Dietro lo stop ai cantieri del secondo lotto di ammodernamento della cosiddetta “tangenziale di Ravenna”, lungo la statale Adriatica alle porte della città, c’è una crisi finanziaria dell’impresa incaricata dei lavori da parte di Anas, che rischia di rendere molto più complicato e lungo il completamento degli interventi. Al momento, infatti, non è possibile prevedere quando le attività potranno ripartire e, soprattutto, chi sarà chiamato a portarle a termine.
La società coinvolta è Renova Red spa, con sede legale a Roma e sede operativa a Cesena, che si era aggiudicata l’appalto per la ristrutturazione e l’ampliamento degli impalcati dei ponti sul Ronco (alla rotonda della Ravegnana), sul Montone (nei pressi del centro commerciale Esp) e sullo scolo Lama, oltre a interventi sui ponti stradali di via Quaroni e via Cella. Come ricostruisce oggi Carlo Raggi sul Resto del Carlino, l’azienda ha presentato a fine settembre al tribunale di Roma un’istanza per ottenere le misure protettive del patrimonio nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi. Si tratta di uno strumento che punta a consentire all’impresa di ristrutturare la propria esposizione debitoria, proteggendola nel frattempo da eventuali azioni esecutive dei creditori. Le misure sono già operative, ma dovranno essere confermate dai giudici nell’udienza fissata per l’11 novembre. Una data importante per capire quale futuro possa avere la società e, di conseguenza, anche il cantiere ravennate.
La situazione aziendale appare particolarmente delicata. Le organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Cesena hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando ritardi nei pagamenti degli stipendi che arriverebbero fino a tre mensilità e diversi cantieri bloccati in varie parti d’Italia, molti dei quali relativi ad appalti Anas. Le difficoltà per i lavoratori, secondo quanto riportato dal Carlino, si trascinano da tempo: alcuni dipendenti, rimasti senza retribuzione per mesi, hanno lasciato l’azienda per cercare un’altra occupazione, mentre altri sono in cassa integrazione.
Due gli scenari possibili per i lavori sull’Adriatica a Ravenna. Il primo è che Renova Red riesca a superare la crisi attraverso la ristrutturazione del debito e possa tornare operativa. Ma anche in questo caso ci sarebbe un problema tutt’altro che secondario: la disponibilità di personale. La seconda possibilità è che Anas decida di risolvere il contratto con l’attuale appaltatrice e proceda a interpellare le imprese che si erano classificate nelle posizioni successive nella gara. Una strada che, tuttavia, comporterebbe inevitabilmente ulteriori passaggi amministrativi e tecnici, oltre alla necessità di verificare la disponibilità delle altre aziende a subentrare. In entrambi i casi, insomma, non si prospetta una soluzione rapida. E i lavori sul semianello sono destinati a proseguire ben oltre le previsioni iniziali, che indicavano nella fine dell’estate 2026 il termine degli interventi.
I cantieri erano stati aperti nel marzo 2025. Secondo i dati riportati dal Carlino, l’avanzamento complessivo del secondo lotto era arrivato al 20,86 per cento dopo i primi dieci mesi, per salire al 41,56 per cento ai primi di agosto 2026, quando le attività risultavano già interrotte.
Le conseguenze dello stop sono visibili soprattutto sui due principali attraversamenti fluviali. Sul Ronco l’impalcato è già stato allargato, mentre sul Montone le grandi travi metalliche necessarie all’ampliamento del ponte sono state depositate sulla carreggiata chiusa al traffico, in attesa di poter essere installate.


