venerdì
25 Settembre 2026
la spreta

L’aeroclub di Ravenna è commissariato

Attività sospese per la mancata manutenzione ai velivoli, decaduti i dirigenti, capitale da liquidare per sanare i debiti e ripartire

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L’aeroclub di Ravenna è commissariato dal 28 luglio. Il commissariamento arriva con la scadenza degli organi sociali: non c’è stata disponibilità tra i soci per instaurare una nuova dirigenza tramite elezioni interne e i vertici nazionali dell’Aeroclub d’Italia (Aeci) hanno stabilito un commissariamento temporaneo per valutare le possibilità di riattivare l’associazione e conservare il titolo Enac a operare. Le attività dell’aeroclub erano già sospese dall’inizio dell’anno (rimane operativa l’associazione di paracadutismo che utilizza in autonomia gli stessi spazi all’aeroporto Gastone Novelli in via Dismano, meglio noto come “La Spreta”).

I tre aeroplani dell’associazione non possono essere utilizzati perché la manutenzione non è stata fatta nell’ultimo periodo. Il commissario è Oriano Callegati, presidente anche dell’aeroclub di Lugo. L’incarico è a titolo gratuito: «In passato ho rifiutato incarichi simili in altre parti d’Italia, questa volta ho accettato perché è sul territorio dove vivo e credo ci siano potenzialità per riprendere le attività. Conosco molti dei soci e dei frequentatori di Ravenna e sarebbe un peccato perdere questa realtà associativa che invece andrebbe vista come un canale di promozione». L’incarico di Callegati è fino a gennaio 2027 con una missione chiara: «Capire se ci sono le possibilità di rimettere in sesto l’aeroclub. Dalle prime informazioni raccolte finora, mi risulta ci sia del capitale liquidabile per coprire eventuali debiti e appianare i conti. Ma dovrò esaminare con attenzione la documentazione dell’associazione per capire lo stato di salute dei conti e poi convocherò l’assemblea dei soci per individuare la disponibilità a ricostituire gli organi sociali».
Per le distanze di chi è abituato a volare, la Spreta è da considerare un aeroporto sul mare e il commissario è convinto che questo sia un grande valore per l’attività: «Si potrebbe incrementare l’avioturismo di appassionati anche da fuori. All’estero i piccoli comuni fanno di tutto per avere aviosuperfici, in Italia invece c’è chi le vede come fumo negli occhi. Mi auguro che il Comune di Ravenna capisca le potenzialità. C’è un motto americano che rende bene l’idea: un km di strada non porta da nessuna parte, un km di pista può portare in tutto il mondo».

Un anno fa l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) lanciò un progetto per lo sviluppo di collegamenti commerciali di linea tra piccoli aeroporti di interesse territoriale: il 15 settembre 2025 ci fu il primo volo dimostrativo tra Fano e Roma Urbe (50 minuti). Il consigliere comunale Renato Esposito (Fdi) di recente è tornato a interrogare il sindaco su cosa intenda fare per rientrare in questo progetto con la Spreta.

Posizione espressa anche dal consigliere Alvaro Ancisi (Lpr) nei mesi scorsi. Può essere una via per il rilancio di Ravenna? Callegati è scettico su tutto il progetto: «Sulla carta è bello, ma bisogna fare i conti con le cifre. Se si usano aerei che volano a 4mila euro all’ora perché va considerato anche il costo del pilota, diventa difcile proporre un prezzo competitivo per i passeggeri».

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