lunedì
29 Giugno 2026

La bandiera tricolore compie 224 anni: fu ideata e proposta dal lughese Compagnoni

Verde, bianco e rosso furono scelti dal patriota e giurista in occasione del Congresso della Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797

Compagnoni+Rocca Light.jpg Leggero 2La bandiera d’Italia compie 224 anni il 7 gennaio 2021 e la ricorrenza in provincia di Ravenna è particolarmente significativa a Lugo: il lughese Giuseppe Compagnoni è da considerarsi il padre legale del Tricolore verde-bianco-rosso.

A fine ‘700 mentre Napoleone cacciava gli Austriaci dalla pianura padana, cominciarono a fiorire i primi moti rivoluzionari. Nell’ottobre 1796 a Modena i delegati delle città di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara si riunirono in quello che fu il primo Congresso per la formazione della Confederazione Cispadana la quale, nel successivo mese di dicembre, a Reggio Emilia nel secondo Congresso sancì la nascita della Repubblica Cispadana. Uno dei protagonisti di entrambi i Congressi fu il nostro concittadino Giuseppe Compagnoni, delegato di Ferrara (Lugo risultava sotto la giurisdizione estense).

Nel verbale dell’assemblea del 7 gennaio 1797 si legge che « Compagnoni fa mozione che si renda universale lo Stendardo, o Bandiera Cispadana di tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti».

Il Tricolore da allora seguì le alterne vicende della storia italiana. Vide la Repubblica Cisalpina, la caduta di Napoleone, accompagnò i moti carbonari del 1821 e del 1831, le guerre all’Austria; divenne la Bandiera della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, accompagnò tutto il Risorgimento, seguì le innumerevoli gesta e le campagne di Giuseppe Garibaldi, sventolò il  10 dicembre 1847 a Genova durante i moti indipendentisti quando Goffredo Mameli, appena ventenne, presentò ufficialmente il “Canto degli Italiani”, messo in musica da Michele Novaro che ora è l’inno nazionale.

L’adozione del Tricolore con l’aggiunta dello scudo sabaudo, fu inserito nello statuto albertino nel marzo 1848.

Il vessillo dei tre colori sventolò il 17 Marzo 1861 alla proclamazione del Regno d’Italia, ma solo nel 1871 la bandiera fu issata per la prima volta sulla torretta del Palazzo del Quirinale quando Roma divenne ufficialmente la capitale di una Italia unita.

Dal 2 Giugno 1946 il Tricolore è la Bandiera della Repubblica Italiana, definitivo simbolo, nell’anima degli Italiani, della libertà, dell’unità e della identità nazionale.

L’Unuci di Lugo, che dal 1997 ha promosso e organizza la “Giornata del Tricolore” a Lugo, evento riservato agli studenti delle scuole medie e superiori della città, vuole ricordare, alla cittadinanza, la giornata storica e la figura del patriota e giurista Giuseppe Compagnoni.

Professoressa dorme dentro la scuola per protestare contro la Didattica a distanza

Succede a Faenza. «Lo faccio per far capire che vogliamo tornare, in sicurezza. Chiediamo screening e vaccini»

Gloria Ghetti Professoressa FaenzaGloria Ghetti, professoressa di Storia e Filosofia al liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, annuncia di voler passare la notte di oggi (tra il 7 e l’8 gennaio) all’interno della “propria” scuola. Un’occupazione simbolica da parte di una delle fondatrici del comitato Priorità alla Scuola, che da mesi chiede di poter tornare alle lezioni in presenza, in sicurezza. E che protesta in varie città d’Italia, tra cui appunto Faenza, dopo che la riapertura delle scuole superiori è stata nuovamente rinviata.

La professoressa Ghetti ha così già organizzato lezioni all’aperto, con alcuni studenti in presenza (e gli altri in Dad) ma oggi ha voluto fare di più, annunciando in un video di voler restare tutto il pomeriggio e la notte all’interno del liceo. «Così forse capiranno meglio il bisogno che abbiamo di tornare a scuola. Ci avevano promesso il 7 gennaio, ma non è stato così».

«Io ci resto – continua Ghetti – per far capire che ci vogliamo tornare in sicurezza a scuola, senza il rischio di doverla vedere richiudere poco dopo. Chiediamo quindi due cose principalmente: garantire a tutta la popolazione scolastica uno screening capillare e periodico, con risultati rapidi; e poi che il personale scolastico, in primis quello fragile, venga inserito in “agenda 1” per la somministrazione del vaccino, come il personale sanitario. Perché crediamo di essere fondamentali per la salute psicofisica dei ragazzi».

Pronto soccorso, 11 letti in più. Carradori (Ausl) ammette: «Si poteva fare prima»

I nuovi posti si aggiungono ai 16 operativi da prima di Natale per evitare il ripetersi di pazienti in attesa per giorni sulle barelle e facilitare le separazioni tra positivi, negativi e sospetti al Covid. Il direttore generale dell’azienda vuole riorganizza anche altri reparti

IMG 0662Il pronto soccorso di Ravenna dall’8 gennaio avrà a disposizione undici letti in più per i pazienti in attesa di diagnosi o di un posto per il ricovero. I nuovi posti vanno a sommarsi ai sedici messi in funzione il 23 dicembre. È la risposta dell’Ausl, allestita in circa un mese, per fronteggiare l’emergenza del reparto che al momento registra in media circa 120-130 accessi al giorno (a settembre si era arrivati a sfiorare duecento, 100mila su base annua) con attese estenuenti e casi estremi di persone che hanno passato giorni sulle barelle ospedaliere in corsia.

I nuovi 27 posti sono stati collocati negli spazi della ex Terapia intensiva e del Day hospital multidisciplinare, quest’ultimo è stato trasferito dove aveva sede la Medicina d’urgenza. La nuova dotazione toglierà pazienti dall’area open space per facilitare la separazione dei pazienti in attesa in tre tipologie rispetto al Covid: positivi, negativi e sospetti in attesa del risultato del tampone. «L’obiettivo è di dare alle persone un posto dignitoso», ha detto il sindaco Michele de Pascale stamani, 7 gennaio, durante un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva parlato di «gravissime criticità» chiedendo scusa alla cittadinanza.

IMG 0661Si poteva interenire prima? Il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, riconosce il ritardo della risposta: «Sono in carica da luglio quindi potevo prendere prima la decisione di allestire questi 27 posti letto e avremmo forse evitato una situazione di emergenza. Ma proprio perché sono in questo ruolo da luglio vuol dire che anche qualcuno prima di me avrebbe potuto fare qualcosa». Il dirigente parla di una certa sottovalutazione dell’impatto della seconda ondata, circostanza che ritiene comune anche ad altre strutture sanitarie.

Ma Carradori ha in mente una riorganizzazione più complessiva per fare fronte alla pandemia: «Vogliamo che siano utilizzabili tutti i letti disponibili. È inammissibile che ci siano persone in attesa di ricovero e ci siano reparti con posti vuoti: la cernita dei posti viene fatta manualmente e non può essere così, deve essere visibile in tempo reale con sistemi informatici».

Il pronto soccorso attuale è stato inaugurato nel 2012, al taglio del nastro c’era proprio Carradori nella sua precedente esperienza in Romagna. Ora il dg si appresa a presentare alle istituzioni un progetto per un ampliamento vero e proprio con un intervento edilizio di alcune miglia di metri quadrati che coinvolgerà quella che oggi è la “camera calda” dove arrivano le ambulanze e si estenderà verso il parcheggio posteriore. «Sta cambiando l’approccio della sanità verso la gestione degli spazi – spiega Carradori –. Finora si puntava a massimizzare l’occupazione dei mq, ora invece si cerca di allargarli per favorire il distanziamento».

IMG 0658Sulla situazione del pronto soccorso è intervenuto anche Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine provinciale dei medici: taglio di posti letto e carenza di personale vengono identificate come fattori all’origine del collasso. Carradori replica così: «Ho già espresso la proposta di assumere medici laureati anche senza specializzazione. Per quanto riguarda il taglio dei posti letto, veniamo da una stagione in cui a noi dirigenti veniva richiesto di ridurre i letti perché sarebbe stata potenziata la risposta della medicina sul territorio. Per ragioni economiche si è fatto presto con i tagli ma non altrettanto con le implementazioni di cure fuori dagli ospedali».

Vaccino anti Covid, in Emilia-Romagna utilizzato il 64% delle dosi disponibili

A fronte di oltre 38mila persone coinvolte, tra personale della sanità e degenti delle case di riposo

Vaccinazione Rsa Cervia 1Continua la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 16 di oggi (7 gennaio) sono state vaccinate oltre 38.129 persone, il 64% delle dosi al momento disponibili: 6.064 le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Covid, 243 nuovi casi in un giorno in provincia di Ravenna. E altri 9 morti

 

La provincia di Ravenna registra ancora oltre 200 nuovi casi di positività al coronavirus (a fronte di quasi 1.500 tamponi): nel dettaglio sono 243 nelle ultime 24 ore (di cui 116 con sintomi), registrati nel bollettino aggiornato alle 12 di oggi, 7 gennaio. E sono altri 9 i decessi comunicati dalla Regione di persone residenti in provincia.

Il bollettino regionale del 7 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 184.889 casi di positività, 2.228 in più rispetto a ieri (998 gli asintomatici), su un totale di 9.629 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 23,1%: un numero in linea con gli altri giorni festivi, quando i tamponi vengono effettuati nei casi maggiormente necessari, in presenza di sintomi o situazioni nelle quali l’esito positivo è spesso atteso, e che quindi non si può considerare indicativo di una tendenza.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 56.885 (-1.184 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 53.944 (-1.224), il 95% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.348 in più rispetto a ieri e salgono così a quota 119.874.

Purtroppo, si registrano 64 nuovi decessi: 11 a Bologna (7 donne di 67, 84, 85, 87, 88, 89 e 91 anni e 4 uomini di 74, 77, 82 e 94 anni), 10 a Modena (6 donne di 76, 82, 83, 85, 89 e 95 anni e 4 uomini di 74, 79, 82 e 89 anni), 9 a Ravenna (5 donne di 78, 80, 84, 91 e 99 anni e 4 uomini di 82, 86, 87 e 90 anni), 9 a Rimini (7 donne di cui due di 81 anni e le altre di 79, 85, 86, 90 e 95 anni e 2 uomini di 69 e 77 anni), 8 a Piacenza (7 donne di cui due di 86 anni e le rimanenti di 75, 81, 82, 84 e 97 anni e 1 uomo di 80 anni), 6 a Ferrara (4 donne di 71, 72, 89 e 101 anni e 2 uomini di 84 e 91 anni), 6 a Reggio Emilia (6 uomini di cui due di due di 74 anni e i restanti di 73, 79, 86 e 89 anni), 3 in provincia di Forlì-Cesena (2 donne di 78 e 95 anni e 1 uomo di 90 anni), 2 a Parma (1 donna di 76 anni e 1 uomo di 84 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 8.130.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 240 (4 in più rispetto a ieri), 2.701 quelli negli altri reparti Covid (+36). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 16 a Parma (invariato), 18 a Reggio Emilia (invariato), 51 a Modena (+3 rispetto a ieri), 50 a Bologna (+6), 14 a Imola (-2 rispetto a ieri), 26 a Ferrara (-3), 19 a Ravenna (invariato), 5 a Forlì (-1), 4 a Cesena (+1) e 21 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.301 a Piacenza (+99 rispetto a ieri, di cui 59 sintomatici), 13.667 a Parma (+139, di cui 90 sintomatici), 24.979 a Reggio Emilia (+316, di cui 116 sintomatici), 33.020 a Modena (+420, di cui 258 sintomatici), 36.701 a Bologna (+397, di cui 237 sintomatici), 5.929 casi a Imola (+103 di cui 48 sintomatici), 9.982 a Ferrara (+119, di cui 38 sintomatici), 14.125 a Ravenna (+243, di cui 116 sintomatici), 6.574 a Forlì (+81, di cui 66 sintomatici), 7.220 a Cesena (+112, di cui 96 sintomatici) e 16.391 a Rimini (+199, di cui 106 sintomatici).

I 17 alberi di Natale del comune di Cervia diventeranno compost

Il progetto del Comune di Cervia, che ha realizzato un oposcolo con tutti gli abeti utilizzati durante le festività

Alberi Natale Opuscolo 3Sono ben 17 quest’anno gli abeti natalizi installati in vari punti della città di Cervia e nelle frazioni del forese, a partire dal grande abete rosso donato dal Comune di Pinzolo Madonna di Campiglio in Piazza Garibaldi.

Il Servizio Verde del Comune ha realizzato un piccolo opuscolo digitale che riporta le foto e i luoghi di tutti gli abeti del territorio posizionati per le festività, provenienti da coltivazioni ecosostenibili e certificate nell’Appennino tosco-romagnolo e nelle Alpi trentine.

Dopo avere abbellito la città non verranno gettati, ma diventeranno compost e nutriranno nuove piante.

«Ricordiamoci – ha dichiarato la Delegata al Verde Patrizia Petrucci – che la vita degli abeti natalizi non finisce qui. A partire dalla prossima settimana torneranno alla terra che li ha cresciuti, dopo averci allietato in questi giorni di festa, diventando compost e nutrendo le piante che verranno dopo di loro. La realizzazione dell’opuscolo è un gesto semplice, ma significativo per ringraziare dell’impegno i Consigli di zona e tutti i volontari, e per ricordare che quest’anno si è voluto contribuire a dare un segno di speranza per il nostro futuro, affinché si possa tornare presto a incontrarci insieme, magari sotto i nostri amati alberi».

I titolari del Portolano aprono in centro a Ravenna una pescheria «non comune»

Nuova apertura in via Cattaneo: «Puntiamo sui turisti. E su prodotti di nicchia, solo pescato del giorno»

Portolano
Lo staff del ristorante Portolano

Non la classica orata o il branzino da allevamento, ma solo pescato del giorno. Prodotti non comuni – dalla leccia al pesce castagno – in arrivo anche grazie a collaborazioni con pescatori e mercati ittici di tutta Italia.

Un’offerta sicuramente originale, quella del Fish Market, che aprirà i battenti sabato 9 gennaio (dalle 10 alle 18) in pieno centro a Ravenna (via Carlo Cattaneo 8/12), al posto del Bilancino, “drogheria di pesce” che ha chiuso i battenti a fine anno.

Si tratta di un investimento dei due titolari del Portolano (trattoria di pesce a pochi passi, in via Agnello), Elena Grilli e Davide Saragoni.

«Quello del Fish Market – ci racconta Elena al telefono – è un progetto che abbiamo in testa da tempo e che siamo riusciti a concretizzare oggi grazie alla possibilità di rilevare questo locale, vicino alla basilica di San Vitale. Un investimento frutto proprio del nostro legame con Ravenna, città in cui crediamo molto e che ha enormi potenzialità dal punto di vista turistico. Ce ne siamo resi conto anche questa estate, con la città piena e mai così bella, grazie ai tavolini dei locali, come per esempio il nostro Portolano. Abbiamo già fatto richiesta di poter sfruttare il dehor esterno anche quest’anno, da aprile a settembre».

Fish Market RavennaOra, invece, il Portolano si ferma per qualche settimana, per lavori infrastrutturali, in concomitanza con l’ormai sempre più probabile “zona arancione” che imporrà nuovamente dal 15 gennaio in Emilia-Romagna la chiusura “in presenza” dei locali. «Ma il Covid non si prende al ristorante – continua Elena –. Noi abbiamo sempre rispettato le regole in maniera scrupolosa e credo non sia giusto che per colpa di pochi finiscano con il pagare tutti. Speriamo che il peggio sia passato e di poter tornare presto alla normalità, anche perché i ristori non bastano».

Nel frattempo, appunto, il Fish Market. Oltre alla pescheria, il locale fornirà un servizio di ristorazione take away e di consegna in particolare negli uffici del centro per la pausa pranzo. «Quando si potrà – spiega Grilli – sfrutteremo poi anche i tavolini per il consumo sul posto. E l’obiettivo è quello di fornire un servizio in più ai turisti, mantenendo la cucina aperta per tutto il pomeriggio, anche a orari in cui magari visitatori stranieri erano soliti faticare a trovare qualcosa di aperto. Crediamo che Ravenna debba puntare tutto sul turismo».

Grilli è orgogliosa del nuovo progetto. «Ci dicono già che vendiamo pesce strano – commenta sorridendo –, ma ci piace lavorare con le nicchie, con prodotti non comuni, presidi slow food, tonnare d’eccellenza del Sud, acciughe siciliane che vengono pescate una volta l’anno…».

A completare l’offerta anche pane e prodotti da forno artigianali, su cui i titolari hanno puntato in questi anni e che già conoscono i clienti del Portolano.

Lotteria solidale Ior: raccolti 53mila euro in provincia, ecco i biglietti vincenti

In totale 150mila euro per la causa dell’Istituto oncologico: in palio tre auto. E chi non ha vinto può trasformare il tagliando in sconto alla Conad

ImmunoterapiaSono stati 19.355 i biglietti venduti in provincia di Ravenna per la tradizionale lotteria dell’Epifania organizzata a scopo benefico dall’Istituto oncologico romagnolo (Ior). Il ricavato dai partecipanti ravennati è stato di 53.387 euro, di cui cinquemila donati dagli sponsor territoriali. In totale, su tutta la Romagna, il numero dei tagliandi distribuiti è arrivato a 50.448 su un totale di 60mila disponibili (20mila per ogni provincia): un lavoro di raccolta fondi enorme, che porterà alla causa della ricerca scientifica qualcosa come 151.870 euro. Il contributo verrà utilizzato a sostegno degli studi sull’immunoterapia portati avanti dall’Irst Irccs di Meldola: innovativa e promettente arma contro i tumori.

L’edizione 2020 della lotteria solidale si è fatta in tre: non solo la provincia di Rimini, come accadeva per gli anni passati, ma anche quelle di Ravenna e di Forlì-Cesena sono state coinvolte. Ogni provincia aveva un elenco di 22 premi, il più ambito un’auto.

Mercoledì 6 gennaio, dalle 16, in diretta sui canali Facebook e Youtube dello Ior si è tenuta l’estrazione dei biglietti vincenti con un picco di 300 persone collegate contemporaneamente. Un esperimento utile ad adempiere alle esigenze di trasparenza e legalità, rispettando allo stesso tempo tutte le normative vigenti in termini di distanziamento sociale.

Questo l’elenco premi e i relativi numeri vincenti della Lotteria Solidale di Ravenna:

1          Automobile Volkswagen Up!: 63010

2          Ombrellone e 2 lettini per stagione 2021 al Bagno Malaika di Marina Romea + € 400 buoni spesa Supermercato Cofra: 71138

3          Buoni spesa Supermercato Cofra per un totale di € 600: 66460

4          Ombrellone + 2 lettini per stagione 2021 al Bagno Re di Denari a Punta Marina: 75735

5          Pacchetto “Weekend da Sogno” per 2 persone (2 notti, colazione, SPA e aperitivo) a Corte San Ruffillo Dovadola: 65781

6          Cena degustazione x 2 persone a Villa Abbondanzi: 68652

7          Soggiorno x 2 persone (1 notte, colazione e ingresso alle piscine termali) al Grand Hotel Terme di Riolo Terme (RA): 67925

8          30 ingressi per nuoto libero alla Piscina Comunale di Faenza + borsone sportivo: 62119

9          6 ingressi Platinum alla palestra e spa Life Planet di Ravenna + borsa sportiva: 62385

10        Bicicletta Somec + zaino sportivo: 69114

11        6 ingressi Platinum alla palestra e spa Life Planet di Ravenna: 65191

12        Abbonamento trimestrale alla palestra Wavefit di Lugo + zaino sportivo: 65827

13        Frullatore con cottura a vapore Hotpoint Ariston: 71396

14        Volo per una persona a Monaco di Baviera con partenza dall’aeroporto Ridolfi di Forlì: 63707

15        Volo per una persona a Monaco di Baviera con partenza dall’aeroporto Ridolfi di Forlì: 67102

16        Piastra per capelli Steampod + Phon professionale: 72568

17        Cena degustazione per 2 persone al Ristorante Alexander di Ravenna: 69303

18        4 ingressi per Tour dei Mosaici a Ravenna + 4 aperitivi al Bar Gourmet Serafina: 69488

19        Buono da € 50 al Salone parrucchiere Milù di Lugo + buono € 30 per pedicure da Estetica Naturalmente ad Ammonite: 79378

20        Buono da € 80 al Salone parrucchiere Il Sole di PK a Faenza: 78274

21        Cena x 2 persone all’Osteria Passatelli di Ravenna: 66577

22        1 ingresso per il Tour dei Mosaici a Ravenna + buono spesa Libreria Longo di Ravenna: 64855

Tutti i biglietti non vincenti, dall’11 gennaio al 28 febbraio, saranno tramutabili in buoni-sconto in tutti i supermercati Conad della Romagna: questo significa che, per ogni 15 euro di spesa, si potrà usufruire di una riduzione di 2.50 euro semplicemente presentando il tagliando alle casse.

Caos al pronto soccorso, l’Ordine dei medici: «Assumere laureati non specializzati»

Il reparto vive «gravissime criticità», come le ha definite il sindaco, con pazienti costretti ad attese di ore o in casi sporadici addirittura giorni. Il presidente Falcinelli: «Serve campagna informativa per evitare accessi impropri»

Medici ObiettoriCarenza di personale e taglio di posti letto sono, secondo l’Ordine provinciale dei medici di Ravenna, i fattori all’origine della situazione di emergenza in cui si trova il locale pronto soccorso dove sono stati segnalati casi di pazienti in attesa per ore o addirittura giorni per il ricovero. Il sindaco stesso ha parlato ufficialmente di «gravissime criticità» e ha fatto un sopralluogo in reparto. «Le emergenze vanno prese in considerazione per tempo e anticipate – afferma il dottor Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine –, come d’altra parte poteva essere fatto subito dopo la prima fase della pandemia».

L’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri esprime condivisione per il recente allarme del primo cittadino Michele de Pascale e apprezzamento per gli interventi programmati dal direttore generale dell’Ausl Tiziano Carradori: «Il sistema è retto al momento soprattutto dall’impegno, la dedizione, il sacrificio dei medici e di tutti gli operatori della sanità a cui va il nostro profondo ringraziamento. Ho notizia purtroppo di molti colleghi ammalati Covid».

Alla luce dei fattori individuati come cause della situazione, «pieno appoggio a quanto più volte proposto da Carradori per l’inserimento nel sistema sanitario dei cosiddetti camici grigi, medici laureati, ma non ancora specializzati».

De Pascale ha invitato i cittadini a rivolgersi al pronto soccorso solo quando si tratta di casi idonei a quel tipo di assistenza. Le statistiche dicono infatti che molti accessi avrebbero dovuto seguire altri canali: «Condivisibile l’appello del sindaco. L’Ordine è disponibile a partecipare, a fianco delle istituzioni, a iniziative di sensibilizzazione e di corretto uso delle risorse disponibili da rivolgere alla popolazione».

Infine una riflessione sulle cure territoriali. Falcinelli ammette la possibilità di inefficienze, «ma risulta anche un grandissimo sforzo dei medici di medicina generale, impegnati per quanto possibile ad affrontare la pandemia nella fase preospedaliera e a seguire i numerosi pazienti con patologie croniche che non riescono a trovare, in questo periodo, risposta adeguata dai servizi specialistici, impegnati anch’essi nella gestione della pandemia».

Due giorni di zona gialla e il weekend arancione: le regole in Emilia-Romagna

Dall’11 gennaio le regioni torneranno alle fasce di rischio, che verranno assegnate dal ministero venerdì 8 gennaio

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La protesta delle attività chiuse per decreto in piazza dello scorso ottobre

Dopo il Decreto “Natale” sulle misure anti-contagio per le festività, che è scaduto il 6 gennaio, il Governo ha approvato come noto nei giorni scorsi un Decreto ponte in vigore dal 7 al 15 gennaio. Quest’ultimo provvedimento prevede che nei giorni 7 e 8 gennaio tutte le regioni siano in fascia gialla, rafforzata dal divieto di spostamenti fra le regioni stesse. La principale novità è rappresentata dalla possibilità di riaprire al pubblico in presenza (e non solo per asporto e delivery), in questi due giorni, per bar e ristoranti.

Le regole per il 7 e l’8 gennaio

Il 9 e 10 gennaio tutte le regioni saranno invece in fascia arancione, con le relative limitazioni previste. Qui le regole da rispettare.

Dall’11 gennaio le regioni torneranno alle fasce di rischio – gialla, arancione, rossa – assegnate dal ministero della Salute venerdì 8 sulla base dell’andamento epidemiologico, con un inasprimento dei criteri (per entrare in fascia arancione l’indice di trasmissibilità, l’Rt regionale, si abbassa da 1,25 a 1 e per entrare in zona rossa da 1,5 a 1,25).

Dal 7 gennaio riaprono i servizi educativi per l’infanzia e le scuole materne, elementari e medie, in presenza. E le superiori con didattica a distanza per tutti gli studenti: l’avvio delle lezioni in aula in presenza al 50% è stato infatti rinviato dal Governo all’11 gennaio.

Vaccinazione di massa degli emiliano-romagnoli «entro il terzo trimestre dell’anno»

L’obiettivo dell’assessore regionale alla Sanità

Vaccinazione AnticovidConcludere la prima fase entro metà febbraio e, se le forniture lo consentiranno, completare la vaccinazione di massa degli emiliano-romagnoli entro il terzo trimestre dell’anno. È l’obiettivo fissato dall’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, in visita al punto vaccinazioni alla fiera di Bologna.

«Stiamo andando come speravamo, e cioè con un ritmo che è tra i più alti d’Italia. E che ci consentirà di terminare questo primo giro di operatori sanitari, socioassistenziali e degenti Cra con ogni probabilità entro la metà di febbraio, compreso il richiamo» – ha detto.

Sulle forniture, il commissario Arcuri «le ha garantite per quello che riguarda i vaccini esistenti. Cominceremo ad avere dosi di più case farmaceutiche nei prossimi mesi. L’obiettivo è quello di arrivare nel terzo trimestre con la vaccinazione di massa conclusa. Il nostro sogno è di terminarlo un po’ prima».

Questo accadrà, per Donini nel caso in cui oltre a quelli già approvati arrivassero autorizzazioni anche per vaccini attualmente in sperimentazione. «In questo caso – ha detto – noi potremmo riuscire a mettere in campo un’organizzazione che ci consente di arrivare entro il terzo trimestre dell’anno a vaccinare tutti gli emiliano-romagnoli che intendano farlo e io mi auguro che siano veramente tanti». (ANSA.it)

Sono “appena” 2.066 nel ravennate le bimbe e i bimbi nati nel 2020

Calano di una cinquantina i parti registrati quest’anno nei “punti nascita” di Ravenna, Faenza e Lugo (inattivo da aprile)

Impagliata Faenza 2021
Il sindaco di Faenza Isola consegna alla famiglia di Thomas, primo nascituro 2021 della città, la tradizionale e augurale “impagliata” di ceramica

In crisi la demografia locale  – oltreché per la tragica crescita di decessi dovuta soprattutto al covid nella popolazione anziana – anche per una sensibile decrescita dei nuovi nati nel 2020. Ecco la cronaca delle nascite di fine anno e il confronto fra 2019 e 2020, nell’anno difficile della pandemia.

Il Punto Nascita di Ravenna ha registrato l’ultimo nato del 2020 alle 5 circa del 31 dicembre, un maschio di nome Elias i cui genitori Chiara e Angelo sono residenti a Conselice. L’ultima nata femmina, che ha visto la luce il 30 dicembre 2020 verso le 23 si chiama Alessandra; i genitori Roberto e Rossella sono di Bagnacavallo.
Il primo bimbo del 2021, Giulio, è nato alle 2.30 delll’1° gennaio e il babbo Giuseppe e la mamma Ilaria sono proprio di Ravenna. La prima femmina invece si chiama Owende Rebecca Ofure; i genitori Owende Naomi Rafael e Owende Ambrose, di nazionalità nigeriani, sono sempre residenti a Ravenna.
All’ospedale di Ravenna nel 2019 sono stati registrati 1.467 parti, nel 2020 le nascite sono arrivate in totale a 1.573

Nel Punto Nascita di Faenza l’ultimo maschio nato del 2020 è stato Andrea, verso le undici di sera del 30 dicembre; i genitori Stefania e Mattia sono di Marradi, invece l’ultima nata femmina dell’anno passato (il 29 dicembre dopo le 13) si chiama Nour Mennaoui, babbo e mamma Kamla Mannaoui e Radi Bouchra, di nazionalità marocchina risiedono a Castel Bolognese.
A Faenza il primo nato registrato all’anagrafe è Thomas, un maschietto venuto alla luce alle 5 e mezza del mattino del 2 gennaio 2021: i genitori Jessica e Simone sono di Granarolo.
All’ospedale di Faenza nel 2019 sono nati 378 bimbi, nel 2020 i parti assistiti sono saliti a 431.

Va ricordato che il Punto Nascita di Lugo è tuttora sospeso causa pandemia, la sala parto dell’ospedale cittadino è inattiva per l’emergenza sanitaria covid dal primo aprile 2020.
A Lugo nel 2019 il numero di parti ammontava a 271. Nel 2020 il numero parti assistiti fino al 30 marzo è stato di 62 casi.

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