Nonostante il peso di carovita e inflazione, i ravennati non rinunciano a qualche piccolo sfizio tra le corsie del supermercato. Ne è convinto Paolo Delorenzi (nella foto), presidente degli alimentaristi di Confcommercio Ravenna. Secondo il titolare del Conad Superstore Galilei di viale Newton lo scontrino medio si attesta oggi sui 38 euro, contro i 40 dello scorso anno. «Non un cambiamento radicale – spiega Delorenzi –.
I tagli dei consumatori non sono attribuibili soltanto al recente aumento dell’inflazione o allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Da anni i carrelli sono più oculati: al “mucchio” di prodotti si preferisce una spesa più selezionata, tornando per i prodotti freschi e limitando gli sprechi». Un ruolo importante è giocato anche dalla dimensione dei nuclei familiari: «Una volta le famiglie erano numerose, mentre oggi ci troviamo spesso davanti a coppie o persone sole».
Secondo il presidente i rincari sarebbero stati generalmente contenuti nel settore alimentare: «A luglio l’inflazione si è attestata attorno al 2,8 percento, ma il comparto alimentare registra aumenti inferiori all’1 percento, con differenze tra i vari prodotti e anche qualche fenomeno di deflazione, come per la carne e i prodotti per l’igiene della casa e della persona». Dall’altra parte, alcune materie prime hanno registrato rincari più marcati, come caffè e cacao, a causa delle conseguenze del cambiamento climatico sulle coltivazioni, o il pesce, sul cui prezzo incide il costo del carburante per i pescherecci.
In questo scenario, la Camera di commercio stima la grande distribuzione come uno dei settori più in crescita del territorio, un dato che secondo Delorenzi è da attribuirsi alla grande presenza di supermercati e discount, ai quali nei prossimi anni si aggiungeranno due nuovi punti vendita a marchio Conad in via Trieste e a Fornace Zarattini. «Il nostro settore si basa su fiducia e fidelizzazione, soprattutto per quanto riguarda i prodotti freschi, dove la qualità viene prima dell’occasione – prosegue Delorenzi –.
I marchi storici resistono meglio rispetto a discount e nuove aperture, ma lo spazio è saturo: la bolla è destinata a scoppiare, con locali sfitti e conseguente disoccupazione». Se da un lato la forte concorrenza contribuisce a calmierare i prezzi, dall’altro Delorenzi mette in guardia da pratiche promozionali diffuse, che compensano grandi offerte con prezzi generalmente più alti, o con ribassi importanti per brevi periodi e rincari immediatamente successivi.
«Servirebbe un’azione politica volta al ripristino delle botteghe di prossimità, soprattutto per il loro valore sociale. Incentivi al posto di nuove licenze per invertire il trend economico».
Le variazioni dei prezzi secondo l’Osservatorio
Secondo l’Osservatorio prezzi del Comune di Ravenna, la voce alimentari a maggio 2026 (ultimo dato disponibile) ha avuto un rincaro del 2,1 percento a Ravenna e del 2,6 a livello italiano nel confronto con lo stesso mese del 2025.



