giovedì
25 Giugno 2026

Auto rubate in fuga sull’Adriatica, con tanto di incidente: poliziotti feriti

L’inseguimento a tutta velocità da Alfonsine a Ravenna

Inseguimento ad alta velocità nella notte lungo la statale Adriatica. Tutto è nato ad Alfonsine, dove i carabinieri dopo una segnalazione hanno tentato di fermare un’auto rubata, una Fiat Grande Punto, che stava circolando affiancata a un’Audi A3, risultata poi rubata anch’essa.

Le due auto non si sono fermate all’alt, dandosi alla fuga sull’Adriatica, verso Mezzano. Qui – inseguite nel frattempo da più auto di carabinieri e anche dalla polizia – hanno deciso di dividersi. La Fiat ha optato per una via di fuga laterale, verso il campo sportivo di Mezzano, dove il presunto ladro è riuscito a fuggire tra i campi dopo essere finito in un fosso con l’auto.

L’Audi, invece, ha proseguito la fuga a tutta velocità fino a Ravenna dove, all’altezza dello svincolo di via Vicoli, è stata costretta a un rallentamento a causa di un camion di Bartolini Corriere Espresso, finito poi tamponato. Dopo una serie di sportellate con l’auto della polizia, il malvivente è stato chiuso contro il guard rail e poi bloccato dai poliziotti – feriti nel corso dell’incidente – dopo una breve fuga tra i campi.

Dalla casa di riposo all’ospedale – FOTO – Quasi 30 contagi alla Boari di Alfonsine

La titolare: «Rispettati tutti i protocolli, non riusciamo a capire come sia entrato il virus»

Sono saliti a 27 (compresi 3 operatori) i casi di coronavirus accertati alla casa residenza per anziani “Boari” di Alfonsine. Non si registrano al momento casi gravi, ma per seguirli con maggiore attenzione circa dieci pazienti sono stati trasferiti in ospedale a Lugo (vedi fotogallery qui sotto).

In un’intervista al Carlino Ravenna in edicola oggi, 20 ottobre, la responsabile della struttura non si spiega come possa essere entrato il virus, assicurando che in questi mesi sarebbero stati rispettati tutti i protocolli, limitati al minimo i contatti con i visitatori (sempre a distanza) e gli operatori avrebbero sempre indossato i dispositivi di protezione.

L’allarme è scattato con i primi sintomi di malanni autunnali da parte dei pazienti. Continuano a essere sottoposti a test anche i 32 ospiti finore risultati negativi, ma che potrebbero diventare positivi, come ha spiegato lo stesso sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani in un post su Facebook.

 

Un pilota di Formula Uno sulle strade di Faenza per lo spot della nuova Honda

Il francese Pierre Gasly della scuderia Alpha Tauri al volante della prima elettrica della casa giapponese. E un vigile urbano voleva insegnargli a guidare…

Honda ha scelto le strade dei centri storici di Faenza e Brisighella, in provincia di Ravenna, per girare la pubblicità della sua prima auto elettrica. Al volante della citycar, come testimonial, un pilota di Formula Uno: il 24enne francese Pierre Gasly che corre con la scuderia faentina Alpha Tauri, motorizzata dalla stessa casa automobilistica giapponese ed erede della storica Minardi. Le riprese si sono concentrate in due giorni, il 15 e 16 ottobre. A fare da scenografia allo spot anche alcuni locali della città manfreda: in una scena si vede Gasly al tavolo di un bar in piazza della Libertà con giornale e caffè.

Per gestire la viabilità ordinaria limitando l’accesso al traffico in certi tratti di strada, per filmare lo spot in sicurezza, è intervenuto il personale della polizia locale dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina. Aneddoto curioso: uno degli agenti non aveva riconosciuto il volto di Gasly e durante un sopralluogo gli ha fornito tutta una serie di consigli basilari su come muoversi sulle strade più strette del centro, pensando forse di avere a che fare con un giovane neopatentato. Sono stati i colleghi in divisa a fargli notare che stava insegnando a guidare a uno che a inizio settembre ha vinto il Gran Premio di Monza.

Un centro di addestramento dei vigili del fuoco alla “Fabbrica Vecchia” restaurata

In prefettura la firma di un accordo per il recupero del complesso monumentale di Marina di Ravenna

Fabbrica Vecchia MarchesatoDomani mattina, 21 ottobre, in Prefettura a Ravenna verrà firmato l’accordo di programma per il recupero del complesso monumentale della Fabbrica Vecchia e Marchesato.

L’accordo, sottoscritto da Autorità Portuale, Prefettura, Vigili del Fuoco, Comune di Ravenna e Agenzia del Demanio, destina l’immobile, una volta restaurato, a centro nazionale di addestramento e formazione dei Vigili del Fuoco.

I dettagli al termine dell’incontro con la stampa, successivo alla firma, sono disponibili a questo link.

Lpr segnala: «Finestre aperte a scuola contro il virus, studenti con le coperte»

Lista per Ravenna raccoglie gli sfoghi di alcuni studenti e di un parente di una studentessa che ogni giorno siede in aula con scaldamani e sciarpa: «Mancano sistemi di ventilazione ma non possiamo rischiare problemi di salute da raffreddamento»

Rientro ScuolaLista per Ravenna, formazione politica di opposizione, segnala il disagio vissuto da molti studenti, in alcune scuole di Ravenna, costretti a stare seduti in classe con coperte e giubbotti perché si fa lezione con le finestre aperte per favorire il ricambio d’aria contro la diffusione del coronavirus. «Gli edifici delle scuole superiori sono di proprietà della Provincia – conclude Christian Orselli, responsabile del gruppo giovani di Lpr – a cui si chiede di intervenire con urgenza per controllare la temperatura dei locali e portarla, se al di sotto della norma,  a livelli tollerabili per lo svolgimento regolare delle lezioni, risparmiando agli studenti e al corpo scolastico disagi e malesseri, se non patologie da raffreddamento».

Orselli riporta i commenti ricevuti via Instagram da molti alunni contattati per sondare la situazione nelle rispettive classi: «Le risposte sono state tutte dello stesso tenore: “le aule sono gelide”, “fa più freddo dentro che fuori”, “le temperature sono sotto zero”, “la mattina si sta in classe con le coperte”, “sembra di stare in Siberia”». Una segnalazione più circostanziata sarebbe arrivata stamani, 19 ottobre, da una persona nota agli esponenti della lista civica: «Mia nipote – scrive il cittadino – frequenta il liceo e gli studenti devono stare in classe con le finestre aperte tutto il tempo delle lezioni. Ogni giorno va a scuola con la coperta e lo scaldamani, tenendo costantemente giubbotto e sciarpa. Inoltre, avranno orario di lezione dalle 9 alle 14 e due giorni la settimana usciranno alle 15, saltando anche il pasto. È possibile una situazione del genere?».

Orselli è consapevole che il Covid è quanto mai presente in questo periodo, «però può bastare qualche sbalzo termico per produrre un’influenza da raffreddamento, magari lieve, ma che di questi tempi è meglio non avere, anche per non essere allontanati da scuola e finire in isolamento. Bisogna risolvere in fretta questo problema». Le proposte: «Si alzino i gradi del riscaldamento, si effettuino cicli diversi per il ricambio dell’aria, ad esempio aprendo le finestre prima dell’entrata in classe e tra una lezione e l’altra, tenendole aperte per pochi minuti durante le lezioni. In ogni caso si eviti di rendere le aule dei congelatori».

La segnalazione diventerà una interrogazione al sindaco di Ravenna in veste anche di presidente della Provincia.

Covid, 53 casi in un giorno a Ravenna. Dato più alto dal 14 aprile, terzo di sempre

17 fanno riferimento a una residenza per anziani. In regione 552 contagi su 8mila tamponi

Covid TestSono 53 i nuovi contagi registrati oggi (19 ottobre) in provincia di Ravenna. Si tratta del terzo aumento più alto mai registrato dall’inizio della pandemia e per trovare un giorno con più contagi bisogna tornare al 14 aprile, in pieno lockdown.

Sui 53 nuovi casi, 6 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 24 sono stati individuati in quanto contatti di casi già noti prevalentemente in ambito familiare, 17 diagnosticati grazie agli screening per le categorie più a rischio, 3 attraverso i controlli negli ospedali, 3 hanno effettuato il tampone al rientro dall’estero (2 dalla Romania e 1 dalla Nigeria), 1 infine ha eseguito volontariamente il test. Sui 53 nuovi contagiati, 14 sono ospiti e 3 operatori socio-sanitari di una Casa Residenza per Anziani di Alfonsine.

Il bollettino regionale. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 41.410 casi di positività, 552 in più rispetto a ieri, su 8.026 tamponi eseguiti. Dei nuovi positivi, sono 256 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,8 anni.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 9.670 (507 in più di quelli registrati ieri).

Purtroppo, si registrano tre nuovi decessi: 2 a Ferrara (una donna di 100 anni e un uomo di 90) e 1 a Bologna (una donna di 93 anni).

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 9.119 (+462 rispetto a ieri), il 94% dei casi attivi. Sono 70 i pazienti in terapia intensiva (+3 rispetto a ieri, di cui 2 a Ravenna, numero stabile rispetto a ieri) e 481 (+42 sempre da ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.222 (+41 rispetto a ieri): 1 “clinicamente guarita”, divenuta cioè asintomatica dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 27.221 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 5.671 a Piacenza (+29, di cui  14 sintomatici), 4.798 a Parma (+16, di cui 5 sintomatici), 6.508 a Reggio Emilia (+51, di  cui  44 sintomatici), 5.756 a Modena (+84, di cui 44 sintomatici), 7.554 a Bologna (+145, di cui 67 sintomatici), 713 casi a Imola (+15, di cui 13 sintomatici), 1.901 a Ferrara (+32, di cui 5 sintomatici); 2.081 a Ravenna (+53, di cui 22 sintomatici, mentre sono più di 1.600 le guarigioni totali), 1.818 a Forlì (+38, di cui 27 sintomatici), 1.378 a Cesena (+15, di cui 14 sintomatici) e 3.232 a Rimini (+74, di cui 41 sintomatici).

Stop alle partite del calcio giovanile: «Ma così i ragazzi giocheranno al parco…»

L’agenzia Futuri Campioni contesta il nuovo Dpcm, che permette solo allenamenti con distanziamento

Futuri Campioni
Una delle immagini che stanno diventando virali sui social, postata da Futuri Campioni

Sta facendo discutere, tra addetti ai lavori e famiglie la decisione del Governo di fermare le competizioni sportive di giovanili e (parte dei) dilettanti.

Una decisione che avrà come principale effetto quello di fermare partite, anche amichevoli, del calcio giovanile, lo sport più diffuso anche sul territorio ravennate.

Tra le prime reazioni sdegnate, quelle di Futuri Campioni, l’agenzia ravennate che organizza proprio tornei di calcio giovanile tra società professioniste e dilettanti di tutta Italia e anche dall’estero.

«Cerco di capire ma non ci riesco – scrivono i titolari dell’agenzia sui social, postando l’immagine qui sopra –: gli stessi ragazzi che viaggiano insieme stipati nei bus o metro per andare a scuola, che stanno insieme ore ed ore a scuola, che escono insieme il pomeriggio o la sera, diventano un pericolo Covid nelle due ore in cui sotto rigido controllo, rispettando un rigido protocollo sanitario, si allenano in una scuola di calcio (in realtà gli allenamenti sono ancora consentiti, anche se con “distanziamento”, ndr), nella stessa che ha dovuto sostenere investimenti importanti per adeguarsi al rispetto di un rigido protocollo, nella stessa in cui tutto funziona bene. Non è difficile prevedere che questi ragazzi non faranno altro che vedersi e giocare nei parchi senza alcun controllo».

Investita sulle strisce pedonali, è grave al Bufalini di Cesena

È successo in via Fornace, a Fusignano

Incidente FusignanoUna donna di 44 anni è stata investita mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.

È successo nella mattinata di oggi, 19 ottobre, a Fusignano, in via Fornace.

L’automobilista – un 77enne di Alfonsine – l’ha investita dopo aver sorpassato un camion fermo al lato della strada, che gli avrebbe quindi ostruito la visuale.

La donna, sbalzata sull’asfalto, è stata trasportata d’urgenza al Bufalini di Cesena, incosciente, in gravi condizioni.

Legata, lasciata al freddo e picchiata con bastoni di ferro: arrestato il compagno

L’uomo fermato sabato dopo alcune ore di ricerche. Alcune settimane di prognosi per la donna

Carabinieri Via Staggi AggressioneEmergono inquietanti dettagli in merito a un caso di violenza ai danni di una donna, da parte del suo compagno. L’uomo è stato bloccato e arrestato nel pomeriggio di sabato, dopo ore di ricerche.

A ricostruire la vicenda è il Carlino Ravenna in edicola oggi, 19 ottobre.

Secondo le indagini dei carabinieri (impegnati sabato nelle ricerche anche con l’elicottero) la donna avrebbe subìto violenza dal compagno – un serbo di 30 anni – per diversi giorni, costretta a restare in una sorta di baracca in un fondo agricolo nei pressi di via Staggi, a Porto Fuori, già dal 14 ottobre.

La donna è stata ritrovata con grandi ematomi, costole rotte e tagli sulle braccia. In ospedale è stata dimessa con una prognosi di diverse settimane.

Secondo la ricostruzione del Carlino, la vittima sarebbe stata colpita anche con bastoni di ferro e lasciata al freddo, legata a un gazebo con del cavo elettrico.

Sabato mattina, dopo l’arrivo dei carabinieri, l’uomo è scappato nei campi ed è stato poi rintracciato sempre in zona nel pomeriggio.

Arrestato, ora in carcere, l’uomo dovrà rispondere, oltre che di maltrattamenti e lesioni, anche di sequestro di persona.

Il ministro: «Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti»

Spadafora fa chiarezza sull’ultimo decreto: «I bambini possono continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite»

Calcio Giovanile 696x462«Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti!». Lo scrive così, con il punto esclamativo, il ministro allo Sport Vincenzo Spadafora, cercando di fare chiarezza nella parte che più ne aveva bisogno del nuovo Dpcm, quella relativa allo sport, in particolare giovanile.

Pubblichiamo qui il resto della sua dichiarazione di questa mattina, 19 ottobre.

«Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società e associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale, come le squadre di serie A all’inizio della fase due. Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite.
Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso.
Nelle prossime ore, insieme ai rappresentanti del settore, studieremo ulteriori misure di sicurezza per una maggiore tranquillità di tutti e scongiurare possibili chiusure.
Vi rivolgo però un appello accorato: fate attenzione e rispettate al massimo le regole, in palestra come in qualsiasi altro luogo. È un momento davvero critico, non abbiamo ancora vinto la nostra guerra contro il coronavirus.
Ho combattuto per arrivare a questa scelta ma dobbiamo essere tutti consapevoli del momento difficile per il Paese, che ci deve obbligare ad un rispetto rigoroso dei protocolli.
Abbiamo chiesto già tanti sacrifici al mondo dello sport, tra i settori più colpiti dall’epidemia, e soprattutto abbiamo chiesto ai gestori investimenti cospicui per il rispetto doveroso di rigide misure.
Non è facile assumere certe scelte ma ho pensato non solo ai tanti gestori e ai lavoratori sportivi e a quanti frequentano le palestre per il proprio benessere psico-fisico ma anche ai tantissimi giovani, ragazze e ragazzi, che sono messi a dura prova dalle regole imposte dall’emergenza sanitaria e che trovano proprio nelle ore che trascorrono facendo sport un momento importante di sfogo e relax, essenziale per il loro equilibrio.
Del resto, nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati. Sarebbe stato peggio spingere migliaia di appassionati e di giovani nei parchi cittadini piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli.
Ringrazio il presidente Conte, i parlamentari che si sono espressi chiaramente, i presidenti di Regione che col loro coordinatore Bonaccini hanno rivendicato con nettezza la volontà di tenere aperte palestre, piscine e centri sportivi con i loro rigorosi protocolli e in tutta sicurezza.
Un’ultima cosa: non mettete mai in dubbio che io stia facendo l’impossibile, giorno e notte, per lo Sport!».

Ravenna “Viso-in-aria”, le video interviste: Luigi Dadina del Teatro delle Albe

La parola alle compagnie ravennati protagoniste della stagione al Rasi. Una iniziativa editoriale di Ravenna Teatro, Les Bompart produzioni e R&D/Reclam

DadinaUna vera e propria chiamata a tutte le realtà che fanno teatro nel territorio ravennate è quella che Ravenna Teatro ha rivolto per questo difficile avvio della stagione teatrale dopo la chiusura dovuta alla pandemia. E mentre ancora non è del tutto chiaro cosa ci aspetterà su questo fronte nei mesi a venire, sappiamo per certo che il Rasi sta accogliendo una serie di spettacoli che vedranno appunto in scena, per la prima volta in un unico cartellone dal suggestivo titolo “Viso-in-aria” – citazione di un omonimo libro edito da Longo nel 2003 a firma di Marco Martinelli e Luigi De Angelis, poi divenuto anche progetto di ambito teatrale – tutte le realtà di questa terra fertile che è ed è stata Ravenna.

Abbiamo quindi colto l’occasione straordinaria per tentare di conoscere e far conoscere ognuno dei protagonisti in brevi interviste video con un’iniziativa editoriale condivisa da Ravenna Teatro, Les Bombart produzioni e R&D-Reclam.

Qui è il turno di Luigi, “Gigio”, Dadina, fondatore del Teatro delle Albe, in scena con “I Fatti – L’aria infiammabile della paura” (i dettagli in fondo all’articolo).

I Fatti
L’aria infiammabile delle paludi
di e con Luigi Dadina e Francesco Giampaoli

martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2020 – Ore 21
Teatro Rasi – Ravenna

Ravenna viso-in-aria prosegue con I fatti, spettacolo che Luigi Dadina del Teatro delle Albe ha realizzato insieme al musicista Francesco Giampaoli. Il testo de I fatti è frutto di un intarsio che Dadina ha fatto tra una nuova narrazione e alcuni frammenti di vecchi lavori (nello specifico Narrazione della pianura, Al placido Don e Il Volo). Lo spettacolo è una produzione Ravenna Teatro/Teatro delle Albe in collaborazione con Brutture Moderne.

Martedì 20 dopo lo spettacolo Soste per vedere, presentazione del “Quaderno2” della Bottega dello Sguardo, con Renata Molinari.

Dal Comune 100mila euro per cambiare gli infissi della biblioteca di Sant’Alberto

L’affidamento entro l’anno. Necessario intervenire «per fronteggiare gli attacchi delle intemperie»

20 10 19 Foto Biblioteca GuerriniSono stati approvati dalla giunta del Comune di Ravenna lavori di restauro e risanamento conservativo degli infissi della biblioteca Olindo Guerrini, in via Guerrini 60 a Sant’Alberto per un valore di oltre 99mila euro.

Gli infissi sono in legno ed era necessario intervenire per fronteggiare gli attacchi delle intemperie.

L’intervento prevede, tra gli altri, la rimozione di tutti gli infissi in legno con il recupero di quelli meno danneggiati; l’esecuzione di nuove finestre uguali per disegno e colore alle esistenti, compreso il rimontaggio della ferramenta prelevata dai vecchi infissi e, dove questa mancasse o non fosse possibile recuperarla, l’inserimento di nuova ferramenta simile per tipologia e colore.

Le finestre, gli scuroni, le porte saranno nelle dimensioni e nei particolari simili a quelli esistenti e dovranno essere installati «con le necessarie assistenze murali per il recupero a regola d’arte».

Tutti gli infissi saranno dotati di vetrocamera formati da due vetri di sicurezza con interposta pellicola per vetro (sia interno sia esterno) e opportuna camera d’aria isolante.

La verniciatura di tutti gli infissi, scuroni, porte e portoni «verranno eseguite – scrivono dal Comune – del colore simile all’esistente da concordare preventivamente con la competente Soprintendenza».

I lavori dovrebbero essere affidati entro l’anno.

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