mercoledì
01 Luglio 2026

Omicidio Fabbri, la lettera della figlia di Ilenia: «Mio babbo è una brava persona»

«Gli ho chiesto “Sei stato veramente tu?” e lui mi ha risposto: “Assolutamente no, non l’avrei mai fatto”»

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Ilenia Fabbri con il marito

Sta facendo discutere la lettera che lunedì 22 febbraio è stata letta in esclusiva nel corso del programma “Pomeriggio cinque”, su Canale 5. Si tratta della lettera di Arianna Nanni, figlia di Ilenia Fabbri, la donna uccisa il 6 febbraio a Faenza, in un omicidio per cui è indagato l’ex marito.

«Io non voglio andare contro mio babbo e nemmeno contro la mia mamma che non c’ è più non per mano di mio babbo, ma per mano di un porco bastardo che è ancora in libertà. Qualche giorno fa, mentre ero in lacrime gli ho chiesto: ‘Sei stato veramente tu?’ e lui mi ha risposto: ‘Assolutamente no, non l’avrei mai fatto’».

Arianna prosegue: «Quella mattina del sei febbraio duemila ventuno, io e il babbo avevamo organizzato di partire presto per ritirare la macchina che avevo comprato a Milano. Dopo un po’ che siamo partiti, ho ricevuto quella chiamata e a tutti e due è crollato il mondo addosso. Quando siamo tornati a casa di mamma, lui mi ha aspettato fuori, mentre io sono entrata con due poliziotti in cucina, ho visto mamma, ho urlato e il mio babbo che era ancora all’oscuro di tutto mi diceva “Arianna, calmati, non puoi urlare”! Detto questo, il mio babbo ha iniziato a piangere, perché anche lui era sotto shock. Lui sta male ed è distrutto per questa tragedia, più che altro perché non sa come fare con me perché sto male. Lui è una persona brava, gentile, disponibile anche con i miei amici. ».

E infine conclude: «Io mi sento in colpa per tutto, quella mattina non dovevo uscire. Ho bisogno della mia mamma e a ventun anni non posso ridurmi a organizzare il funerale di mia mamma. Io voglio giustizia. Mamma, voglio lasciarti di più che una foto sbiadita sulla tua tomba. Io non ho e non avrò mai più pace. Arianna».

La Regione mette in arancione scuro anche quattro comuni della provincia di Ravenna

Zona arancione scuro, da giovedì 25 febbraio e fino all’11 marzo, per 24 Comuni dell’Emilia-Romagna – 4 in provincia di Ravenna – dove da giorni si registra una situazione di progressiva criticità a causa dell’incremento dei contagi da Covid-19.

È quanto deciso da Regione e sindaci. Una misura che riguarda tutti i Comuni che fanno capo all’Ausl di Imola – e quindi Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio -, e quelli confinanti di Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme, in provincia di Ravenna, che ricadono nel territorio dell’Ausl Romagna.

Il provvedimento, sul quale domani verrà firmata una ordinanza da parte del presidente della Regione, entra in vigore da giovedì 25 febbraio e rimarrà valido fino all’11 marzo. È dettato dalle indicazioni medico-scientifiche contenute nelle relazioni delle Aziende Usl di Imola e della Romagna, che certificano un andamento del contagio in forte crescita nelle aree interessate, con l’obiettivo di arginare la diffusione del virus, a tutela della salute dei cittadini.

Le limitazioni
I provvedimenti introdotti sono ulteriormente restrittivi rispetto alle misure nazionali in essere per la zona arancione in cui è collocata tutta l’Emilia-Romagna da domenica 21 febbraio. Ricalcano a grandi linee quelli di una e vera e propria zona rossa circa le attività e gli spostamenti, senza tuttavia sospendere quelle attività economiche che restano consentite nelle zone arancioni del Paese. In particolare, saranno vietati gli spostamenti, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute; consentito, invece, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Si stabilisce inoltre lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%.

Sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resterà consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Sospese anche le attività culturali e ricreative.

Nulla cambia, invece, per le attività economiche, per le quali rimangono in vigore le disposizioni nazionali in vigore per la Zona arancione, compresi le attività di servizio alla persona.

Andamento dei contagi nel periodo 1-21 febbraio

Bagnara di Romagna (2.421 abitanti) ha 32 casi osservati nelle ultime tre settimane, una media di 10,7 a settimana e un tasso di incidenza nel periodo complessivo di 1.321,8. Conselice (9.721 abitanti) è passata da 16 a 50 casi, 106 totali nel periodo di osservazione, una media di 35,3 e un tasso di incidenza di 1.090,4. Il Comune di Massa Lombarda, che conta una popolazione di 10.538 abitanti, è passato da 30 casi nella prima settimana, a 40 nella seconda, a 45 nella terza: 115 in totale, con una media di 38,3 e un tasso di incidenza per il totale del periodo di 1.091,3.

Attività di tracciamento e sorveglianza

L’ordinanza mette nero su bianco anche alcuni provvedimenti relativi alle attività di sorveglianza e tracciamento, alla luce delle nuove evidenze sulla maggiore trasmissibilità delle nuove varianti SARSCoV-2.

Sono applicate tutte le misure per rafforzare le attività di ricerca e gestione dei contatti dei casi indicate nella circolare ministeriale del 31 gennaio scorso, tra cui l’impiego del test molecolare nella sorveglianza dei contatti stretti e a basso rischio e la chiusura della quarantena a 14 giorni con test molecolare; inoltre, non potrà essere interrotto l’isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

Contagi in calo, 79 nuovi casi in un giorno in provincia. Morti altri 3 ottantenni

 

Tornano sotto quota cento i nuovi casi giornalieri di positività al  coronavirus in provincia di Ravenna. In particolare alle 12 di oggi (23 febbraio) sono risultati essere 79: si tratta di 46 maschi e 33 femmine; 39 asintomatici e 40 con sintomi; 78 in isolamento domiciliare e 1 ricoverato.

I tamponi eseguiti sono stati 1.637. La Regione ha comunicato 3 decessi per la provincia: un paziente di sesso maschile di 81 anni e due pazienti di sesso femminile di 85 e 87 anni.

Sono state comunicate invece circa 130 guarigioni.

IL BOLLETTINO REGIONALE DEL 23 FEBBRAIO

Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 249.429 casi di positività, 1.588 in più rispetto a ieri (598 asintomatici), su un totale di 35.010 tamponi (di cui 18mila molecolari) eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,5%.

Le persone complessivamente guarite sono 1.339 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 202.311.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 36.725 (+224 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 34.486 (+193), il 94% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 25 nuovi decessi: 3 a Piacenza (una donna di 95 anni e 2 uomini, di 81 e 89 anni); 1 a Parma (una donna di 96 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (2 donne, di 83 e 92 anni, e 2 uomini di 80 e 94 anni); 4 nella provincia di Modena (2 donne, di 86 e 90 anni, e 2 uomini, di 77 e 79 anni); 1 nella provincia di Bologna (un uomo di 87 anni); 6 nel ferrarese (4 donne, rispettivamente di 79, 90, 91 e 95 anni, e 2 uomini di 70 e 80 anni); 3 in provincia di Ravenna (2 donne, di 85 e 87 anni, e un uomo di 81); 1 in provincia di Forlì-Cesena (un uomo di 83 anni); 2 nel riminese (una donna di 80 anni e un uomo di 70).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.393.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 196 (+2 rispetto a ieri), 2.043 quelli negli altri reparti Covid (+29).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (-2 rispetto a ieri), 11 a Parma (+1),17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 44 a Modena (+invariato), 55 a Bologna (-1),15 a Imola (+2), 19 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 14 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:19.695 a Piacenza (+93 rispetto a ieri, di cui 61 sintomatici),17.165 a Parma (+38, di cui 30 sintomatici), 32.034 a Reggio Emilia (+118, di cui 70 sintomatici), 43.605 a Modena (+327, di cui 219 sintomatici), 50.822 a Bologna (+580, di cui 359 sintomatici), 8.719 casi a Imola (+78, di cui 48 sintomatici), 14.456 a Ferrara (+51, di cui 24 sintomatici), 18.675 a Ravenna (+79, di cui 40 sintomatici), 9.458 a Forlì (+45, di cui 33 sintomatici), 11.271 a Cesena (+82, di cui 58 sintomatici) e 23.529 a Rimini (+97, di cui 48 sintomatici).

Vuole raccogliere 18 milioni tra i cittadini in 15 giorni per comprare la sede Cmc

L’iniziativa di un ingegnere di 61 anni: «So che è una pazzia, ma se nessuno ci prova…». Il sogno è un villaggio di botteghe artigiane impedendo a Conad di fare case e un supermercato

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La sede Cmc vista dall’alto

Sarà retorico, ne siamo consapevoli mentre scriviamo, ma qui tocca tirare fuori la storia di Davide e Golia per sintetizzare la vicenda ravennate che sta nascendo sul mondo social. Nei panni di Davide c’è un ingegnere di 61 anni: Riccardo Merendi si è messo in testa di convincere più persone possibili per raccogliere 18 milioni di euro in due settimane (sic) e comprare la sede del gigante Cmc in via Trieste e sfilarla alla Conad che ha già fatto un’offerta. «È una pazzia, ne sono consapevole – ammette il faentino che vive a Ravenna da una ventina d’anni – ma perché non provarci?». La “missione quasi impossibile”, come la chiama Merendi con buona dose di ottimismo, per il momento conta solo su un gruppo Facebook chiamato “Ravenna può” con 150 iscritti in meno di una settimana.

La molla che ha spinto l’ingegnere è di quelle apprezzabile: «A Ravenna vedo tante iniziative che partono con belle parole e poi non portano a niente. In questi anni ho visto tanti gruppi, liste politiche e associazioni che sono nate e non hanno poi fatto nulla di concreto. Se non ci si prova mai, se non si è disposti a impegnarsi in prima persona, poi non ci si può lamentare». E a Merendi non piace l’idea che l’area oggi occupata dalla Cmc diventi case e supermercato. Per quella superficie tra il Candiano e via Trieste il 61enne immagina altro: «Un villaggio di botteghe artigianali dove possano trovare posto veri professionisti con abilità e capacità preziose. Può diventare un luogo di attrazione turistica, dove le persone visitano le botteghe e comprano prodotti vari».

Il tempo stringe. Per presentare offerte c’è tempo fino al 9 marzo. La base d’asta, come detto, è diciotto milioni. Roba che se Merendi riuscisse nell’impresa potrebbe legittimamente ambire a un posto in questo Governo Draghi. Ma di folli imprese ne ha già fatte, assicura: «A 19 anni con altri amici abbiamo costruito il primo campo da baseball di Faenza, ho comprato una mongofliera in società con altri, ho lavorato per la ditta che produceva le bielle dei motori Aprilia nel campionato del mondo 125 negli anni Novanta».

L’idea è quella di aprire un conto corrente dove ogni partecipante versi la cifra che è disposto a mettere: «In base alla quota si ottiene una percentuale della proprietà, se non si riesce a fare nulla ognuno riprende la sua cifra. Servirebbe un notaio disposto a fare da garante in questa fase. Le porte sono aperte a tutti, ai comuni cittadini e agli imprenditori che abbiano voglia di fare qualcosa per la loro città».

Vaccini al personale scolastico: consegnate le prime 20 dosi a ogni medico di base

In provincia di Ravenna sono 5.400 quelle complessive

Vaccino Astrazeneca 1È iniziata oggi (23 febbraio) la consegna dei vaccini per la somministrazione al personale scolastico. Nel dettaglio, sono state consegnate le prime  20 dosi del vaccino Astrazeneca  a ciascuno dei 270 medici di medicina generale della provincia di Ravenna.

Domani, mercoledì 24 la consegna avverrà per i 255 medici della provincia di Forlì/Cesena, infine giovedì 25, saranno i 222 medici della provincia di Rimini a ricevere le fiale per iniziare la somministrazione al personale scolastico.

Le successive consegne saranno pianificate sulla base dell’approvvigionamento dei vaccini.

Ne hanno diritto operatori scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private parificate, dei servizi educativi 0-3 anni, degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di Istruzione e formazione professionale, di età inferiore a 64 anni e 364 giorni.

Le modalità di prenotazione e l’organizzazione delle sedute vaccinali nei confronti degli assistiti che si sono rivolti al proprio medico è demandata al singolo Nucleo di Cure Primarie; la vaccinazione può avvenire nel singolo ambulatorio del MMG o per medicina di gruppo o nell’ambito della sede di Nucleo.

Le persone aventi diritto, dopo aver ricevuto l’appuntamento dal proprio medico con la data della somministrazione, dovranno presentarsi munite di autocertificazione e  scheda anamnestica già compilate.

La modulistica sarà scaricabile nei prossimi giorni dal sito  https://www.auslromagna.it/ricerca/download/covid-19-vaccinazione/medicina-generale

La Regione chiede la riapertura di teatri, cinema, palestre e serale nei ristoranti

L’assessore Corsini: «Dove è necessario misure ancora più stringenti, altrove invece occorre ripartire»

Andrea Corsini Emilia Romagna BalneariIntensificare la lotta alla pandemia, soprattutto di fronte al diffondersi di varianti che rendono il contagio più veloce, ma allo stesso tempo pensare alla ripartenza delle attività ora penalizzate. «Dove è necessario- afferma l’assessore regionale al Turismo e Commercio, Andrea Corsini – servono misure ancor più stringenti per prevenire e combattere il virus, anche attraverso maggiori restrizioni e limitazioni in determinate aree territoriali nelle quali i dati certificano l’alto rischio. Altrove, però, in zona gialla, dove le condizioni epidemiologiche lo consentano, bisogna creare le condizioni perché bar e ristoranti, piscine, palestre e attività sportive, i luoghi della cultura e dello spettacolo, solo per fare alcuni esempi, possano riprendere la loro attività in maniera maggiore e continuativa rispetto ad oggi. Un tema che in Emilia-Romagna stiamo affrontando da tempo, sul quale abbiamo aperto un tavolo di confronto con le associazioni del commercio e degli esercenti».

L’assessore interviene nel momento in cui il Governo è alle prese con la definizione del nuovo Dpcm, con quello in vigore in scadenza il prossimo 5 marzo.

«Potremmo rivedere i protocolli di sicurezza condivisi nei mesi scorsi e renderli più stringenti, proprio perché garantire condizioni di massima sicurezza resta la priorità, e prevedere aperture serali, non solo a mezzogiorno, nella ristorazione, lezioni e attività individuali in palestre e piscine, dove la frequenza potrebbe essere ancor più controllata. Allo stesso modo, devono poter ripartire teatri, cinema, musei e gli spazi culturali e dello spettacolo, sempre con regole rigide di ingresso e presenza. Queste attività e questi comparti hanno assoluto bisogno di nuovo ossigeno, di poter rimettersi in moto, attraverso una gestione della pandemia che tenga conto dell’evoluzione delle modalità di contagio e, nello stesso tempo, dell’esigenza che migliaia e migliaia di operatori economici hanno di potersi rimettere al lavoro, contando- chiude Corsini- sulla loro grande disponibilità a collaborare per adeguare gli spazi e formare il personale rispetto alle regole da seguire, come hanno già fatto in tutti questi mesi».

Una domenica di vaccino anti (papilloma) virus per 350 dodicenni al Cmp di Ravenna

L’Ausl: «Efficace, ben tollerato e molto sicuro». Obiettivo: eliminare il cancro del collo dell’utero»

Vaccini ObbligatoriLa Pediatria di Comunità  ha voluto dedicare una domenica alla vaccinazione per sensibilizzare i genitori e gli adolescenti sul tema della prevenzione dell’infezione da papilloma virus (HPV), un gruppo di virus molto diffusi che infettano l’apparato genitale femminile e maschile.

Domenica 28 febbraio l’attività vaccinale si svolgerà per l’intera giornata e in conformità con tutte le normative di sicurezza previste, presso la sede del Cmp di Ravenna  e coinvolgerà 350 dodicenni di Ravenna e Russi. Per i restanti coetanei del nostro ambito provinciale l’offerta prosegue con la stessa modalità di chiamata e si svolge nei giorni infrasettimanali presso tutti i centri vaccinali della Pediatria di Comunità, ma non è esclusa la possibilità di estendere questa iniziativa anche alle altre sedi.

Il vaccino anti HPV è un vaccino che può prevenire circa il 90 % dei tumori del collo dell’utero, intorno all’80% degli altri tipi di tumori HPV correlati e il 100% dei condilomi. Della vaccinazione traggono vantaggio sia le femmine che i maschi.

Il vaccino è efficace nel prevenire l’infezione, non nel curarla: è quindi opportuno somministrarlo prima del possibile contatto con il virus. Peraltro la sua efficacia è maggiore se eseguito precocemente. Per questi motivi la vaccinazione non andrebbe posticipata. Se il vaccino viene somministrato entro i 14 anni, il ciclo di base prevede due dosi a distanza di sei mesi. A oggi non è prevista alcuna dose di richiamo dopo il ciclo di base.

Oltre che efficace – si legge nella nota dell’Ausl –, «il vaccino è anche ben tollerato e molto sicuro; la sua composizione garantisce infatti che non possa provocare l’infezione».

L’adesione alla vaccinazione anti HPV nel nostro territorio raggiunge l’80% circa della popolazione delle ragazze e ragazzi, una percentuale molto alta (rispetto ai dati nazionali e anche regionali) che testimonia la grande attenzione rivolta al problema dalle famiglie e dal personale sanitario impegnato nella promozione (pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologici, personale dei centri vaccinali).

L’Oms stima che eliminare il cancro del collo dell’utero è un obiettivo ambizioso ma fattibile a condizione che vengano messe in atto alcune strategie, tra cui fare in modo che almeno il 90 % delle ragazze con meno di 15 anni siano vaccinate contro l’HPV entro il 2030.

Una petizione online per chiedere un “bike park” a Ravenna

Sostegno anche del Consorzio Pedale Azzurro Rinascita

8db7f2ed 1128 4812 Ad6c 802f5aedd1af Medium PHa registrato oltre 250 sottoscrizioni in poche ore la raccolta firme lanciata on line (sulla piattaforma Change.org, a questo link) dal comitato Amici del ciclismo di Ravenna. I promotori chiedono la realizzazione in città di «un parco di avviamento alle varie discipline legate al ciclismo e alla bicicletta, ma anche uno spazio dedicato a tutti i cittadini pedalatori».

Il comitato sottolinea come il numero di praticanti sia in costante aumento «e tanti sono i genitori che vorrebbero avviare i loro figli a questo sport». A Ravenna, però, «per chiunque voglia avvicinarsi al ciclismo o praticarlo non esiste un spazio adeguato, moderno, attrezzato e protetto per allenarsi in sicurezza e tranquillità. Strutture simili sono invece presenti in altre città nella nostra regione, in Italia e ancora di più all’estero e hanno già mostrato il loro ampio successo sia dal punto di vista dell’avviamento allo sport ma anche come luoghi di aggregazione sociale all’aperto».

Un bike park, secondo i promotori della petizione, «attirerebbe appassionati di bici anche dai comuni limitrofi, oltre che da tutta Italia, nel caso vi venissero organizzati eventi competitivi». Uno spazio come questo permetterebbe anche di praticare in tranquillità e sicurezza attività come il podismo e il pattinaggio. I promotori chiedono che questo progetto venga inserito tra le priorità del Comune di Ravenna in ambito sportivo per i prossimi anni.

A sostenere in via indiretta il progetto anche il Consorzio Ciclistico Pedale Azzurro Rinascita Ravenna, unica società di ciclismo giovanile del comune, che ricorda come sia stata comunque realizzata in questi anni la pista in via Vicoli e sistemata via Fratelli Mazzotti a Classe, per poter già svolgere ciclismo in sicurezza. «Anche in questo periodo di pandemia – si legge in una nota inviata alla stampa dal consorzio – abbiamo realizzato presso la nostra sede di Fornace Zarattini, un percorso di mountain bike che ha garantito la possibilità di fare sport ad oltre 20 ragazzi. La petizione avviata in questi giorni è molto utile e si affianca alle iniziative che come società abbiamo messo in campo e che stiamo valutando con il Comune di Ravenna per la realizzazione di un impianto sportivo dedicato esclusivamente ai giovani che vogliano fare ciclismo».

Faenza piange Fausto Gresini, morto per Covid. «Aveva un cuore grande»

Il sindaco Isola ricorda l’ex pilota, di casa nella città manfreda con il suo team di motociclismo

Fausto GresiniFaenza piange Fausto Gresini, «l’ex pilota e campione ma soprattutto l’uomo dal cuore grande, di casa nella nostra città con il suo team di motociclismo».

Lo scrive il sindaco Massimo Isola sui social, commentando la morte a causa del Covid di Gresini, 60 anni, confermata dallo stesso team sui social, dopo che nella serata di ieri erano rimbalzate sul web notizie non veritiere.

«Ad aprile scorso – ricorda Isola – volle partecipare alla lotta contro il Covid facendo dono di un ventilatore polmonare al San Pier Damano di Faenza. In quell’occasione disse “sono tornato un po’ alle origini, mi sto dedicando a sistemare il giardino e la terra e mi sto godendo la mia famiglia. Questa è la parte che auguro a ciascuno perché troppo spesso diamo per scontate cose che invece non lo sono e non troviamo tempo per apprezzare quello che di più importante abbiamo”. Grazie di tutto Fausto, ci mancherai. Un abbraccio alla famiglia».

Imolese, Gresini è stato due volte campione del mondo nella classe 125. Nel 1997 fondò il team Gresini Racing, con sede principale proprio a Faenza.

Bandiere a mezz’asta per l’attacco terroristico in Congo

La comunità ravennate aderisce all’appello del presidente dell’Anci all’indomani della morte dell’ambasciatore Attanasio

153241272 258930279070406 7466109908945295189 NSono esposte sulle facciate del Municipio e del Palazzo della Provincia di Ravenna (e in diversi altri municipi della provincia, tra cui quello, nella foto, di Russi) le bandiere a mezz’asta italiana ed europea in segno di lutto per la scomparsa  dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista che li accompagnava, Mustapha Milambo, a seguito dell’attacco terroristico avvenuto a Goma.

Le amministrazioni di Comune e Provincia e la comunità ravennate si stringono con affetto alle famiglie delle vittime cadute nell’esercizio dei loro compiti istituzionali.

L’appello a mettere le bandiere a mezz’asta arriva dal presidente dell’Anci Antonio Decaro.

«La brutale esecuzione dell’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, di Vittorio Iacovacci, il carabiniere della sua scorta, e di Mustapha Milambo, l’autista che li accompagnava, ha lasciato sgomenti tutti gli italiani – si legge in una nota –. Ed è a nome di tutti gli italiani, per onorare la memoria di questi uomini e il lutto che ha colpito le loro famiglie, che chiedo a tutti i sindaci italiani di esporre la bandiera a mezz’asta. Sull’esempio di quanto deciso dal sindaco di Limbiate, il Comune in cui Attanasio era nato, e associandoci all’intenzione di tutti i rappresentanti delle istituzioni nazionali, manifestiamo insieme, come un’unica comunità, la nostra partecipazione alle famiglie che hanno perso i loro cari e la nostra appartenenza al Paese del quale Attanasio e Iacovacci erano leali servitori».

Luci sul teatro contro lo stop. E all’Alighieri inaugurata la nuova illuminazione

Il progetto illuminotecnico completo diventerà il segno distintivo nelle serate di spettacolo

Un luminoso messaggio di speranza dal Teatro Alighieri di Ravenna: il progetto curato e realizzato da Quick Lighting, che ora abbraccia anche i lati su Piazza Garibaldi e Piazzetta Einaudi, è stato svelato lunedì sera (22 febbraio) per la prima volta nella sua interezza alla presenza del prefetto Enrico Caterino, del sindaco Michele de Pascale, dell’assessora Elsa Signorino, della direzione del Teatro nonché Pier Luigi Pizzi e Ottavio Dantone, impegnati all’Alighieri per la nuova produzione di Orfeo che debutterà in autunno.

In attesa che sia possibile riaprire le porte al pubblico e in occasione dell’iniziativa nazionale Facciamo luce sul teatro! (a cui hanno aderito anche gli altri teatri della provincia di Ravenna), anche l’Alighieri si illumina di un messaggio di speranza: ogni sera la facciata impreziosita dall’intervento di Quick Lighting e inaugurata a dicembre mette in risalto l’edificio cuore culturale di Ravenna.

Il progetto illuminotecnico completo – basato su un meticoloso studio dell’edificio per rispettarne l’integrità del disegno architettonico e sottolinearne la monumentalità – diventerà il segno distintivo dell’Alighieri nelle serate di spettacolo

In marzo in regione il 38 percento di dosi in più di vaccino rispetto a febbraio

Oltre 108mila per la Romagna. L’assessore: «Noi siamo pronti»

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAOltre 470mila dosi di vaccino contro il Covid-19 (esattamente 472.820) in arrivo in marzo in Emilia-Romagna. È stata infatti definita la consegna complessiva da Piacenza a Rimini per il prossimo mese, con un aumento del 38% previsto rispetto alle forniture di febbraio, quando il quantitativo ricevuto è stato poco più di 340.000.

La maggior parte dei vaccini saranno consegnati da Pfzier-Biontech (287.820 somministrazioni), a seguire da Astrazeneca (116.100) e Moderna (68.900).

«Noi siamo pronti ed auspichiamo sempre più un aumento della fornitura di vaccini per la popolazione, soprattutto la più vulnerabile – dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. Occorre che si recuperi al più presto le quantità di dosi decurtate e non consegnate nei due mesi scorsi, accelerando il percorso di immunizzazione dei cittadini. Il quantitativo previsto per il mese di marzo sarebbe un segnale positivo».

La distribuzione dei vaccini sui territori

La consegna per Aziende sanitarie e ospedaliere, che non tiene conto della popolazione residente in assoluto ma del numero di soggetti a cui è destinato il vaccino, a marzo prevede 35.030 dosi in distribuzione a Piacenza (di cui 22.230 Pfizer-Biontech, 5.900 Moderna e 6.900 Astrazeneca), 47.650 a Parma (di cui 29.250 Pfizer-Biontech, 6.400 Moderna e 12.000 Astrazeneca), 51.550 a Reggio Emilia (di cui 29.250 Pfizer-Biontech, 7.900 Moderna e 14.400 Astrazeneca), 78.110 a Modena (di cui 50.310 Pfizer-Biontech, 9.600 Moderna e 18.200 Astrazeneca), 94.830 a Bologna (di cui 57.330 Pfizer-Biontech, 14.400 Moderna e 23.100 Astrazeneca), 13.890 a Imola (di cui 8.190 Pfizer-Biontech, 1.900 Moderna e 3.800 Astrazeneca), 43.480 a Ferrara (di cui 28.080 Pfizer-Biontech, 6.000 Moderna e 9.400 Astrazeneca) e 108.280 nelle aree di competenza dell’Asl della Romagna, che comprende le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini (di cui 63.180 Pfizer-Biontech, 16.800 Moderna e 28.300 Astrazeneca).

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