martedì
30 Giugno 2026

Nell’ultima versione del Recovery Plan non c’è più il miliardo per Eni a Ravenna

Il testo licenziato dal Consiglio dei ministri non include più l’impianto per cattura e stoccaggio di CO2 tra le opere da sostenere con le risorse stanziate dall’Unione Europea

Claudio Descalzi nella sede dell’Eni a Marina di Ravenna

L’ultima versione del Recovery Plan licenziata dal Consiglio dei ministri non prevede più lo stanziamento di 1,35 miliardi di euro per contribuire al progetto di Eni che vorrebbe realizzare un impianto di cattura e stoccaggio di CO2 a Ravenna sfruttando i giacimenti metaniferi sottomarini esauriti. L’investimento complessivo sarebbe di due miliardi.

La scelta sorprende anche perché era stato proprio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad annunciare l’intervento lo scorso giugno al termine degli Stati generale dell’economia. Il testo ora dovrà passare dall’approvazione del Parlamento. Sono possibili modifiche ma forse non così sostanziali e di questa portata economica.

Un guasto blocca le portiere dell’auto, vetro sfondato per liberare una bambina

La madre è scesa e il motore era acceso ma non era più possibile aprire le serrature

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Immagine di repertorio

Il motore dell’auto era acceso ma un guasto aveva bloccato le serrature e all’interno era rimasta una bambina. La polizia ha sfondato il vetro per liberarla. È successo a Lido Adriano la sera del 12 gennaio.

Gli agenti della sezione Volanti della questura verso le 20 sono intervenuti su richiesta di una donna in grande agitazione: dopo essere scesa dall’auto, con il motore acceso e con la figlia all’interno, si era accorta che a causa di un guasto le serrature delle portiere del veicolo erano bloccate. Inutili i tentativi dall’estero o dall’interno. L’unica soluzione è stata lo sfondamento del finestrino.

Non si ferma all’alt e abbatte una sbarra: 17enne al volante, 5mila euro di multe

Il minorenne aveva preso il Suv della madre per un giro con la fidanzata e un amico, alla vista della polizia locale ha tentato la fuga finita contro una vettura in sosta

Thumbnail 20210113 154420 (1)Pur non avendo la patente, perché minorenne, ha preso il Suv della madre e ha caricato a bordo la fidanzata e un amico per un giro in paese ma la bravata è finita con tre mesi di fermo per il veicolo, cinquemila euro di multe e danni alla sbarra dell’ospedale e a un’auto in sosta colpita nel tentativo di fuga dalla polizia locale. È successo ieri pomeriggio, 13 gennaio, in centro a Faenza.

Verso le 15 un’agente di una pattuglia, impegnata in un posto di controllo in via Morini, ha dato l’auto a un Volkswagen T-Roc di colore scuro. Il conducente ha accelerato e imboccato via Cantoni in senso vietato. È scattato l’inseguimento che si è concluso in via Paradiso dove il Suv è finito contro una vettura in sosta dopo per già abbattuto la sbarra che si trova davanti la portineria del pronto soccorso.

Nell’auto sono stati identificati tre minorenni, due ragazzi e una ragazza, tutti 17enni. Il conducente era il figlio della proprietaria del veicolo, ignara di tutto. Di fronte alle divise il ragazzino si è dato alla fuga perché senza patente. I tre minori sono stati riconsegnati alle famiglie.

Alla proprietaria del veicolo è stata contesta la violazione amministrativa per l’incauto affidamento del mezzo a persona senza patente e guida senza patente, in qualità d’esercente potestà genitoriale del minore che ha compiuto le violazione, tra le quali anche non l’essersi fermato all’alt dei vigili e il controsenso in via Cantoni. Tra le misure adottate il fermo del veicolo per tre mesi e sanzioni pecuniarie vicino ai 5mila euro.

Centenario della morte di Dante Alighieri, iniziative anche nel 2022

Lo ha confermato il sindaco alle associazioni di categoria. Fulcro centrale sarà il prossimo settembre

Luminarie Dante Via GordiniIl sindaco Michele de Pascale ha confermato alle associazioni di categoria di essere al lavoro per prolungare anche nel 2022, a causa della pandemia in corso, il calendario di eventi per le celebrazioni del settecentenario della morte di Dante Alighieri. De Pascale, insieme ad alcuni assessori, lo ha dichiarato nel corso di un incontro con i presidenti provinciali di Confcommercio e Confesercenti, che nei giorni precedenti avevano inviato una lettera di richieste in tal senso.

«Il sindaco – scrivono le due associazioni in una nota – si è detto favorevole alla proposta delle associazioni di organizzare altri eventi da settembre 2021 a settembre 2022, tenendo come fulcro centrale delle celebrazioni il 21 settembre 2021. Ovviamente gli eventi già in programma verranno organizzati regolarmente o posticipati all’autunno, anche perché l’anno per le celebrazioni è e rimane il 2021, però è possibile prevedere altri appuntamenti danteschi anche per il prossimo anno. In sostanza, l’anno dantesco verrà regolarmente celebrato ma avrà una coda nel 2022 con nuove e importanti iniziative».

Nella lettera all’Amministrazione, le due associazioni di categoria ricordavano come “tale ricorrenza debba essere al centro della politica culturale e turistica dell’Amministrazione comunale di Ravenna per il forte impatto internazionale dell’evento e per le ricadute sul sistema economico locale”.

Ravenna, la stagione d’opera e danza dell’Alighieri parte il 23 gennaio on line

Appuntamento gratuito su ravennafestival.live con “Histoire du soldat” di Stravinskij

Histoire Du Soldat Ph Luca Concas C5A0195Una storia da raccontare, suonare, danzare; una fiaba popolare su cui si innesta uno dei grandi miti della modernità; un’opera d’arte concepita per essere itinerante e che è a propria volta un viaggio fra ispirazioni musicali le più disparate: sono solo alcuni dei volti della multiforme, inesausta ricchezza di Histoire du soldat, spettacolo-gioiello creato da Stravinskij poco più di un secolo fa. E che quest’anno è in scena al Teatro Alighieri di Ravenna: alle prove di questi giorni seguirà la trasmissione di sabato 23 gennaio, alle 18 su ravennafestival.live, dove rimarrà disponibile on demand.

Il nuovo appuntamento in streaming gratuito segna la ripartenza delle attività del teatro nel nuovo anno e celebra l’apertura della Stagione d’Opera e Danza 2020/21 con una dedica al compositore russo in occasione del 50° anniversario della morte.

Con la regia di Luca Micheletti e direzione e concertazione di Angelo Bolciaghi alla guida di sette strumentisti, la produzione in lingua italiana della Compagnia teatrale I Guitti e CamerOperEnsemble vede impegnati in scena altri quattro interpreti oltre allo stesso Micheletti. Mentre quest’ultimo veste i panni del diavolo, il soldato è Massimo Scola, il narratore Valter Schiavone e la principessa Lidia Carew; le scene danzate del diavolo sono affidate invece ad Andrea Bou Othmane.

Mentre la regia di Luca Micheletti prosegue idealmente la riflessione sulla figura di Faust, iniziata per la Trilogia d’Autunno con la produzione di Faust rapsodia (il cui debutto è stato posticipato all’autunno 2021 a causa dell’emergenza sanitaria), alla direzione musicale di Angelo Bolciaghi è affidata una partitura che si presenta come una suite costituita da pezzi distinti: una marcia, una pastorale, una marcia reale, un tango, un valzer, un ragtime… Stravinskij scelse tutti strumenti che potessero figurare in un’opera itinerante: fra gli archi un violino (a Ravenna Daniele Richiedei) e un contrabbasso (Gianpiero Fanchini), tra i legni un clarinetto (Giuseppe Bonandrini) e un fagotto (Anna Maria Barbaglia), tra gli ottoni una cornetta (Marco Bellini) e un trombone (Devid Ceste) e alcune percussioni con un solo esecutore (Francesco Bodini). E se la selezione rispecchia una tendenza cameristica del linguaggio compositivo di Stravinskij, appare anche come un “concentrato” di orchestra dove ogni voce strumentale conserva la propria identità e segue un proprio percorso, in particolare il violino, l’anima del soldato resa in tutte le sue peregrinazioni, zoppicante, incerta, tutt’altro che virtuosistica.

La produzione si completa con il lighting design di Fabrizio Ballini e le sculture di Luigi Casermieri e Liliana Confortini; Francesco Martucci è assistente alla regia e Silvia Illari ai movimenti scenici.

Per una migliore visualizzazione su smartphone e tablet, è disponibile la APP gratuita di ravennafestival.live per Android e iPhone.

Evasione fiscale, sequestrato 1 milione al veterinario con 600mila euro nel garage

Durante la perquisizione trovate anche carcasse di animali e un magazzino non registrato di medicinali

Si aggrava ulteriormente la posizione del veterinario sorpreso circa un mese fa con oltre 600mila euro in contanti. Si tratta del 47enne Mauro Guerra, veterinario di Sant’Antonio molto noto a Ravenna e dintorni.

Nella giornata di ieri i militari della 1a Compagnia della Guardia di Finanza di Ravenna, in collaborazione con la Polizia Locale, hanno ultimato le operazioni di sequestro di denaro e titoli finanziari per un valore complessivo di 1.077.942,72 euro, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso ex art. 12 bis del D.Lgs. 74/000 dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna, Andrea Galanti su proposta del Pubblico Ministero dott.ssa Marilù Gattelli, che contesta al professionista di aver frodato, per anni, il Fisco “in maniera grave, sistematica e continuativa”.

Il veterinario era finito inizialmente nel mirino dell’ufficio giudiziario per una serie di evidenze in merito alla soppressione e al maltrattamento di animali “in violazione e in spregio ai propri doveri professionali – si legge in una nota inviata alla stampa dalla Finanza –, al solo scopo di lucro, acconsentendo illegalmente anche alle richieste di proprietari senza scrupoli.»

Da qui l’attività di accertamento inizialmente delegata alla Polizia Locale di Ravenna, al Gruppo Carabinieri Forestali di Ravenna e alla Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità di Roma, che il 10 dicembre scorso hanno proceduto alla perquisizione dello studio veterinario e degli altri immobili nella disponibilità dell’indagato.

Proprio durante la perquisizione è emerso uno scenario ancor più inquietante: sono infatti stata rilevate irregolarità nella tenuta e conduzione dell’ambulatorio, tra cui la mancanza dei requisiti minimi igienico-sanitari per l’evidente sporcizia e disordine generale dei locali, l’illecito smaltimento dei rifiuti, anche sanitari e perfino di carcasse di animali e la presenza di un magazzino non registrato di medicinali sia per uso veterinario che umano, contenente – tra l’altro – antiepilettici e anabolizzanti.

La minuziosa attività di ricerca estesa pertanto a tutti i luoghi nella disponibilità del veterinario ha permesso inoltre di rinvenire ben 619.000 euro in contanti, in parte confezionati e sigillati sottovuoto, occultati in due scatole di polistirolo riposte tra materiale vario in un alto ripiano del garage dell’abitazione del professionista, nonché, all’interno di un baule rinvenuto sempre fuori dai locali dell’ambulatorio, una serie di agende e block notes manoscritti riportanti annotazioni criptate riferibili alla contabilità in nero degli ultimi anni, che, su disposizione del Pm, sono state messe a disposizione delle Fiamme Gialle per una loro urgente e analitica disamina.

Proprio sulla base di tale documentazione extracontabile, opportunamente messa a confronto con la contabilità ufficiale e con le dichiarazioni fiscali presentate nel tempo, i finanzieri sono riusciti in pochi giorni a quantificare la rilevante evasione fiscale posta in essere dal veterinario dal 2014 a oggi, quantificata in oltre un milione di euro, tra imposte dirette ed Iva.

I successivi accertamenti bancari, poi, avrebbero dimostrato il chiaro intento fraudolento del professionista, che faceva transitare nei suoi rapporti e in quelli degli anziani genitori somme congruenti con i redditi dichiarati che poi venivano completamente impiegate per l’acquisto di diversi terreni e per investimenti finanziari di centinaia di migliaia di euro, mentre la liquidità derivante dall’ingente attività in “nero” veniva utilizzata per tutte le esigenze familiari, tanto che negli ultimi anni non risultava alcun prelievo o altra uscita dai conti bancari, né l’utilizzo di bancomat o carte di credito.

È stato quindi ricostruito il complesso disegno criminale messo in atto secondo la Finanza dall’indagato, che avrebbe predisposto tutta una serie di mezzi fraudolenti tesi ad ostacolare l’accertamento da parte degli uffici finanziari del reale volume d’affari e quindi dell’ingente evasione fiscale perpetrata, tra i quali “il sistematico acquisto in nero (o comunque con semplici scontrini privi di tracciabilità fiscale) dei medicinali e delle altre attrezzature necessarie all’esercizio dell’attività ambulatoriale – si legge nella nota dei finanzieri –, la creazione di un magazzino di farmaci non registrati, l’illecito smaltimento dei rifiuti sanitari, l’utilizzo in modo doloso dei conti correnti bancari per simulare una redditività coerente con la sola parte marginale di attività fiscalmente dichiarata, l’occultamento e la detenzione fuori dai locali ambulatoriali di una contabilità parallela criptata e del contante derivante dalle attività in nero”.

In esecuzione del provvedimento del Gip, i Finanzieri e la Polizia Locale hanno pertanto proceduto a porre sotto sequestro gli oltre 619.000 euro in contanti trovati durante la perquisizione, altri 119.771 euro liquidi giacenti sul conto bancario intestato al professionista e gli investimenti finanziari contenuti nel suo conto titoli per i residui 338.761 euro, raggiungendo così la soglia massima indicata dall’Autorità giudiziaria.

In Emilia-Romagna sono arrivate anche le prime 7.400 dosi del vaccino Moderna

Età minima 18 anni, due iniezioni a distanza di 28 giorni, conservazione a -20 gradi

Vaccino ModernaDa ieri (13 gennaio) l’Emilia-Romagna può contare su un’arma in più nella lotta al Coronavirus: nel primo pomeriggio, infatti, sono state consegnate a cinque diverse Aziende sanitarie della regione le prime 7.400 dosi del vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica statunitense Moderna, che nell’ultima settimana ha ricevuto il via libera di Commissione europea e Agenzia italiana per il farmaco dopo il parere favorevole dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali.

Già in uso negli Stati Uniti, si tratta del secondo vaccino approvato in Europa dopo quello di Pfizer-Biontech, di cui l’Emilia-Romagna ha ricevuto a oggi oltre 131.000 dosi.

Le 7.400 dosi sono state inizialmente suddivise tra Parma, Modena, Bologna, Ferrara e ‘Romagna’ –  sede Forlì – come sedi logistiche, verranno infatti utilizzate per fare i vaccini nelle strutture socio-assistenziali da Piacenza a Rimini. Si tratta di oltre il 15% del totale della prima fornitura arrivata in Italia, costituita complessivamente da 47.000 dosi.

«Mentre la campagna vaccinale procede a pieno ritmo, e vede l’Emilia-Romagna come la regione con il più alto numero di dosi somministrate rispetto al numero di abitanti, oggi possiamo essere felici di un ulteriore passo in avanti verso il ritorno alla normalità – dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. L’arrivo delle prime dosi del secondo vaccino, quello di Moderna, è molto importante, perché più somministrazioni significa sempre più persone al sicuro, e dà alle Aziende la possibilità di programmare immediatamente il calendario delle vaccinazioni, che ricordiamo in questa prima fase sono destinate al mondo sanitario e delle strutture per anziani».

«Voglio però ricordare ancora una volta- conclude Donini- che non è sicuramente tempo di cantare vittoria, e anche se una prima parte di popolazione, quella più a rischio come il personale sanitario e quella più fragile come gli ospiti delle strutture socioassistenziali, sarà a breve già immunizzata, è importante che tutti i cittadini continuino a rispettare fino alla fine dell’emergenza tutte le leggi e le norme di sicurezza sanitaria: è un ultimo sforzo fondamentale e necessario per sconfiggere insieme il virus».

In questa prima fase, come da indicazioni ministeriali, la campagna di vaccinazione è dedicata a coloro che operino a qualunque titolo in ospedale, in un’ottica di ospedali Covid-free; agli operatori sanitari e sociosanitari che operino presso le strutture pubbliche e private accreditate; agli ospiti e personale delle strutture residenziali per anziani, secondo una logica strutture residenziali Covid-free: in totale si parla di circa 180mila persone, a quasi la metà delle quali è stata già somministrata laprima delle due dosi necessarie.

L’andamento delle vaccinazioni in Emilia-Romagna è aggiornato in tempo reale sul sito regionale dedicato: https://salute.regione.emilia-romagna.it/tutto-sul-coronavirus/vaccino-anti-covid.

Il piano di approvvigionamento stabilito dal Commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per l’Emilia-Romagna prevede, oltre ai 130.000 vaccini Pfizer-BioNtech già consegnati e i 7.400 di Moderna di oggi, altri 43.875 vaccini, sempre Pfizer-BioNtech in arrivo tra il 18 e il 20 gennaio e altre 4.900 dosi di Moderna per la fine del mese, indicativamente tra il 25 e il 27 gennaio.

Il vaccino di Moderna

Il principio alla base del vaccino oggi in consegna è lo stesso di quello attualmente in uso: entrambi si basano infatti sull’RNA messaggero. Ci sono alcune differenze pratiche tra il vaccino di Moderna e quello Pfizer che è stato fino a questo momento somministrato.

 Un flacone di Moderna permette di effettuare 10 somministrazioni, a fronte delle 6 possibili con il prodotto di Pfizer, ed è già pronto all’uso, senza richiedere quindi alcuna operazione di diluizione. Le due iniezioni devono essere effettuate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra, e per il vaccino Moderna l’età minima è 18 anni, mentre quello Pfizer arriva fino a 16. Infine, il vaccino Moderna ha una conservazione che richiede una temperatura di stoccaggio di -20 gradi, rispetto ai -70 di Pfizer.

Beveva 3 litri di vino al giorno e picchiava la compagna, lei subiva in silenzio

Arrestato un 51enne senza fissa dimora che viveva con una 50enne, dimessa dall’ospedale con 22 giorni di prognosi

ViolenzadonneAveva litigato la sera prima con il compagno convivente, di 51 anni, e dopo essere stata colpita con calci, pugni e schiaffi aveva deciso di andarsene e passare la notte dalla madre. La mattina dopo, però, l’uomo ha raggiunto la compagna, una 50enne, urlando e percuotendo la porta d’ingresso per convincerla a tornare a casa con lui.

Qui sono intervenuti i carabinieri di Faenza, che hanno poi rintracciato e fermato l’uomo. Al momento di andare in carcere il 51enne è stato però colto da malore e portato in ospedale per un principio di infarto. Dopo il ricovero è stato trasportato in carcere a Ravenna.

La donna – dimessa nel frattempo dall’ospedale di Faenza con 22 giorni di prognosi per varie contusioni, anche all’occhio – ha raccontato ai carabinieri di aver invitato l’uomo a vivere a casa sua, essendo senza fissa dimora. Ma in più occasioni, dopo aver bevuto, l’avrebbe presa a calci, pugni, schiaffi e gomitate, procurandole delle lesioni.

La donna non si era mai confidata con nessuno né tantomeno si era recata dalle forze dell’ordine a denunciare, né in pronto soccorso a farsi “refertare”. Ha raccontato ai militari dell’Arma che circa 40 giorni prima, a seguito dell’ennesima lite, l’uomo aveva cercata di soffocarla con una mano al collo, mentre con l’altra le aveva afferrato la mandibola per non farla urlare. Tutte le liti sono avvenute all’interno della propria abitazione. L’uomo iniziava prima a inveire contro la donna con frasi del tipo «non vali niente» per poi passare alle aggressioni fisiche. La donna non faceva altro che proteggersi la faccia con le braccia e in silenzio aspettava che lui si fermasse.

I litigi sono iniziati dopo il primo mese, ma la donna non si è mai decisa a denunciare poiché l’uomo era senza fissa dimora, non sapeva dove andare, non aveva parenti «e le dispiaceva fargli del male», si legge nella nota dei carabinieri.

L’uomo, secondo la compagna, era solito bere tre litri di vino al giorno e assumere superalcolici.

Ora dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia.

Rossi confermato alla presidenza dell’Autorità portuale per il secondo mandato

Le commissioni Trasporti di Camera e Senato hanno dato il via libera

Il presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, Daniele Rossi

Daniele Rossi è stato confermato alla presidenza dell’Autorità di sistema portuale dell’Alto Adriatico – il nome esatto di quella che è più nota semplicemente come Autorità portuale di Ravenna – per il secondo mandato. Oggi, 13 gennaio, è stato notificato il decreto firmato dalla ministra Paola De Micheli.

A dicembre la commissione Trasporti della Camera aveva dato il via libera mentre l’analogo organismo del Senato aveva rinviato la nomina su richiesta del relatore, il senatore Gregorio De Falco (ex M5S), per svolgere ulteriori approfondimenti sulla vicenda dell’affondamento del relitto della Berkan B che vede per Rossi e il segretario generale Paolo Ferrandino una richiesta di rinvio a giudizio per inquinamento ambientale. Nella seduta del 12 gennaio anche Palazzo Madama ha approvato il Rossi bis.

Il primo incarico di Rossi era iniziato a dicembre 2016, mettendo fine ai nove mesi di commissariamento di via Antico Squero con la presidenza pro tempore affidata al comandante della capitaneria di porto Giuseppe Meli. Il contrammiraglio aveva preso il timone a marzo 2016 quando Galliano Di Marco, ormai in piena rotta di collisione con la politica locale e molti esponenti di peso della portualità ravennate, non era stato confermato per il secondo mandato.

Covid, in provincia di Ravenna 143 nuovi casi e 9 morti

 

Sono 143 i nuovi contagi in provincia di Ravenna (53 asintomatici) su oltre 1.600 tamponi. Altri 9 i decessi.

Ecco il bollettino regionale di oggi, 13 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 195.573 casi di positività, 1.178 in più rispetto a ieri (619 asintomatici), su un totale di 15.833 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 7,4%.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 47,1 anni.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.324 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 129.073.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 57.980 (-2.212 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 55.072 (-2.153), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 66 nuovi decessi: 6 a Piacenza (tre donne di 88, 89 e 94 anni, e tre uomini di 72, 84, 96 anni), 2 in provincia di Parma (una donna di 89 anni e un uomo di 77 anni), 3 in provincia di Reggio Emilia (tutti uomini: rispettivamente di 85, 86 e 91 anni); 11 nel modenese (5 donne – una di 84, una di 86 e tre di 88 anni – e 6 uomini: uno di 70, uno di 71, due di 79, uno di 85 e uno di 87 anni); 22 in provincia di Bologna (10 donne – una di 69, una di 78, due di 81 anni, una di 88 anni, due 90enni, una di 91, una di 93 e una di 95 anni – e 12 uomini: di 63 anni, 69, 73, 74, 77, 82, 84, 85, 90, due di 93 anni e uno di 94 anni); 3 nel ferrarese (due donne di 75 e 92 anni, e un uomo di 83 anni); 9 in provincia di Ravenna (4 donne – di 53, 75, 78 e 91 anni – e 5 uomini, rispettivamente di 56, 80, 81, 86, 90 anni); 4 a Forlì-Cesena (3 donne di 60, 88, 95 anni, e un uomo di 84 anni); 5 nel riminese (due donne rispettivamente di 89 e 93 anni e 3 uomini di 76, 88, 89 anni). Infine, si segnala il decesso di un uomo di 71 anni diagnosticato dall’Ausl di Bologna ma residente in provincia di Macerata.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.520.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 229 (-8 rispetto a ieri), 2.679 quelli negli altri reparti Covid (-51).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 15 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 48 a Modena (-4), 41 a Bologna (-6), 15 a Imola (-1), 28 a Ferrara (invariato), 15 a Ravenna (invariato), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 26 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.992 a Piacenza (+86 rispetto a ieri, di cui 29 sintomatici), 14.099 a Parma (+40, di cui 30 sintomatici), 26.330 a Reggio Emilia (+168, di cui 59 sintomatici), 34.726 Modena (+79, di cui 59 sintomatici), 38.906 a Bologna (+205, di cui 77 sintomatici), 6.227 casi a Imola (+32, di cui 10 sintomatici), 10.866 a Ferrara (+144, di cui 30 sintomatici), 14.969 a Ravenna (+143, di cui 90 sintomatici), 6.987 a Forlì (+54, di cui 41 sintomatici), 7.906 a Cesena (+61, di cui 41 sintomatici) e 17.565 a Rimini (+166, di cui 93 sintomatici

Manca personale in pronto soccorso e l’Ausl sposta medici da altri reparti

La lista civica La Pigna rende nota una disposizione di servizio del direttore medico dell’ospedale di Ravenna: «La situazione è allo sbando. C’è fibrillazione tra i destinatari dell’ordine che andrebbero a fronteggiare casi di emergenza che non conoscono»

entrata pronto soccorso ravennaUn ordine di servizio firmato l’11 gennaio dal direttore medico dell’ospedale di Ravenna, Paolo Tarlazzi, dispone l’impiego dei dirigenti medici di alcune unità operative del Santa Maria delle Croci nei turni del pronto soccorso «per il periodo strettamente necessario al superamento dell’emergenza in corso». È la mossa decisa dall’Ausl per mettere una pezza alla carenza di personale nel reparto, facendo ricorso a personale interno con altre specialità.

La disposizione di Tarlazzi è stata resa nota da Veronica Verlicchi, consigliera comunale de La Pigna, nel corso della seduta di oggi, 12 gennaio, dedicata proprio alla situazione sanitaria locale dove perdura un clima critico per il Ps.

«Il documento di Tarlazzi – dice Verlicchi – è la prova provata che la situazione nel pronto soccorso ravennate è allo sbando. Per non aver provveduto in tempo, negli anni passati, ad una organizzazione dell’organico adeguata alle esigenze e alle possibili emergenze, si riducono i dirigenti medici nei reparti per rimpinguare il pronto soccorso il cui personale è ridotto all’osso e soggetto a turni massacranti.
Un conto è dire che siamo in guerra e ognuno per le sue competenze e nei propri ambiti deve dare più del solito, un conto è chiedere agli specialisti di andare a fare un’altro mestiere ovvero operatori di Ps con il perenne rischio di trovarsi in situazioni che non sono in grado di gestire. Questa disposizione di servizio, per ciò che ci è stato riferito, ha già messo in forte fibrillazione i medici potenzialmente coinvolti».

Covid, scende la curva dei contagi: in provincia 78 casi, circa 1.500 in regione

 

Sono 78 i nuovi casi accertati in 24 ore in provincia di Ravenna (su poco più di 1.200 tamponi), di cui 37 fanno riferimento a persone asintomatiche. Altri sei i decessi.

Il bollettino regionale del 12 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 194.395 casi di positività, 1.563 in più rispetto a ieri (783 asintomatici), su un totale di 16.653 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 9,4%.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 60.192 (-1.274 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 57.225 (-1.262), il 95,1% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.786 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 125.749.

Purtroppo, si registrano 51 nuovi decessi: 7 a Piacenza (di cui una donna di 91 anni e 6 uomini di 61, 63, 82, 84, 88 e 95 anni), 3 in provincia di Parma (due donne – 95 anni e 98 anni-, e un solo uomo di 58 anni), 6 in provincia di Reggio Emilia (3 donne di 90, 94 e 97 anni e 3 uomini, di 74, 80 e 84 anni); 9 nel modenese (7 donne – di 83, 85, 87, 89, 90, 91 e 94 anni – e due uomini di 81 e 96 anni); 7 in provincia di Bologna (tutte donne – di 77, 86, 87, 92, 94, 95 e 97anni); 5 nel ferrarese (di cui 3 donne di 86, 88, 97 anni, e due uomini di 75 e 80 anni); 6 in provincia di Ravenna (4 donne – di 69, 78, 84, 86 anni – e due uomini, rispettivamente di 89 e 94 anni); 3 a Forlì-Cesena (e precisamente: una donna di 83 e due uomini di 64 e 80 anni; 4 nel riminese: due donne di 87 e 95 anni, e due uomini di 91 e 92 anni). Infine, si segnala il decesso di una donna di 83 anni diagnosticata dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.454.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 237 (-1 rispetto a ieri), 2.730 quelli negli altri reparti Covid (-11). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 17 a Reggio Emilia (-1 rispetto a ieri), 52 a Modena (-1), 47 a Bologna (-1), 16 a Imola (invariato), 28 a Ferrara (+1), 15 a Ravenna (+1), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:16.906 a Piacenza (+131 rispetto a ieri, di cui 72  sintomatici), 14.059 a Parma (+38, di cui 24 sintomatici), 26.162 a Reggio Emilia (+240, di cui 77 sintomatici), 34.647 Modena (+203, di cui 137 sintomatici), 38.701 a Bologna (+335, di cui 191 sintomatici), 6.195 casi a Imola (+31, di cui 15 sintomatici), 10.722 a Ferrara (+128, di cui 26 sintomatici), 14.826 a Ravenna (+78, di cui 41 sintomatici), 6.933 a Forlì (+54, di cui 37 sintomatici), 7.845 a Cesena (+97, di cui 62 sintomatici) e 17.399 a Rimini (+228, di cui 98 sintomatici).

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