giovedì
25 Giugno 2026

Era positiva al Covid, ma andò in farmacia: 60enne condannata a pagare 2.417 euro

Decreto penale. La donna disse che non sapeva a chi rivolgersi per l’acquisto di farmaci

Una donna sessantenne residente nel forese di Ravenna è stata condannata al pagamento di 2.417 euro per essere andata in farmacia mentre era positiva al Covid e tenuta a restare in quarantena. La vicenda che risale al dicembre del 2020 è riportata da Il Corriere Romagna in un articolo del 31 gennaio firmato da Federico Spadoni.

La farmacista era a conoscenza dello stato di positività al coronavirus della donna e dopo un rapido accertamento decise di denunciare la circostanza. Arrivò un decreto di condanna a cui la sessante si oppose. Ieri in tribunale il processo con l’avvocato difensore che ha rinunciato all’opposizione e accettato la condanna. Inizialmente la donna aveva sostenuto che quell’uscita, indossando tutti i dispositivi di protezione necessari, era dettata dalla necessità di recuperare farmaci anche per il marito infetto e senza sapere a chi altro rivolgersi.

Cameriere e pizzaiolo in nero, l’Ispettorato sospende l’attività di un ristorante

Trovati due lavoratori senza contratto in un locale in un centro commerciale. La difesa: controlli nel primo giorno di lavoro

PIZZA FORNO LEGNAL’Ispettorato del Lavoro di Ravenna ha sospeso temporaneamente l’attività di una pizzeria-ristorante in un centro commerciale cittadino dopo aver trovato due lavoratori in nero. Secondo gli accertamenti degli ispettori un cameriere di sala e un pizzaiolo non avevano firmato alcun contratto di lavoro: i due affermano di aver iniziato a lavorare nel giorno stesso del controllo, reso noto oggi 31 gennaio ma avvenuto la settimana scorsa, ma dagli accertamenti risulterebbe diversamente. La sospensione dell’attività di impresa è stata disposta per il superamento del 10 percento del totale dei lavoratori irregolari presenti sul luogo di lavoro. Il pagamento di una sanzione consente la revoca della sospensione e la ripresa dell’attività. L’accertamento era partito per verificare, in particolare, il rispetto delle normative in materia di ferie, riposi giornalieri e settimanali.

Dito mozzato scendendo dal tavolo, chiesti 5 mesi per l’ex amministratore del Pineta

Una 22enne perse una falange (poi riattaccata) in una grata di metallo vicino a dove stava ballando. Per l’accusa ci furono negligenza e imprudenza della nota discoteca di Milano Marittima che invece ricorda i trent’anni senza problemi con lo stesso arredo

Dodge Wallpapers 404Una ragazza di 22 anni di Predappio perse una falange del mignolo della mano destra nel 2017 in una serata al Pineta di Milano Marittima, mozzata di netto da una griglia di metallo dell’arredamento in cui rimase impigliata mentre scendeva da un tavolo su cui era salita in piedi per ballare, e ora la procura di Ravenna chiede una condanna a cinque mesi per lesioni colpose aggravate per l’amministratore delegato della celebre discoteca all’epoca dei fatti. La richiesta del pm è riportata sulle pagine delle edizioni odierne, 31 gennaio, dei quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Per l’accusa ci furono negligenza a imprudenza incontrovertibili, non avendo impedito di utilizzare i tavoli come cubi. La difesa sostiene che si trattò di un evento eccezionale e imprevedibile, dimostrato da 30 anni senza alcuni incidente pur con quell’elemento di arredo installato in un locale che aveva avuto l’ok della commissione pubblico-spettacolo.

La porzione del dito venne recuperata – incastrata nelle maglie della grata a circa due metri di altezza e conservata in un cestello del ghiaccio – ed è stato riattaccata chirurgicamente a Modena ma la giovane non ha recuperato la piena funzionalità al punto da chiedere un risarcimento danni di 60mila euro. Sentenza a fine febbraio.

Identificati i vandali del bagno di Punta Marina: hanno 12 e 15 anni

I genitori hanno chiesto scusa e pagato i danni al titolare dello stabilimento

Vandali bagno RivaverdeI carabinieri hanno individuati i vandali che nei giorni scorsi hanno sfasciato sedie, tavoli, giochi per bambini e fioriere all’esterno di uno stabilimento balneare di Punta Marina. Il video delle loro “gesta” era finito sui social, postato dallo stesso titolare del bagno, con l’intento di individuare i colpevoli.

Obiettivo raggiunto, come scrive il Carlino Ravenna in edicola oggi, 31 gennaio.

Si tratta di tre minorenni, due 12enni e un 15enne, che eviteranno l’apertura di un fascicolo alla procura dei minori (oltre che per la giovane età dei due più piccoli) solo grazie ai genitori che, dopo essersi scusati, hanno risarcito il danno – come ci ha confermato anche il titolare, da noi contattato.

«Speravo di partecipare a Sanremo: mi sarei finto disabile sul palco dell’Ariston»

Il cantautore ravennate Michele Fenati era finito in una sorta di preselezione con la sua canzone promossa dalla Casadei Sonora

Michele FenatiPer diverse settimane, il cantautore ravennate Michele Fenati ha sperato di poter partecipare al Festival di Sanremo, al via tra pochi giorni. La sua canzone “Nelle mani del pittore” – promossa dalla Casadei Sonora, etichetta musicale di Savignano che custodisce e rinnova la musica del grande Secondo Casadei – sarebbe infatti finita in una sorta di preselezione per essere inserita fra le nuove proposte del Festival 2023.

«In effetti, dopo aver spedito il demo con la canzone e le mie note di presentazione ancora nella scorsa estate – racconta Fenati – sono stato contattato per un paio di volte dagli uffici della Rai che seguono il Festival: mi dissero che la mia canzone era stata inserita in una sorta di preselezione, e alla fine capii che faceva parte di un “lotto” di non più di una cinquantina di inediti, provenienti da tutta Italia, fra i quali Amadeus e i suoi collaboratori avrebbero scelto quelle da portare in gara».

Dopo l’ultima di queste mail, ricevuta in autunno, il sogno però è sfumato. «Non mi sono arrivati altri messaggi, il che mi ha fatto capire che difficilmente ci sarebbe stata la possibilità di partecipare davvero a Sanremo. E quando sono state ufficializzate le canzoni, ormai non ci speravo più. Però sono comunque soddisfatto della considerazione in cui è stata tenuta la mia canzone: che è un brano particolare – parla di disabilità e la lancerò ufficialmente nelle prossime settimane – e avevo anche pensato ad un modo suggestivo per proporla sul palco dell’Ariston, fingendomi io stesso disabile… Vorrà dire che lo userò per le mie future esibizioni dal vivo. E magari a Sanremo ci riproverò nei prossimi anni, con altre nuove canzoni».

«L’orientamento sessuale non è una moda. I genitori devono accettarlo»

La psicologa Alessandra Graziani: «Affonda nell’infanzia: chi lo scopre tardi forse è stato vittima di condizionamenti sociali»

Lgtb Differenze GenereOmosessuali si nasce o si diventa? Da cosa dipende? Ne abbiamo parlato con la psicologa Alessandra Graziani, tra i professionisti che prestano le proprie competenze anche allo sportello di ascolto psicologico Stand Up, dedicato alle persone Lgbti+ di Ravenna.

A quale età o fase dello sviluppo si può dire di aver individuato davvero il proprio orientamento sessuale e cosa può incidere sulla sua determinazione?
«Sicuramente è nella pubertà che ci si interroga sul proprio orientamento, che si può percepire se si è più attratti dal proprio o dall’altro sesso. Si tratta di qualcosa di complesso e di soggettivo, che non fa riferimento per forza di cose all’anatomia, non è un “destino”. E spesso affonda nell’infanzia, come se fosse una rivisitazione delle “posizioni” infantili, assumendole in età puberale».

Come si spiega, quindi, il marito che lascia moglie e figli per un altro uomo, per esempio?
«Probabilmente succede perché a causa di condizionamenti sociali quel marito non ha ascoltato durante la pubertà quello che era il suo vero orientamento».

Quanto e come l’identità sessuale di un adolescente può essere condizionata da fattori o modelli esterni? Che siano cantanti, influencer o attori?
«Penso poco o nulla: l’assunzione dell’orientamento sessuale è una scelta individuale che non può essere imitativa. Anche perché poi va detto che nonostante la libertà di questi ultimi anni, non si tratta di una cosa che viene socialmente premiata».

Chi ha quotidianamente a che fare con adolescenti e preadolescenti ha osservato però in questi anni un aumento di relazioni gay soprattutto tra le ragazze, che in sempre maggior numero si definiscono, anche sui loro profili social, bisessuali o omosessuali fin dalle scuole medie. Come si può spiegare questo fenomeno?
«Penso che sia dovuto innanzitutto a una maggiore libertà della società, e questo è un bene. E poi credo che le ragazzine probabilmente sono più vicine tra loro, riescono a esprimere meglio quello che provano, mentre i maschi riesentono maggiormente dei condizionamenti sociali, della nostra cultura che continua a privilegiare il maschio “donnaiolo”. Le ragazze hanno meno vincoli sociali, forse anche il legame con la madre, dello stesso sesso, agevola questo percorso. A volte si può trattare di una cosa passeggera, un momento; si sperimentano dei passaggi. In fondo nessuno di noi, va ricordato, è completamente eterosessuale, c’è sempre un aspetto di omosessualità, basti pensare alle amiche o agli amici del cuore. È sempre una questione di amore e non sempre una manifestazione d’amore deve avere a che fare con la sessualità».

Qual è l’invito che si sente di fare ai genitori di ragazzi o ragazze omosessuali?
«Semplicemente ad accettarlo. E se non ci riescono subito, come può essere normale, a farsi aiutare, a cercare di elaborare la questione con l’aiuto di uno psicologo o di un’associazione di genitori. Se il figlio omosessuale glielo dice, significa che ha grande fiducia nei genitori. E sarebbe davvero un peccato tradirla».

Qual è la paura più grande dei genitori, dalla sua esperienza?
«Ogni caso è a sé, dipende dalla propria storia personale. Spesso si prova una delusione rispetto alle aspettative di veder mettere su famiglia dai propri figli. Mentre ci si dimentica, per fare solo un esempio, che grandi artisti o scienziati erano omosessuali, per dire».

Quanto e dove è ancora presente l’omofobia?
«Per fortuna la società di oggi è molto più aperta rispetto al passato e i giovani riescono a manifestare il proprio orientamento sessuale. ma esistono ancora sacche di omofobia, trasversali un po’ a tutti gli ambienti. Spesso la colpa è delle rappresentazioni sociali, di ambienti culturali un po’ ristretti dove ci sono pregiudizi, stereotipi legati a funzioni e ruoli maschili e femminili. Si finisce quindi per utilizzare epiteti poco felici. Oppure reazioni aggressive, che possono essere provocate anche da una sorta di omosessualità “interna”, non riconosciuta. Va considerato poi che ci sono culture e religioni che sanzionano moltissimo l’omosessualità e un ragazzino di una famiglia di migranti è difficile che venga accolto, a causa di retaggi inevitabili».

Qual è il ruolo della scuola? Si fa abbastanza?
«Non sono in grado di giudicare quanto sta facendo la scuola, senz’altro sarebbe il luogo ideale dove modificare queste vecchie rappresentazioni sociali. Dovrebbe favorire l’apertura mentale, smantellare pregiudizi e dare la possibilità ai ragazzi di esprimersi, accettando anche posizioni diverse».

Primarie Pd, Bonaccini atteso al circolo di Piangipane

Bonaccini Margotti CorsiniStefano Bonaccini a Ravenna, dopo la due giorni di presentazione programmatica di Milano del 28-29 gennaio.

«Nelle scorse settimane abbiamo chiesto a Bonaccini di essere presente alla cena di autofinanziamento che sarà organizzata nel circolo Pd di Piangipane il 1 febbraio a partire dalle ore 20 grazie al lavoro di tanti volontari, e ha subito accettato – sottolinea Lorenzo Margotti (nella foto, a destra) rappresentante provinciale della sua mozione alle primarie del partito – una grande attenzione verso il nostro territorio che rientra in questo bellissimo ‘tour per l’Italia’ e nelle 160 città che fino ad oggi Bonaccini è riuscito a toccare. Tanti i temi che riguardano da vicino Ravenna e che sono stati toccati nella due giorni Milanese, a partire dalla questione energetica, anche grazie all’ intervento del sindaco Michele De Pascale, che ha parlato principalmente di due temi fondamentali: Lavoro e Sanità».

Per chi volesse ascoltare l’intervento di Stefano Bonaccini l’appuntamento è alle ore 21 in via Piangipane 155, al circolo locale del Partito Democratico.

La stagione della Mariani tra grandi orchestre e virtuosi del pianoforte

Sipario il 9 febbraio. Aperte le prevendite. Otto gli appuntamenti fino a maggio, tre dei quali con inizio pomeridiano, alle 15.30, per favorire la partecipazione delle famiglie

Orchestra Filarmonica Italiana
L’Orchestra Filarmonica Italiana

È aperta la prevendita dei biglietti (e dei nuovi abbonamenti) di “Ravenna Musica” 2023, la rassegna di punta dell’associazione Angelo Mariani, che prevede otto appuntamenti dal 9 febbraio al 12 maggio al Teatro Alighieri.

Il 9 febbraio l’inaugurazione sarà affidata all’Orchestra Filarmonica Italiana guidata nell’occasione dal talentuoso direttore ravennate Nicola Valentini. L’Ofi è una realtà unica nel suo genere. Organizzata in cooperativa, raccoglie 200 musicisti di alto profilo. Con il suo organico modulare, può adattarsi sia alle produzioni liriche che a quelle sinfoniche. In questa serata proporrà due Sinfonie, la n. 40 di Mozart e la n.4 di Mendelssohn.

Nicola Valentini Direttore D'orchestra
Il direttore d’orchestra ravennate Nicola Valentini

Per favorire la partecipazione delle famiglie, quest’anno è poi in programma l’esperimento di aprire il teatro nel pomeriggio, organizzando tre concerti con inizio alla ore 15.30 (invece che alle 21 come negli altri casi).
Si terranno il 19 febbraio con la grande fantasia zoologica del Carnevale degli Animali di Camille Saint–Saens eseguito dall’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani e testi di Nevio Spadoni; il 26 febbraio con l’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani e il 2 aprile con il Quartetto Guadagnini che, insieme al pianista Louis Lortie, eseguirà brani di Borodin, Respighi e Schumann.
Quella del 26 febbraio rappresenta la seconda tappa della collaborazione che la Mariani ha intrecciato con l’Orchestra Calamani e che prevede tre concerti da effettuarsi in tre anni successivi al Teatro Alighieri, ciascuno di essi incentrato su uno strumento a cui viene dedicata una composizione creata per l’occasione e inedita. Se il concerto dell’anno scorso era dedicato alla chitarra, quest’anno protagonista sarà il violoncello e il celebre compositore Salvatore Sciarrino farà omaggio della sua nuova composizione Linee d’aria per violoncello e orchestra.

Nel 150° anniversario della nascita di Rachmaninov, tre appuntamenti saranno invece dedicati al pianoforte con tre virtuosi della tastiera Alexander Romanovsky il 29 marzo, Emanuil Ivanov l’11 aprile, e Anna Kravtchenko il 26 aprile. Il fil rouge che unisce i tre pianisti è la fama raggiunta vincendo il prestigioso Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni”. Romanovsky dedicherà il suo programma interamente a Rachmaninov; Ivanov proporrà composizioni di tre capisaldi della letteratura pianistica, Rachmaninov, Chopin e Beethoven; Anna Kravtchenko interpreterà brani di Bach, Schumann e Cajkovskij.

Quindi gran finale il 12 maggio quando si allineeranno sul palco del teatro i componenti l’Orchestra Leonore fondata nel 2014 dal maestro Daniele Giorgi. Con sede a Pistoia, l’orchestra raccoglie nelle sue file musicisti scelti tra le più importanti orchestre europee ed ensemble cameristici di eccellenza, ma anche tra i migliori talenti emergenti. Daniele Giorgi, che immancabilmente guiderà l’orchestra, ha plasmato negli anni il suono della Leonore, sviluppando la flessibilità dei musicisti e mettendola al servizio di una esplorazione profonda della musica. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Rachmaninov, eseguito con la partecipazione del pianista giapponese Mao Fujita, vincitore a soli 18 anni del Concorso Clara Askil in Svizzera, e la Sinfonia n. 3 “Renana” di Schumann compongono il programma della serata.

Tornano anche gli incontri di presentazione dei concerti. Il primo, relativo al concerto d’apertura, si terrà sabato 4 febbraio, alle ore 10.30 presso la Sala Multimediale degli Antichi Chiostri Francescani con il maestro Nicola Valentini che illustrerà il programma.

Prezzi: da € 5,00 a € 30,00 a seconda del settore e dell’età.
Info e biglietti: 0544 39837 e il sito web dell’associazione musicale.

Flussi lavoratori extracomunitari, Coldiretti soddisfatta per gli aumenti

L’associazione di categoria si preoccupa della burocrazia

Coldiretti Ravenna è soddisfatta del nuovo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri per la programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato. La quota annuale viene fissata a 82.705 in aumento rispetto alle 69.700 dell’anno precedente.

«L’importante novità di questo provvedimento è rappresentata infatti – commenta il presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte – sono il consolidamento e la riconferma del rilascio di quote di ingresso riservate alle associazioni di categoria per i propri associati nella misura di 22mila unità contro 14mila, a dimostrazione del fatto che i tempi sono maturi per rendere strutturale la norma sperimentale introdotta dal decreto Semplificazione, sostenuta dalla Coldiretti».

Per quanto riguarda le quote per lavoro stagionale, attese principalmente nelle campagne, queste ammontano a 44mila unità (erano 42.000 lo scorso anno) delle quali 1.500 sono riservate alle nuove richieste di nullaosta stagionale pluriennale, quote che di fatto consentono all’impresa negli anni successivi di non essere vincolata ai termini di pubblicazione del Dpcm per avere accesso all’autorizzazione.

Alcune quote sono riservate ai lavoratori di Paesi con cui entreranno in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria, a quelli che abbiano completato programmi di formazione nei Paesi di origine e alle richieste presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro che assumono l’impegno a sovraintendere alla conclusione del procedimento di assunzione dei lavoratori.

«Dopo una vera e propria annata di passione sul fronte manodopera per le nostre aziende frutticole e vitivinicole – commenta Dalmonte – il nuovo decreto evidenzia che il Governo ha ascoltato la voce di Coldiretti, bene infatti l’aumento delle quote, le tempistiche e le semplificazioni, ora resta da lavorare tutti insieme al fine di snellire ulteriormente le procedure burocratiche».

Il nuovo decreto sarà anche l’occasione per sperimentare il superamento del nullaosta, sostituito da una comunicazione allo sportello unico per l’immigrazione da parte del datore di lavoro contenente la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato. Il provvedimento prevede però che il datore di lavoro interessato verifiche preventivamente al centro per l’impiego competente l’indisponibilità di un lavoratore presente sul territorio nazionale prima di assumere lavoratori non comunitari dall’estero. «Questa norma – sostiene la Coldiretti – rischia di trasformarsi in un appesantimento burocratico per le imprese costrette a fare i conti nei campi con le esigenze di tempestività imposte dai cambiamenti climatici e dalla stagionalità delle produzioni. Si auspica pertanto che tale richiesta non valga per i lavoratori stagionali agricoli».

Secondo le stime di Coldiretti, in Italia un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere con 358mila lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che sono impegnati nei campi e nelle stalle fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore (dossier Idos).

I lavoratori stranieri occupati in agricoltura in provincia sono per la maggior parte provenienti da Moldavia, Romania, Marocco e Albania, ma ci sono rappresentanti di un po’ tutte le nazionalità. Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese.

Artigianato: vai all’Ecomuseo con la tua sedia vecchia e ti insegnano a impagliarla

“Raccoglitori Creativi” è il titolo degli appuntamenti del 4 e 5 marzo, incontri aperti sia a neofiti che a esperti

Corsi Ecomuseo 1Ritornano all’Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo i corsi dedicati all’antica arte dell’intreccio delle vegetazioni selvatiche e per riscoprire l’artigianato tradizionale. In programma gli appuntamenti dal titolo “Raccoglitori creativi”, ai quali è già possibile iscriversi. Nello specifico si tratta di un corso d’impaglio della sedia e di un corso di cesteria in salice, entrambi della durata di due giorni e previsti per sabato 4 e domenica 5 marzo, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.

I corsisti, sotto la guida di esperti maestri, conosceranno caratteristiche e modalità di preparazione delle materie prime e apprenderanno le tecniche base d’intreccio per realizzare un manufatto. Le lezioni sono a numero chiuso, modulabili in modo tale da avvicinare a queste tecniche chi è alle prime armi e al tempo stesso di soddisfare coloro che sono alla ricerca di un insegnamento più avanzato.

Nel corso di impaglio della sedia, tenuto dal maestro Fortunato Caruso, il materiale impiegato sarà la carice e verrà richiesto ai corsisti di portar con sé un paio di forbici, un grembiule da lavoro e una sedia da impagliare. «Si avrà così l’orgoglio – spiegano dall’Ecomuseo – di riportarsi a casa la propria sedia con un nuovo impaglio.» In contemporanea al corso d’impaglio della sedia si svolgerà il corso di cesteria, tenuto dal maestro Rodolfo Onori: il materiale impiegato sarà il salice e i corsisti dovranno portare da casa un paio di cesoie e un grembiule da lavoro. Data la simultaneità delle lezioni, è possibile scegliere un solo corso tra quelli proposti, che si svilupperà per l’intero weekend.

Il costo per l’intero weekend è di 90 euro, comprensivo di tutti i materiali (ad eccezione di quelli citati sopra) e dei pranzi di sabato 4 e domenica 5 nella Locanda dell’Allegra Mutanda, sala conviviale e ristoro dell’Ecomuseo. Per partecipare ai corsi è obbligatoria la prenotazione, e al termine dei due giorni verrà rilasciato a tutti i corsisti un attestato di partecipazione.

Per informazioni e iscrizioni:

Ecomuseo delle Erbe Palustri, via Ungaretti 1 – Villanova di Bagnacavallo
tel. 0545 280920
erbepalustri.associazione@gmail.com
www.erbepalustri.it

Spazio Ceramica riapre dall’1 febbraio, nel 2022 venduti duemila pezzi artigianali

Il locale tra via Pistocchi e piazza Nenni è un progetto del Comune per la promozione degli artisti locali

SC2Nel corso del 2022 sono stati venduti circa duemila pezzi e oltre ottomila sono stati i visitatori: sono i numeri di Spazio Ceramica Faenza, il negozio di promozione dell’artigianato cittadino nei locali tra via Pistocchi e piazza Nenni.

A varcare la soglia di Spazio Ceramica non è stato solo chi era interessato agli acquisti ma anche chi voleva visitare o ammirare le lavorazioni degli artigiani manfredi. Quest’ultimo aspetto ha fatto sì che Spazio Ceramica Faenza, oltre a diventare luogo nel quale poter acquistare le realizzazioni degli artigiani, abbia assunto sempre più l’aspetto di un luogo di attrazione di turisti e visitatori. Negli spazi al primo piano nel corso dei mesi passati sono state ospitate diverse mostre a tema.

I risultati di visite e vendite hanno portato a rinnovare l’impegno per il 2023. Mercoledì 1 febbraio, dopo una breve chiusura per permettere l’inventario dopo il periodo natalizio e apportare alcune migliorie, Spazio Ceramica Faenza riaprirà. Continua così, per il secondo anno consecutivo, il progetto messo in campo dal Comune, in collaborazione con Ente Ceramica Faenza.

Arrivano alcune novità sia sul fronte dell’immagine, con il rinnovo dei locali e una cura maggiore dell’illuminazione che porterà a esaltare al meglio gli oggetti in vendita, che dei contenuti con l’ingresso di nuovi protagonisti della maiolica.

Per salutare il nuovo anno di attività, sabato 4 febbraio alle 19 è in programma l’inaugurazione 2023 di Spazio Ceramica Faenza. Dopo i saluti da parte delle istituzioni, la città è invitata al brindisi con i ceramisti che espongono.

Angelo Salice è il nuovo direttore della divisione cyber sicurezza di Itway

Il manager ha un’esperienza ventennale (anche in Symantec) e si occuperà di attuare il piano industriale 2022-27: «Sfidante ma realizzabile»

DSV 191209 0290Angelo Salice è il nuovo direttore della divisione business per la cyber sicurezza di Itway, azienda di Ravenna che si occupa di informatica e sistemi di sicurezza. Salice collaborerà con il top management aziendale nel percorso di sviluppo del mercato e di crescita e consolidamento dell’offering in coerenza con il piano industriale 2022-2027, con l’obiettivo di far evolvere l’attuale offerta di prodotti e servizi.

«Salice è una figura molto conosciuta nell’ambito della cyber security – si legge in una nota diffusa dall’azienda di Fornace Zarattini ­–, con un’esperienza più che ventennale. Ha lavorato in diverse realtà aziendali e multinazionali, tra cui Symantec, con ruoli di responsabilità sempre crescenti, gestendo progetti strategici presso Clienti di primaria importanza a livello nazionale e internazionale».

«È per me un piacere e un onore essere parte di Itway, azienda con una lunga storia ed esperienza in ambito security – dichiara Salice –. Entro a far parte di un’azienda che rappresenta una eccellenza e a cui confido di poter dare il mio contributo. Il piano industriale 2022-2027 è sfidante ma sicuramente realizzabile. L’obiettivo per i prossimi anni è far sì che Itway sia sempre più un solution provider di security in grado di rispondere in maniera efficace alle esigenze dei clienti, offrendo soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto e con i massimi livelli di qualità del mercato».

Salice viene accolto dal presidente Andrea Farina con i migliori auspici: «Le sue competenze e la sua esperienza rappresentano un grande valore per l’azienda. È un manager conosciuto dal mercato e molto apprezzato dai clienti, dai partner e dai vendor e il suo inserimento in Itway rappresenta un passaggio fondamentale nella strategia di evoluzione, di crescita e di sviluppo. Sono sicuro che Angelo saprà dare un valido contributo».

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