martedì
29 Settembre 2026
pubblici esercizi

In sei anni nel comune di Ravenna è scomparso (quasi) un bar ogni cinque

Secondo Confesercenti in provincia il territorio ha perso 57,9 milioni di euro di ricchezza

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La desertificazione commerciale non riguarda soltanto i negozi. Anche la rete dei pubblici esercizi, e in particolare i bar, sta subendo una progressiva contrazione, con effetti che vanno oltre il semplice numero delle imprese e investono la vitalità economica e sociale dei territori. È quanto emerge dall’analisi Confesercenti sull’evoluzione delle imprese del servizio bar tra il 2019 e il 2025. In provincia di Ravenna, in sei anni, il numero dei bar è passato da 1.159 a 966, con una perdita complessiva di 193 imprese, pari al -16,7%.
Ancora più significativo il dato relativo al capoluogo: nel comune di Ravenna i bar sono passati da 497 nel 2019 a 403 nel 2025, con 94 attività in meno, pari a una diminuzione del 18,9%.

Un andamento che si inserisce in un fenomeno nazionale di dimensioni strutturali. Complessivamente, in Italia, le imprese del servizio bar sono scese da 169.839 a 145.766, con 24.073 imprese in meno (-14,2%). La contrazione interessa in misura ancora più marcata i comuni capoluogo, dove il calo raggiunge il 15,6%. Oltre il dato delle imprese: 57,9 milioni di euro di ricchezza perduta

La riduzione dei bar ha anche una dimensione economica. Per la provincia di Ravenna Confesercenti quantifica in 57,9 milioni di euro la ricchezza persa dal territorio in relazione alla contrazione del comparto tra il 2019 e il 2025.

A livello nazionale la stima supera i 7,2 miliardi di euro. La metodologia considera un fatturato annuo medio di 190 mila euro per ciascuna attività cessata e ipotizza che circa il 50% di questo valore venga definitivamente perso per il territorio, mentre la parte restante si redistribuisca sulle attività rimaste, laddove la domanda possa essere assorbita.

«Il dato sui bar ci dice con chiarezza che la desertificazione commerciale non riguarda soltanto le vetrine dei negozi, ma l’intera rete delle attività di prossimità – dichiara Monica Ciarapica, presidente Confesercenti d’area Ravenna-Cesena –. Un bar che chiude non rappresenta soltanto la perdita di un’impresa e di posti di lavoro: significa anche perdere un luogo di incontro, un presidio quotidiano e un servizio che contribuisce alla vitalità di un quartiere, di un paese o di una frazione. I numeri della provincia di Ravenna, con quasi 200 bar in meno in sei anni, ci impongono di affrontare il problema in modo strutturale, sostenendo chi decide di investire e fare impresa nei territori».

Secondo l’analisi Confesercenti, la contrazione del comparto è riconducibile a una combinazione di fattori strutturali e congiunturali: dall’aumento dei costi di gestione, che comprime i margini di attività caratterizzate da scontrini medi contenuti e alta intensità di manodopera, agli effetti della pandemia e al cambiamento delle abitudini di consumo. Incidono inoltre il potere d’acquisto delle famiglie, la maggiore selettività della domanda, la concorrenza di formule alternative, le difficoltà di ricambio generazionale e la carenza di personale.

La proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la desertificazione, promossa da Confesercenti, punta proprio a sostenere la presenza delle attività di prossimità. L’associazione invita a firmare on-line con SPID o CIE a questo link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009

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