mercoledì
01 Luglio 2026

Contagi stabili a quota 118; quattro le vittime, fra cui una donna di 45 anni

I nuovi positivi in Emilia-Romagna sono 1.724. I morti 24. Continua il calo dei ricoveri ospedalieri

Tampone Rapido CovidIn provincia di Ravenna oggi si sono registrati 118 casi di contagio da Coronavirus: si tratta di 59 maschi e 59 femmine; 66 sono asintomatici e 52 con sintomi; 115 in isolamento domiciliare e 3 ricoverati. Nel dettaglio, le persone contagiante sono state rilevate: 81 da contact tracing; 23 per sintomi; 14 per test volontari. I tamponi eseguiti sono stati 1835.
D’altra parte si sono verificati 4 decessi: una donna di 45 anni e 3 uomini, rispettivamente di 65 – deceduto però a Imola –, 76 e 82 anni.
Intanto, sono state comunicate circa 98 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 18.331.

Per quanto riguarda l’ambito regionale, i dati di oggi rilevano 1.724 casi positivi al Covid in più rispetto a ieri, su un totale di 31.943 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,4%.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 517 nuovi casi, seguita da Modena (261); poi Rimini (179), Reggio Emilia (146), Ravenna (118), Parma (112), Imola (109). Seguono Cesena (80), Ferrara e Forlì (entrambe con 69 nuovi casi di positività), e infine Piacenza (64).

Peraltro si registrano 23 nuovi decessi: 1 nel piacentino; 3 nella provincia di Modena; 6 in provincia di Bologna, poi 3 imolesi; 5 a Ferrara; 4 in provincia di Ravenna; 1 in provincia di Forlì-Cesena ; 3 nel riminese. Nessun decesso è stato registrato nelle provincie di Parma e Reggio Emilia.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.304.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 176 (-7 rispetto a ieri), 1.899 quelli negli altri reparti Covid (-1). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 9 a Parma (+1), 15 a Reggio Emilia (-2), 39 a Modena (invariato), 54 a Bologna (invariato), 10 a Imola (-1), 14 a Ferrara (-2), 2 a Ravenna (-1), 2 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (-1) e 14 a Rimini (-1).

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su.
A tuttoggi sono state somministrate complessivamente 320.555 dosi; sul totale, 130.104 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Dal 1° marzo sono aperte le prenotazioni anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

 

Anche a Ravenna si illumina simbolicamente il volto dei teatri contro le chiusure

L’iniziativa nazionale lunedì 22  febbraio di “Facciamo luce sul teatro!” Adesione di Ravenna Teatro, Ravenna Manifestazioni, E  Production e Teatro Socjale. La solidarietà di Sindaco a Assessora alla cultura

Teatro Alighieri, illuminazione notturana esterno, foto Massimo Argnani
Il Teatro Alighieri di Ravenna (foto Massimo Argnani)

Anche le più importanti organizzazioni ravennati – Ravenna Teatro, Ravenna Manifestazioni, E Production e Teatro Socjale, che gestiscono e programmano le attività dei teatri pubblici locali, aderiscono all’iniziativa nazionale “Facciamo luce sul teatro!” , promossa da “Unita” (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), in calendario lunedì 22 febbraio, che invita i palcoscenici italiani a illuminare i propri edifici dalle 19.30 alle 21.30.

«A un anno di distanza dalla chiusura al pubblico, il Teatro Rasi, il Teatro Alighieri, l’Artificeria Almagia e il Teatro Socjale – scrivono i promotori ravennati – illumineranno le loro facciate. Un’azione poetica e politica come atto di riconoscenza e adesione alla ricerca e al lavoro di artisti, tecnici, organizzatori, maestranze, che in tutti questi mesi non si sono mai fermati.
Un anno trascorso a progettare, a creare, a immaginare e costruire possibilità e percorsi nell’attesa bruciante di ritrovare gli spettatori, dando spazio e tempo alla ricerca degli artisti, mantenendo vivi e aperti i propri luoghi e ospitando in residenza diverse realtà teatrali».

Si accolgono così le istanze di “Unita” che chiede al nuovo Governo e a tutta la cittadinanza che si torni immediatamente a parlare di teatro e di spettacolo dal vivo, che si programmi e si renda pubblico un piano che porti prima possibile a una riapertura in sicurezza di questi luoghi, perché tornino simbolicamente a essere ciò che da 2.500 anni sono sempre stati: piazze aperte sulla città, motori psichici della vita di una comunità.

Sull’iniziativa hanno espresso solidarietà anche il sindaco De Pascale e l’assessora alla cultura Elsa Signorino che in una nota hanno dichiarato: «Un anno fa cominciavano i primi provvedimenti di chiusura al pubblico dei teatri e dei luoghi di cultura. Una ferita mai rimarginata e che ci addolora ogni giorno di più.
Fin da subito abbiamo espresso sui tavoli nazionali perplessità rispetto alla decisione di mantenere i teatri e luoghi della cultura serrati in maniera indiscriminata, scelta che oltretutto contribuisce a nuocere ulteriormente alla condizione psicologica ed emotiva delle persone, già molto provate. Con l’iniziativa “Facciamo luce sul teatro”, che condividiamo, i teatri s’illumineranno per accendere un riflettore simbolico sugli spazi dell’arte e della cultura e soprattutto su tutti quei lavoratori, artisti, tecnici, organizzatori e maestranze, che in tutti questi mesi di chiusura hanno continuato a lavorare, produrre, progettare mettendosi continuamente in gioco, nell’attesa di poter incontrare in sicurezza gli spettatori. A loro va la nostra totale solidarietà.
A Ravenna lo spettacolo dal vivo fa parte dell’anima profonda della nostra città, il teatro è un pilastro culturale e artistico su cui la nostra comunità si sostiene, per questo anche noi chiediamo al Governo che si torni a parlare di teatro e spettacolo dal vivo, ma soprattutto che si stanzino nuovi importanti investimenti destinati agli spazi della cultura e ai lavoratori del mondo dello spettacolo, perché non possiamo immaginare il futuro della nostra comunità senza palcoscenici».

 

 

«Un delitto fermare i concerti così a lungo. I musicisti sono considerati inutili»

Lo sfogo di Alessandro Tampieri, maestro di Accademia Bizantina: «Come le funzioni religiose
perché non fare spettacoli con mascherine e pubblico distanziato?»

Accademia Bizantina
Alcuni componenti dell’orchestra Accademia Bizantina (il maestro Tampieri è il primo a sinistra)

Il periodo storico nel quale stiamo vivendo, unico nel suo genere, pone tanti interrogativi sia ontologici sia metafisici, tuttavia non è nel campo filosofico che questa pandemia sta facendo emergere le domande più importanti. Una di esse, sebbene stia passando sotto un fastidioso silenzio, riguarda il destino della musica al tempo del Coronavirus.
Alessandro Tampieri, voce tra le più autorevoli in materia musicale, maestro di concerto della ravennate Accademia Bizantina, ha dato la sua lettura di questa “sconcertante” situazione.

Come stanno vivendo i musicisti questo periodo?
«Come tutti… Come una pausa forzata. Lo stiamo vivendo come un giusto atto di civiltà, tuttavia abbiamo la percezione di non essere presi in considerazione: siamo sempre più in difficoltà e c’è la paura che la causa non sia soltanto la situazione di emergenza, ma anche una volontà più o meno celata, o addirittura inconsapevole, di frenare il nostro comparto. C’è il sentore che il nostro mestiere sia considerato inutile e che sarebbe meglio che nella nuova partenza fossimo meno presenti o non ci fossimo proprio».

Si pensa ai ristori, ai sussidi, a tutelare molte categorie. E la musica?
«Tutte le attività paragonate alla nostra, una per tutte le funzioni religiose, non sono state toccate se non marginalmente, mentre a noi, che potremmo lavorare in sicurezza, tutto è stato annullato, anche la più piccola attività, che sarebbe di sussistenza non solo economica, ma soprattutto mentale, è vietata. Il concerto è un rito che c’è sempre stato ed è un delitto farlo mancare per così tanto tempo. Accendere il computer è un palliativo, e non basta agli esseri umani».

Dopo il concerto di Natale su YouTube Accademia Bizantina è in pausa forzata?
«In Accademia stiamo cercando di tirare fino all’estate sperando che si apra qualcosa, ma la situazione è difficile e senza prospettive. Avevamo prove e concerti a febbraio, ma nel giro di una settimana è stato tutto annullato».

Quindi siete fermi?
«Stiamo lavorando al di là della contingenza, cerchiamo di avere un pensiero pianificato su più anni. Abbiamo spostato a novembre la ripresa dell’Orfeo fatto a Spoleto con la regia di Pierluigi Pizzi. Nel 2021-2022 recupereremo molte cose, ci saranno, inevitabilmente, molte sovrapposizioni di impegni. Ai primi di marzo andremo virtualmente a Budapest e Oslo, in aprile forse faremo un concerto a Bagnacavallo, ma vedremo il 5 marzo come sarà la situazione. A maggio dovremmo essere a Grenoble, poi a Reggio Emilia e Torino. L’attività prosegue consapevoli che tutto potrebbe essere annullato. Noi speriamo che con l’estate, i vaccini e, soprattutto, con una diversa sensibilità nei confronti della situazione, tutto cambi».

L’anno scorso l’estate fu un ritorno alla vita musicale. Sarà così anche quest’anno?
«Vista l’esperienza dell’anno scorso si pensa e si spera che nell’estate le cose cambino in maniera significativa. Stiamo lavorando a distanza con Ottavio (Dantone, ndr) per mettere a punto alcuni programmi anche per il prossimo Ravenna Festival. Stiamo combattendo con gli eventi anche se ci sono buone prospettive: abbiamo fiducia nel nostro lavoro, ma manca tantissimo il poter suonare davanti al pubblico».

C’è quindi la volontà di frenare la musica?
«A pensar male… Sinceramente non saprei, tuttavia è gravissima la mancanza di sensibilità nei confronti di un bisogno fondamentale. Una parte del “nuovo” governo è famoso per esternazioni quantomeno discutibili. Va detto che non è solo una questione italiana, in tutta Europa siamo messi così. Francia, Germania, solo in Spagna le cose stanno continuando, non senza fatica. È castrante il comprensibile blocco dei viaggi internazionali. Non è comprensibile, invece, non fare concerti con le ffp2 e un pubblico distanziato. Speriamo davvero che le istituzioni ascoltino la nostra voce e non ci costringano a Cent’anni di solitudine».

 

In darsena un’opera a mosaico in memoria dell’ex sindaco Fabrizio Matteucci

L’inaugurazione domenica 21 febbraio, giorno del suo compleanno. L’evento in diretta streaming

Sindaco Matteucci

A un anno dalla scomparsa per un infarto all’età di 63 anni – avvenuta il 16 febbraio 2020 – l’amministrazione comunale di Ravenna rende omaggio a Fabrizio Matteucci, sindaco dal 2006 al 2016, con un’opera realizzata da allieve e allievi dell’Accademia di Belle Arti su progetto di Silvia Naddeo: l’inaugurazione domenica 21 febbraio alle 11 in darsena di città, in occasione del giorno del compleanno.

Si tratta di un’installazione permanente collocata su una panchina: vari elementi riprodotti a mosaico in una dimensione tridimensionale. Oggetti simbolici e riconducibili alle abitudini e alla personalità di Matteucci: una cartella in pelle, la fascia tricolore, gli occhiali e alcuni quaderni, fra cui uno blu e oro, spiccato riferimento cromatico ai mosaici di Galla Placidia, a sottolineare il ricordo del forte rapporto del primo cittadino con la città.

L’appuntamento, che per l’emergenza sanitaria non potrà prevedere la presenza di pubblico, sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune e su quella del sindaco Michele de Pascale. Ci saranno i familiari di Fabrizio Matteucci e una rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti

Intanto l’Anci Emilia-Romagna ha intitolato la sua sala riunioni nella sede di Bologna a Fabrizio Matteucci, direttore dell’associazione dei Comuni al momento della sua morte

Moreno il Biondo è negativo: gli Extraliscio confermati al Festival di Sanremo

Il primo esito era un “falso positivo”. Sospiro di sollievo per la band con il lughese Mauro Ferrara

222134913 73d52c83 7517 416f 8af4 5ebff85673e7È risultato negativo il tampone molecolare (per rilevare l’infezione da Sars-CoV-2) effettuato ieri, giovedì 18 febbraio, da Moreno Conficconi, in arte Moreno Il Biondo, componente (insieme a Mirco Mariani e al lughese Mauro Ferrara) della band Extraliscio, in gara al 71° Festival di Sanremo.

Prima di accedere alle prove al Teatro Ariston, come da richiesta del Festival di Sanremo, mercoledì 17 febbraio, Moreno Il Biondo è stato sottoposto ad un tampone antigenico (rapido) che è risultato positivo. Per questo motivo, come da protocollo sanitario, si sono resi necessari l’isolamento fiduciario e il tampone molecolare per tutti i componenti del gruppo.

Il risultato del tampone molecolare di Moreno Il Biondo arrivato oggi, venerdì 19 febbraio, sostituisce il risultato del tampone antigenico, determinando che si è trattato di un falso positivo.

Covid, in regione oltre 1.800 nuovi contagi, di cui 154 a Ravenna

 

Sono 154, di cui 74 asintomatici, i nuovi contagiati in 24 ore in provincia di Ravenna. Due le persone ricoverate. I tamponi eseguiti sono stati 1.802. Oggi (19 febbraio) la Regione ha comunicato 5 decessi e circa 45 guarigioni.

IL BOLLETTINO REGIONALE DEL 19 FEBBRAIO

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 242.462 casi di positività, 1.821 in più rispetto a ieri (690 asintomatici), su un totale di 30.716 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,9%.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 34.937 (+17 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 32.852 (+3), il 94% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.758 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 197.244.

Purtroppo, si registrano 46 nuovi decessi: 5 a Piacenza (tutti uomini, rispettivamente di 53, 63, 83, 90 e 97 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 50 anni e tre uomini di 74, 82 e 88 anni); 5 nella provincia di Modena (una donna di 94 e quattro uomini: di 60, 83, 90 e 91 anni); 14 in provincia di Bologna (11 donne: di 63, 79, 81, 82, 83, 84, 85 anni, due di 92 anni, una delle quali residente a Imola, e due di 95 anni; 3 uomini: di 63, 73 e 95 anni); 7 nel ferrarese (due donne di 83 e 98 anni e cinque uomini, rispettivamente di 71, 78, 82, 85 e 97 anni); 5 in provincia di Ravenna (una donna di 95 anni e quattro uomini: di 66, 74, 76 e 85 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (tre donne di 87, 90 e 93 anni; un uomo di 85 anni); 2 nel riminese (una donna di 86 anni e un uomo di 71). Nessun decesso nella provincia di Parma.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.281.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 183 (+2 rispetto a ieri), 1.902 quelli negli altri reparti Covid (+12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (+1), 8 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 39 a Modena (invariato), 54 a Bologna (-2), 11 a Imola (+1), 16 a Ferrara (invariato), 3 a Ravenna (-1), 2 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (+2) e 15 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: a Piacenza 19.480 (+60 rispetto a ieri, di cui 32 sintomatici), 16.761 a Parma (+70, di cui 44 sintomatici), 31.353 a Reggio Emilia (+172, di cui 96 sintomatici), 42.391 a Modena (+326, di cui 208 sintomatici), 48.743 a Bologna (+532, di cui 388 sintomatici), 8.300 casi a Imola (+109, di cui 62 sintomatici), 14.138 a Ferrara (+104, di cui 31 sintomatici), 18.213 a Ravenna (+154, di cui 80 sintomatici), 9.220 a Forlì (+42, di cui 34 sintomatici), 10.912 a Cesena (+103, di cui 77 sintomatici) e 22.951 a Rimini (+149, di cui 79 sintomatici).

«Con la zona gialla calati ricoveri e terapie intensive: perché ora l’arancione?»

Confcommercio Ravenna contesta la decisione governativa, sulla base dei dati Agenas

oss ospedale ravennaConfcommercio Ravenna polemica per il ritorno dell’Emilia-Romagna in zona arancione.

«Sin dall’inizio della pandemia – si legge in una nota inviata alla stampa –, il criterio legato alla definizione di restrizioni, sia di spostamenti che per le attività economiche, è stato sempre ancorato principalmente alla pressione ospedaliera legata ai reparti covid e di terapia intensiva. Per questa motivazione, fra la prima e la seconda ondata, si sono fatti investimenti importanti, e in particolare nella Regione Emilia-Romagna, per aumentare la capacità ricettiva e di servizio per i malati di covid».

«Nei successivi Dpcm – continua la nota – sono stati individuati come parametri fondamentali di soglia d’allarme: il 30 percento di occupazione per le terapie intensive e il 40 percento di occupazione per i posti covid ospedalieri. Partendo da questi presupposti, si è anche definito che le scelte legate alle restrizioni tra i diversi livelli di colore dipendevano dall’impatto che l’apertura o la chiusura di certe attività economiche avevano sugli andamenti epidemiologici e dei ricoveri».

Confcommercio fa notare quindi che «in data lunedì 1 febbraio 2021, per l’Emilia-Romagna primo giorno di passaggio in zona gialla dopo un periodo in zona arancione, i dati ufficiali (fonte Agenas, ndr) davano 207 posti in terapia intensiva su 757 (pari al 27%) e 2.181 posti occupati in reparti covid su 6.126 (pari al 36%)». A quasi tre settimane di zona gialla e di apertura dei pubblici esercizi, i dati al 18 febbraio «sono invece i seguenti: 181 posti in terapia intensiva su 757 (pari al 24%), 1.890 posti occupati in reparti covid su 6126 (pari al 31%)».

«Dopo quasi tre settimane di riapertura dei pubblici esercizi – continua la nota di Confcommercio – sono sensibilmente calati sia i posti occupati in terapia intensiva sia quelli in reparti Covid».

«Ci spiegate perché dovremmo andare in zona arancione?».

Ufficiale: Emilia-Romagna di nuovo arancione. Da domenica bar e ristoranti chiusi

 

Ufficiale: l’Emilia-Romagna, con un indice Rt superiore a 1, torna in zona arancione.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 21 febbraio. Passano in area arancione anche Campania e Molise.

«È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile», evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Da domenica, quindi, in Emilia-Romagna tornano a chiudere al pubblico in presenza bar e ristoranti, così come dovranno chiudere i battenti le mostre.

Il ravennate in Nuova Zelanda che gestisce il software a bordo di Luna Rossa

Andrea Bazzini tra i personaggi chiave del team italiano che sogna la Coppa America

Andrea BazziniAndrea Bazzini, ravennate classe 1968, è uno dei personaggi chiave del team italiano di Luna Rossa, attualmente impegnato in Nuova Zelanda nella finale di Prada Cup contro Ineos Team UK.

Cresciuto sportivamente nel Circolo Velico Ravennate e già impegnato in due campagne di Coppa America (1997 e 2007) come consulente esterno del team griffato Prada, Bazzini si occupa di performance ed è oggi uno degli sviluppatori del software utilizzato da Francesco Bruni, James Spithill, Pietro Sibello e Gilberto Nobili durante le regate per avere sotto controllo le performance di Luna Rossa.

Laureato in informatica, Bazzini è uno dei soci della Joy Pictures, tra le poche società che si occupano di realizzare i software che scattano le foto ricordo sulle attrazioni nei parchi di divertimento. Ed è proprio la sua competenza nella gestione e nel ritocco delle fotografie (in particolare quelle ai profili delle vele durante le varie fasi della navigazione) che gli hanno permesso di partecipare alla campagna del 1997 di Luna Rossa, prima di entrare nell’organico del team, dieci anni dopo.

Oggi è Bazzini stesso a sintetizzare quali siano le proprie mansioni all’interno del team: «Possiamo dire che, partendo dai dati disponibili in un dato momento, cerco di capire dove sarà la barca e come starà navigando da lì a un certo numero di secondi», si legge in una nota inviata alla stampa dal Circolo Velico Ravennate.

Raccolte oltre 6mila mascherine e 500 gel igienizzanti per i senza fissa dimora

L’iniziativa promossa a Ravenna dall’associazione Avvocato di Strada

mascherine sospese avvocato di stradaSi è conclusa in città l’iniziativa “Mascherina sospesa”, promossa dall’associazione Avvocato di Strada, idea lanciata a livello nazionale che ha visto a Ravenna una grande adesione e la raccolta di circa 6.500 mascherine e oltre 500 gel sanificanti.

L’iniziativa, che prende spunto dalla tradizione napoletana del “caffè sospeso”, l’abitudine di lasciare una tazzina di caffè al bar pagata per chi non può permettersela, è stata destinata alle persona senza fissa dimora che, in un momento complesso e delicato per tutti, hanno visto aggravarsi una già delicata condizione di marginalità sociale.

«È doveroso ringraziare tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa (sostenuta anche dal Comune di Ravenna, ndr) e i cittadini che hanno attivamente contribuito al successo della stessa – spiega Michele Muscillo, coordinatore dello sportello di Avvocato di Strada di Ravenna –. Abbiamo potuto contare su una rete di raccolta capillare grazie all’adesione di Ravenna Farmacie, con le sue sedici farmacie sparse nel territorio ravennate, all’Ordine dei Farmacisti di Ravenna, e a tutte le farmacie, bar-tabacchi ed esercenti privati che hanno aderito con entusiasmo, oltre alle persone ed agli enti del territorio che ci hanno spontaneamente donato una notevole quantità di materiale. Ciò ha dimostrato quanto la sinergia e il coinvolgimento di tutti, cittadini, soggetti pubblici e privati, sia una risorsa indispensabile per continuare a garantire servizi basilari anche alle persone prive di una casa».

Il teatro di Russi resta aperto per una sera per chiedere un piano di riapertura

I cittadini potranno portare (o inviare via mail) biglietti con messaggi sulla necessità della cultura

Interno Teatro Comunale RussiIl Teatro Comunale di Russi aderisce all’iniziativa nazionale “Facciamo luce sul teatro” promossa da U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo). L’iniziativa ha l’obiettivo di portare all’attenzione la difficile situazione dei teatri italiani.

Lunedì 22 febbraio, dalle 18.30 alle 21, il Teatro  Comunale di via Cavour sarà simbolicamente aperto, invitando tutti coloro che intendano lasciare una traccia scritta di un proprio pensiero a portare un foglio o un biglietto da casa che rimarrà in teatro.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di chiedere al nuovo Governo e a tutta la cittadinanza «che si torni immediatamente a parlare di teatro e di spettacolo dal vivo, che lo si torni a nominare, che si programmi e si renda pubblico un piano che porti prima possibile ad una riapertura in sicurezza di questi luoghi».

Il teatro invita tutti i cittadini a scrivere anche a cultura@comune.russi.ra.it il loro desiderio di tornare a teatro e la loro necessità di cultura. I messaggi saranno poi pubblicati sui social.

 

Omicidio Fabbri, nel video il killer con cappuccio? Poi passa l’auto dell’ex marito

Al vaglio le immagini di una telecamera privata

Attachment (7)Potrebbe esserci proprio l’assassino di Ilenia Fabbri nelle immagini captate il 6 febbraio scorso da una telecamera privata della zona poco prima dell’omicidio della donna nella sua casa di Faenza. Un killer “non professionale ma pericoloso”, come lo ha tratteggiato il Procuratore capo facente funzione Daniele Barberini, per il quale la polizia Scientifica sta eseguendo valutazioni “su aspetti morfologici” proprio sulla base del video in questione.

Si tratta – come riportato dalla stampa locale – di una sequenza della durata di 15 secondi circa immortalata tra le 5.50 e le 5.52 dalla telecamera di una casa di via Testi, strada che interseca via Corbara, dove è stata uccisa Ilenia. Nelle immagini appare una persona vestita di scuro e con cappuccio che cammina sul marciapiede fino a fermarsi quasi sotto all’obbiettivo. Forse si accorge della telecamera: gira di scatto verso sinistra, riprende a camminare ma dall’altra parte, come se fosse in attesa. Quindi attraversa l’incrocio tra via Testi e via Corbara e scompare.

Poco dopo la medesima telecamera immortala l’arrivo dell’auto di Claudio Nanni, ex marito della vittima ora indagato a piede libero per omicidio doloso pluriaggravato in concorso con persona ignota. L’uomo è in procinto di dare un passaggio alla figlia Arianna, convivente con la vittima, per andare fino a Milano a ritirare un’auto: alle 5.57 le scrive di scendere perché lui è già sotto casa. Pochi minuti dopo i due sono già in viaggio e la telecamera sempre di via Testi registra di nuovo il passaggio della sua auto.

Mentre padre e figlia sono in autostrada, alle 6.06 a chiamare Arianna è l’amica rimasta a dormire quella notte nella casa dell’omicidio: ha sentito dei rumori accompagnati dalle urla di Ilenia, poi ha visto qualcuno inseguire la donna giù per le scale. E la descrizione sommaria fornita dalla giovane, da pochi giorni sotto protezione, è compatibile proprio con l’aspetto dell’uomo che appare nel video della telecamera di via Testi. (ANSA.it).

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