Scuole chiuse per coronavirus: a rischio gli stipendi dei lavoratori delle coop

Lo stop al mondo dell’istruzione arriva fino all’8 marzo e saranno due settimane intere. Torna d’attualità il tema delle differenze fra dipendenti pubblici e quelli assunti da aziende private in appalti pagati per la prestazione

Chairs Classroom College Desks 289740Tra i provvedimenti più drastici per contrastare la diffusione del coronavirus c’è stata senza dubbio la chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado per una settimana fino all’1 marzo e poi prorogata fino all’8. Una misura straordinaria e, a memoria, senza precedenti. E come ogni volta che le scuole vengono chiuse per causa di forza maggiore si riapre il tema di quei lavoratori che operano nelle scuole ma sono alle dipendenze di cooperative sociali del terzo settore e non che hanno vinto bandi pubblici per prestare i servizi.

«È vero, queste situazioni mettono sempre in mostra la disparità delle situazioni – conferma l’assessora all’Infanzia e all’Istruzione del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali – per quanto ci riguarda siamo disponibili a ragionare per il futuro, ma non possiamo al momento pensare di pagare prestazioni non ricevute perché sarebbe un danno erariale». Le ore degli educatori vengono infatti pagate a fronte del servizio svolto, l’unica conquista ottenuta in questi anni è che vengano pagati i primi tre giorni di assenza per malattia dello studente affidato all’educatore. «Una misura che possiamo immaginare possa applicarsi anche a questo caso», dice Bakkali. «Ma al di là di questo la questione riguarda gli accordi della cooperativa con il lavoratore, che magari prevede recuperi o una diversa organizzazione. Situazione diversa dovrebbe essere per i nidi, dove noi paghiamo a posto bimbo e quindi la chiusura per noi non comporta cambiamenti».

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A queste figure legate alla didattica, si aggiunge poi il grande comparto della mensa Camst i cui lavoratori, ci spiega la sindacalista della Filcams Cgil Alessandra Farina, in queste situazioni usano ferie o permessi ma non è escluso che dai tavoli bilaterali su questa emergenza specifica possano arrivare anche soluzioni alternative. E che magari, chissà, potranno riguardare anche altri lavoratori costretti a fermarsi per questa drastica misura sulle scuole.

In ogni caso, questa chiusura di fatto qualche risparmio lo comporterà per il Comune, ma non alla voce stipendi delle maestre sue dipendenti le quali lavorano con un contratto in questo in tutto simile a quello degli insegnanti statali.

Insegnanti che, un po’ come gli allievi, sono chiamati questa volta, almeno in alcuni casi, a un’attività lavorativa almeno parziale attraverso le nuove tecnologie. Sui registri elettronici e sui programmi come Classroom stanno infatti arrivando spunti, compiti, suggerimenti per gli studenti a casa. Certo, resta da sapere quanto questo stia entusiasmando gli studenti che comunque sia ricorderanno queste vacanze extra per molto tempo ancora.

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