Dal 18 febbraio. In arrivo anche la scrittrice americana Caherine Lacey
Catherine Lacey
La rassegna letteraria “Il tempo ritrovato” propone una serie di incontri al primo piano del rinnovato mercato coperto di Ravenna.
Si parlerà delle “donne del rock” con Laura Gramuglia il 18 febbraio, di “Pantani e il ciclismo” con Fabio Genovesi il 25 febbraio, di “anarchici romagnoli” con Matteo Cavezzali ed Eraldo Baldini il 5 marzo e di grande letteratura americana con Catherine Lacey e Martina Testa il 21 marzo.
Domenica prossima l’evento si replica a Lido Adriano
Si è rinnovata in centro a Ravenna la tradizione della sfilata dei carri allegorici di Carnevale, con un pensiero anche a Fabrizio Matteucci, l’ex sindaco scomparso per un malore in mattinata.
Nella gallery qui sopra gli scatti della manifestazione di Ravenna.
La prossima settimana, domenica 23 febbraio, la sfilata verrà replicata (dalle 14.30) a Lido Adriano.
A ricordare l’ex sindaco anche il mondo dello sport e della cultura
Fabrizio Matteucci ai seggi con la moglie
Oltre a quella del sindaco Michele de Pascale, sono naturalmente numerosi i messaggi di cordoglio da parte di rappresentanti delle istituzioni o di esponenti politici per l’improvvisa scomparsa dell’ex Primo cittadino di Ravenna, Fabrizio Matteucci.
Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini si dice «profondamente colpito dall’improvvisa scomparsa di Fabrizio Matteucci. È davvero un grande dolore e un giorno triste per la città di Ravenna e per l’Emilia-Romagna, che perdono una persona di estrema sensibilità e valore, amministratore preparato, rigoroso e appassionato uomo delle istituzioni. Oggi perdo un amico e voglio esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia ed alla città di Ravenna per tramite del suo Sindaco, a nome dell’Emilia-Romagna, certo di interpretare il sentimento di profondo cordoglio dell’intera nostra comunità».
«A nome della comunità dell’Anci, della quale è stato fino all’ultimo rappresentante leale e voce ascoltata, al di là degli schieramenti politici, esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia dell’ex sindaco di Ravenna e direttore di Anci Emilia Romagna, Fabrizio Matteucci, scomparso improvvisamente stamattina. Ci mancherai Fabrizio, uomo pacato e dotato di particolare garbo», ha dichiarato Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci.
Esprime cordoglio anche il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. «Apprendo con immenso dolore della scomparsa di Fabrizio Matteucci, ex Sindaco di Ravenna e carissimo amico. Ho conosciuto Fabrizio tanti anni fa all’inizio della mia militanza politica quando lui, gia’ dirigente nazionale della Fgci, curioso si interessava di tutto, anche delle piccole cose. Malgrado la scarsa frequentazione di questi anni, ogni volta che ho avuto l’occasione di rincontrarlo ho ritrovato una persona perbene, tranquilla, con quel gran sorriso che dava sicurezza. Un grandissimo affettuoso abbraccio alla sua famiglia e a tutta la comunità di Ravenna».
A ricordare Matteucci è poi quello che è stato il suo partito, il Pd, tramite una nota firmata dal segretario provinciale Alessandro Barattoni. «Sono profondamente sconcertato dalla improvvisa scomparsa di Fabrizio, è un dolore immenso per tutti noi. È una perdita gravissima per tutta la nostra comunità. Impegno, lealtà, onestà e coerenza lo hanno sempre contraddistinto in ogni momento e ne abbiamo potuto conoscere e apprezzare lo spirito, il coraggio e l’amore in tutto quello che ha fatto. Lo ricorderemo sempre per la sua disponibilità, il rispetto per le persone e per le istituzioni. Il Partito Democratico si stringe con grande affetto alla famiglia, agli amici e ai tantissimi che gli hanno voluto bene, con la certezza che un così eccellente e valoroso cittadino rimarrà scolpito per sempre nella nostra memoria. Ciao caro Fabrizio, sei stato un uomo speciale».
Tra i primi a ricordarlo anche il decano dell’opposizione, Alvaro Ancisi, con cui spesso Matteucci si era scontrato verbalmente in consiglio comunale. «Un fulmine è piombato oggi su Fabrizio, dieci anni di sindaco dal volto umano – scrive Ancisi –. Umano vuol dire uno di noi, riconoscere i pregi nei difetti. Dircene di tutti i colori e rispettarci fino a volerci bene, non c’entra da che parte stai. Altrimenti sei gentaglia. Ricordarci di noi anche se non calchiamo più la stessa scena. Chiamarci di notte per amicizia, senza Whatsapp. E siccome non è vero che in paradiso ci si arriva solo per la diretta via, bensì anche da destra e da sinistra purché col cuore in mano, io prego, Fabrizio, che potremo scornarci anche lì, con affetto. E tu prega per l’amico che adesso ne ha più bisogno».
Tra le file dell’opposizione spicca anche il ricordo di Alberto Ancarani, vicecommissario regionale di Forza Italia: «A nome personale e di tutta Forza Italia esprimo tristezza e commozione per la morte di Fabrizio Matteucci, al quale sempre ho riconosciuto onesta’ e rigore al di là delle posizioni politiche contrapposte. Oltre all’impegno di Sindaco di Ravenna ricordo quello più recente di direttore generale di Anci Emilia Romagna grazie al quale si erano ulteriormente intensificati i nostri rapporti e le nostre chiacchierate. Alla famiglia e al suo partito le più sentite condoglianze in questo dolorosissimo momento».
Ecco poi una nota congiunta di Anpi e associazione Spinaroni, che ricorda l’impegno di Matteucci nell’ambito delle celebrazioni partigiane. «Salutiamo il coraggioso amministratore che amava la sua città. Ne conosceva la storia di lotta democratica. Figlio di un combattente partigiano nella valle pialassa Baiona, mai mancò di legare la lotta di liberazione a sentimenti di generosità e altruismo. A Fabrizio è legato un momento di orgoglio culturale: l’inaugurazione dell’Isola Spinaroni, ovvero della base partigiana del distaccamento Terzo Lori, diventata agibile per viste storico-naturalistiche.
In quell’occasione le sue parole furono di compiacimento per il lavoro dei tanti attivisti “spinaroni” e di invito a far conoscere la radici solide della nostra democrazia. L’Anpi di Ravenna e l’Associazione Spinaroni ringraziano l’antifascista, l’uomo, l’amministratore ed esprimono condoglianze alla famiglia e al partito di Fabrizio». Anche Carla Nespolo, a nome dell’Anpi nazionale, esprime «condoglianze a Ravenna, città democratica su tutte».
Il sindaco di Cervia, Massimo Medri, lo ricorda come un «politico dolce, attento e preparato, come ce ne sono pochi. Con lui ho costruito una parte importante del mio percorso di amministratore. Mancherà a tutti noi. Un abbraccio a tutta la sua famiglia».
Numerosi poi i ricordi di Matteucci sui social, a partire dai suoi ex assessori Andrea Corsini, Roberto Fagnani o Martina Monti, quest’ultima allontanatasi dal mondo della politica, fino al suo ex compagno di partito, prima della rottura. Corsini dice: «Sono stato in giunta nove anni con lui e mi ha insegnato tanto. Oggi io perdo un grande amico, una persona che mi mancherà tantissimo». L’ex parlamentare Andrea Maestri, che lo definisce «compagno di tante battaglie, persona buona e onesta, politico illuminato e umano, padre e marito dolcissimo». O ancora, il vicesindaco Eugenio Fusignani: «Una cosa è certa, qualsiasi giudizio sul tuo operato di sindaco non prescinderà mai da due aspetti che erano la tua caratteristica: l’onestà e la coerenza». E passando per il mondo dello sport, con il Ravenna Football Club, per esempio, che definisce l’ex sindaco «figura chiave nella rinascita del calcio a Ravenna con la creazione di Ravenna Sport 2019». Fino ad arrivare alla cultura, con l’ex project manager del progetto Capitale Europea della Cultura 2019, Nadia Carboni, che lo ringrazia «per tutto quello che ci hai dato e insegnato, con te abbiamo sognato in grande».
Il direttore della rassegna letteraria Scrittura Festival, Matteo Cavezzali, lo ricorda con queste commosse parole: «Era un uomo gentile e onesto, che amava la sua città. Con la sua prima giunta, assieme a una giovanissima assessora Ouidad Widy Bakkali , aveva visto nel nostro gruppo di giovani appassionati qualcosa di buono e ci aveva aiutato a far nascere Scrittura Festival. Era bello incontrarlo per strada, la domenica mattina, quando indossava la tuta come un cittadino qualsiasi nel giorno di riposo. Si fermava sempre volentieri a fare due chiacchiere e prendere un caffè. Sapeva come trasmettere alle persone il buon umore che lo ha sempre contraddistinto. Ci mancherà molto».
Dal mondo culturale arriva anche il saluto di Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe: «Abbiamo condiviso con Fabrizio l’adolescenza: ci vedevamo tutte le mattine, entrando al liceo classico, all’inizio degli anni Settanta. E provavamo a immaginare insieme, ognuno con le proprie visioni e appartenenze, un mondo migliore. E poi ci siamo ritrovati a collaborare, lui come sindaco, noi come gente di teatro, nei suoi dieci anni di governo, puntando sulla scommessa di un teatro della città, per la città». Ravenna Teatro con Luigi Dadina e Marcella Nonni si uniscono al dolore della moglie Simona e del figlio Sayo.
Il cordoglio del rettore dell’università di Bologna, Francesco Ubertini: «Sono molto addolorato dalla notizia della scomparsa improvvisa di Fabrizio Matteucci, persona di grande umanità e amministratore preparato e appassionato. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo durante i primi mesi del mio mandato di rettore e ho potuto osservare da vicino il suo vivo impegno per il futuro della città di Ravenna e del suo insediamento universitario».
Nel mondo dell’economia, ecco il messaggio di Confindustria Romagna: «Durante gli anni della sua amministrazione, resi complessi dalla crisi economica, il tessuto industriale locale ha trovato in lui un interlocutore attento, sensibile ai temi dello sviluppo e aperto al confronto. L’associazione è vicina alla famiglia, a cui vanno le più sentite condoglianze».
Confcommercio Ravenna lo ricorda così: «Uomo onesto, generoso, attento e collaborativo, la città di Ravenna perde un amministratore capace e lascia un incolmabile vuoto profondo in tutti noi».
Il mondo del volontariato in una nota firmata da Consulta, associazione Per Gli Altri e Forum del Terzo Settore lo ricorda come sindaco «votato all’ascolto delle molteplici associazioni, attento e sensibile ai bisogni dei cittadini più soli e fragili. Ha creduto nella costituzione delle case del volontariato, intervenendo a risolvere i molteplici problemi. Il suo contributo è stato determinante e prezioso alla crescita del terzo settore nella nostra città».
Giovanna Piaia oggi è presidente dell’associazione Dalla parte dei minori ed è stata assessora nella seconda giunta di Matteucci: «Ho avuto modo di conoscere le sue doti uomo onesto e perbene dotato di una profonda sensibilità e di dedizione agli ideali di giustizia e coesione sociale. Matteucci ha sempre dimostrato un’attenzione particolare all’ascolto delle persone, alle loro ragioni e bisogni e, soprattutto, ha lavorato perché nessuna persona fosse lasciata indietro. Non era difficile, infatti, incontrarlo ad incontri con i movimenti femminili o a momenti di vita dei bambini ai cui bisogni ha sempre dimostrato particolare sensibilità. Mi sento vicina alla sua famiglia e lo saluto come un uomo che ha saputo, nel suo impegno, lavorare per il bene della sua Comunità».
L’Arcigay di Ravenna esprime cordoglio per la prematura scomparsa dell’ex sindaco Fabrizio Matteucci: «Sono diverse le occasioni in cui la vicinanza di Matteucci è stato motivo di avanzamento nelle battaglie locali che il movimento Lgbt ha portato avanti. Riposa in pace».
Anche il mondo sindacale saluta l’ex sindaco. «Fabrizio – dice Giorgio Graziani, ravennate ora segretario nazionale Cisl – era un sincero amico, completamente dedito alla sua città, sempre disponibile al confronto con tutti, sempre pronto ad ascoltare chiunque volesse collaborare a migliorare le condizioni di vita dei ravennati e ad accrescere lo sviluppo della città. Un uomo buono al servizio della sua comunità. Il mio pensiero ora però va alla sua famiglia, duramente colpita da questa perdita». La Cgil è vicina ai suoi famigliari: I rapporti della Cgil di Ravenna con Fabrizio Matteucci sono sempre stati contraddistinti da una grande fiducia e un assoluto rispetto. Ci piace ricordare la dedizione con cui ha ricoperto i due mandati da sindaco di Ravenna. In anni difficili, caratterizzati da una congiuntura economica molto negativa, Matteucci è stato un amministratore capace e serio, sempre attento ai bisogni dei cittadini, alle persone in difficoltà, ai diritti, all’inclusione e alle tematiche del lavoro. Ci mancheranno la sua intelligenza, la sua generosità e la sua capacità di ascolto».
Matteucci era attualmente direttore regionale dell’Anci. Il presidente Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, lo ricorda così: «Se ne è andato un amico, Fabrizio Matteucci. Oggi non ce la faccio a scrivere di sentimenti o di comuni battaglie nella vita politica e amministrativa fianco a fianco, con i nostri valori e le nostre storie. Nel partito, in tanti cambiamenti della politica e delle istituzioni, Fabrizio ha sempre prestato il suo prezioso e puntuale lavoro, tutti i giorni e fino a ieri. Come all’Anci dell’Emilia Romagna: un vero punto di riferimento, di analisi e di proposte e di aiuto a sindaci e amministrazioni locali. Tengo per me i ricordi e stringo in un abbraccio la sua famiglia, la moglie Simona e il figlio Sayo. Sei sempre stato una persona bella, rara».
Dalle 10.30 di domani, lunedì 17 febbraio, in municipio a Ravenna sarà allestita la camera ardente, aperta a tutti coloro che vorranno portare l’ultimo saluto a Fabrizio Matteucci, sindaco della città dal 2006 al 2016.
Matteucci è morto per un malore a pochi giorni dal suo 63esimo compleanno.
I funerali si svolgeranno martedì 18 febbraio alle 14 nella chiesa di San Pier Damiano.
«Fabrizio – continua De Pascale – era un gentiluomo che amava profondamente la nostra Ravenna e la nostra comunità, al servizio della quale ha rivolto buona parte della sua vita, dedicandovisi sempre con generosità, attenzione e impegno.
Se ne va un amico caro, una guida sincera e riservata. Sempre allegro e scherzoso, era con lui l’ultima telefonata della sera per un consiglio o un confronto o la prima della mattina per iniziare con il piede giusto la giornata. Quella telefonata mi mancherà tantissimo. Ciao Fabrizio».
Colpito da un malore, era stato primo cittadino di Ravenna dal 2006 al 2016
È morto l’ex sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, colpito da un malore.
Esponente del Pd, è stato primo cittadino dal 2006 al 2016, per due mandati, e attualmente era direttore dell’Anci dell’Emilia-Romagna. Dal 2000 al 2005 era stato consigliere regionale.
Avrebbe compiuto 63 anni il 21 febbraio.
Tra le altre cose – ricorda in un’agenzia l’Ansa – divenne noto a livello nazionale e non solo per la sue battaglie contro lo sballo e la prostituzione in strada. Ad esempio fu celebre un clamoroso annuncio (poi ritirato) su una possibile campagna fatta di scatti fotografici a trans e clienti a Lido di Classe, nel 2008.
In un’altra occasione versò in un tombino alcolici appena acquistati, in un secchiello, facendosi fotografare dai giornalisti, l’estate successiva.
L’iniziativa davanti al dipartimento regionale del ministero della Giustizia: il dermatologo sta scontando un ergastolo e nella casa circondariale di Port’Aurea dovrebbero stare solo detenuti con pene fino a 5 anni
Davanti al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia a Bologna si terrà lunedì 17 febbraio dalle 11 alle 12 un sit-in promosso dal mondo femminista ravennate per avere spiegazioni sulle ragioni che hanno consentito il trasferimento dal carcere della Dozza di Bologna a quello di Ravenna di Matteo Cagnoni, il medico condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri a settembre 2016. L’iniziativa è promossa da Udi, Linea Rosa, Dalla parte dei minori e Casa delle donne. Le prime tre associazioni figurano tra le parti civile del processo.
Già due volte, il 29 novembre 2018 e il 22 luglio 2019, è stata chiesta la stessa spiegazione al Dap senza ottenere alcuna risposta. Dal 29 novembre scorso si è svolto ogni venerdì, davanti al carcere di Ravenna, un presidio organizzato per sollecitare una risposta del Dap competente all’interpello promosso dalle avvocate delle tre associazioni parti civili nel processo penale che, «censurandone la legittimità sotto più profili, domandavano chiarimenti». È stato chiesto anche alla presidente della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio del Senato affinché intervenga sulla decisione dell’amministrazione penitenziaria «denunciando il carattere discriminatorio e di soggettivo privilegio del trasferimento». Per dovere di cronaca va infatti ricordato che Port’Aurea è una casa circondariale dove sono rinchiusi detenuti con condanne inferiori a cinque anni o in attesa di giudizio.
«Ci siamo mobilitate sia tramite l’interpello delle avvocate delle tre associazioni parti civili, sia con la promozione di una raccolta di firme sottoscritta da oltre 62.000 persone, sia con una fiaccolata silenziosa per le vie della città, conclusasi davanti alla Casa Circondariale di Ravenna. Ringraziamo le cittadine e i cittadini che ci hanno sostenuto in questi mesi e ci sostengono in questa nostra mobilitazione che ha come unico scopo di affermare una giustizia uguale per tutti e tutte».
Otto incontri e dialoghi dal 17 giugno al 16 luglio fra grandi protagonisti della cultura e della musica
Paolo Rumiz
Si stringe e si sviluppa nel 2020 il sodalizio fra Il Ravenna Festival e Cervia, dopo alcuni appuntamenti episodici (ma va sottolineato il memorabile concerto trakking con Ambrogio Sparagna alle Saline) di alcuni anni fa. Quest’anno si profila un vero e proprio festival nel festival che nelle parole del sindaco della citta Massimo Medri e del soprintendente del festival Antonio De Rosa rafforzano la vocazione della località nel legame fra cultura, ambiente e turismo, all’insegna di eventi di alta qualità sociale e artistica.
Si tratta di otto appuntamenti per una rassegna creata ad hoc intitolata “Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0”: un itinerario di incontri che si ispira alla tradizione romagnola del trebbo, celebrandone la dimensione di condivisione e confronto e al contempo traghettandola nel XXI secolo nell’alternare gli omaggi a “eroi” di Romagna – Tonino Guerra, l’Artusi, Fellini – a voci contemporanee e tematiche attuali. In collaborazione con il Comune di Cervia e con il contributo della Cooperativa Bagnini, dal 17 giugno al 16 luglio gli appuntamenti sono in programma al Palazzo dei Congressi di Milano Marittima, ad eccezione di due eventi in programma rispettivamente al Bagno Club Milano e alla Pieve di Pisignano.
Trebbo, italianizzazione del romagnolo trébb, ha nobili natali: dallo stesso termine latino trivium non solo deriva trebbio – l’incrocio di tre vie e, per metonimia, la conversazione di chi si incontra a quell’incrocio – ma anche trivio, che in epoca medievale designava le tre arti liberali della grammatica, retorica e dialettica o filosofia. Il Trebbo, in Romagna, è tutto questo: incontro, confronto, occasione sociale ed intellettuale, condivisione di idee e incrocio di culture e sensibilità. Una dimensione che era apparsa evidente, negli anni Cinquanta, a due giovani appassionati di poesia – Walter Della Monica e l’attore Antonio (“Toni”) Comello – che con una pionieristica iniziativa di letture pubbliche proposero dal 1956 al 1960, in tutta la loro freschezza, versi di poeti di tutti i tempi.
Ivano Marescotti
È proprio nel solco del trebbo poetico di quegli anni che, mercoledì 17 giugno, la rassegna si inaugura con un “Omaggio a Tonino Guerra”: in occasione del centenario della nascita del poeta –ma anche scrittore, sceneggiatore e artista a 360 gradi – di Santarcangelo, è affidato a Ivano Marescotti il compito di restituirne un ritratto attraverso lettura e commento di testi, anche dialettali, con il contrappunto musicale di Paolo Damiani al contrabbasso e live electronics.
Mercoledì 24 giugno si celebrano invece i duecento anni dalla nascita dell’autore del più celebre dei trattati gastronomici, vero e proprio nume di ogni cucina dell’Italia unita: l’“Omaggio a Pellegrino Artusi“sarà tracciato da Alberto Capatti, autorevole storico dell’alimentazione e della gastronomia nonché direttore del comitato scientifico di CasArtusi, con un occhio di riguardo per il sale, l’oro bianco di Cervia. Accompagneranno l’incontro i Bevano Est, che condividono con l’Artusi le origini forlimpopolesi e hanno fatto del dialogo con strumenti e sonorità della tradizione contadina l’ingrediente distintivo del proprio stile. In questo caso l’evento sarà ospitato dal Bagno Club Milano e preceduto da una passeggiata gastronomica con menu artusiano a cura di CheftoChef.
Il trittico di ricorrenze non può che completarsi con l’“Omaggio a Federico Fellini” di sabato 27 giugno: classe 1920, proprio come Guerra (con cui firmò per altro la sceneggiatura del premio Oscar Amarcord), il regista riminese sarà celebrato attraverso le musiche di Nino Rota, compagno di strada di molte avventure cinematografiche. Gli arrangiamenti sono stati commissionati dal Festival a Fabio Petretti per la sua Italian Jazz Orchestra, accompagnata dalla fisarmonica di Simone Zanchini.
Se questi omaggi celebrano tre figure fondamentali dell’identità culturale della Romagna, è invece l’identità dell’Europa, quella intessuta di contatti con l’Oriente, al centro dell’incontro di domenica 21 giugno. La sapienza narrativa del giornalista e scrittore Paolo Rumiz svelerà Quell’Europa che viene da Oriente, in un percorso – anche musicale grazie al flauto di Fabio Mina – che si inserisce perfettamente sulla rotta della XXXI edizione del Festival. Il programma di quest’anno, esteso dal 3 giugno al 19 luglio, è infatti dedicato al Dolce color d’oriental zaffiro, che Dante descrive nel Purgatorio (I, v. 13), e quindi anche al lungo e mai interrotto confronto – e non solo scontro – fra Occidente e Oriente, di cui sono splendida espressione la Ravenna bizantina e i mosaici che il poeta stesso ammirò. Cornice di questo viaggio attraverso i secoli sarà in questo caso la Pieve di Santo Stefano, testimone – almeno dal X secolo – di una storia spirituale che si intreccia alle vicissitudini del territorio romagnolo.
Ilaria Capua
Lo storytelling – la narrazione che valica i confini della letteratura per appropriarsi anche dei linguaggi del giornalismo, della televisione, della divulgazione scientifica e storica – è il fil rouge di quattro appuntamenti del giovedì, realizzati in collaborazione con Elastica Live & Comunicazione, destinati a discutere i grandi temi, e soprattutto le grande sfide, della nostra epoca.
A partire da quella della salute e della bioetica, con la conversazione fra Ilaria Capua e Gad Lerner, in programma il 25 giugno. Sostenitrice dello sviluppo scientifico open-source, cioè del libero accesso per tutti ai dati in particolare dei virus influenzali, la virologa è fra i cinquanta più rivoluzionari scienziati al mondo per la prestigiosa rivista “Scientific American” e autrice di Salute circolare, edito da Egea, storie di progresso reso possibile dalla capacità di non seguire sempre e solo la strada maestra di una conoscenza già consolidata. A seguire il momento musicale con Gianluca Petrella e Pasquale Mirra, rispettivamente al trombone e al vibrafono.
Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura
È invece fra i cinquanta grattacieli più iconici del mondo, secondo il “Council on Tall Buildings and Urban Habitat” (organo internazionale sullo sviluppo urbano sostenibile), il Bosco verticale di Milano. Questo progetto di riforestazione metropolitana in verticale porta la firma dell’architetto e urbanista Stefano Boeri, a cui la parola passa il 2 luglio per “Architettura e Natura”. Le note sono, in questo caso, della tromba di Paolo Fresu e del bandoneon di Daniele Di Bonaventura. Dall’ecosostenibilità, tema ancor più saliente per una città che ha saputo istituire già nel lontano 1973 il Premio CerviaAmbiente rivelando una spiccata e lungimirante sensibilità, alla riscoperta di donne che hanno fatto la storia, cambiando le regole di un gioco quasi esclusivamente maschile.
L’incontro del 9 luglio è infatti con Melania Mazzucco e il suo nuovo libro L’architettrice (Einaudi), storia di Plautilla, misteriosa pittrice e primo architetto donna dell’età moderna nel torbido splendore della Roma barocca. Al pianoforte un’altra donna, Rita Marcotulli, musicista e compositrice che vanta collaborazioni con i migliori artisti della scena jazz americana.
Massimo Gramellini
La rassegna si conclude il 16 luglio con il reading di Massimo Gramellini: il giornalista e scrittore, che sulle pagine del “Corriere della Sera” ha celebrato la capacità di Milano Marittima di fare comunità e reagire prontamente alla tromba d’aria che a luglio 2019 aveva flagellato il litorale e danneggiato gli stabilimenti, propone il suo libro Prima che tu venga al mondo (Solferino), una lettera al figlio che è anche un inno alla paternità e un delicato ritratto del rapporto fra generazioni. Seguirà il concerto della pianista e compositrice Virginia Guastella.
Convenzione fra Comune e Bper Banca per la riqualificazione dell’area verde vicina a piazza Kennedy
foto Angelo Palmieri
È stata approvata la convenzione tra il Comune e Bper Banca per l’uso pubblico, la custodia e la manutenzione del giardino Spalletti o delle “Erbe della Memoria”, nei pressi di piazza Kennedy, la cui apertura è prevista in primavera.
Bper, proprietaria dell’area, condividendo l’intento del Comune di rendere alla cittadinanza un servizio gradito e atteso, si è impegnata a destinare il giardino alla frequentazione pubblica: è nata pertanto l’esigenza di definire i rapporti tra i due enti con l’obiettivo di riqualificare, manutentare e gestire il giardino stesso e il locale adiacente, da utilizzare come punto di ritrovo, informativo, di conoscenza, vendita e degustazione delle erbe e dei prodotti derivati.
Tra gli impegni di Bper Banca, che dovrà affidare a un soggetto da individuare previa selezione il servizio di custodia e manutenzione e di gestione dell’immobile, rientrano interventi manutentivi ordinari e di pulizia delle aiuole e del verde, l’attivazione dell’impianto di irrigazione, l’apertura e chiusura del giardino con modalità e orari da concordare con il Comune, la custodia e la sorveglianza durante l’apertura.
Nel locale sono previste attività di vendita e degustazione di alimenti e bevande a base di erbe (torte, focacce, biscotti, tisane e infusi etc.) e attività divulgative e didattiche sulle erbe e sul loro impiego anche attraverso dibattiti e piccole iniziative culturali.
La convenzione avrà la durata di un anno quale periodo sperimentale.
Tra i papabili l’attuale vicesindaco Massimo Isola che in questi anni si è occupato di promozione culturale e turistica
Andrea Corsini è stato confermato nella compagine della giunta regionale del neoeletto presidente Stefano Bonaccini a Bologna, anche perché Manuela Rontin – che ha fatto l’en-plein delle preferenze in provincia superando anche il favorito nuovo assessore – non ha avanzato pretese e ha deciso di restare in consiglio regionale e lì portare il suo contributo come ha fatto negli ultimi cinque anni, evidentemente in modo peraltro piuttosto apprezzato.
Ma certo le sue 7.198 preferenze hanno un valore anche in vista delle elezioni future, soprattutto perché il prossimo appuntamento elettorale sono le amministrative di Faenza dove ancora non ci sono nomi di candidati. E nel centrosinistra non sono mancati momenti di tensione negli ultimi mesi (per usare un eufemismo).
Innanzitutto, la frattura con la lista civica che aveva permesso l’elezione del sindaco Giovanni Malpezzi già dieci anni fa e che è uscita dalla giunta e dalla maggioranza. Il suo esponente di spicco, Domizio Piroddi, candidato alle Regionali ha ottenuto 700 preferenze, un risultato di tutto rispetto se si considera quello complessivo della lista.
E Paolo Cavina, capogruppo della lista civica (che aveva posto un veto sul nome di Manuela Rontini come candidata sindaco), aveva dato la disponibilità a candidarsi a sindaco di Faenza.
Nel frattempo, un’altra area del Pd, quella più a sinistra, sta puntando su Massimo Isola, vicesindaco di Malpezzi che in questi anni ha lavorato moltissimo sulla promozione del territorio faentino in termini culturali e turistici (Faenza è uno dei territori cresciuti di più sotto questo profilo). Un nome che potrebbe sicuramente non dispiacere anche alle forze di sinistra che potrebbero allearsi al Pd a differenza di quanto accaduto cinque anni fa, quando l’Altra Faenza si presentò all’opposizione.
Ma ora, complice anche l’esito appunto delle regionali, l’area a sinistra del Pd potrebbe stare dentro una coalizione sul modello di Coraggiosa. Anche se, come noto, a Faenza è sempre stata molto forte la parte del Pd di ispirazione cattolica, e anche renziana fino a che Renzi non ha abbandonato il partito, rappresentata in particolare dal senatore Stefano Collina e appunto dalla consigliera regionale Rontini.
In tutto questo, sta per affacciarsi sul quadro manfredo anche Italia Viva che, nel frattempo sta invece facendo scintille con il Pd lughese di Davide Ranalli, a riprova che non sarà un elemento silente e facilmente addomesticabile in una coalizione. Insomma, la quadra ancora non sembra trovata del tutto, anche perché chiunque sarà il candidato (nomi di donne al momento non ne sono circolati, al di là di quello di Rontini) avrà bisogno di un sostegno largo per battere una Lega che a Faenza è storicamente parecchio agguerrita e che già cinque anni fa perse lo scontro con Malpezzi per una manciata di voti al ballottaggio.
Il 17 febbraio, alle 18, prosegue il secondo ciclo delle “Storie di Ravenna” con un incontro sull’avvento del fascismo
Il quinto appuntamento con “Storie di Ravenna” è in programma lunedì 17 febbraio, alle 18, al teatro Rasi con il titolo “All’armi siam fascisti! La marcia su Ravenna del settembre 1921″ e vede sul palco Luigi Dadina (attore Teatro delle Albe), Giovanni Gardini (Museo Diocesano di Faenza-Modigliana) e Alessandro Luparini (storico e direttore della Fondazione Casa Oriani), e con la partecipazione straordinaria di Paolo Cavassini (ricercatore e saggista storico) e Alberto Malfitano (Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna).
Come sempre una lezione-spettacolo con una formula del tutto nuova che ha conquistato il pubblico. Il momento conviviale enogastronomico che segue l’incontro per questa data è curato dallo chef Pierpaolo Spadoni (Osteria del Pancotto).
Appuntamento per i volontari domenica 16 febbraio alle 9, all’ingresso della pineta Ramazzotti
Domenica mattina 16 febbraio volontari ambientalisti si danno appuntamento a Lido di Dante per pulire dalla plastica l’area protetta della Foce del Bevano. L’iniziativa è promossa dal circolo ravennate di Legambiente Matelda
L’inizio è previsto alle ore 9 alla sbarra di ingresso delle Pineta Ramazzotti (viale Paolo e Francesca a Lido di Dante) per la registrazione, la consegna dell’attrezzatura ed una breve introduzione da parte di Giorgio Lazzari sul libro Il Caso Ortazzo per ricordare le urbanizzazioni che tempo fa videro sotto minaccia queste zone.
Si parte tutti assime per una ricognizione sulla quantità di rifiuti presenti alla Foce e poi procedere nella rimozione, all’interno del progetto Green Eye 2.0.
La pulizia riguarderà particolarmente l’area interna della Foce, senza andare sulla spiaggia a seguito di monitoraggi in corso da parte dell’Ispra.
Partecipano e aderiscono all’iniziativa: Wwf Ravenna, Italia Nostra Ravenna, L’Arca, Mama’s Club, Ortisti di Strada, UNIamoci ed il Comitato Cittadino di Lido di Dante