Il museo è chiuso e le opere d’arte vanno sui manifesti: «Ci vediamo presto al Mar»

Al via per le strade di Ravenna la campagna di valorizzazione delle collezioni

Hassan FBIn attesa della riapertura dei luoghi di cultura in Emilia Romagna, é partita ieri (27 gennaio) per le strade di Ravenna la campagna di valorizzazione delle collezioni del Mar che riproduce alcune delle opere d’arte iconiche del museo, caratterizzata dallo slogan “La cultura non chiude. Ci rivediamo presto al MAR”.

«Il 2020 è stato un anno complesso per la nostra città e per le istituzioni culturali e ci siamo impegnati nella sperimentazione di nuove modalità di fruizione e promozione culturale, rimodulando anche la programmazione espositiva in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri che vede Ravenna al centro delle celebrazioni nazionali insieme alle città di Firenze e Verona. Oggi vogliamo riportare il museo Mar e la sua collezione ai cittadini, mantenendo vivo il profondo legame tra la città di Ravenna e il suo patrimonio culturale e affermando che la cultura, e le nostre istituzioni, non chiudono», dichiara l’assessora alla Cultura Elsa Signorino.

Tre sono le opere d’arte scelte per la campagna promozionale del museo: Santa Caterina d’Alessandria di Barbara Longhi, olio su tela della seconda metà del XVI secolo, Ritratto di Marco Palmezzano, tempera su tavola della metà del XV secolo e CAP 952 di Omar Hassan del 2013.

«Si tratta di un’azione simbolica per portare idealmente le opere d’arte in città e mantenere alta l’attenzione sulla cultura e sul museo, luogo di tutela e valorizzazione del nostro passato ma anche di crescita e comprensione del nostro presente» afferma Giorgia Salerno, coordinatrice culturale e conservatrice del Mar.

«Il Museo, anche se attualmente chiuso, così come la Biblioteca Classense, è in piena attività per la realizzazione delle mostre e per proseguire con la programmazione espositiva dedicata a Dante Alighieri con il progetto Dante. Gli occhi e la mente, che analizza la figura del Sommo Poeta attraverso tre visioni e letture differenti; dalle celebrazioni del VI centenario alla letteratura e storia del Trecento, per concludersi con la fama internazionale di Dante. Sono in preparazione le mostre, Le Arti al tempo dell’esilio, che si aprirà nel mese di marzo e Un’Epopea POP,  prevista per settembre, due percorsi che si uniscono alla prima mostra inaugurata in Classense lo scorso settembre, Inclusa est flamma. Ravenna 1921: Il Secentenario della morte di Dante. Speriamo, dunque, in una prossima riapertura delle nostre istituzioni culturali», afferma Maurizio Tarantino, dirigente per le politiche e attività culturali del Comune di Ravenna e direttore della Biblioteca Classense e Mar.

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