giovedì
24 Settembre 2026
Osservatorio prezzi

Inflazione di agosto: 3,4 percento a Ravenna, più alta del dato regionale e nazionale

Bollette e trasporti trainano l'aumento del costo della vita per effetto della crisi energetica connessa a Hormuz

Condividi

Nel mese di agosto 2026 nel comune di Ravenna l’inflazione tendenziale (cioè la variazione rispetto allo stesso mese dell’anno prima) è al 3,4 percento, superiore al dato medio dell’Emilia-Romagna (3,1) e dell’Italia (3,3). In pochi mesi si è invertito il gap registrato a febbraio, quando Ravenna era 0,9 punti percentuali sotto la media italiana.

I numeri escono dalla riunione di stamani, 24 settembre, dell’Osservatorio dei prezzi al consumo voluto dal Comune che, insieme alle associazioni di categoria e alle forze sindacali, si propone di analizzare trend e congiunture su base stagionale e condividere le strategie migliori con gli obiettivi di difendere la competitività delle imprese e salvaguardare il potere di acquisto dei cittadini.

Quello di oggi è stato il quinto appuntamento da quando l’Osservatorio si è insediato e ha preso in esame il trimestre giugno-agosto 2026:

  • Giugno 2026: Ravenna 2,9% – Emilia-Romagna 2,7% – Italia 3,0%
  • Luglio 2026: Ravenna 2,7% – Emilia-Romagna 2,7% – Italia 2,9%
  • Agosto 2026: Ravenna 3,4% – Emilia-Romagna 3,1% – Italia 3,3%

L’Osservatorio conferma un dato strutturale, cioè Ravenna amplifica il ciclo nazionale: quando l’inflazione nazionale sale, qui sale di più; quando scende, scende maggiormente. In questa fase di risalita, l’amplificazione si traduce in uno svantaggio concreto per famiglie e imprese.

La categoria che pesa di più è abitazione (gas ed elettricità) ed energia: da sola vale +0,86 punti sui 3,4 di Ravenna e +1,09 punti sui 3,3 in Italia ad agosto. A giugno Ravenna era al 5,5 contro 7,2 Italia, ad agosto è al 7,2 contro 9,1 Italia: resta sotto la media nazionale, ma il divario si sta chiudendo rapidamente. Dinamiche simili anche per i Trasporti. Sul fronte congiunturale (mese su mese) Ravenna oscilla di più: +1,7 percento a luglio contro +1,1 Italia.

«I dati di questo trimestre – commenta il sindaco Alesandro Barattoni – ci dicono con grande chiarezza dove si concentra oggi il caro vita per le famiglie ravennati: nella casa (gas ed elettricità) e negli spostamenti. È l’effetto diretto dello shock sui mercati energetici legato alla crisi di Hormuz, che si scarica sulle bollette. Sui trasporti il meccanismo è lo stesso, ma ancora più evidente. La categoria sale del 6,1 percento, trainata quasi esclusivamente dai carburanti: gasolio per i mezzi a +26,7 percento, benzina a +16,3. È lo stesso shock energetico che colpisce il riscaldamento/raffrescamento, ma che qui colpisce chi ogni giorno deve usare l’auto per andare a lavoro».

Un dato deve far riflettere, secondo il sindaco: «Mentre i carburanti schizzano, il trasporto passeggeri scende del 3,7 percento. Significa che quando muoversi costa troppo, le persone iniziano a rinunciare a viaggiare. È il segnale che il caro carburante non è solo un numero, ma sta già frenando consumi e mobilità. Casa e trasporti sono due voci che insieme rappresentano una quota sempre più grande del bilancio familiare, come ci dice l’evoluzione dei pesi del paniere dal 2016 ad oggi. Per questo monitorarle non è un esercizio statistico, ma uno strumento per capire dove intervenire per tutelare la competitività delle nostre imprese e il potere d’acquisto dei cittadini».

Barattoni è tornato a sottolineare la decisione introdotta dal 15 settembre di investire sul trasporto pubblico gratuito con la linea 1 «e continueremo ad investire su meccanismi di incentivazione che alleggeriscano il peso degli spostamenti quotidiani per famiglie, lavoratrici e lavoratori».

Condividi

Notizie correlate

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi