venerdì
04 Settembre 2026
imprese

Agrintesa, a Castel Bolognese nasce il polo europeo del kiwi: investimento da 25 milioni

Inaugurato lo stabilimento rinnovato della cooperativa: 44 nuove celle, più capacità di stoccaggio, automazione e fotovoltaico. Entro il 2030 previste fino a 450 persone al lavoro

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Un investimento da 25 milioni di euro per trasformare lo stabilimento di Castel Bolognese in uno dei principali poli europei per la lavorazione e conservazione del kiwi. È il progetto realizzato da Agrintesa, inaugurato giovedì 3 settembre, con l’evento “Oltre – L’evoluzione che crea valore”, alla presenza di quasi mille tra soci, clienti, fornitori, partner e dipendenti della cooperativa.

Lo stabilimento, attivo dal 1990 e da oltre 35 anni punto di riferimento di Agrintesa per la gestione delle produzioni frutticole, è stato profondamente ampliato e ripensato. L’intervento, cofinanziato attraverso due fondi Pnrr, punta a rafforzare soprattutto conservazione, lavorazione e logistica, attraverso automazione e sistemi digitali interconnessi.

Il kiwi al centro
Il cuore del progetto è il kiwi, che rappresenta circa il 30% dell’intero paniere ortofrutticolo di Agrintesa. La cooperativa gestisce mediamente 55mila tonnellate di kiwi all’anno, provenienti da 3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie distribuite tra Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto.

A Castel Bolognese sono state realizzate 44 nuove celle in atmosfera controllata, su una superficie complessiva di 8.100 metri quadrati, con una capacità di 108mila quintali di prodotto. La capacità complessiva di conservazione e stoccaggio dello stabilimento salirà così a 308mila quintali, il 54% in più rispetto al passato.

Anche la capacità di lavorazione cresce sensibilmente: per il kiwi giallo passa da 230mila a 340mila quintali annui (+48%), mentre per il kiwi verde da 100mila a 150mila (+50%). L’obiettivo industriale è però ancora più ambizioso: entro il 2030 lo stabilimento dovrebbe arrivare a gestire complessivamente 600mila quintali di prodotto all’anno, estendendo la propria specializzazione anche a susine, albicocche e pere Williams.

Un magazzino sempre più automatizzato
Il nuovo stabilimento non è soltanto più grande, ma anche più tecnologico. Sono stati rifatti 23mila metri quadrati di piazzali e realizzati altri 10mila metri quadrati di nuove superfici. L’area di ricevimento comprende inoltre una tettoia in legno di 4.200 metri quadrati e tre nuove pese informatizzate.

Produzione e logistica sono ora collegate attraverso sistemi che consentono di controllare in tempo reale le linee, raccogliere automaticamente i dati e seguire i prodotti durante le diverse fasi. Un sistema di gestione del magazzino ottimizza ricevimento, stoccaggio, inventario e spedizioni, mentre un sistema di localizzazione in tempo reale permette di monitorare mezzi e materiali, rendendo più efficienti i percorsi interni e aumentando anche la sicurezza. Sono inoltre state installate scaffalature con shuttle automatici per 3mila pallet.

Meno consumi e più occupazione
Una parte importante dell’investimento riguarda la sostenibilità. Sul tetto dello stabilimento è stato installato un impianto fotovoltaico da 2.307 kWp, con una produzione annua prevista di 2,86 GWh. Insieme all’efficientamento dei sistemi frigoriferi e all’ottimizzazione della logistica, le nuove soluzioni dovrebbero consentire una riduzione del 15% dei consumi energetici e un risparmio stimato di 1.148 tonnellate di CO₂ all’anno. La nuova tecnologia di refrigerazione ridurrà inoltre di oltre il 70% l’impiego di ammoniaca.

La crescita dello stabilimento avrà ricadute anche sull’occupazione. Secondo le proiezioni al 2030, le giornate lavorate passeranno dalle attuali circa 45mila a 70mila all’anno, mentre gli addetti potrebbero aumentare da 280 a 450, con una crescita del 60%. Sono stati realizzati anche nuovi spazi per il personale, tra cui un edificio su due livelli dedicato ai servizi, oltre all’ampliamento degli uffici e della sala ristoro.

All’inaugurazione è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, all’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e al sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza, oltre ai vertici di Agrintesa e di Confcooperative.

Per il presidente di Agrintesa Aristide Castellari, il senso dell’operazione è soprattutto quello di creare nuove prospettive per le aziende agricole socie, valorizzandone le produzioni e rafforzandone la capacità di competere sui mercati. Il direttore generale Cristian Moretti ha invece sottolineato come il nuovo impianto sia stato concepito come una piattaforma in grado di sostenere la crescita della base produttiva e di operare durante tutto l’anno.

Un investimento che, nelle intenzioni della cooperativa, punta dunque a fare di Castel Bolognese un nodo strategico della filiera ortofrutticola, mettendo insieme dimensione industriale, tecnologia, sostenibilità e lavoro.

Agrintesa conta oggi circa 3.600 aziende agricole socie, 18.500 ettari coltivati e oltre 2.300 dipendenti, con un valore della produzione consolidato di circa 495 milioni di euro. Oltre la metà della produzione ortofrutticola viene esportata in 55 Paesi.

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