martedì
30 Giugno 2026

Lavori E45: in febbraio chiusa l’uscita Standiana per chi viaggia verso Ravenna

Continuano i cantieri sulla statale per rifare le due carreggiate

Camion Autostrada 02 2Nel mese di febbraio sono previsti alcune limitazioni alla circolazione sulla statale E45 in provincia di Ravenna per lo svolgimento degli ormai noti lavori di rifacimento nel tratto Ravenna-Cesena in entrambe le carreggiate.

Dalle 22 di venerdì 29 gennaio alle 6 di sabato 30 gennaio sarà chiuso il tratto dal km 234,800 al km 243,500 con deviazione del traffico sulla SP 118 Via Dismano. Contestualmente sarà chiuso, per chi viaggia in direzione Roma lo svincolo in ingresso di Standiana (km 243,300) e per chi viaggia in direzione Ravenna lo svincolo in ingresso di Casemurate (km 235).

Da lunedì 1 fino a sabato 27 febbraio sarà invece istituita la chiusura dello svincolo di Standiana (km 243), in uscita, per chi viaggia in direzione Ravenna. Le deviazioni saranno indicate in loco e si consiglia di uscire, a seconda di dove si è diretti, allo svincolo precedente di Casemurate (235) o a quello successivo di Ravenna (km 250).

Gli interventi di manutenzione rientrano nel piano di riqualificazione dell’itinerario E45-E55 Orte-Mestre avviato da Anas.

Cocaina nella buca postale, l’arrestato si difende: «Me l’hanno messa per dispetto»

Venti involucri nella cassetta delle lettere di casa e 500 euro in contati addosso: in manette un 38enne

Nella buca delle lettere c’era della cocaina suddivisa in venti involucri e il padrone di casa, arrestato dai carabinieri, si è difeso dicendo che la droga era stata messa lì da altri per fargli un dispetto. In manette a Faenza un 38enne algerino, senza fissa dimora, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

L’uomo, con precedenti specifici, è stato fermato dai militari per un controllo quando è stato trovato in possesso di 500 euro in contanti. Li avrebbe ricevuti dalla sorella perché doveva fare un po’ di spesa. La significativa somma di denaro rinvenuta addosso e la disponibilità degli involucri di cocaina sono gli elementi che hanno convinto l’accusa a convalidare l’arresto stante anche la flagranza di reato trattandosi di una condotta continuata da parte dell’imputato

Al processo per direttissima il gip ha convalidato l’arresto e ha chiesto l’applicazione della misura del divieto di dimora nel comune di Faenza.

In provincia 744 infortuni Covid sul lavoro. A dicembre casi in aumento

Cisl preoccupata per la crescita di fine anno: «Ora ci sono procedure e protezioni, vanno usati senza abbassare la guardia». Registrate tre morti

Coronavirus MediciIn provincia di Ravenna nel 2020 sono stati 744 gli infortuni da coronavirus sul lavoro con tre morti, cioè persone che hanno contratto la malattia Covid in servizio (in totale sono state diagnosticate più di 16mila positività con oltre settecento decessi). I dati pubblicati da Inail, e resi noti dalla Cisl, dicono però che in dicembre c’è stato un aumento del 67 percento dei casi rispetto al mese precedente, il dato peggiore in regione. «Diversamente da marzo dello scorso anno – afferma il segretario generale della Cisl Romagna, Francesco Marinelli –, ora abbiamo protocolli e dispositivi di sicurezza: eppure l’andamento degli infortuni da novembre è ripreso a salire in maniera preoccupante. È fondamentale che le aziende e i lavoratori non abbassino la guardia».

Da gennaio a dicembre in Romagna sono stati 2.368 gli infortuni sul lavoro dovuti al Covid e 5 le vittime (943 a Rimini e 681 a Forlì-Cesena). Il 39 percento degli infortuni ha colpito lavoratori con una età compresa tra 35 e 49 anni e sono le donne le più colpite, il 73 percento sul totale. «Questo è spiegabile – sottolinea il segretario – dal fatto che la maggioranza degli infortuni si registra nel settore sanità e assistenza sociale, dove in maggioranza è impiegato personale femminile».

La professione più colpita (46% del totale) è, secondo la definizione dell’Inail, quella dei “tecnici della salute”, di cui l’84% degli infortuni sono ricondotti a infermieri. «Questo è certamente dovuto alla maggiore esposizione al virus nelle strutture sanitarie, – sottolinea il segretario Marinelli – come dimostrano il numero elevato di accessi registrato ai pronti soccorsi degli ultimi mesi e i casi di contagio avuti all’interno delle medicine».

Rispetto al resto del Paese l’Emilia Romagna ha registrato un numero maggiore di infortuni nel mese di marzo, mentre è inferiore alla media italiana nella seconda ondata di ottobre-novembre. La nostra regione è 4° in Italia sia per numero di infortuni Covid, sia per infortuni mortali. Il 68% degli infortuni si registra nel settore sanità e assistenza sociale, il 16% nella pubblica amministrazione e il 6,3% nei lavoratori precari della ricerca e tecnici impiegati in sanità.

Caporalato nei campi, 4 arresti e due permessi di soggiorno per lavoratori sfruttati

Sviluppi nella vicenda emersa nella primavera del 2020 in un casolare: venti stranieri ammassati, lavoravano fino a 80 ore a settimana per 50 euro al mese

Caporalato Arresti Ansa 2
Il casolare dove dormivano le persone sfruttate (foto Ansa)

La questura di Ravenna ha rilasciato un permesso di soggiorno speciale “per grave sfruttamento lavorativo” (come previsto dal Testo unico sull’immigrazione) a due migranti richiedenti asilo sfruttati da un’organizzazione criminale per lavori nei campi. La casa di campagna in cui erano domiciliati si trovava a Bagnara. In totale più di venti lavoratori (in gran parte pachistani e afghani, sia in possesso di un titolo di soggiorno che richiedenti asilo).

A conclusione delle indagini, la polizia ha arrestato quattro pachistani per un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di caporalato: avrebbero reclutato i lavoratori poi accompagnati al lavoro tra minacce e intimidazioni, oltre ad aver individuato e gestito i committenti.

Secondo la ricostruzione dei fatti, al mattino i lavoratori sfruttrati venivano condotti a lavorare per raccogliere frutta e verdura o potare gli alberi fuori dal territorio di Bagnara (con viaggi medi di un’ora), per tornare solo alla sera, guadagnando 50 euro al mese e lavorando fino a 80 ore settimanali. La vicenda emerse nella primavera del 2020. Alcuni lavoratori avevano preso contatti con la Flai Cgil di Forlì per il controllo degli stipendi e dei contributi previdenziali. Successivamente, a pandemia in corso, si è attivata la Flai Cgil di Ravenna, poiché la casa di campagna in cui erano domiciliati si trovava a Bagnara. Il sindacato e il Comune hanno subito contattato le forze dell’ordine e attivato i servizi sociali per offrire ai lavoratori un sostegno alimentare e la sanificazione dei luoghi in cui vivevano.

Le indagini della squadra mobile di Forlì hanno ricostruito un quadro di sfruttamento da parte di un’organizzazione che li faceva lavorare in diverse aziende agricole non solo dell’Emilia-Romagna e li alloggiava senza acqua calda, poco cibo e materassi a terra ammassati in poche stanze. Attraverso il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna, che a sua volta ha attivato il servizio Immigrazione del Comune di Ravenna, è stato possibile l’ingresso di due lavoratori all’interno di un progetto “Oltre la Strada” (sistema integrato di interventi socio-sanitari nel campo della prostituzione, del grave sfruttamento e della tratta di esseri umani). Tra i loro diritti è previsto il rilascio di un permesso di soggiorno speciale per grave sfruttamento.

La Cgil Emilia-Romagna esprime soddisfazione per questo esito e per l’iniziativa messa in campo, «che va sempre perseguita affinché i lavoratori deboli vengano sottratti dal giogo di nuovi sfruttatori e di reti criminali che violano i diritti e la dignità umana». Le organizzazioni confederali dell’Emilia Romagna si sono costituite parte civile anche nel processo di Forlì per rivendicare il ruolo di garanzia della tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Caso di aviaria a Lugo, «rischio di infezione per la popolazione pressoché nullo»

 

GruDue esemplari di gru sono risultati positivi all’influenza aviaria in un allevamento rurale del comune di Lugo.

«La conferma di positività da parte del Centro nazionale di referenza per l’influenza aviaria – è la nota con cui l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ricostruisce la vicenda – è pervenuta sabato sera 23 gennaio. Nella giornata di domenica sono stati abbattuti i 12 capi presenti nell’allevamento interessato, costituenti l’intero effettivo. Dall’indagine epidemiologica è emersa la correlazione con un allevamento del territorio».

«Il Servizio veterinario – continua la nota – ha richiesto il provvedimento a carico del titolare dell’allevamento, immediatamente adottato dal sindaco con ordinanza n. 4 del 25 gennaio 2021. Successivamente la Regione ha adottato il provvedimento di restrizione (ordinanza del presidente della giunta regionale n. 5 del 26 gennaio 2021); tale provvedimento interessa tutti gli allevamenti presenti nel raggio di 10 km dal focolaio, ovvero 33 aziende. Di queste, 10 al momento sono vuote».

«Appena ricevuto l’elenco degli allevamenti coinvolti, il 25 gennaio, il Servizio veterinario ha informato via email i titolari delle aziende, e il giorno successivo ha diffuso le modalità per richiedere la deroga agli spostamenti di animali e uova dalla zona di restrizione».

Le misure che cittadini e imprese devono adottare «sono quelle previste nell’ordinanza regionale: sostanzialmente il divieto di movimentazione di avicoli e loro prodotti (salvo deroghe), rispetto delle misure di biosicurezza da parte degli allevatori, accurata disinfezione di mezzi e attrezzature. È prevista inoltre l’intensificazione della sorveglianza veterinaria».

Il rischio di infezione per la popolazione – assicura l’Amministrazione – «è pressoché nullo . Le due gru, al momento, rimangono gli unici animali infetti, poiché i campioni fatti sugli 11 polli dell’allevamento rurale (abbattuti) e quelli fatti nell’azienda correlata epidemiologicamente al focolaio hanno dato esito negativo».

Crisi Covid: 2.232 famiglie chiedono i buoni spesa. La maggioranza è sotto i 50 anni

Lo Stato ha assegnato 1,3 milione di euro da distribuire tra i comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Russi: da 200 a 520 euro per nucleo in base alla composizione. Intanto in provincia 300 bar e ristoranti chiedono i ristori della Regione

DSC 5039Una misura della crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria può venire dai numeri delle richieste di sussidi per famiglie e imprese. Alcune istituzioni locali hanno reso noto i numeri di quanti si sono rivolti a loro a seconda delle possibilità offerte.

Buoni spesa per famiglie

Dal 4 gennaio sono state presentate 1.150 richieste di buoni spesa dai fondi statali per la solidarietà alimentare assegnati al Servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi. La fascia di età prevalente tra i richiedenti è quella tra i 40 e i 50 anni e per la maggior parte le domande riguardano nuclei familiari composti da due-tre persone.

I fondi a disposizione ammontano a un milione e 50mila euro (per la precisione 833mila euro per Ravenna, 153mila per Cervia e 65mila per Russi). I buoni spesa vengono progressivamente erogati, sino ad esaurimento delle risorse disponibili, con accredito sulla tessera sanitaria a chi ne ha diritto e sono utilizzabili fino al 31 dicembre negli esercizi pubblicati sul sito del Comune di Ravenna. L’entità del buono spesa è commisurata al numero dei componenti del nucleo familiare: 200 euro per i nuclei composti da una sola persona, 240 per quelli composti da due persone, 320 per quelli composti da tre persone, 400 per quelli composti da quattro persone, 520 per quelli composti da cinque o più persone. L’intervento potrà trovare possibilità di proroga a seconda delle risorse disponibili inoltrando ulteriore richiesta.

Alla pagina https://www.comune.ra.it/coronavirus/buoni-spesa/ si trovano il collegamento alla piattaforma e tutte le informazioni sui requisiti e le modalità per l’ottenimento. Per i nuclei familiari già in carico al Servizio sociale non è necessaria la presentazione della domanda tramite la piattaforma, in quanto lo stato di bisogno che motiva l’erogazione del buono spesa può essere rilevato d’ufficio.

A Faenza sono invece 1.082 i buoni spesa distribuiti potendo contare su 310mila euro arrivati dallo Stato ai quali si aggiungono 40mila euro donati dalla Cisa/Allegion e alcune migliaia di euro arrivati da donazioni private.

Ristori regionali per bar e ristoranti

Sono oltre trecento le domande già presentate alla Camera di Commercio di Ravenna, in poco più di una settimana, per ottenere i ristori a bar e ristoranti voluti dalla Regione Emilia-Romagna (in aggiunta a quelli decisi dal Governo). In totale più di 21 milioni di euro le risorse stanziate da Piacenza a Rimini. In provincia di Ravenna duemila aziende potenzialmente interessate. C’è tempo fino alle 10 di mercoledì 17 febbraio per presentare domanda ed ottenere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di tremila euro.

Beneficiarie dei contributi sono le imprese aventi qualsiasi forma giuridica con codice Ateco primario 56.10.11 o 56.3, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese  in data antecedente all’1 novembre 2020. Esse devono risultare attive alla data di apertura del bando, non devono avere cessato l’attività alla data del provvedimento di liquidazione del contributo e devono avere almeno un’unità locale aperta al pubblico in Emilia-Romagna. Tra i requisiti, quello di aver avuto un calo del fatturato medio, nel periodo ricompreso tra l’1 novembre 2020 e il 31 dicembre 2020, pari o superiore al 20 oercebti rispetto allo stesso periodo del 2019 ovvero, a prescindere dal fatturato, siano state attivate nel periodo dall’1 gennaio 2020 all’1 novembre 2020. Tutte le domande ammissibili avranno diritto al contributo, che varierà a seconda del numero delle domande ammesse.

Emilia-Romagna verso il ritorno in zona gialla: bar e ristoranti aperti da domenica?

La conferma ufficiosa dell’assessore regionale Donini

EMILIA ROMAGNA GIALLAL’Emilia-Romagna si appresta a diventare zona gialla a partire da domenica, 31 gennaio.

È l’assessore Raffaele Donini a confermarlo in via ufficiosa, ai microfoni di Radio Bruno, sottolineando come l’indice R con t in regione sia «abbondantemente sotto l’1» e i reparti Covid in queste settimane si siano alleggeriti, con 202 casi ogni 100mila abitanti. Tra i requisiti per tornare “zona gialla” c’è appunto anche l’indice Rt che deve restare sotto l’1 per due settimane consecutive. Dopo esserlo stato una settimana fa in regione, domani (29 gennaio) arriverà quindi il secondo dato positivo che dovrebbe portare al via libera.

La cabina di regia si riunirà sempre domani per analizzare i dati che porteranno alla scelta definitiva, che spetta comunque al ministero della Salute.

Tornare in zona gialla vorrebbe dire in prims veder riaperti almeno fino alle 18 bar e ristoranti, con la possibilità di muoversi entro i confini regionali senza limitazioni.

E la Cassa di Ravenna lancia la carta di credito con il volto di Dante

L’illustrazione è dell’artista Riccardo Guasco

 MG 7168La Cassa di Ravenna rende omaggio a Dante Alighieri, in occasione del 700° anniversario della morte, introducendo sul mercato una nuova carta di credito dedicata proprio al Poeta, con il volto di Dante.

Il gruppo Cassa Ravenna ha individuato nell’artista Riccardo Guasco, noto illustratore e pittore, l’autore dell’opera grafica raffigurante il volto di Dante, rivisitata in chiave grafica moderna e riportata sulla nuova carta di credito.

Considerata la costante crescita, anche in termini di evoluzione tecnologica, del mercato dei pagamenti con moneta elettronica, «il Gruppo Cassa di Ravenna – si legge nella nota inviata alla stampa – promuove questa nuova carta di credito, operante sul circuito Visa e con la possibilità anche di essere integrata nei portafogli digitali Apple Pay e Google Pay per effettuare pagamenti contactless con il proprio smartphone o altri dispositivi mobili».

Il cliente avrà anche la facoltà di chiedere l’attivazione della funzione “revolving”, che consente il rimborso rateale degli importi relativi agli acquisti effettuati con la Carta.

La Carta della Cassa dedicata a Dante Alighieri sarà diffusa, oltre che dalla Cassa di Ravenna, anche dalle controllate Banca di Imola e Banco di Lucca e del Tirreno.

Il museo è chiuso e le opere d’arte vanno sui manifesti: «Ci vediamo presto al Mar»

Al via per le strade di Ravenna la campagna di valorizzazione delle collezioni

Hassan FBIn attesa della riapertura dei luoghi di cultura in Emilia Romagna, é partita ieri (27 gennaio) per le strade di Ravenna la campagna di valorizzazione delle collezioni del Mar che riproduce alcune delle opere d’arte iconiche del museo, caratterizzata dallo slogan “La cultura non chiude. Ci rivediamo presto al MAR”.

«Il 2020 è stato un anno complesso per la nostra città e per le istituzioni culturali e ci siamo impegnati nella sperimentazione di nuove modalità di fruizione e promozione culturale, rimodulando anche la programmazione espositiva in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri che vede Ravenna al centro delle celebrazioni nazionali insieme alle città di Firenze e Verona. Oggi vogliamo riportare il museo Mar e la sua collezione ai cittadini, mantenendo vivo il profondo legame tra la città di Ravenna e il suo patrimonio culturale e affermando che la cultura, e le nostre istituzioni, non chiudono», dichiara l’assessora alla Cultura Elsa Signorino.

Tre sono le opere d’arte scelte per la campagna promozionale del museo: Santa Caterina d’Alessandria di Barbara Longhi, olio su tela della seconda metà del XVI secolo, Ritratto di Marco Palmezzano, tempera su tavola della metà del XV secolo e CAP 952 di Omar Hassan del 2013.

«Si tratta di un’azione simbolica per portare idealmente le opere d’arte in città e mantenere alta l’attenzione sulla cultura e sul museo, luogo di tutela e valorizzazione del nostro passato ma anche di crescita e comprensione del nostro presente» afferma Giorgia Salerno, coordinatrice culturale e conservatrice del Mar.

«Il Museo, anche se attualmente chiuso, così come la Biblioteca Classense, è in piena attività per la realizzazione delle mostre e per proseguire con la programmazione espositiva dedicata a Dante Alighieri con il progetto Dante. Gli occhi e la mente, che analizza la figura del Sommo Poeta attraverso tre visioni e letture differenti; dalle celebrazioni del VI centenario alla letteratura e storia del Trecento, per concludersi con la fama internazionale di Dante. Sono in preparazione le mostre, Le Arti al tempo dell’esilio, che si aprirà nel mese di marzo e Un’Epopea POP,  prevista per settembre, due percorsi che si uniscono alla prima mostra inaugurata in Classense lo scorso settembre, Inclusa est flamma. Ravenna 1921: Il Secentenario della morte di Dante. Speriamo, dunque, in una prossima riapertura delle nostre istituzioni culturali», afferma Maurizio Tarantino, dirigente per le politiche e attività culturali del Comune di Ravenna e direttore della Biblioteca Classense e Mar.

Blitz dei carabinieri in un hotel: in 18 stavano festeggiando un compleanno

In arrivo le multe da 400 euro, ma il titolare contesta: «Era solo una cena con ospiti che stavano soggiornando nella nostra struttura, tutto regolare»

PremiersuitesBlitz dei carabinieri in un hotel, nella tarda serata di sabato.

Al Premier & Suites, 5 Stelle di Milano Marittima, infatti era in corso una festa di compleanno in onore di una bambina di 7 anni, festeggiata da altre 17 persone. Tutte – secondo i carabinieri che hanno in un primo momento registrato tutte le generalità – saranno sanzionate con una multa da 400 euro sulla base delle disposizioni anti Covid che vietano feste anche in luoghi privati e assembramenti.

E sarà multato anche il titolare dell’hotel, che rischia pure la chiusura della sua struttura, per un minimo di 5 e un massimo di 30 giorni. Ma è lo stesso titolare ad annunciare ai quotidiani in edicola oggi, 28 gennaio, che contesterà la sanzione.

Secondo Andrea Astolfi, intervistato dal Corriere Romagna, si trattava infatti di una normale cena con accompagnamento musicale. Gli ospiti, infatti, stavano soggiornando tutti nell’hotel, che quindi poteva regolarmente servire loro la cena al ristorante della struttura. Secondo il titolare i tavoli e i clienti erano tutti regolarmente distanziati e i camerieri indossavano la mascherina, seguendo insomma tutte le regole imposte dalle normative anti Covid.

Ucciso un cigno reale a Casal Borsetti, indagini della polizia provinciale

Secondo i testimoni, al momento dell’abbatimento sul posto c’erano diversi cacciatori

Cigno RealeUn bracconiere ha ucciso all’alba di domenica scorsa nel prato allagato denominato “Bardello”, a Casal Borsetti, un esemplare di cigno reale, specie protetta dalla legge.

La segnalazione è arrivata da un cacciatore: sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia provinciale che ha sequestrato la carcassa del volatile.

Si tratta di un esemplare la cui silhouette e apertura alare lo rendono difficilmente confondibile con altre specie: chi ha sparato ha cioè con alta probabilità agito volontariamente.

Secondo testimoni, al momento dell’abbattimento sul posto c’erano diversi cacciatori. (ANSA.it)

La Cassazione conferma la condanna all’ergastolo per Matteo Cagnoni

Per aver ucciso a bastonate la moglie Giulia Ballestri, nel 2016 a Ravenna

Cagnoni
Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri

È stata confermata dalla Cassazione la condanna all’ergastolo per il dermatologo Matteo Cagnoni (55 anni) per aver ucciso a bastonate – con l’aggravante della premeditazione e della crudeltà – la moglie Giulia Ballestri di 39 anni che voleva separarsi da lui. La vittima – madre dei tre figli minorenni della coppia – fu lasciata agonizzante nel buio.

Il delitto è avvenuto a Ravenna il 16 settembre del 2016 in una villa di famiglia da tempo disabitata.

Gli “ermellini” hanno così convalidato il verdetto emesso dalla Corte di Assise di Appello di Bologna il 26 settembre 2019. L’imputato è difeso dall’avvocato Gabriele Bordoni. (ANSA.it)

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi