 metri che dovrà ospiterà le 44 suite con cucina di una residenza turistico-alberghiera (Rta) dove una volta sorgeva la discoteca Xenos a Marina di Ravenna (all’incrocio tra viale delle Nazioni e via IV novembre). In buona sostanza Gasperoni sembra vedere poca strategia turistica a monte di tutto.

«Quando si autorizza un progetto così importante a monte dovrebbe esserci uno studio sui benefici o una idea di come questo intervento possa integrarsi con l’esistente», scrive Gasperoni in una nota inviata alla stampa. Secondo il presidente dell’associazione di categoria sarebbe sensato chiedersi «quello che è Marina oggi e come si pensa debba/possa diventare nel futuro». Su questo fronte dall’amministrazione finora sono emerse sostanzialmente due riflessioni che Gasperoni ripercorre: «C’è carenza di ricettivo e dunque questo progetto va bene; il progetto è vincolato alla destinazione turistica e dunque se va male non potranno esserci appartamenti. Un pò poco come giustificazione mi pare».

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In quanto rappresentante di molti imprenditori, Gasperoni non attacca i privati promotori del progetto: «Non è mia intenzione, si badi bene, criticare chi come Beppe Rossi ed il suo gruppo Nettuno attraverso la Comway in questo momento di crisi investe 20 milioni per un progetto ma fare riflessioni di politica economica. È comunque apprezzabile che oltre all’investimento dalle sue dichiarazioni ci sia l’intenzione di “vendere” insieme a Marinara». Ma l’accesso al porto turistico richiama una riflessione sul tessuto commerciale: «È stata data poca rilevanza al nuovo commerciale previsto: 1.745 metri quadrati che comprendono il ristorante panoramico. Abbiamo i negozi di Marinara per lo più vuoti, una rete commerciale sul viale da ricostruire e riposizionare: siamo sicuri che di questo ci fosse bisogno?».

Inevitabile soffermarsi su come Marina di Ravenna sia mutata negli ultimi anni dopo il periodo boom: «Le località di successo sono quelle che hanno una identità. Lo Xenos, l’Hemingway, il Baretto e i ristoranti stessi erano luoghi veri e fortemente identitari. Lo sono stati, e qualcuno lo continua ad essere, fino a qualche anno fa molti stabilimenti balneari. Marina è stata una località di successo quando non ha replicato e scimmiottato nessuno. Il Comune penso dovrebbe anche valutare la congruenza architettonico-estetica dell’intervento: da questo punto di vista questo progetto è in linea con le tendenze in atto nell’urbanistica con riferimento a località turistiche similari a Marina di Ravenna? Dire infatti che anche Cesenatico e Milano Marittima hanno costruito strutture di questo tipo non ha senso».

E infine se si parla di un intervento turistico sul più noto dei nove lidi del comune di Ravenna, Gasperoni aggiunge un spunto di riflessione su un altro intervento (di ben altra portata) recentemente approvato: «Una pista ciclabile su viale delle Nazioni fino al centro del paese ha effetti immediati sulla località. Si parte con il primo stralcio fra la rotonda di entrata a Marina e Riva Verde. In questo primo tratto si perderanno 110 posti auto. È un intervento positivo? Sicuramente sì ed in particolar modo per la sicurezza, l’ordine e la raggiungibilità su due ruote; e d’altronde la bellezza di una località passa anche da questi interventi. Ma le auto? Il navetto funziona il fine settimana e si rischia di perdere quella clientela familiare che faticosamente sta rientrando a frequentare Marina. Non si può procedere diversamente in quella fascia di pineta in cui non esiste nessun pino o pianta come sull’esempio di Punta Marina? In ogni caso ci piacerebbe sapere come verranno compensati i posti auto che si perderanno. Una richiesta: chiediamo che i lavori si facciano a fine stagione. Una domanda: che fine ha fatto il progetto degli stradelli retrodunali?».

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