Cmc in tribunale per il mercato coperto: sì al ricorso di un’azienda in subappalto

Coop Alleanza e Consorzio Integra che hanno vinto il bando del Comune per riqualificare la struttura confermano l’apertura prevista per fine ottobre, dopo quattro anni di cantiere: ignorate le diffide dell’avvocato di una ditta riminese che lamenta un errato conteggio dei crediti fino a novembre 2018

Mercatocop8Il cantiere per la riqualificazione del mercato coperto di Ravenna, con inaugurazione prevista per la fine di ottobre dopo quattro anni di lavori, avrà uno strascico in tribunale in sede civile. All’inizio di agosto il giudice Alessia Vicini ha accolto un ricorso per un accertamento tecnico preventivo presentato in primavera dalla ditta Fratelli Franchini di Rimini che ha lavorato alla realizzazione degli impianti elettrici e meccanici in subappalto da Cmc. Un perito dovrà verificare lo stato dei luoghi e valutare il lavoro svolto dall’azienda riminese fino a novembre 2018. Per il prossimo 11 settembre è fissata l’udienza con la nomina formale dell’ingegnere Claudio Galli come consulente tecnico d’ufficio (Ctu). In quella sede le parti potranno nominare i propri periti. La procedura prevede il deposito della bozza di perizia, le controdeduzioni dei periti di parte e infine la perizia definitiva con le risposte alle parti. Gli addetti ai lavori non hanno dubbi che sarà una questione di diversi mesi. A proposito di tempi, vale la pena ricordare che quando il bando del Comune per i lavori fu aggiudicato a Coop Adriatica (poi confluita in Coop Alleanza 3.0) eravamo nel 2010 e si ipotizzava la riapertura nel 2012.

Mercatocop12La stesura della perizia non inciderà sui tempi di completamento delle opere: il consorzio Mercora (costituito da Coop Alleanza e Integra) che ha vinto il bando del Comune per la ristrutturazione e ha poi affidato i lavori alla Cmc, ha deciso di non sospendere il cantiere come aveva chiesto con due diffide l’avvocato della Franchini prima di presentare il ricorso e il giudice che ha accolto la richiesta per l’accertamento non ha disposto l’interruzione dei lavori. La perizia si baserà sulla lettura delle carte ma anche su eventuali sopralluoghi in piazza Andrea Costa, ammesso che il proseguimento dei lavori renda accertabile lo stato delle opere risalente a quasi dieci mesi fa.

Come facile intuire leggendo i nomi della aziende coinvolte, la questione si innesta sulla crisi della Cooperativa muratori cementisti che il 4 dicembre ha presentato la richiesta, poi accolta, di concordato preventivo. Per capire i contorni della vicenda pendente in tribunale oggi occorre un passo indietro per inquadrare il cantiere nel suo complesso.

Mercatocop10Il bando già citato è in project financing. Venne aggiudicato a Coop Adriatica e Ccc di Bologna (quest’ultima diventata poi Integra) che costituirono la società di progetto Mercora (da mercato coperto Ravenna). Integra ottenne l’affidamento dei lavori e incaricò la sua consorziata Cmc. E il colosso delle costruzione stipulò un contratto da circa 1,3 milioni di euro con l’aziende riminese, realtà consolidata e nota a livello internazionale nel settore dell’impiantistica. La Fratelli Franchini ha portato avanti i lavori facendo fronte ai ritardi dei pagamenti di Cmc, aggrappandosi anche alle rassicurazioni di chi nella catena degli affidamenti stava sopra alla cooperativa. Fino a novembre 2018 quando la situazione si è fatta insostenibile.

Alla Franchini fu detto che una volta uscita di scena la Cmc, sostituita con un’altra ditta, il completamento dei lavori sarebbe stato riaffidato a chi li aveva svolti fino a quel momento. E infatti quando la Ediltecnica prese il posto di Cmc, si aprì immediatamente un dialogo che pareva andare a buon fine. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, si era arrivati all’accordo su tutto e gli operai riminesi erano già tornati in cantiere. Mancava solo la formalità di una firma sul contratto. Che non è mai arrivata. Perché poco dopo la Ediltecnica ha fatto marcia indietro e ha messo la Fratelli Franchini alla porta. Questo succedeva la scorsa primavera. Poco dopo alla Fratelli Franchini è stata recapitata una comunicazione dalla Cmc in cui si diceva che rispetto alla contabilità elaborata dagli uffici riminesi, ai ravennati risulterebbe una sostanziale differenza. Traduciamo in numeri: la Franchini ritiene di vantare un credito di 800mila euro da Cmc per quanto fatto, la Cmc ritiene che invece quel credito vada decurtato di circa 240mila euro. E sostiene questo sulla base di uno stato di consistenza dei lavori elaborato a dicembre 2018 ma, secondo la versione sostenuta dai proponenti del ricorso, realizzato senza interpellare i dirigenti riminesi. È quindi in quel momento che la Fratelli Franchini si è rivolta all’avvocato Paolo Pieri di Cesena per inviare due diffide con cui richiedere la sospensione dei lavori e l’accertamento ufficiale di quanto fatto, anche perché quel credito finirà nel concordato alla voce chirografari e quindi tra chi difficilmente vedrà soddisfazione.

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