lunedì
27 Aprile 2026
Elezioni Comunali

«Cervia deve valorizzare la cultura, frenare la frenesia edilizia e liberarsi del traffico»

La giornalista Marisa Ostolani guarda al prossimo voto: «Il centrosinistra ha perso l’occasione di candidare una donna, il centrodestra diviso per questioni di ego»

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Stop al consumo di suolo, riduzione del traffico e dell’accessibilità veicolare, riqualificazione degli impianti sportivi e valorizzazione della sfera culturale cittadina. Sono queste, secondo la giornalista Marisa Ostolani, le principali sfide che attendono il prossimo sindaco.

Nata e cresciuta a Cervia, Ostolani lascia la città a metà degli anni ’70 per intraprendere la carriera giornalistica prima a Bologna (per La Repubblica e La Stampa), poi a Bruxelles come corrispondente estera dell’Ansa. Chiude la sua carriera a Roma, come caporedattrice aggiunta agli Esteri dell’Ansa, prima di rientrare a Cervia nel 2022 dove fonda l’associazione culturale “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia” di cui è presidente e attraverso cui organizza un festival letterario annuale.

«Cervia è la mia città del cuore. Gli anni di lontananza mi hanno fatto ritrovare però una realtà profondamente cambiata, caotica. Drastico il cambiamento di Milano Marittima, che ricordavo come una località verde e graziosa, piena di personalità – commenta Ostolani -. Il centro storico di Cervia paga invece il prezzo di una riqualifica incoerente e non unitaria. Borgo Saffi è terra di nessuno, lo storico cinema Europa è diventato un lotto di appartamenti di lusso. Alla soddisfazione per il recupero della Darsena del Sale si è poi accompagnata la delusione nel vederla trasformata in una spa e un ristorante sfarzoso, a fronte di una biblioteca che chiede spazi e all’assenza di una casa della cultura in città. È mancata una visione d’insieme per preservare un centro storico unico a livello storico e culturale».

La campagna elettorale in corso non sembra prospettare per il momento il cambiamento desiderato: «Siamo solo all’inizio, ma non si vedono forti differenze di carattere identitario tra i nomi in corsa – prosegue Ostolani -. Incomprensibile, e probabilmente dettata dall’ego, la scelta del centrodestra di proporre tre candidati di cui non si sente il bisogno, con programmi sostanzialmente uguali tra loro». Per quanto riguarda il centrosinistra, invece, è da condannare un approccio che sembra aver già dimenticato ciò che è successo: «Cervia ha la capacità di rimuovere gli episodi negativi dalla memoria collettiva, e ciò che è successo alla giunta Missiroli non fa eccezione. Queste elezioni anticipate potevano essere una grande occasione per dare alla città una sindaca donna, non solo in funzione delle politiche di genere, ma anche delle circostanze che hanno riportato i cervesi alle urne. Mi sarei aspettata uno sforzo maggiore dal partito principale». Tra le criticità del dibattito politico locale, anche l’esagerazione e la strumentalizzazione di alcuni temi, come la raccolta di rifiuti a ridosso delle saline e il tema della sicurezza, «che dovrebbe partire proprio dalla promozione di una cultura di genere paritaria rispettosa».

Per quanto riguarda i progetti concreti da mettere in campo, nella visione della giornalista, sarà necessario porre fine alla «frenesia edilizia» che sta colpendo soprattutto e zone residenziali di Pinarella e sostituire al cemento nuove aree verdi pensate come luogo di aggregazione per giovani e famiglie. Lo stesso ragionamento si applica agli impianti sportivi: «Fuori luogo la creazione da zero di nuovi impianti quando in città non mancano quelli da riqualificare, con circoli e strutture che hanno solo bisogno di essere valorizzati e messe in rete. In generale, dovremmo partire dal valorizzare ciò che già abbiamo».

Fondamentale anche liberare la città dalla «morsa del traffico», immaginando parcheggi ad anello ai margini della città, dotati di noleggio bici per liberare centro storico e lungomare dalle automobili: «Una cittadina piccola come la nostra non può essere ostaggio di code, traffico e parcheggio selvaggio», osserva la giornalista, richiamando anche il confronto con alcune capitali europee come Bruxelles, dove «è possibile raggiungere qualsiasi luogo in bicicletta». Infine è da rivedere l’identità culturale cittadina, troppo spesso ridotta a «qualche imbellettata di folklore o al rimestare ciò che è comfort zone».

Secondo Ostolani, «la mancanza di visione sulle politiche culturali emerge da elementi minori, come la mancanza di una linea direttrice nella programmazione dei Magazzini del Sale, fino agli errori più evidenti, come la perdita di Villa Caravella». La residenza cervese della scrittrice Deledda, premio Nobel nel 1926, infatti è stata messa in vendita negli anni ’80 senza venire acquistata dal Comune, passando così in mano a privati. Oggi, il giardino è usato come parcheggio dell’hotel adiacente. «Si dice che Cervia sia governata dalla “lobby” bagnina e alberghiera, poco attenta alla cultura. Ma l’errore è quello di non valorizzare il potenziale culturale come leva turistica, immaginando ad esempio un ponte ideale tra Sardegna e Romagna o la valorizzazione di Cervia come “Città dei Nobel”, con vincitori del premio come ospiti annuali».

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