Nerval Teatro torna a confrontarsi con Samuel Beckett con una creazione che rimette in tensione testi, corpi e spazi. Le opere del drammaturgo non sono rappresentate, ma abitate come condizioni: attesa, silenzio, ripetizione, tempo sospeso. In scena, moduli bianchi mobili che si trasformano con i corpi in un organismo instabile dove la differenza è principio compositivo e le presenze non sono personaggi, ma figure esposte al tempo.
La pièce nasce dall’incontro tra la ricerca di Nerval Teatro costruita insieme ad attori con disabilità, e l’esperienza di Casa Teatro UMANA MENTE. Un dialogo tra pratiche e sensibilità che ridefinisce la scena come spazio di incontro, relazione e trasformazione. Lo spettacolo è inserito anche nel festival L’arte che include a cura di Nerval Teatro.
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Dopo lo spettacolo incontro con Maurizio Lupinelli (regista dello spettacolo) in dialogo con Marco Martinelli, Gerardo Guccini e Fabrizio Fiaschini. Ingresso libero










