giovedì
22 Ottobre 2026
La storia

La ristoratrice polacca che ha conquistato i palati ravennati con i pierogi accanto ai cappelletti

I tipici ravioli nel menù della Trattoria da Betti aperta nel 2019 da Elzbieta Wolak: «I matrimoni misti favoriscono l'integrazione, ma non si crea la comunità tra connazionali dall'estero in città»

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«Non ho scelto io di vivere in Italia, ma il mio cuore. Ravenna, invece, l’ho scelta per le sue caratteristiche: le dimensioni a misura d’uomo, l’organizzazione e la sua posizione strategica». La 60enne Elzbieta Wolak, che a Ravenna è più conosciuta semplicemente come “Betti”, nasce in Polonia, in un piccolo paese vicino a Breslavia. A 27 anni, durante una vacanza in Toscana conosce quello che ancora oggi chiama «l’amore della sua vita» e decide di costruire il suo futuro in Italia. La scelta ricade su Ravenna, anche per la facilità dei collegamenti tra la Polonia e il Sud Italia, terra d’origine del marito.

Oggi, dopo oltre 30 anni, Wolak gestisce un ristorante in via Faentina con un’insolita proposta polacco-romagnola, “Trattoria da Betti”. «La cucina è sempre stata la mia grande passione. Ho aperto nel 2019, poco prima della pandemia, iniziando con una proposta prevalentemente romagnola – spiega la ristoratrice – con pazienza, ho aggiunto via via sempre più piatti della tradizione est europea, affiancando ai cappelletti i pierogi (tipici ravioli polacchi, ndr): temevo una certa diffidenza iniziale, e ho voluto conquistare prima la fiducia dei ravennati, i primi a frequentare il locale e oggi sempre più curiosi di scoprire nuovi sapori».

Wolak infatti spiega che, a differenza di gruppi di altre nazionalità presenti in città, non esiste una vera e propria comunità polacca a Ravenna: «I polacchi si trasferiscono raramente con la famiglia: si parla per lo più di matrimoni misti, anche per quanto riguarda le seconde generazioni. Questo favorisce una buona integrazione, ma non favorisce la formazione di una comunità strutturata».

Sul fronte delle materie prime, proporre una cucina apparentemente così distante da quella del territorio non si è rivelato un ostacolo. «Oggi riesco a trovare tutto ciò che mi serve anche nei supermercati italiani – spiega Wolak -. Inoltre utilizzo spesso eccellenze locali, come alcuni tipi di carne, come ingredienti base per i piatti della tradizione polacca».

Al suo fianco nella gestione del ristorante c’è il marito Antonio Giordano. Per la coppia non si tratta della prima esperienza imprenditoriale: dopo il trasferimento nel Ravennate, hanno gestito per oltre vent’anni una gelateria a Lido Adriano, per poi passare a una pizzeria al taglio e piadineria in via Argentario: «Inizialmente cercavo un lavoro stagionale, che mi consentisse di seguire da vicino la crescita delle mie figlie – precisa Wolak -, poi il mercato è cambiato: la stagione si è accorciata, il lavoro diventava sempre più instabile, e ormai le mie figlie erano autonome, così ho potuto seguire il sogno della ristorazione. Tutte le attività sono state aperte in società con mio marito, ma come cittadina europea non avrei comunque trovato particolari ostacoli burocratici».

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