martedì
30 Giugno 2026

Fondazione Cassa, Alfieri confermato presidente: obiettivo 2021 per i nuovi musei

Nel restaurato Palazzo Guiccioli di via Cavour troveranno sede gli spazi espositivi dedicati a Byron e al Risorgimento: «Attività culturali internazionali che favoriranno il turismo»

30 01 2017 Ravenna,fondazione Cassa Di Risparmio Di Ravenna Presidente Ernesto Giuseppe Alfieri
Ernesto Giuseppe Alfieri

È stato nominato e si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che ha proceduto all’elezione del presidente, confermando Ernesto Giuseppe Alfieri. Eletto anche il vice, Alberto Domenicali, e confermato il segretario generale Giancarlo Bagnariol.

«Proseguiremo con rinnovato impegno – ha dichiarato Alfieri – a dare impulso alle attività sul territorio che più necessitano di sostegni strategici, innanzitutto, con priorità etica, nel campo delle emergenze sociali e nell’assistenza agli anziani. Di rilievo il nostro impegno, ancor più in questa fase emergenziale sanitaria, seguirà l’ammodernamento di attrezzature diagnostiche e strumentali di alta qualità per la sanità locale e ancora la crescita dell’Università, con il fondamentale impulso reso dalla presenza della Facoltà di Medicina a Ravenna e del tessuto educativo e culturale dei giovani, per il volontariato ed il progresso culturale in genere».

PRESENTAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MEDICINA CHIRURGIA A RAVENNAAlfieri conferma le iniziative di valorizzazione dei Chiostri Francescani, «anche in vista delle manifestazioni previste per onorare al meglio le celebrazioni Dantesche del 2021 e del 2022».

Infine i musei Byron e del Risorgimento nella storica cornice del restaurato Palazzo Guiccioli in via Cavour. Alfieri auspica l’inaugurazione nel corso del 2021 (nel 2015 i progettisti ipotizzavano di inaugurare nell’estate 2017): «Con importanti risvolti urbanistici consentirà nuove, rilevanti attività culturali di respiro anche internazionale, che favoriranno il sistema turistico nel suo insieme».

«Renzi irresponsabile? No, coerente: siamo ancora disponibili. L’assente è il Pd»

Parla Roberto Fagnani, responsabile provinciale di Italia Viva: «A Ravenna in vista delle elezioni si dovrà ripartire dall’attuale maggioranza, ma non escludo nuove alleanze»

Roberto FagnaniParliamo con Roberto Fagnani dopo la fiducia (risicata) incassata anche al senato dal Governo, nonostante la rottura con Italia Viva, di cui l’assessore del Comune di Ravenna è coordinatore provinciale.

Fagnani, l’accusa più frequente fatta a Renzi in questi giorni è quella di aver aperto una crisi di Governo in piena pandemia…
«Questa è la narrazione che è stata costruita. Ma quando Renzi era premier ricordo che doveva essere lui a ricucire gli strappi. Ora quindi forse non doveva stare a lui, erano altri che avrebbero dovuto evitare questa crisi».

Ma quali erano le vostre richieste?
«A questa maggioranza mancava un profilo politico. Bisognava sedersi a un tavolo, fare il punto di quello che è stato fatto e blindare un programma fino al 2023. Mancava una strategia politica ampia. Non si può continuare a gestire solo la pandemia, in maniera tattica e non strategica, non si può continuare con sussidi e cassa integrazione, senza portare avanti le questioni utili al futuro del Paese che portano sviluppo e lavoro».

Tipo?
«Tipo alcune che avranno ricadute anche a livello locale, nel comparto dell’offshore o della chimica. La questione della mancanza delle concessioni per le estrazioni, il progetto di stoccaggio della Co2 scomparso. E poi le opere pubbliche ferme. Per non parlare di comparti dimenticati come quello del turismo, che sembra non interessare più nessuno».

E ora cosa succederà?
«La maggioranza non è stabile, la situazione è complicata. Ma noi ci siamo. Non abbiamo votato contro, ci siamo astenuti. Mi auguro che si possa riaprire la discussione sulle tematiche che abbiamo sempre sostenuto».

Ma quindi crede davvero che Renzi stia rischiando politicamente di scomparire solo per il bene dell’Italia?
«Noi abbiamo rinunciato a ruoli di Governo e a poltrone, in un periodo in cui si sta vedendo invece di tutto, dal trasformismo a cambi repentini di pensiero. Io credo che la nostra coerenza verrà apprezzata e sono già tanti quelli che anche privatamente mi stanno dicendo che Renzi ha fatto bene. Il grande assente, piuttosto, mi pare il Pd nazionale, che fino a poco tempo fa sbraitava contro l’uomo solo al comando e adesso invece sembra disposto a tutto pur di mantenerlo, l’uomo solo al comando…».

Ma i sondaggi vi danno già sotto il 3 percento, quando era Renzi il primo a prendersela contro i partitini del 3 percento…
«Certo, ma poi c’è stato il referendum del 2016. Quel voto ha di fatto affossato anche sistemi maggioritari. Siamo un partito giovane, che credo sul territorio abbia già ottenuto risultati importanti. A Faenza abbiamo preso quasi il 4 percento in un comune dove non c’erano molti spazi liberi, in quel campo, e ora governiamo, con un consigliere e un assessore».

Alle prossime elezioni di Ravenna pronti quindi ad allearvi anche con il Movimento 5 Stelle?
«La differenza rispetto a Roma, sui territori, è proprio la figura di garante dei sindaci: Isola a Faenza e De Pascale a Ravenna, per esempio. Loro fanno appunto da garanzia a un programma politico di mandato su cui ci si deve attenere. Lo ribadisco, in vista delle prossime elezioni amministrative a Ravenna si deve ripartire dall’attuale maggioranza. Ci si deve trovare per capire quello che è stato fatto e impostare il programma futuro. Poi, chi vorrà venire a portare il proprio contributo sarà ben accetto. È evidente però che su molti temi mi pare anche dall’esperienza di questi anni in consiglio comunale sarà difficile trovare un accordo comune. Ma sono aperto a tutti, non ho pregiudizi. Escludo a priori solo alleanze con i sovranisti di destra…».

L’appello dell’allenatore: «Ridare a tutti i ragazzi la possibilità di fare partite»

Il ravennate Zauli scrive al presidente Figc Tisci: «Ci dica se la stagione è già finita…»

Calcio Giovanile 696x462Lo sport giovanile continua a restare per la maggior parte fermo al palo, in Italia, a causa delle stringenti norme anti Covid. Sul tema, riceviamo e pubblichiamo la lettera appello del ravennate Alessandro Zauli, allenatore ed educatore impegnato da oltre trent’anni nel calcio giovanile, al presidente del Settore giovanile e Scolastico della Figc, Vito Tisci.

Zauli chiede provocatoriamente a Tisci di annunciare ufficialmente la fine anticipata della stagione del calcio giovanile per permettere alle società di essere rimborsate dei tesseramenti già versati.

In particolare l’appello dell’allenatore ravennate riguarda il mondo del calcio dilettantistico e dei più piccoli. Gli allenamenti infatti possono proseguire regolarmente nel caso di atleti iscritti a competizioni ritenute di “interesse nazionale” (ossia campionati regionali e nazionali) mentre la stragrande maggioranza dei ragazzi è costretta a fare solo allenamenti senza contatto, quindi senza le partite, fulcro del gioco del calcio.

«Lei – scrive Zauli, rivolgendosi a Tisci – ha idea di quanto sia difficile per mesi preparare allenamenti stimolanti, divertenti, partecipativi, sempre diversi, senza potersi toccare, dovendo fare il vigile più che l’allenatore? È difficile per i bambini ma anche per noi. Ha idea di quanta progettazione, preparazione, studio, fantasia serve per farlo?».

Zauli ricorda inoltre come le famiglie abbiano speso soldi in quote versate alle società senza aver potuto ricevere un adeguato corrispettivo «come l’utilizzo degli spogliatoi (consentito solo per gli atleti di competizioni di interesse nazionale di cui sopra, ndr), le docce, un allenamento inerente allo sport praticato, le partite».

Zauli si dice poi deluso dalla mancata reazione di Tisci stesso e degli organi federali, da cui non è arrivata – dice – neppure una difesa d’ufficio: «Ma si deve ricordare che è grazie a noi dilettanti che il movimento va avanti – continua la lettera –, siamo noi la maggioranza dei praticanti e delle socieàà, siamo noi che forniamo il gettito più alto, che cresciamo i giocatori per i professionisti».

«L’unico interesse nazionale – conclude Zauli – dovrebbe essere quello di dare a tutti i ragazzi la possibilità di giocare e socializzare, perché lo sport è salute fisica e mentale, quest’ultima non meno importante».

Zaul si chiede infine quale potrà essere il futuro del calcio dilettantistico, con l’unica certezza che «a rimetterci saranno sempre i ragazzi, che purtroppo non hanno un sindacato che li difende».

Svolta in Darsena, Cmc vende i propri terreni. Già formalizzata un’offerta

Pubblicato un bando privato da 18 milioni. La cooperativa manterrà la propria sede e si occuperà dei lavori

©gbiserni0906160028Cmc ha messo ufficialmente in vendita la propria sede e i terreni di sua proprietà lungo via Trieste, nel cuore della darsena di Ravenna.

La notizia è stata messa nero su bianco in un comunicato inviato alla stampa e il 20 gennaio è stato pubblicato il bando privato sul portale delle aste giudiziarie di Ravenna (Cmc, come noto, è attualmente in concordato). Si parte da un prezzo base di 18 milioni di euro per un’area più che strategica della darsena, quella che comprende anche il centro operativo e direzionale della cooperativa e l’ex bitumificio, dove potranno essere realizzati spazi commerciali e residenziali, oltre ad aree verdi.

Le offerte potranno essere inviate entro il 9 marzo, ma secondo indiscrezioni raccolte dai quotidiani locali, sarebbe già arrivata un’offerta importante, probabilmente difficile da superare, da parte del gruppo Cia-Conad, già proprietario del vicino Sigarone, che potrebbe così nuovamente rientrare in un grande progetto di riqualificazione della Darsena.

Si tratta di «un’interessante proposta già formalizzata» – scrive la Cmc nella nota, spiegando di aver voluto emettere un bando privato «affinché tutti gli interessati possano partecipare a una gara competitiva, misurandosi con l’offerta ricevuta».

Cmc manterrà la propria sede nell’attuale comparto, «poiché il bando prevede che sia edificato e consegnato alla Cooperativa un nuovo edificio per la propria sede, più funzionale e moderno».

L’offerta già ricevuta – rivela la Cmc – «è costituita da una proposta irrevocabile d’acquisto dell’intero compendio immobiliare, il conferimento a Cmc di tutti i lavori dello sviluppo dell’intero comparto nonché il comodato d’uso gratuito per la sede attuale e i relativi piazzali per il tempo necessario alla consegna della nuova sede. In sintesi l’operazione prevede quindi l’incasso, in pochi mesi, del valore del compendio, l’azzeramento dei canoni di locazione dell’attuale sede oltreché l’affidamento di un’importante commessa per l’esecuzione di tutti i lavori e la realizzazione dei nuovi uffici».

«L’operazione avviata – dichiara il presidente Alfredo Fioretti – dà seguito alla volontà, espressa negli anni, di sviluppare una vasta area industriale a ridosso del centro storico, le cui potenzialità sono rimaste inespresse per lungo tempo e la cui riqualificazione porterà beneficio a tutta la comunità ravennate. Cmc quest’anno taglierà il traguardo dei 120 anni dalla sua fondazione e l’obiettivo è di farlo continuando a partecipare da protagonisti allo sviluppo del territorio locale».

Export in calo: -13,6 percento nei primi 9 mesi del 2020, peggio di regione e Italia

L’Osservatorio della Camera di Commercio attribuisce la causa al crollo dei mercato di sbocco

Camion 6Il Covid continua a mordere le esportazioni ravennati. Tra gennaio e settembre del 2020 l’export della provincia scende, rispetto ai primi nove mesi del 2019, a 3.017,5 milioni di euro (473,9 milioni in meno), con una contrazione tendenziale pari al 13,6% percento (nello stesso periodo -10,6% per l’Emilia-Romagna e -12,5% per l’Italia). È quanto emerge dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna sui dati Istat. A pesare in particolare, secondo la lettura degli uffici, il crollo dei mercati di sbocco.

La provincia di Ravenna si colloca nel periodo considerato, con quasi l’uno percento dell’export italiano, al 33esimo posto della graduatoria nazionale delle province esportatrici, avanzando, rispetto al 2019, di una posizione.

In territorio negativo, in particolare, le vendite sul mercato europeo, principale canale per l’export provinciale (pari al 76,1% del totale), che si riducono, rispetto all’analogo periodo del 2019, del -9,2%. Le esportazioni verso la sola Unione europea a 27 (il 58,8% del totale) hanno mostrato una tendenza più acuta (-15,6%), condizionata anche dalla nuova realtà post-Brexit e dalla conseguente uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

Nell’Area dell’Euro, con una quota del 43,2% sul complesso delle esportazioni ed una flessione del -14,5%, sono proprio le vendite verso i Paesi più rappresentativi per l’export ravennate a destare preoccupazione: più contenuta la flessione in Germania (-11,1%), il mercato più vasto che assorbe da solo il 13% delle esportazioni provinciali; quasi doppia la caduta sul mercato spagnolo (-20,3%, con quota pari a 6,3%) e quella sul mercato francese, pari a -14% (8,9% l’incidenza sul totale).

Al di fuori dell’Ue post-Brexit, segnala l’Osservatorio dell’Ente di Viale Farini, prosegue la crescita delle vendite verso il Regno Unito (+61,9%), secondo partner commerciale per le imprese ravennati, verso il quale, nei primi 9 mesi di quest’anno, si è indirizzato il 9,5% dell’export complessivo provinciale. Crescono, tra gennaio e settembre, anche le esportazioni verso i mercati dell’Asia orientale (+2,1%), dell’America centro-meridionale (+4%), dell’Africa settentrionale (+4,9%), dell’Oceania (+25,6%) e verso la Cina, che mette a segno un +1,2%. Crescono le esportazioni provinciali in Cile (+3,1%), in Russia (+7,7%) e in Turchia (+6,1%), mentre segnano il passo le vendite dirette in America del Nord (-2,9%), in particolare negli Stati Uniti (-10,8%), verso cui è indirizzato il 4,7% dell’export provinciale.

Osservando i risultati dei singoli comparti, si registra l’ottimo aumento dell’export degli altri mezzi di trasporto (+781,4%), grazie soprattutto al mercato inglese ed alla forte crescita della voce “navi ed imbarcazioni” (114,5 milioni di euro in più) relativa alla cantieristica (che da sola rappresenta il 27% del valore del comparto) e dei prodotti in metallo (+22,1%).  Seguono in territorio positivo, ma più distanziate, le esportazioni del settore dei computer e prodotti di elettronica (+6,7%). Cali, invece, si registrano per i prodotti alimentari (-2,5%) ed i macchinari ed apparecchiature (-3,5%), mentre si assiste al crollo dei prodotti della metallurgia (-36,8%), della chimica (-16,5%), delle apparecchiature elettriche (-15,6%) e dell’industria delle bevande (-5,3%). Riduzioni superiori alla media, infine, per gli articoli in gomma e plastica (-20,2%) e i prodotti di minerali non metalliferi (-19%).

Diffusione contagio: 109 casi e 8 decessi. Scendono i ricoverati in Rianimazione

In provincia l’epidemia ha contagiato quasi 16mila persone

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAPer il territorio provinciale di Ravenna oggi, 21 gennaio, si sono registrati 109 nuovi casi di contagio da coronavirus: si tratta di 43 asintomatici e 66 con sintomi; cento in isolamento domiciliare e 9 ricoverati. I tamponi eseguiti sono stati 1.479. 

La Regione ha comunicato otto decessi: quattro uomini (64, 66, 81, 94 anni) e quattro donne (69, 74, 89, 92 anni). Sono state inoltre comunicate circa duecento guarigioni. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 15.755 (il 70 percento sono guariti, quasi 700 i morti).

Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 206.578 casi di positività, 1.320 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.949 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6 percento.

Continua intanto la campagna vaccinale. Alle 15.30 sono state somministrate complessivamente 123.265 dosi. Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite questa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 260 nuovi casi; a seguire Modena (216), Reggio Emilia (144), Rimini (127), Ravenna (109), Forlì (94), Ferrara (90). Poi la provincia di Parma (85), quindi le province di Piacenza e Cesena (77) e infine Imola (41).

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 145.533. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 52.037 (-540 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 49.363 (-494), il 94,9% del totale dei casi attivi.

Si registrano 73 nuovi decessi. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.008.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 218 (-12 rispetto a ieri), 2.456 quelli negli altri reparti Covid (-34). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:17 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (+1), 43 a Modena (-3), 41 a Bologna (-3), 14 a Imola (-1), 26 a Ferrara (-3), 11 a Ravenna (-3), nessun ricoverato a Forlì (come ieri),5 a Cesena (invariato) e 28 a Rimini (+2).

Nuova tecnica per le aritmie cardiache: primo intervento al Maria Cecilia Hospital

La struttura di Cotignola è la prima in Italia ad utilizzare l’innovativo sistema mininvasivo per il trattamento

Dott. Iacopino MCH Aritmologia Ed Elettrofisiologia GVM 02Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola, ospedale privato del gruppo Gvm accreditato con il sistema sanitario, è la prima struttura in Italia a introdurre una nuova tecnologia per l’ablazione del tessuto cardiaco, cioè la tecnica mininvasiva più utilizzata per il trattamento delle aritmie cardiache (alterazioni del ritmo cardiaco, tra le patologie del cuore più diffuse).

Proprio oggi, 21 gennaio, è stato eseguito un intervento utilizzando la Diamond Temp di Medtronic: «Questo speciale catetere – si legge in una nota diffusa dal Maria Cecilia – permette un controllo in tempo reale della temperatura e un’alta qualità del segnale elettrico, un ulteriore avanzamento tecnologico nell’ambito dell’Elettrofisiologia».

«La nuova tecnologia ci consentirà di migliorare la qualità dei trattamenti e di ridurre la necessità di ablazioni ripetute, comportando quindi un grande passo avanti nel campo dell’elettrofisiologia del terzo millennio – commenta il dottor Saverio Iacopino, coordinatore del dipartimento di Aritmologia ed Elettrofisiologia –. Il device permette di eseguire una lesione dell’aritmia in pochi secondi, guidati dal parametro della temperatura, un indice di efficacia della procedura in corso».

Il primo utilizzo di una tecnologia per l’ablazione del tessuto cardiaco risale ad oltre 20 anni fa e ad oltre 10 anni l’introduzione del criopallone, un device per ottimizzare la procedura di isolamento delle vene polmonari.

Stato di agitazione tra i lavoratori del Burger King per il ritardo degli stipendi

Iniziativa della Ugl che conta il 70 percento degli iscritti nella filiale di Ravenna

Burger KingI lavoratori del Burger King di Ravenna, dipendenti della ditta Sirio, hanno proclamato lo stato di agitazione per il ritardo con cui vengono pagati gli stipendi. Lo rende noto Giuseppe Greco, segretario provinciale Ugl Terziario: «Blocco del lavoro straordinario ed eventuale azione di sciopero  da concordare tra i lavoratori fino a saldo dello stipendio di dicembre per tutti i lavoratori».

Da oltre tre mesi la direzione invia avvisi ai lavoratori relativi al posticipo largo di stipendi escludendo dalla situazione la sigla  sindacale Ugl Terziario che ha all’interno della filiale il 70 percento degli iscritti e la rappresentanza sindacale.

«È ormai da mesi – si legge in una nota – che i dipendenti di Sirio ricevono in continuo ritardo gli stipendi,  compreso la tredicesima mensilità pagata al 20 gennaio con un avviso ai dipendenti e, da ultimo, con una comunicazione solo ai dipendenti all’interno della quale si dice che lo stipendio di dicembre 2020  sarà pagato entro il  dal 10 febbraio 2021, senza nessun congruo preavviso al fine dare alle famiglie la possibilità di potersi organizzare economicamente».

Il sindacato lamenta le decisioni non prese dalla società: «La direzione Sirio Spa di Ravenna non ha provveduto  a tempo debito ad attivare  la cassa integrazione quando necessitava  ai lavoratori già da mesi scorsi. Inoltre,  Sirio ha provveduto ad ulteriore assunzioni di personale  per il Burger King al fine di far fronte al  flusso di clienti, motivo per il quale si giustifica un aumento del lavoro con contestuale incasso di denaro».

Crisi Covid, contributi comunali a fondo perduto a 657 imprese di Ravenna e Cervia

In totale erogati 770mila euro suddivisi in vari scaglioni, da 800 a 2mila euro ognuna

SolI contributi a fondo perduto predisposti dai Comuni di Ravenna e Cervia per le imprese colpite dalla crisi causata dal Covid arriveranno a 657 attività, 303 ravennati e 354 cervesi.

A Ravenna in totale sono stati erogati 430mila euro: 82 imprese hanno ottenuto il contributo massimo di duemila euro e 221 quello parziale di 1.200 euro. Fra le diverse tipologie di soggetti che hanno ottenuto il contributo ci sono 120 nell’ambito della ristorazione, 85 bar, 21 gestori di palestre, piscine e impianti sportivi polivalenti, 14 attività di supporto a rappresentazioni artistiche, 8 gelaterie e pasticcerie, 7 discoteche/sale da ballo e simili, 6 attività di intrattenimento e divertimento, 4 attività di proiezione cinematografica, 4 organizzazioni di convegni e fiere. Le associazioni di categoria, nell’incontro con l’Amministrazione comunale, hanno espresso apprezzamento per la celerità nei pagamenti dei ristori: il bando si è chiuso infatti a novembre, Palazzo Merlato aveva stanziato un milione di euro.

A Cervia la Giunta aveva destinato risorse a sostegno delle imprese 340mila euro a fondo perduto per chi aveva registrato una riduzione di fatturato pari almeno al 30 percento nel periodo marzo-ottobre 2020 rispetto allo stesso periodo riferito all’esercizio precedente. Le imprese ammesse sono 354: alle 186 imprese rientranti nel primo scaglione verrà erogato un importo pari a 800 euro netti, alle 62 imprese rientranti nel secondo scaglione verrà erogato un importo pari a 1000 euro netti e alle 48 imprese rientranti nel terzo scaglione verrà erogato un importo pari a 1200 netti. Per le 58 imprese di nuova apertura (ovvero che hanno avviato l’attività successivamente alla data dell’1 marzo 2019) il contributo è stato ricalcolato proporzionalmente all’effettivo periodo di esercizio dalla data di inizio attività al 24 ottobre 2020.

 

Muratore a processo per tentata estorsione a un prete con foto mentre lo massaggiava

Già archiviata la denuncia per violenza sessuale dell’imputato. Sui telefonini non risultano immagini hard

Un muratore cinquantenne è sotto processo a Ravenna per tentata estorsione perché avrebbe ricattato un prete minacciando di diffondere delle fotografie che ritraggono il parroco nudo mentre l’altro lo stava massaggiando. Il processo si è aperto ieri, 20 gennaio, ed è stato subito rinviato a metà giugno. La notizia è riportata da Il Resto del Carlino.

La vicenda arriva all’attenzione della giustizia tra fine 2018 e 2019 quando i due si scambiarono denunce reciproche. Quello su cui entrambi concordano è la genesi del tutto: il muratore sarebbe stato bravo a fare massaggi e avrebbe accettato di sostituire il fisioterapista del don era assente. Quello che è successo poi diverge nelle due versioni. Per il muratore si tratta di violenza sessuale quando il prete si fece trovare nudo e lui finì a massaggiare dalle gambe alle parti intime a causa di droghe assunte inconsapevolmente con caramelle offertegli (denuncia archiviata). Il don riteneva normale presentarsi nudo per un massaggio e si era allarmato accorgendosi che l’altro stava facendo fotografie con il telefonino e si era rivolto alla questura. L’ispezione dei telefoni non aveva rintracciato foto ma fitte chat tra i due.

Teodora ko al tie-break contro Macerata: ora l’accesso ai playoff è un miraggio

All’ultima giornata serve la vittoria 3-0 della squadra di Bendandi e la sconfitta 3-0 della Omag

119228164 639525310037452 4979521723062107509 OLa sconfitta al tie-break contro Macerata, recupero della sesta giornata del girone Est del campionato femminile di volley A2, costa alla Teodora la quasi definitiva certezza di non poter accedere alla fase playoff per la promozione in A1. Il punticino conquistato infatti fornisce ancora una speranza ma l’incastro di eventi è particolarmente proibitivo in vista dell’ultima giornata di regular season: serve una vittoria per 3-0 della Teodora e la contemporanea sconfitta 3-0 di San Giovanni Marignano.

«Da entrambe le parti non si è vista una grande pallavolo – commenta a caldo coach Simone Bendandi –, ma voglio fare i complimenti a Macerata che sta portando a casa tanti punti importanti con un’ottima costanza. Purtroppo noi siamo in un momento di difficoltà dal quale facciamo molta fatica ad uscire, ma quello che mi dà un leggerissimo sollievo è essere riusciti a portare a casa un punto e vedere una bella reazione da parte della squadra nel quarto set».

Via ai ristori della Regione per bar e ristoranti: fino a tremila euro per azienda

Potenzialmente interessante duemila imprese in provincia. Domande online alla Camera di Commercio entro il 17 febbraio. Valgono i fatturati novembre-dicembre del 2019 e 2020

Colazione BarAl via i ristori per bar e ristoranti voluti dalla Regione Emilia-Romagna. Fino alle 10 del 17 febbraio le imprese ravennati (duemila quelle potenzialmente interessate) che esercitano l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande potranno presentare domanda alla Camera di Commercio per ottenere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di tremila euro. Tutte le domande considerate ammissibili avranno diritto al contributo, che varierà a seconda del numero delle domande ammesse. La Regione ha stanziato 21 milioni di euro in totale.

Beneficiarie dei contributi sono le imprese, aventi qualsiasi forma giuridica, con codice Ateco primario 56.10.11 o 56.3, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese in data antecedente all’1 novembre 2020. Esse devono risultare attive alla data di apertura del bando, non devono avere cessato l’attività alla data del provvedimento di liquidazione del contributo e devono avere almeno un’unità locale aperta al pubblico in Emilia-Romagna. Tra i requisiti, quello di aver avuto un calo del fatturato medio, nel periodo tra l’1 novembre 2020 e il 31 dicembre 2020, pari o superiore al 20 percento rispetto allo stesso periodo del 2019 ovvero, a prescindere dal fatturato, siano state attivate nel periodo dall’1 gennaio 2020 all’1 novembre 2020.

Le domande di contributo dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma Restart, il cui accesso potrà essere effettuato tramite identità digitale Spid oppure tramite Carta Nazionale dei Servizi (Cns) con PIN dispositivo. Il bando è pubblicato nel sito della Camera di commercio, www.ra.camcom.gov.it, insieme a tutte le informazioni necessarie e i contatti per eventuali chiarimenti.

«Il nostro obiettivo – ha evidenziato Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna – è quello di dare una risposta efficace e veloce alle nostre imprese, stremate da incertezze e chiusure. A questo intervento, dedicato a bar e ristoranti, ne seguiranno altri per sostenere ulteriori categorie colpite dalla crisi, anche attraverso risorse proprie che la Camera di commercio di Ravenna renderà disponibili in sinergia con le associazioni di categoria».

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