Nuova piscina: le immagini del progetto Arco. Con biglietto più caro del 30 percento

Le immagini della proposta del consorzio pronto a rifare l’impianto del Comune di Ravenna in via Falconieri (160mila ingressi nel 2017) con un investimento di 13,5 milioni in cambio della gestione per 25 anni con un contributo complessivo dal pubblico di 15 milioni. Resterebbero due vasche (25 e 50 metri) ma con nuove tribune e un centro fitness. Ingresso a 8 euro (oggi 6,10). Critiche dall’opposizione: «Il project financing è un’altra cosa». Nel 2019 atteso il bando di gara

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Un rendering del progetto per la nuova piscina comunale di Ravenna, elaborato dagli architetti di Nuovostudio per il consorzio Arco

L’impianto ha quasi cinquant’anni e la ristrutturazione di cui ha bisogno è talmente profonda che conviene piuttosto radere al suolo tutto e ricostruire da zero. È questa la valutazione da cui parte la proposta per la piscina comunale Gambi di Ravenna presentata dal consorzio cooperativo Arco Lavori. Un intervento da 13,5 milioni di euro (Iva compresa) che lascerebbe invariate le due vasche di via Falconieri (25 e 50 metri) ma le doterebbe di un nuovo involucro, nuove tribune ampliate, un centro benessere e fitness, locali bar e ristorazione. Arcosport il nome che prenderebbe la struttura.

PROJECT FINANCING
Arco si presenta come capofila di una rete temporanea di imprese (Rti) che ipotizza la realizzazione dell’opera in regime di project financing, una opzione prevista dal codice degli appalti: il privato realizza l’opera a sue spese e in cambio dalla proprietà pubblica ottiene la gestione per un certo periodo in cui rientrare dei costi e maturare guadagni. La giunta De Pascale alla fine di novembre, al termine delle valutazioni tecniche fatte dagli uffici comunali, ha accolto la proposta ritenendola di pubblica utilità – condizione necessaria per il percorso di project financing – e ha approvato il progetto di fattibilità perché venga inserito nel programma triennale 2019-21 dei lavori pubblici. Sarà questo il progetto per la nuova piscina? Impossibile dirlo ora. L’iter prevede che si passi ora in commissione consiliare e in consiglio comunale: quello che uscirà diventerà la base per la stesura del bando di gara (atteso verosimilmente nella primo semestre del 2019) a cui sarà invitato il proponente (Arco) ma potrà partecipare chiunque. Se il promotore non risulterà aggiudicatario potrà esercitare il diritto di prelazione se dichiarerà di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario. Insomma, per il momento si può dire che la giunta ha deciso di rifare la piscina. Come verrà fatta è da vedere.

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Un rendering del progetto per la nuova piscina comunale di Ravenna, elaborato dagli architetti di Nuovostudio per il consorzio Arco

CONTRIBUTO ANNUALE
La proposta di Arco imbastisce già un’ipotesi di convenzione con Palazzo Merlato per la gestione con un canone annuo di disponibilità pagato dal pubblico e definito dal privato «necessario per il raggiungimento della sostenibilità economico-finanziaria»: 625mila euro fino all’undicesimo anno poi 594mila. In totale quindi il Comune verserebbe 15 milioni spalmati su un quarto di secolo. All’attuale gestore (fino a fine anno Nuova Sportiva di Ferrara) il Comune già sta versando un contributo annuale di mezzo milione. Che rappresenta la metà delle entrate con cui l’impianto ha trovato il suo equilibrio fino a oggi: le altre voci sono 265mila euro dai noli vasca (soprattutto società sportive) e 270mila dal pubblico. Riassumendo: la Gambi è gestita da un privato con un milione di euro di ricavi all’anno, metà garantiti dalle casse pubbliche. Tra i dettagli esplicitati dalla proposta di Arco c’è una sostanziale differenza rispetto allo scenario attuale: il consorzio propone che manutenzione straordinaria e ordinaria siano a carico del gestore con una previsione di 165mila euro totali annui dal sesto anno.

INGRESSI PIÙ CARI
Nell’ipotesi firmata Arco verrebbero ritoccate tutte le tariffe: l’ingresso singolo per nuoto libero passerebbe da 6,10 euro a 8 (gli aumenti per le società saranno del 25 percento). Con una rapida occhiata questo è il panorama nei dintorni: a Forlì e Ferrara si entra con 7,50, a Lugo con 7,10, a Cesena con 7, a Bologna e Riccione con 6,90, a Cervia con 6,30. Nel 2017 gli ingressi alla piscina sono stati 160mila di cui un quarto (45mila) di comuni cittadini. Il resto è rappresentato dall’attività agonistica (56mila) e dalle società sportive (36mila giovani e 20mila adulti). Per completare il quadro vanno conteggiate le residue presenze rappresentate da gruppi e scuole, in totale poco meno di duemila. Alla luce di tutto questo, Arco stima che il primo anno di gestione abbia costi per 1,85 milioni di euro e ricavi per 2,5 milioni (compresi i fondi pubblici e i nuovi spazi dell’impianto).

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Un rendering del progetto per la nuova piscina comunale di Ravenna, elaborato dagli architetti di Nuovostudio per il consorzio Arco

IL CONSORZIO
Arco Lavori si è costituito nel 1999 come consorzio di circa 400 imprese artigiane che opera nel mercato delle costruzioni in genere, del facility managment, dell’energia e del medicale. Secondo i dati consultabili sul sito internet, nel 2017 il valore della produzione è stato di 106 milioni di euro e il portafoglio ordini di 210, entrambi in crescita. Il progetto architettonico per la piscina è di Nuovostudio, il progetto delle strutture è di Sarti Engineering e gli impianti di Team Engineering.

CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE
La proposta di Arco, per quanto ancora lontana da qualunque approvazione definitiva, non piace alla lista civica La Pigna che da tempo porta avanti la sua battaglia sulla piscina: «Se viene proposta una convenzione che prevede un contributo totale pari al costo totale del nuovo impianto, dov’è il rischio imprenditoriale per il privato previsto dal project financing?». La consigliera comunale Veronica Verlicchi mette in conto anche i sei milioni già finanziati alla gestione attuale e sostiene che «a quelle cifre il Comune potrebbe fare un centro natatorio di livello internazionale e poi trovare un gestore tramite bando senza bisogno di erogare contributi ma anzi chiedendo un canone di affitto».

Critico anche Emanuele Panizza, il grillino in consiglio comunale con il gruppo misto: «Per i prossimi 25 anni Ravenna avrà due sole vasche comunali che già adesso si dimostrano insufficienti alle esigenze di attività agonistica e utenza pubblica. Abbiamo già denunciato che diverse corsie riservate al pubblico, come previsto nel capitolato, sono state invece date in uso alle società agonistiche». La proposta è quella di realizzare una nuova struttura in un’area da individuare.

Il decano dell’opposizione, Alvaro Ancisi di Lpr, coglie l’occasione per concentrarsi sui rapporti tra pubblico e attuale gestore: «La Nuova Sportiva di Ferrara, mandataria della fallita Cmr di Argenta, nel 2004 ha avuto la gestione per la seconda volta: unica concorrente nella gara d’appalto, in 15 anni ha incassato in totale dal Comune 6 milioni lasciando al Comune solo il 3 percento degli incassi sui circa 8 milioni introitati nei 15 anni». Entro dicembre 2004, il Comune effettuò i lavori necessari perché la struttura fosse pienamente agibile e funzionante: «Al Comune sono toccate le spese per la sostituzione delle parti strutturali principali a causa di cedimenti e di quelle impiantistiche di maggior rilievo da sostituire per esaurimento di vita tecnica, nonché tutte le modifiche imposte da nuove norme di legge. Dunque, con l’imminente fine dell’appalto, la piscina andrebbe restituita pienamente efficiente e funzionante come ricevuta. Invece il Comune dice che la vuole buttare giù perché “la vita tecnica delle parti impiantistiche e strutturali dell’attuale struttura si sta esaurendo”. Com’è possibile senza gravi inadempienze?».

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Un rendering del progetto per la nuova piscina comunale di Ravenna, elaborato dagli architetti di Nuovostudio per il consorzio Arco

LA GIUNTA CI CREDE
La proposta di Arco è stata presentata alla giunta da Roberto Fagnani, assessore comunale ai Lavori pubblici: «La struttura è vecchia e bisognosa di interventi, a detta di tutti. Abbiamo deciso che su questo fronte si andrà avanti sulla strada del project financing e la proposta di Arco ci sembra che abbia le caratteristiche per essere ritenuta di pubblica utilità. Al momento non c’è niente più di questo, come è giusto che sia perché ci sono procedure da seguire. Quando si arriverà al bando chiunque potrà presentare la sua proposta e la commissione le valuterà. Le cifre e i piani di Arco sono solo una ipotesi, non è detto sarà quella finale. Questo deve essere chiaro: parliamo di una proposta che avvia un percorso pubblico». Di sicuro il rifacimento della piscina si inserisce in un approccio ormai chiaro della giunta: «In passato il Paese ha trascurato lo sport, noi invece crediamo che sia un settore in cui il pubblico debba investire perché un cittadino che fa sport è un cittadino che pesa meno sulla sanità. Per avvicinare le persone allo pratica bisogna partire dalle strutture, necessarie per l’attività». L’assessore prova a tranquillizzare i frequentatori della piscina su tre questioni: tempi, spazi e costi: «I lavori dovranno partire nel periodo estivo per sfruttare il periodo di minore utilizzo e si cercherà di ridurre al minimo la chiusura totale che secondo Arco sarebbe al massimo di sei mesi. Dalle società non ho avuto segnalazioni di mancanza di spazi in acqua per le loro attività. E per i costi penso che possa essere comprensibile un ritocco a tariffe che sono tra le più basse d’Italia». Infine una riflessione sul contributo erogato finora e su quello che si prevede nella proposta Arco: «Rispetto a oggi il contributo aumenterebbe di poco ma avremo una piscina nuova. E credo sia difficile pensare che un impianto del genere si sostenga da solo. Anche nel caso dello stadio Benelli, ad esempio, c’è un contributo pubblico al Ravenna che ha la gestione».

 

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