Canéna, vitigno autoctono di pianura per un autunnale vino fresco da beva

Prodotta in piccole quantità e disponibile sfuso nelle cantine e nei locali a Russi e dintorni, è nota per il suo abbinamento col Bél e Còt, in occasione della settembrina Fìra di Sett Dulur

Canena Uva“Canina”, “Canéna”, “Canaiola”, “Canucula” o …“Canica” ? Cosa volete bere esattamente? In questo periodo avrete sicuramente sentito questi termini che altro non sono sinonimi, probabilmente di provenienza dialettale o pseudo tale, che identificano uno dei primi vini rossi romagnoli ad essere bevuti. La Canéna, era un vitigno molto coltivato anche nel medioevo che dava un vino destinato ai palati poco pretenziosi. Era un vino di bassa qualità e per questo non godeva di nessun tipo di considerazione se non quella di soddisfare forse, un impeto immediato di desiderio alcolico. Si trattava di un “liquido” di media alcolicità, di color rubino, acido e leggero di gradazione alcolica.
Nulla di importante, tanto è vero che spesso era usato per tagliare altri vini con lo scopo di alleggerirli di grado alcolico e renderli più bevibili.

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In epoca medievale non era coltivata solo in Romagna ma anche in Toscana, dove spesso era confuso con il Canaiolo Nero, uva che nel “Gran ducato di Toscana” era destinata a vini ben più importanti.
Se oggi in Toscana non è più coltivata, in Romagna, invece, è una vite autoctona ancora lavorata ed esattamente come nel Medioevo l’area di coltivazione è la pianura del ravennate e Russi, è la cittadina che rappresenta questo vino che per tradizione invade i calici dei romagnoli nel periodo della “Fira di Sett Dulur”.

Questa manifestazione battezza in Romagna l’inizio delle bevute della nuova vendemmia perché la “Canéna” è una delle primissime uve a bacca rossa ad essere raccolta per via della sua naturale precocità. I romagnoli in questo periodo fanno, però, un errore di valutazione, anzi, due per l’esattezza. Il primo è quello di confondere la “Cagnina” con la “Canina”. Sono, difatti, due vitigni completamente diversi per origine e tipologia. Secondo errore, se vogliamo ancor più grave, è di limitarsi a bere la Canéna solo nel periodo ella fiera forse perché portati a credere che la vendita sia fatta solo in questo spensierato evento cittadino. In realtà la fiera di Russi altro non è che l’inizio!

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La Canéna è un vino precoce pronto da bere la terza settimana di settembre

Tanto è vero che per la “Canèna nova”, tradizione vuole che sia pronta per la terza domenica di settembre. La fine della fiera, quindi, è l’inizio e non la fine. Dopo la manifestazione, quest’anno terminata il 20 settembre, potete andare a Russi e zone limitrofe e richiederla direttamente alle cantine produttrici o ai negozianti specializzati della zona mentre nei bar la troverete facilmente in mescita. La Canéna è venduta solo sfusa, non esiste un imbottigliamento per via della sua fugacità. Di solito si trova fino alla metà di ottobre o forse più dipende dall’esaurimento scorte perché in realtà i litri a disposizione non sono molti. La Canena è un vino facile e giocoso che potete versare nel calice ancora per qualche settimana finché non arriveranno gli altri protagonisti della vendemmia 2021: cagnina, novelli, vini nuovi e poi bianchi e corposi Sangiovese.

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Il Bel e Cott, salume cotto tipico di Russi da degustare con la Canéna

Mi sembra, però, di vedere qualcuno di voi storcerete il naso. D’altronde lo capisco la Canéna non è certo da paragonare a nessun vino romagnolo, forse nemmeno a quelli più blandi normalmente scartati dagli appassionati. Ancora oggi è definito un vino scadente, tagliato con altri vini deriva, infatti, da un uvaggio composto in parte da uve come Marzemino, Ancellotta, Cornacchia, Romanino, per renderla più interessante ma i vostri padri e soprattutto i vostri nonni si ricorderanno molto bene che nelle osterie della bassa Romagna negli anni ’70 il vino più bevuto era proprio, pensate un po’, la Canéna. Se non vi piace l’idea, pazienza, ma il suggerimento è di prendere questo vino per quello che è, perle sue doti di piacevolezza immediata quasi a soddisfare un desiderio improvviso di assaporare l’annata che verrà e, soprattutto, ricordate che in quei di Russi non dovete mai parlare male della Canéna. Meglio non scherzarci su e se vi offrono un bicchiere di liquido purpureo, abbozzate un sorriso e finite di bere perché qui la Canéna è sacra… E magari vi piacerà pure.

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