Creata da Ravenna Festival nel 2024 per i territori più duramente colpiti dall’alluvione dell’anno precedente, Romagna in fiore è già diventata uno dei segmenti di programmazione più amati e attesi dal pubblico: la rassegna ecosostenibile, diffusa e in dialogo con le comunità propone anche quest’anno, alla sua terza edizione, appuntamenti pomeridiani nei quattro fine settimana dall’1 al 24 maggio in nove località della Romagna. Si ritorna a Modigliana, Faenza, Forlì e Ravenna alla Torraccia, ma si raggiungeranno anche Fontanelice, Cotignola, Santa Sofia, Bertinoro e il Rifugio Ca’ Carnè presso Brisighella. I luoghi di spettacolo sono spazi all’aperto raggiungibili solo a piedi o in bicicletta; non ci sono né ingombranti palcoscenici né luci artificiali, in linea con la filosofia di questa speciale rassegna. E i protagonisti? Artisti dalla sensibilità green (Davide Ambrogio, Bandabardò, Canzoniere Grecanico Salentino, Motta, Enzo Avitabile, Eugenio Finardi, Irene Grandi, Niccolò Fabi, Zé Ibarra…) ma soprattutto le comunità locali con il patrimonio di natura e tradizioni, anche enogastronomiche, che custodiscono e il pubblico che si metterà in cammino per condividere una nuova esperienza di spettacolo dal vivo.
Sabato 9 maggio si ritorna a Faenza, celeberrima capitale delle ceramiche, presso Castel Raniero, dove fra il 1926 e il 1932 fu creata una colonia elioterapica e che oggi è “casa” dell’ormai storico festival folk La Musica nelle Aie. In scena c’è Motta, uno dei cantautori chiave della generazione millennial e una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana sin da quando, dieci anni fa, ha pubblicato l’album La fine dei vent’anni, perfetto esordio solista che già sapeva calibrare anima rock, scrittura introspettiva e melodia pop (non a caso ottenne la Targa Tenco come miglior opera prima).











