martedì
30 Giugno 2026

Oltre il 50 percento di dosi in meno, in Romagna rinviate le nuove vaccinazioni

Si proseguirà garantendo i richiami per completare il personale sanitario

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAA seguito della ridotta consegna del vaccino Pfizer, oltre il 50 percento in meno rispetto alle dosi attese, anche in Romagna la campagna vaccinale proseguirà garantendo i richiami, ossia la somministrazione della seconda dose per completare la vaccinazione del personale sanitario.

Lo comunica in una nota l’Ausl Romagna, informando che si procederà comunque «al completamento della somministrazione della prima dose vaccinale a gli ospiti  delle strutture per anziani».

In attesa della nuova fornitura vaccinale, saranno quindi rinviate di qualche giorno le nuove somministrazioni di prime dosi, a coloro che si erano già prenotati nei tre centri vaccinali operanti in Romagna, tra cui il Pala De André di Ravenna.

L’Azienda ha provveduto ad avvertire gli operatori già in lista per la prima dose vaccinale, contattando telefonicamente i prenotati per il 18 gennaio e ad avvertendo via sms quelli in lista per il 19 e 20 gennaio.

Per quanto riguarda la Romagna, si evidenzia un’alta adesione e somministrazione del vaccino anti covid.  Al  16 gennaio, sono infatti già state vaccinate 26.805 persone fra gli aventi diritto, di cui 5.136 tra ospiti e operatori delle strutture residenziali per anziani.

Così, come già comunicato dalla Regione Emilia Romagna, gli arrivi successivi del vaccino Pfizer sono previsti nella settimana dal 25 al 31 gennaio.

Nel ravennate 125 nuovi positivi; 8 i morti, fra le quote più alte oggi in regione

I contagi complessivi nelle ultime 24 ore in Emilia-Romagna sono 1.437. Le vaccinazioni totali effettuate sono invece 115.527

Medici Infermieri CoronavirusIn provincia di Ravenna oggi si sono registrati 125 casi: 61 maschi e 64 femmine; di queste persone è stato rilevato che 60 sono asintomatiche e 65 con sintomi; 118 sono soni stati sottoposti a isolamento domiciliare e 7 ricoverati. Nel dettaglio: 67 derivano da contact tracing; 35 hanno fatto il tampone per sintomi; 9 per test privati, 11 per categoria professionale, 3 per rientro dall’estero.
I tamponi eseguiti sono stati 1715.
Si segnalano anche  8 decessi: 5 pazienti di sesso maschile di: 80, 81, 86, 90, 91 anni e 3 di sesso femminile di 69, 76, 90 anni.
Sono state inoltre comunicate circa 131 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 15396. Rispetto alla distribuzione sul territorio, di seguito le residenze dei casi emersi oggi: 3 fuori provincia, 1 Alfonsine, 3 Bagnacavallo, 1 Castel Bolognese, 14 Cervia, 4 Conselice, 24 Faenza, 2 Fusignano, 6 Lugo, 58 Ravenna, 4 Russi, 5 Solarolo.

Nel pià vasto ambito regionale i casi di positività rilevati oggi sono 1.437 in più rispetto a ieri, su un totale di 14.723 tamponi (12.110 molecolari e 2.613 antigenici rapidi) eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’9,7%.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 240 nuovi casi, poi Bologna (214), Rimini (174), Reggio Emilia (169) e Ravenna (125). Seguono Piacenza (100), Forlì (98), Cesena (87); quindi Parma (75) e il Circondario Imolese (58).

Sul fronte delle vittime da Covid si registrano 41 nuovi decessi: 7 a Piacenza, 4 in provincia di Parma, 1 in provincia di Bologna , 4 in provincia di Ferrara, 8 in provincia di Ravenna, 3 decessi nella provincia di Forlì-Cesena, e 6 nella provincia di Rimini. Non si registrano decessi nella provincia di Reggio Emilia.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.746.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 234 (+3 rispetto a ieri), 2.529 quelli negli altri reparti Covid (+21). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 18 a Reggio Emilia (invariato), 47 a Modena (+2), 46 a Bologna (invariato), 13 a Imola (+1), 29 a Ferrara (+1), 15 a Ravenna (-2), 3 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato), 27 a Rimini (+1).

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: alle 15 di oggi in Emilia-Romagna sono state vaccinate in totale 115.527 persone.

Biblioteca Classense, concluso il progetto di ampliamenti delle sezioni librarie

A fine 2020 rinnovata e riallestita la collezione di saggistica e letteratura (dai classici all’Ottocento)

Biblioteca Classense Primo PianoÈ stato portato a termine a fine 2020 il progetto “La Classense si amplia” avviato nel 2018 dopo l’inaugurazione della cosiddetta “Ala delle Arti”.
L’ultimo intervento ha riguardato il riallestimento e rinnovamento delle collezioni della principale sezione a scaffale aperto della biblioteca, quello di saggistica e letteratura non contemporanea (dai classici greci e latini fino a tutto l’Ottocento) collocata al primo piano del complesso monumentale.

A lavoro ultimato, la sezione offre al pubblico oltre 50.000 volumi a scaffale aperto, con un consistente aggiornamento dell’offerta e una migliore leggibilità delle diverse collezioni, grazie anche a una rinnovata segnaletica basata sull’uso dei colori.

Per soddisfare al meglio le esigenze dell’utenza è stato ripensato anche l’allestimento, con un aumento dei posti studio di 12 unità e un incremento di ben 100 metri lineari dello scaffale, valorizzando così il patrimonio acquisito dall’Istituzione nel corso degli ultimi anni, soprattutto nell’ambito delle discipline letterarie, da sempre fiore all’occhiello del patrimonio classense.

Nel 2020 il progetto si è focalizzato proprio sulla completa riorganizzazione delle raccolte letterarie, nata in primis dalla necessità di un’efficace integrazione con l’offerta di narrativa contemporanea della Sezione Lettura del piano terra. La rinnovata sezione di Letteratura – ospitata nel corridoio oggetto dell’intervento dell’architetto Dezzi Bardeschi e nei cinque camerini che vi si affacciano – offre al lettore un’ampia e aggiornata selezione di volumi di saggi critici e di testi di autori attivi fino alla fine dell’Ottocento, italiani e stranieri, e si sviluppa secondo criteri che favoriscono la vicinanza fisica tra opere letterarie e relativi contributi critici.
La sezione presenta inoltre una quota rilevante, e qualitativamente di pregio, di materiale finora collocato nei magazzini (come ad esempio la collana Einaudi “I Millenni”), permettendo in ultima analisi ai lettori di fare una corposa “carrelata” dei testi più significativi della produzione letteraria.

Il Maestro e il Filosofo, in concerto alla Reggia di Caserta: in visione su Rai 5

Riccardo Muti e Massimo Cacciari protagonisti dell’evento dedicato a “Le sette ultime parole di Cristo sulla croce” di Haydn

Riccardo Muti dirige l'Orchestra Cherubini nel tetro di corte della reggia di Caserta (foto Marco Borrelli)
Riccardo Muti dirige l’Orchestra Cherubini nel tetro di corte della reggia di Caserta (foto Marco Borrelli)

Appuntamento da non perdere questa sera (ore 21.15) su Rai 5 con il Riccardo Muti e Massimo Cacciari per l’evento, tenuto al teatro di corte della Reggia di Caserta, che partendo dal concerto Le sette ultime parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn si ricollega alla rilflessione fra il Maestro e il Filosofo, dedicata all’opera di Haydn e alla Crocifissione di Masaccio esposta al Museo di Capodimonte, pubblicata recentemente dalla casa editrice Il Mulino.
L’evento è stato realizzato in anteprima al teatro Alighieri Ravenna, nel dicembre scorso, ma per le misure di sicurezza anticovid, era riservato solo ad un ristretto numero di familiari del compianto dirigente dei teatri ravennati e già sovrintendente del Ravenna Festival, Mario Salvagiani, nel primo anniversario della scomparsa.

Ora l’opera di Haydn, registrata a Caserta, è disponibile alla visone del grande pubblico, grazie a Rai Cultura e con la produzione della Regione Campania attraverso la Società Campana Beni Culturali, in partnership con Ravenna Festival, RmMusic, e la collaborazione della direzione della Reggia di Caserta-MiBact.

«Un concerto alla Reggia di Caserta è una combinazione di musica, natura, scultura, arte, bellezza: le ragioni per cui l’umanità dovrebbe esistere» ha commentato Riccardo Muti che ha diretto la composizione sacra di Haydn sul podio dell’Orchestra Giovanile Cherubini.
Per la prima volta Muti dirige nel teatro della Reggia, piccolo gioiello di ori, stucchi e velluti dove gli era stato conferito, nel 1998, il premio internazionale Vanvitelli, riconoscimento per personalità del mondo dell’arte e della cultura: «Questo è un luogo unico che chiamare teatrino è riduttivo. Anche l’acustica è straordinaria – ha sottolineato il direttore – raramente nel mondo, anche nelle grandi e sofisticate sale europee e americane, ho trovato un’acustica così perfetta dove i suoni si riproducono in maniera naturale. In questa sala meravigliosa si ripresenta l’emozione di essere immersi tra la storia e la bellezza, come è stato a Paestum».
Nel luglio scorso, infatti, la Cherubini e Muti erano  nel Parco Archeologico per l’Eroica di Beethoven in programma per il secondo concerto, dopo quello di Ravenna, dedicato alla Siria nell’ambito dell’annuale progetto di Ravenna Festival, intitolato alle “Vie dell’Amicizia”.

 

Falcinelli (medici di base): «In tanti ci chiamano per prenotare il vaccino»

Il presidente ravennate dell’ordine: «Colleghi contrari? Nessuno che io sappia, ma proverei a convincerli: ce lo impone la deontologia»

Il dottor Falcinelli assume il vaccino anti-influenzale nel 2019, di cui era testimonial sul territorio. Ora si è appena vaccinato contro il Covid
Il dottor Falcinelli assume il vaccino anti-influenzale nel 2019, di cui era testimonial sul territorio. Ora si è appena vaccinato contro il Covid

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini (e non solo) lo va ripetendo da diversi giorni: nella campagna vaccinale vanno coinvolti i medici di base. Ne abbiamo parlato allora con il presidente dell’ordine dei medici di Ravenna, Stefano Falcinelli.

«La nostra partecipazione sarà assolutamente centrale – ci dice al telefono – quando si entrerà nella fase della vaccinazione vera e propria alla cittadinanza (al momento è in corso invece, come noto, quella rivolta solo a operatori sanitari e degenti delle Cra, ndr) e in particolare durante la prima che coinvolgerà gli ultraottantenni fuori dalle case di riposo. Siamo ovviamente a disposizione, ma ci sono diverse cose da chiarire, prima».

Per esempio?
«In primis la parte amministrativa e burocratica. Quando mi sono vaccinato io al Pala De André, faccio un esempio, prima di arrivare al vaccino vero e proprio ho dovuto affrontare tre tavoli con moduli e autocertificazioni di vario tipo, tutto corretto, sia chiaro, ma organizzativamente parlando un po’ complicato per un medico di famiglia».

E poi naturalmente c’è la questione della conservazione del vaccino…
«Al momento si deve conservare a temperature (-80 gradi, ndr) impossibili da garantire in un ambulatorio di un medico di base. Speriamo che in futuro possano essere a disposizione, e in quantità sufficienti, altri vaccini come quello di AstraZeneca, più facilmente conservabili. In quel caso, ripeto, faremo di tutto per attrezzarci».

Ma i cittadini comuni sono già interessati al vaccino?
«Le posso dire che siamo subissati di persone che ci chiedono già di essere messe in lista. O che si informano su come possono fare, chiedono delucidazioni…».

E pazienti No Vax?
«Al momento non li ho ancora dovuti affrontare…».

Come smontare le loro paure?
«Si parla spesso dei tempi troppo brevi con cui sarebbe stato approvato, ma questo vaccino ha coinvolto un numero di persone e di investimenti mai visti prima. Le persone vaccinate in tutto il mondo sono già tantissime e non ci sono segnalazioni di reazioni avverse che non fossero previste. Ma facendola breve, tenuto conto della gravità della patologia che stiamo affrontando e di tutte le persone che sono morte, mi sembra assurdo non poter accettare l’unico strumento reale, efficace, che abbiamo a disposizione».

Ci sono medici che non si vogliono vaccinare sul nostro territorio?
«Quello che posso dire al momento è che al contrario ci sono colleghi che vorrebbero e che ancora non sono riusciti a farlo, per vari motivi, che stiamo cercando di risolvere».

Cosa succederebbe, da presidente dell’ordine, se scoprisse però che un collega si è rifiutato di farlo?
«Si tratta del nostro codice deontologico, che chiede al medico di valutare le proprie condizioni psicofisiche per poter essere in grado di svolgere la propria professione al meglio. Se tu non ti vaccini e sei potenzialmente veicolo di infezione non offri certo un buon servizio… Io sono comunque innanzitutto per la moral suasion, inizierei chiamando il collega per cercare di capire le sue motivazioni e cercando poi di convincerlo…».

Contagi stabili nel ravennate a quota 92. Le vittime verificate oggi sono 9

I dati a fronte di 1.919 tamponi effettuati. In calo i pazienti ricoverati in terapia intensiva. In regione 1674 casi

Tamponi Covid DriveIn provincia di Ravenna oggi si sono registrati 92 casi. Si tratta di 46 maschi e 46 femmine; 43 asintomatici e 49 con sintomi; 77 in isolamento domiciliare e 15 ricoverati.  Nel dettaglio le persone contagiate sono state rilevate 64 da contact tracing; 20 per sintomi; 5 per test privati, 3 per categoria professionale.
I tamponi eseguiti sono stati 1.919.
Sono 9 invece i decessi: 7 pazienti di sesso maschile rispettivamente di 78 anni, due di 83 anni, due di 85 anni, 86 e 90 anni, e 2 di sesso femminile di 84 e 88 anni.
Sono state inoltre comunicate circa 188 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate a tuttoggi ammontano a 15.271.

Nell’ambito della regione  Emilia-Romagna si sono registrati 1.674  casi di positività in più rispetto a ieri, su un totale di 20.812 tamponi (15.172 molecolari e 5.640 antigenici rapidi) eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi è dell’8%.
Da ieri, infatti, a livello nazionale viene preso in considerazione il numero complessivo di tamponi fatti, molecolari e rapidi, anche base di raffronto dei nuovi positivi. Lo stesso avviene nelle regioni.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 47 anni.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 368 nuovi casi, poi Modena (296), Rimini (178) Ferrara (155) e Reggio Emilia (155). Seguono Piacenza (119), Cesena (100); quindi Ravenna (92), Forlì (87), Parma (66) e il Circondario Imolese (58).
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.856 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 136.567.

D’altra parte sono 48 i nuovi decessi: 6 a Piacenza , 4 in provincia di Parma, 5 in provincia di Reggio Emilia, 6 nel modenese, 10 in provincia di Bologna, 9 in provincia di Ravenna, 8 a Forlì-Cesena. Non si registrano decessi nelle province di Ferrara e Rimini
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.705.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 231 (invariati rispetto a ieri), 2.508 quelli negli altri reparti Covid (-3).
Sul territorio regionale i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 13 a Parma (-1), 18 a Reggio Emilia (+1), 45 a Modena (+2), 46 a Bologna (+2), 12 a Imola (-1), 28 a Ferrara (invariato), 17 a Ravenna (-2), 3 a Forlì (-1), 6 a Cesena (invariato) e 26 a Rimini (-1).

Arrestata dopo aver preso a martellate una donna per la questione di un prestito

Si tratta di una donna di 72 anni, residente a Ravenna. Ora è in custodia cautelare domiciliare

Valigia Sospetta PoliziaGli agenti delle Volanti della Questura di Ravenna sono intervenuti al Pronto Soccorso dove si era presentata una donna con ferite al capo provocate da un martello ad opera di un’altra donna.
Le immediate indagini avviate dalla Squadra Mobile hanno identificato l’aggressore in una 72enne, S.G., che è stata rintracciata nella propria abitazione di Ravenna.
La donna, in stato confusionale, messa davanti alle proprie responsabilità ha consegnato ai poliziotti il martello con cui aveva colpito la vittima.
Viste le circostanze, la donna. è stata arrestata e nei suoi confronti è stata applicata la misura pre cautelare degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida d’arresto.
I motivi dell’aggressione, verosimilmente, sono legati alla negazione da parte della vittima di un prestito che hanno fatto scattare l’azione lesiva da parte dell’indagata.
L’azione violenta è stata fortunatamente interrotta dall’intervento di alcuni vicini di casa richiamati dalle grida di aiuto della donna aggredita.

 

Donna trovata morta in casa a Lugo, probabilmente intossicata da un incendio

È stata trovata riversa a fianco di un divano bruciato. Si presume un’intossicazione da monossido di carbonio

Incendio morta donna in casa in centro Lugo
foto Massimo Argnani

Nella tarda mattinata di oggi, 10 gennaio, in via Cento, nel centro di Lugo, è stata trovata da un parente, una donna priva di vita nel suo appartamento, riversa nel soggiorno a fianco di un divano parzialmente bruciato.  La vittima, dell’età di sessantanni, si presume sia stata soffocata dalle esalazioni di monossido di carbonio derivate dall’incendio. Sul luogo dell’incidente, dopo l’allarme, sono intervenuti  i soccorsi del 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Lugo, per gli accertamenti sulle cause che hanno determinato il decesso della donna.

Dietro le sbarre la banda dei tre scassinatori di supermercati

Si tratta di due cittadini kosovari e un serbo-montenegrino, residenti ad Alfonsine. Si indaga sul loro coinvolgimento anche in altri furti del genere

Carabirnieri Banda SupermarketI carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ravenna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei tre stranieri che lo scorso primo gennaio avevano attuato un furto aggravato ai danni del supermercato Famila e un tentativo a una Coop (entrambi di Rovigo) impossessandosi di oltre 30.00 euro in banconote e monete, dopo aver scassinato porte di servizio e cassette di sicurezza.

Nella circostanza, i tre malviventi furono arrestati dagli stessi militari nella flagranza dei reati appena commessi e trovati in possesso di oltre 5.000 euro in banconote e monete, attrezzi da scasso e altri materiali per intraprendere i furti.

All’esito della convalida da parte dell’Autorità Giudiziaria ravennate, il competente Gip del Tribunale di Rovigo, concordando pienamente con le risultanze investigative ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare confermando il carcere per i tre malfattori. Si tratta di due cittadini kosovari e un serbo-montenegrino, dimoranti ad Alfonsine di età compresa tra 25 e 33, tutti ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso tra loro di furto pluriaggravato.
In corso ulteriori accertamenti per verificare il coinvolgimento dei tre stranieri nei numerosi furti perpetrati recentemente ai danni di supermercati Conad e Coop in provincia di Ravenna.

Raffaella Angelini (Ausl): «I medici non sono dei kamikaze: il vaccino è sicuro»

Parla la direttrice dell’Igiene Pubblica: «Così il prossimo Natale potremo tornare alla normalità»

Angelini Vaccinazioni
Raffaella Angelin (al centro) nel corso di uno dei suoi sopralluoghi al Pala De André

«I medici non sono dei kamikaze. Io non vedevo l’ora di vaccinarmi e ora sto coordinando la campagna. E ci sono tanti altri medici che dopo essersi vaccinati hanno dato volontariamente disponibilità a venire a dare una mano per vaccinare. Si vaccinano e si prendono la responsabilità di vaccinare, senza che nessuno li abbia obbligati, ma riconoscendo l’importanza di questo evento».

La migliore risposta ai movimenti No Vax è quella di Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica dell’Ausl Romagna.
«Al Pala De André si lavora 10 ore al giorno, a testa bassa. Difficile adesso parlare di percentuale di adesione del mondo della sanità, lo capiremo alla fine della prima fase, incrociando i numeri. di certo sta procedendo tutto bene, come da programmi: una situazione impensabile comunque fino a poche settimane fa».
Un dispiegamento di forze notevole che dovrà essere accompagnato da nuove assunzioni (grazie al “bando Arcuri”) in vista dell’apertura della vaccinazione al resto della popolazione, in primis gli ultraottantenni, a partire da marzo.

«Forse anche fine febbraio», dice Angelini, che sposa poi le previsioni di Fauci, l’immunologo americano finito nel mirino di Trump: «Dal punto di vista scientifico non possiamo pensare di raggiungere l’immunità di gregge quest’anno, considerando anche il fatto che al momento non è possibile vaccinare i minori di 16 anni. Ma credo, come aveva previsto Fauci, che sia un obiettivo alla nostra portata quello di tornare alla normalità per il prossimo Natale. Ma per far questo servono vaccini più “maneggevoli” rispetto a quello attuale della Pfizer (recentemente sono arrivati i sieri di Moderna e si spera in una rapida autorizzazione di AstraZeneca, ndr) e serve che le persone mantengano nel frattempo i comportamenti corretti».

Come tranquillizzare, in vista dell’apertura della vaccinazione di massa, i più dubbiosi? «È un vaccino sicuro – ribadisce Angelini –, il fatto che sia stato realizzato rapidamente è semplicemente dovuto al fatto che c’era una base forte, dal punto di vista tecnico, già utilizzata per certe terapie di cura del cancro, oltre a risorse pubbliche e private mai viste, con le ditte che a loro volta ci hanno investito tantissimo, con un numero enorme di volontari. È stato così possibile accelerare tutti i passaggi, ma senza usare la procedura d’emergenza (come ha invece fatto il Regno Unito per AstraZeneca, ndr), per un vaccino che è così equiparabile a vaccini autorizzati dopo tre anni, anche per quanto riguarda le controindicazioni, che sono praticamente le stesse di tutti, principalmente gravi reazioni allergiche. Lo voglio ribadire, sono stati fatti tutti gli approfondimenti richiesti e si tratta di un vaccino sicuro, che non può neppure provocare la malattia, perché contiene semplicemente una molecola (il cosiddetto Rna messaggero, di cui si parla sempre nel box della pagina a fianco, ndr) che produce una proteina che stimola la risposta immunitaria».

E chi ha paura di possibili effetti indesiderati sul lungo periodo? «Dovrebbe aver paura per qualsiasi antibiotico, allora. Il punto è che queste preoccupazioni accompagnano i vaccini da quando sono stati inventati. E probabilmente si tratta di un meccanismo psicologico legato al fatto che non si sta curando una malattia, ma cercando di prevenirla. Ma se noi calcoliamo oggi la circolazione del virus e la probabilità che ognuno ha di ammalarsi dobbiamo essere consapevoli della responsabilità sociale che noi tutti abbiamo. Questo virus deve essere fermato. E ci sono solo due strumenti: la vaccinazione e i comportamenti corretti».

Operaio morto nella stazione di Hera, i sindacati: «Vanno chiariti orari e manovre»

Il 26enne Christian Vernocchi lavorava per una ditta del gruppo Ciclat. Il cordoglio del sindaco

«Gli interrogativi che accompagnano la morte di Christian Vernocchi sono diversi, a partire dall’orario in cui è avvenuto l’incidente e dalle manovre che si stavano svolgendo nella stazione». I sindacati confederali e di categoria – Cgil, Cisl, Uil e Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti – si augurano che le indagini della magistratura possano fare luce sulla dinamica dell’incidente e su eventuali responsabilità: ieri sera, 14 gennaio, il 26enne ha perso la vita in un incidente mortale avvenuto nella stazione di trasferenza di Hera Ambiente a Cervia. Il giovane stava svolgendo il suo lavoro per la ditta Ravenna Chimica, azienda del gruppo Ciclat.

Sono in corso richieste urgenti d’incontro con Hera Ambiente, proprietaria dell’area in cui si è verificato l’infortunio mortale, e Ravenna Chimica, azienda incaricata delle attività nella stazione di trasferenza, per comprendere cosa non ha funzionato nel servizio gestito in appalto. «La sicurezza rappresenta una priorità assoluta e l’impegno quotidiano del sindacato è fare in modo che tragedie come questa non si verifichino mai».

Il sindaco Massimo Medri ha espresso il più profondo cordoglio a nome personale, dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Cervia: «Ogni volta che avviene un simile evento siamo tutti sconfitti, perché in una società civile e avanzata non è ammissibile morire nell’adempimento del proprio dovere. È un giorno di dolore che ci deve fare riflettere su come evitare questi incidenti, eliminando le cause che portano agli infortuni e alle morti. Confido che venga fatta luce il prima possibile sulla dinamica dei fatti e su quanto accaduto».

Diffusione pandemia in provincia: 83 nuovi contagi e altri 13 morti

I dati del 15 gennaio: in totale 15.179 casi di positività. E in regione la media dei tamponi positivi è 11,5 percento

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNADall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 198.878 casi di positività, 1.794 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.667 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’11,5%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani. Alle 16 sono state vaccinate 107.029 persone, 4.339 le somministrazioni oggi a quell’ora, tenendo presente che le Aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 778 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 385 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 651 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,8 anni.

Sui 778 asintomatici, 453 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 94 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 38 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 187 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 421 nuovi casi, poi Rimini (307) e Bologna (273); seguono Reggio Emilia (184), Piacenza (139), Ferrara (123), Cesena (113); quindi Ravenna (83), Parma (82), il Circondario Imolese (35) e infine Forlì (34).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.667 tamponi, per un totale di 2.768.103. A questi si aggiungono anche 733 test sierologici e 6.713 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.163 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 134.711.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 55.510 (-436 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 52.768 (-335), il 95% del totale dei casi attivi.

Si registrano 67 nuovi decessi: 7 a Piacenza (una donna di 86 anni e 6 uomini, rispettivamente di 55, 78, 79, 83, 86, 92 anni), 5 in provincia di Parma (2 donne, di 67 e 96 anni, e 3 uomini di 81, 85 e 87 anni), 2 in provincia di Reggio Emilia (2 uomini di 84 e 89 anni); 10 nel modenese (4 donne – rispettivamente di 70, 82, 88 e 90 anni – e 6 uomini, rispettivamente un 62enne – deceduto però a Reggio Emilia –, gli altri di 78, 84, 90, 91, 95 anni); 11 in provincia di Bologna (7 donne – rispettivamente di 69, 83, 84, 2 di 86, 91, 92 anni – e 4 uomini: 2 di 83 anni, si cui uno di Imola, gli altri di 86 e 89 anni); 5 nel ferrarese (2 donne, di 85 e 96 anni, e 3 uomini di 79, 88, 96 anni); 13 in provincia di Ravenna (8 donne – rispettivamente di 82, 83, 86, 87, 90, 91, 92, 96 anni – e 5 uomini, di 71, 74, 75, 80, 89 anni); 3 a Forlì-Cesena (2 donne, di 86 e 87 anni, e un uomo di 82); 11 nel riminese (6 donne – rispettivamente di 54, 76, 84, 88, 91, 97 anni – e 5 uomini, di 72, 79, 83, 85 e 87 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.657.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 231 (-2 rispetto a ieri), 2.511 quelli negli altri reparti Covid (-99).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 17 a Reggio Emilia (invariato), 43 a Modena (-4), 44 a Bologna (+1), 13 a Imola (-3), 28 a Ferrara (+2), 19 a Ravenna (+2), 4 a Forlì (invariato),6 a Cesena (invariato) e 27 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.241 a Piacenza (+139 rispetto a ieri, di cui 70 sintomatici), 14.262 a Parma (+82, di cui 55 sintomatici), 26.747  a Reggio Emilia (+184, di cui 83 sintomatici), 35.458 Modena (+421, di cui 267 sintomatici), 39.455 a Bologna (+273, di cui 158 sintomatici), 6.292 casi a Imola (+35, di cui 15 sintomatici), 11.099 a Ferrara (+123, di cui 29 sintomatici), 15.179 a Ravenna (+83, di cui 29 sintomatici), 7.062 a Forlì (+34, di cui 27 sintomatici), 8.083 a Cesena (+113, di cui 88 sintomatici) e 18.000 a Rimini (+307, di cui 195 sintomatici).

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