È stato inaugurato questa mattina, venerdì 2 ottobre, a Mandriole il nuovo impianto di biometano di Agrisfera, realizzato con un investimento complessivo di poco superiore ai 10 milioni di euro, di cui 2,3 milioni attraverso un contributo Pnrr tramite Gse. Alla Fattoria Guiccioli, rappresentanti del mondo agricolo e cooperativo, istituzioni e imprese si sono confrontati sul “Binomio energie rinnovabili e agricoltura”, prima del trasferimento all’impianto per l’inaugurazione.
«Quello che si festeggia oggi – ha dichiarato Rudy Maiani presidente di Agrisfera – è un percorso partito nel 2009. I miei colleghi e le diverse aziende che hanno collaborato a questo progetto hanno fatto un enorme sforzo e a loro va il mio ringraziamento. Quasi vent’anni fa il settore delle rinnovabili era fatto di idee pionieristiche ma quelle idee si sono rivelate più che mai vincenti per sostenere il mondo dell’agricoltura».
Il nuovo impianto, nato dalla conversione del precedente impianto a biogas, ha una capacità di 400 metri cubi/ora e una produzione prevista di circa 3,5 milioni di mc di biometano all’anno. Utilizza circa 50.000 tonnellate annue di biomasse, per metà di origine animale e per metà di origine vegetale dedicata. Dopo il processo di digestione anaerobica e upgrading, il biometano viene controllato e immesso nella rete Snam. I lavori per la conversione dell’impianto erano iniziati il 4 luglio 2025, mentre la prima immissione di biometano nella rete Snam è avvenuta il 29 luglio 2026.
Simone Gamberini, presidente Legacoop Nazionale aggiunge: «Un impianto che rappresenta un’idea strategica costruita negli ultimi 10 anni e non solo un singolo episodio. La burocrazia probabilmente non ha reso semplice questo percorso ad Agrisfera, la volontà di investire sulla transizione energetica è stata premiata dall’Europa, speriamo non rimanga una buona pratica, ma una scelta strategica a sostegno delle cooperative che concretamente trovano soluzioni di sistema al tema dell’autonomia energetica».
L’intera produzione è acquistata dal colosso dell’industria ceramica Marazzi Group di Sassuolo. La sostituzione di gas fossile con il biometano consente una riduzione stimata vicina alle 9.000 tonnellate di CO2 all’anno. Tutto il digestato viene invece riutilizzato sui terreni Agrisfera, chiudendo il ciclo produttivo secondo un modello di economia circolare agricola.
«Agrisfera – ha detto il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni – ha iniziato da tempo un percorso per innovare tramite investimenti che combinassero la reddittività delle proprie attività con l’essere un’azienda che fa della sostenibilità un principio delle proprie azioni. Questo modo di procedere tiene insieme ragionamenti di una filiera che, con questo impianto, si amplia, perché lega la produzione animale e vegetale con la produzione di energia e si collega ad una delle attività più energivore di tutta l’Emilia-Romagna, cioè l’industria delle ceramiche. Questo è un modello di come tenere insieme sostenibilità ambientale, lavoro e reddittività delle attività agricole, un processo che va sostenuto e a cui Agrisfera, negli anni, ha affiancato investimenti sulle persone e sull’agricoltura di precisione. Un investimento importante che si lega all’innovazione, reso possibile anche da quell’Europa che ha sostenuto una parte dell’investimento con i fondi Pnrr. L’Europa, quindi, si dimostra ancora una volta decisiva per affrontare al meglio le sfide del nostro presente.ha dichiarato».


