venerdì
22 Maggio 2026

Oltre 600 biglietti per i tifosi del Ravenna a Cittadella: prevendita fino alle 19 di sabato

Sono complessivamente oltre 600 i biglietti a disposizione dei tifosi giallorossi per la partita di domenica sera (calcio d’inizio ore 20.45) allo stadio Tombolato di Cittadella tra i padroni di casa e il Ravenna Fc, valida come gara d’andata del primo turno nazionale dei playoff promozione del campionato di calcio di Serie C.

I biglietti sono acquistabili on line o nei punti vendita Ticketone, senza limitazioni, dalle 10 di venerdì 8 maggio fino alle 19 del giorno dopo, sabato 9. In una prima fase saranno in vendita i 323 posti del quarto settore; se dovessero andare esauriti si aprirà la prevendita anche per ulteriori 304 tagliandi in tribuna, sempre riservati ai tifosi ospiti.

Mercoledì 13 maggio la gara di ritorno al Benelli di Ravenna, con calcio d’inizio fissato alle 20.

Donazione sangue, Emilia-Romagna autosufficiente nel 2025

La regione Emilia-Romagna nel 2025 è stata autosufficiente nella raccolta di sangue intero, garantendo anche supporto alle regioni carenti, con 3.874 unità di globuli rossi cedute. E si distingue per la raccolta del plasma da aferesi (tecnica che permette di prelevare solo il plasma e di restituire al donatore globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), con un aumento del 7,43 percento rispetto al 2024. Quest’ultimo dato la posiziona seconda in Italia, solo dopo la Lombardia, con oltre 107mila chilogrammi conferiti per la produzione di medicinali plasma derivati, spesso determinanti per la cura di malattie gravi e rare.

Un quadro positivo, quindi, quello che emerge dagli ultimi dati aggiornati sulla donazione di sangue, riferiti all’anno 2025 e al primo trimestre 2026, che per essere mantenuto richiede la generosità e disponibilità costante da parte dei cittadini e delle cittadine che già hanno sposato la causa e possibilmente anche di nuovi donatori e donatrici. Con questo obiettivo, la Regione lancia da domani, 8 maggio, fino al 4 luglio, la nuova campagna di comunicazione estiva per promuovere la donazione di sangue.

Nel 2025 si è registrato un significativo aumento della raccolta del plasma da aferesi: in totale 87.475 unità contro le 81.423 del 2024, ossia 6.052 unità in più, pari a un incremento percentuale del 7,43.

Sono stabili e virtuosi i numeri sulla raccolta di sangue intero: 205.036 unità contro le 211.434 del 2024 (-3,03%). Si tratta di un contenimento efficiente, in funzione delle richieste per i pazienti in cura in regione, in calo grazie al miglioramento progressivo delle pratiche terapeutiche, chirurgiche, alla costante valutazione di appropriatezza e all’adesione ai programmi di Patient blood management (Pbm), che raccomandano un approccio clinico-organizzativo volto a ridurre il ricorso alle trasfusioni, a migliorare la sicurezza del paziente e ad usare il sangue solo quando è davvero necessario. Da sottolineare, inoltre, che la raccolta di sangue intero è stata commisurata a garantire un costante supporto alle regioni italiane carenti, tanto che l’Emilia-Romagna ha contribuito attivamente all’autosufficienza nazionale, con 3.874 emazie cedute ad altre regioni.

Nel 2025, inoltre, come emerge dai dati distribuiti dal Centro nazionale sangue, sono stati conferiti 107.027 chilogrammi di plasma per la produzione di medicinali plasma derivati, +6.6% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, si tratta di un ulteriore incremento pari allo 0,8% rispetto al 2024, che già aveva segnato un aumento del +7,1% sul 2023. È un contributo fondamentale, perché sono farmaci spesso salvavita, utilizzati quando non esistono alternative sintetiche efficaci.

Buoni anche i dati del primo trimestre 2026. In particolare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un incremento del 7% (pari a 1.496 unità) di raccolta di plasma da aferesi (22.875 unità, contro le 21.379 del primo trimestre 2025). E complessivamente il plasma avviato per la produzione di medicinali è in crescita di un ulteriore 2,6% rispetto al medesimo periodo 2025. Per quanto poi riguarda la raccolta di sangue intero, il dato è stabile (circa 52mila unità).

Veronica Raimo e la storia di un’ossessione: «Volevo raccontare cose oscene»

Tra gli appuntamenti più attesi per gli amanti della narrativa allo Scrittura Festival 2026 c’è sicuramente quello dell’8 maggio alle 21 alla Classense con Veronica Raimo, scrittrice e traduttrice, che arriva a Ravenna a poche settimane dall’uscita per Einaudi del suo ultimo, straordinario, romanzo Non scrivere di me.
Classe 1978, Raimo ha all’attivo diversi libri in cui si è distinta per un uso della lingua particolarmente attento, preciso, talvolta crudo, senza orpelli. Nel 2022 con Niente di vero ha vinto lo Strega Giovani. L’abbiamo contattata per una breve chiacchierata in vista dell’appuntamento di venerdì. Il romanzo racconta la storia di una protagonista femminile che a un certo punto è vittima di violenza, un evento raccontato in modo molto duro e diretto, che condiziona la sua vita e le sue (non) scelte successive.

Nonostante i suoi libri siano sempre stati quanto di più lontano si possa immaginare dal didascalico, qui dobbiamo forse trovare un messaggio per tutte le donne?
«No, non direi, volevo usare la letteratura per raccontare cose oscene, perché credo che la letteratura possa offrire questo tipo di spazio. Ma non si tratta di una storia in alcun modo esemplare. Anche perché sì, è vero, c’è una violenza, ma in realtà è la storia di un’ossessione che inizia prima e continua anche dopo quell’episodio. Non c’è davvero nulla di edificante e di educativo. Ed è a dire il vero anche un libro su tanto altro, come la precarietà sul lavoro, certe estetiche che si stanno diffondendo».

Nel libro la protagonista, poco più che trentenne, lavora in un bar dove si servono vini costosi e bagel con salmone in busta, ma dove il proprietario, dopo aver gentrificato mezzo quartiere, compra la Gazzetta da lasciare sul tavolo per dare un sapore di “popolare”… La sensazione è di vedere un mondo in trasformazione attraverso il suo sguardo.
«Sì, in effetti ho pensato a una ragazza che lavora come cameriera perché mi sembrava un punto di vista interessante sia sulla condizione in cui si trovano tante persone che credo guadagnino più o meno quanto guadagnavo io a fare quel lavoro vent’anni fa, persone che spesso fanno questo lavoro magari senza volerlo davvero, e che quindi possono esprimere anche una rabbia sociale, ma allo stesso tempo possono avere un punto di vista interessante su ciò che accade in un locale pubblico, tra i colleghi, ma anche nell’osservare gli avventori».

In effetti personaggi come Serial Tinder non si potrebbero trovare altrove. La protagonista vive in particolare quel lavoro come un fallimento rispetto alle aspettative sue e della famiglia, ma tutto sommato con una certa serenità di fondo. Dal romanzo emerge un’idea di fallimento nuova rispetto a quella delle generazioni precedenti.
«È così. La storia è una parabola di fallimento, ma la protagonista rivendica in qualche modo la possibilità di fallire in santa pace. Rispetto ad altre generazioni, non c’è più l’epica del cosiddetto beautiful loser; oggi c’è l’ansia di riuscire e di farcela perché siamo costantemente monitorati ed esposti, in rete, ma nel momento in cui ti ritiri da questa visibilità, semplicemente scompari. Non c’è l’aura e il fascino del fallito che vediamo, per esempio, anche in un film come Le città di pianura».

Il titolo Non scrivere di me mi ha fatto pensare a Niente di vero, mi sono sembrati un po’ come ossimori, visto che di fatto negano il contenuto in un gioco quasi di specchi. Ma qual è il rapporto tra verità e fiction, che posto ha l’autofiction nella sua scrittura?
«Per quanto anche in Niente di vero la parte autobiografica era stata uno spunto molto rielaborato, dopo quel libro ho sentito il bisogno di tornare a inventare un personaggio completamente. E devo dire che ci ho messo anche un po’ di tempo a trovare la voce giusta per farlo, come dicevo lo sguardo della cameriera mi è parso particolarmente interessante, ma in questo c’è anche qualcosa di mio, visto che amo passare tantissimo tempo nei bar».

Le parti del romanzo dedicati alla vita del bar e del lavoro, ma non solo, sono quelle in cui non rinuncia alla vena di ironia e sarcasmo che tanto la caratterizza, sempre usando una lingua senza mai sbavature. Ha qualche autore di riferimento in questo senso?
«Ci sono alcuni dei grandi amori, certo, come Albert Camus e Joan Didion. Oggi amo tantissimo in particolare Yasmina Reza».

E invece da traduttrice, quale autore ha trovato più lontano dal suo sentire e quindi più difficile da tradurre?
«Direi le Cronache marziane di Ray Bradbury, che usa una lingua piena di immagini poetiche, gioca molto con le ripetizioni, che però in inglese hanno un peso specifico ben diverso rispetto all’italiano. Ci ho messo moltissimo ed è stato molto complicato, forse non dovrei essere io a dirlo ma penso che sia stata la mia migliore traduzione, molto diversa da come sono abituata a scrivere, con uno stile quasi barocco».

Domanda del 2026, chi spera che vinca lo Strega quest’anno?
«Beh, mio fratello. Ma non solo per ragioni affettive, il suo L’invenzione del colore è davvero un bel romanzo, lui è stato molto bravo».

Un fratello e una sorella quasi coetanei, entrambi scrittori. Ma ce ne sono altri o siete un caso unico? Come sono le conversazioni in famiglia? E come vi “dividete” i ricordi da usare nei romanzi?
«In effetti nemmeno a noi sono venuti in mente altri esempi di due fratelli scrittori, magari nella musica o nel cinema… Sui ricordi, beh, Christian ha uno sguardo più politico, in questo romanzo c’è nostro padre, è vero, ma c’è la fabbrica, il lavoro degli operai, la trasformazione sociale. Direi che lui è più focalizzato sul contesto forse. Le nostre conversazioni? Ieri al telefono mi ha attaccato una pippa sull’intervista di Veltroni all’AI… »

Eccola la domanda d’obbligo: l’intelligenza artificiale la preoccupa, la interessa, la spaventa?
«Sì, mi spaventa, mi preoccupa, anzi mi angoscia molto. Non voglio essere luddista, ma non mi sembra uno strumento neutro da nessun punto di vista, soprattutto considerando come è finanziato e il fatto che è in mano a pochi; come per Amazon, o i social, mi angoscia l’idea di queste grandi oligarchie da cui diventeremo sempre più dipendenti senza che ci sia una minima forma non solo di resistenza, ma direi proprio di ribellione attiva. Personalmente non riesco nemmeno a cazzeggiarci, mi sembrerebbe di prendere parte al male. Quindi, no, non la uso».

Un’ultima curiosità: ascolta gli audiolibri dei suoi romanzi? Cosa ne pensa?
«Sì, li legge Cristina Pellegrino che è una mia amica e un’attrice secondo me bravissima, quindi ho insistito io all’inizio che fosse lei a leggerli e infatti la cosa ha funzionato molto bene, e ora chiamano sempre lei».

Il giardino della Rocca si presenta alla città dopo il rinnovo: verde ravvivato e nuove sedute

Il giardino della Rocca di Lugo si presenta alla città rinnovato, dopo un intervento da 40 mila euro che ha permesso di ridefinire gli spazi, migliorandone il verde e inserendo nuove sedute e un aeroplano di legno per bambini.
Nel dettaglio, i lavori hanno previsto idrosemina per rinnovare il prato e messa a dimora di arbusti (della specie Cotoneaster lacteus), oltre alla realizzazione di nuovo impianto di irrigazione per sostituzione quello esistente danneggiato. Infine, sono state posate tre nuove seduteun gioco. 
«L’intervento fa parte di un più complessivo progetto speciale di riqualificazione del centro storico che sta interessando anche i bagni del Pavaglione, la riorganizzazione della raccolta differenziata per i commercianti della zona e l’avvio delle pulizie di marciapiedi e loggiato con il Glutton – sottolinea la sindaca Elena Zannoni -. Riteniamo che il complesso di questi interventi possa portare un generale miglioramento della bellezza e vivibilità del nostro centro storico».

Famiglie e bambini in bici alla scoperta degli alberi del territorio

Torna a Bagnacavallo “Inalberiamoci in bici”, un percorso di 8 chilometri tra città e campagna dedicato alla scoperta degli alberi più significativi del territorio. L’appuntamento è domenica 10 maggio, con ritrovo alle 8.45 in piazza della libertà.
Terminata la registrazione si partirà alle 9, accompagnati dagli esperti. Il percorso toccherà il vialetto di San Francesco, il fico e gli alberi del parco di via Cadorna, i pini domestici e le sofore di via Pieve Masiera, il pioppo nero di piazzale Cornacchia, la quercia di via Bruciamolina, i pioppi neri di via Crocetta, il pioppo bianco tra via Granaroli e via Crocetta, il Bosco Nuovo di via Stradello e il tiglio di Villa Gamberini.
L’iniziativa, della durata di circa due ore e trenta, è rivolta a bambine e bambini, famiglie e adulti. L’evento si inserisce tra le iniziative del progetto Tavolo del Verde Pubblico di Bagnacavallo e la partecipazione è gratuita (a prenotazione online obbligatoria), con un omaggio per i presenti.

Content creator, podcaster e instagramer tornano a Bagnacavallo per il festival dei linguaggi giovanili

Il Sonora Fest arriva all’ottava edizione e si prepara ad ospitare content creator, podcaster, instagramer, stand up comedian, cantautori, designer e scrittori nel cuore di Bagnacavallo. L’appuntamento è venerdì 8 e sabato 9 maggio nella cornice dell’antico convento di San Francesco di Bagnacavallo.
Come ogni anno, la rassegna propone una line up dedicata al mondo dei linguaggi giovanili con ospiti provenienti da radio, comunicazione, musica e social media.
Si parte nel tardo pomeriggio di venerdì 8 maggio, con il Silent reading party delle 18.30. Ognuno porterà il proprio libro, e alla fine si scambieranno idee su ciò che si è letto. Il Festival procederà alle 20 con il talk di Simone Biavati, «Punti due punti virgole di vista», che approfondirà vari case history della fotografia.
Alle 20.45 spazio alla Stand Up comedy, con gli show di Sandro Cappai e Salvo di Paola. Alle 22 partirà il dj set di Perro Jimbo + Relative.
Il fulcro dell’ottava edizione del Sonora Fest sarà nella giornata di sabato 9 maggio: a partire già già dalle 10 del mattino, quando all’ex convento è previsto un talk dinamico e interattivo, «Voci di giovani europei»: brevi testimonianze di alcuni giovani in Erasmus. Nel pomeriggio, alle 14, partirà il workshop di fotografia di Simone Biavati;, imperniato sullo sviluppo di un pensiero artistico personale, traducibile in pratica anche con un semplice telefono cellulare. Sempre Simone Biavati sarà protagonista itinerante di «Punti, due punti, virgole di vista», performance musicale che diventa materia visiva: corpi, gesti e vibrazioni si dissolvono in una narrazione che unisce memoria, ritmo e presenza, trasformando la fotografia in un dispositivo d’ascolto.
Alle 15 sul palco ci sarà La Giornata Tipo, la principale community italiana di basket, nota per lo stile ironico, nostalgico e coinvolgente. Saranno presenti Raffaele Ferraro e Matteo Soragna. Alle 16 spazio a Black Roll con «l’arte dello Human Beat Box», la voce come strumento ritmico. Alle 16.30 saranno protagoniste le Perfette Sconosciute: Alice, Nina e Viola, tre ragazze milanesi che racconteranno come i social hanno creato nuovi modi di comunicare e di amarsi
Alle 17.30 il palco sarà tutto per Scar, la cui musica si colloca tra il cantautorato, la sperimentazione pop e le sonorità indie. Spazio poi al talk «Forse ti amo» di Livio Ricciardi: consulente sessuale, dottore in psicologia e divulgatore sex positive sui social network (18.30). Alle 19.30 toccherà a «Giovani malgrado il rumore», talk di Edoardo Prati, studente e influencer culturale. E ancora Adrian Fartade, divulgatore scientifico, scrittore e youtuber che porterà alle 20.30 il suo show «Ritorno sulla Luna – Tutto quello che dovete sapere».
Alle 21:30 spazio alla musica con Il Mago del Gelato, una band esplosiva con un sound che fonde jazz, funk e afrobeat. Il Sonora fest si concluderà con il dj-set di Polpette Soundsystem + Marco Martini.
In giro per il Festival si potrà trovare la postazione live di Radio Sonora, nella quale i volontari realizzeranno interviste e reel agli ospiti e al pubblico partercipante. Sarà presente inoltre l’installazione interattiva contro il gioco d’azzardo «Fate il nostro gioco», a cura di Taxi 1729, che analizza gli aspetti matematici e psicologici che governano l’azzardo, allo scopo di fare informazione e incrementare la consapevolezza diffusa intorno a questo fenomeno.
Come ogni anno, l’ingresso è gratuito e il festival viene finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Emilia-Romagna, con una co-progettazione a cura di Radio Sonora, Unione dei Comuni della Bassa Romagna e associazioni giovanili del territorio.

Due giorni per parlare di migrazioni, diritti e cittadinanza globale a Palazzo Vecchio

Due giornate per parlare di migrazioni, diritti e inclusione nel cuore di Bagnacavallo. Torna venerdì 15 e sabato 16 maggio “Dis-persi nel sistema”, la seconda edizione del convegno promosso dall’associazione culturale Orama in collaborazione con il Comune.

In programma due giornate di confronto a Palazzo Vecchio (piazza della Libertà 5) per riflettere sulle migrazioni attraverso geografia, sport, diritto, educazione e testimonianze dirette. Il convegno sarà suddiviso in tre sessioni: la prima, alle 15 di venerdì, sarà dedicata al ruolo della geografia nella lettura dei fenomeni migratori e ai temi della cittadinanza globale; la seconda, sabato mattina, approfondirà il rapporto tra sport, inclusione e appartenenza; la terza, nel pomeriggio di sabato, affronterà gli aspetti giuridici e le contraddizioni che spesso emergono tra inclusione sociale ed esclusione normativa. Accanto agli interventi di docenti universitari, giuristi, rappresentanti del mondo sportivo e dell’associazionismo, troveranno spazio anche esperienze e testimonianze dirette, con l’obiettivo di restituire complessità e concretezza a temi spesso affrontati in maniera semplificata nel dibattito pubblico. Tra gli ospiti (alcuni in collegamento) anche la deputata Ouidad Bakkali, il professor Riccardo Morri, presidente dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, l’ex campione di pugilato Francesco Damiani, l’allenatrice internazionale di pallavolo Alessandra Campedelli e i professori Stefano Piastra dell’Università di Bologna e Marina Castellaneta dell’Università di Bari.

«In un tempo in cui il confronto pubblico è spesso segnato da semplificazioni e contrapposizioni – spiegano gli organizzatori – sentiamo il bisogno di creare spazi in cui il dialogo possa muoversi sui binari della conoscenza, dell’ascolto e del rispetto reciproco. L’obiettivo non è fornire risposte definitive, ma contribuire a costruire maggiore consapevolezza».
Il programma prevede inoltre momenti culturali e conviviali aperti alla cittadinanza, tra cui la mostra “Fuga dalla geografia” di BiArt Gallery, allestita sempre a Palazzo Vecchio, e la mostra fotografica “Scatti di memoria: maggio 2023, la nostra terra ferita”, promossa dall’associazione “L’Incontro” in collaborazione con il Club Cine Foto Amatori e allestita alla chiesa del Suffragio; venerdì 15 maggio alle 20 è inoltre in programma la “Cena dei Popoli” nei sotterranei dell’ex convento di San Francesco.

La banda della rapina da 325mila euro al centro commerciale fregata dal Gps di un’auto rubata

La banda criminale di quattro uomini che ha rapinato due gioiellerie del centro commerciale Esp di Ravenna il 10 novembre 2025, con un bottino totale di quasi 325mila euro (di cui nulla è stato recuperato), è stata fregata dal Gps montato dall’assicurazione su una delle due auto rubate e usate per compiere il colpo. Al momento la polizia ha individuato due presunti partecipanti, un 32enne e un 27enne di San Severo (Foggia) ora in carcere in Puglia per un’ordinanza di custodia cautelare. Le accuse sono rapina aggravata e ricettazione. Le indagini della squadra mobile della questura di Ravenna procedono per individuare anche gli altri componenti del commando.

La dinamica dell’assalto mise subito in chiaro il livello di professionismo dei banditi. I quattro entrarono in azione poco prima dell’orario di chiusura serale. Minacciarono la guardia giurata che abbozzò un intervento e gli portarono via il cellulare per impedire la chiamata al 112. Con volti coperti da maschere in lattice come quelle da Carnevale e una pistola in pugno (gli inquirenti sono propensi a ritenere che fosse un’arma vera per le modalità con cui viene maneggiata che si vedono nelle immagini di videosorveglianza) i quattro eseguirono la missione tra clienti e commercianti increduli e spaventati. Non esitarono a puntare la pistola contro due carabinieri fuori servizio che tentarono un intervento. Mazze e piedi di porco per sbriciolare le vetrate degli espositori e arraffare tutto per riempire sacchi trasportati con carrelli della spesa. Tutto in pochi minuti.

Per raggiungere il centro commerciale usarono due vetture: un’Alfa Romeo Giulietta rubata a Forlì il giorno prima e una Fiat Panda rubata a San Pietro in Vincoli poche ore prima del colpo. Le telecamere stradali nei pressi dell’Esp le hanno inquadrate e il Gps sulla Giulietta – un dispositivo noto come “scatola nera” che ha finalità assicurative – ha permesso agli inquirenti di ricostruire il percorso dell’auto in fuga fino al punto in cui i malviventi avevano lasciato la cosiddetta “auto pulita”, un’Audi A6 Avant con cui si erano spostati in trasferta dalla Puglia alla Romagna.

A quel punto l’attenzione degli investigatori (pm Francesco Coco) si è concentrata sul tragitto dell’Audi. Al casello autostradale della A14 di Teramo è stato recuperato il biglietto usato per pagare e sono state trovate delle impronte digitali appartenenti a un uomo con precedenti specifici (il 32enne). Le telecamere di una rosticceria in provincia di Pescara hanno filmato il volto del 27enne mentre usciva dopo aver acquistato uno spuntino durante una sosta fatta sulla via del ritorno. Il viso del giovane non ha dato riscontri negli archivi giudiziari perché incensurato e così sono serviti gli appostamenti della polizia di Foggia che ha permesso di dare un nome a quella faccia. Gli elementi hanno portato all’ordinanza eseguita all’inizio di aprile a Cerignola (Foggia) e nei giorni scorsi il tribunale del Riesame ha confermato la detenzione in carcere. Negli interrogatori di garanzia i due arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Paolo Verdecchia, capo della squadra mobile di Ravenna, nell’incontro con la stampa di oggi (7 maggio), ha affermato che al momento non risultano collegamenti tra questa banda e altri due colpi nello stesso centro commerciale (a febbraio e marzo). Verdecchia ha riconosciuto l’aiuto involontario fornito dal Gps, ricordano che a questo si è poi aggiunto il lavoro della squadra Antirapine e della Scientifica che ha raccolto elementi e indizi fino all’individuazione dei presunti colpevoli.

Arriva il Giro d’Italia, ecco le chiusure stradali in programma nel comune di Ravenna

Riceviamo e pubblichiamo le istruzioni dal Comune in merito alle chiusure stradali previste per il passaggio del Giro d’Italia: la gara maschile attraverserà il comune di Ravenna domenica 17 maggio (nona tappa Cervia – Corno alle Scale) mentre il “Giro Women” è in programma sabato 30 maggio (prima tappa Cesenatico – Ravenna).

Giro d’Italia – domenica 17 maggio
Per il Giro maschile, il percorso interesserà le frazioni di:

  • Castiglione di Ravenna
  • San Zaccaria
  • San Pietro in Campiano
  • San Pietro in Vincoli
  • Coccolia (attraversamento della Ravegnana)
  • San Pietro in Trento.

Le strade coinvolte saranno le provinciali 3, 54, 53, 40 e 34. Il primo ingresso dei ciclisti nel territorio comunale è previsto alle 12.54 (la carovana pubblicitaria precederà il passaggio un’ora e mezza prima).

Le strade coinvolte saranno chiuse dalle 10.30 alle 13.30 circa. Si invitano cittadini e operatori a tenerne debitamente conto.

Giro d’Italia Women – sabato 30 maggio

Il Giro Women, provenendo da Pisignano e Cannuzzo, entrerà nel territorio del comune di Ravenna a Matellica (strada provinciale 33, via Principessa Doria e strada provinciale 118) e proseguirà attraversando:

  • Casemurate (sp 118)
  • San Zaccaria (sp 3)
  • San Pietro in Campiano (sp 3)
  • San Pietro in Vincoli (sp 3)
  • Gambellara (sp 3)
  • Ghibullo (ss 67 e sp 5)
  • Roncalceci (sp 3)
  • Ragone (sp 3)

Il percorso coinvolgerà inoltre i comuni di Russi, Bagnacavallo e Alfonsine, per poi rientrare nel territorio del comune di Ravenna dalla via Molinazza attraversando:

  • Savarna (sp 105 e sp 24)
  • Sant’Alberto (sp 24, via Olindo Guerrini e sp 1)
  • San Romualdo (sp 1)

L’ingresso in città avverrà da via Sant’Alberto, via Bisanzio e via Teodora. Le atlete percorreranno per tre volte, dopo essere transitate dal traguardo (via della Darsena), il seguente circuito urbano: via Teodora, via Antica Popilia, via L. Cilla, via Rotta, circonvallazione San Gaetanino, via Sant’Alberto, via di Roma, via Cesarea, via Romea, viale Europa, via Stradone, via Secondo Casadei, via Destra Canale Molinetto, via Bellucci, circonvallazione Piazza d’Armi, via Candiano, via della Darsena, via dell’Antico Squero, via della Montecatini, via Romea Nord, via Enrico Mattei, via Teodora.  Il traguardo finale, al termine del terzo giro, sarà in via della Darsena (nel tratto antistante al Moro di Venezia).

Il primo ingresso delle cicliste nel territorio a sud del comune di Ravenna (Matellica) è previsto alle 15.50, nella parte nord (Savarna) alle 17.03, mentre a Ravenna città (via Sant’Alberto) alle 17.27L’arrivo in Darsena è stimato fra le 18.30 e le 18.50. Il Giro Women non è preceduto dalla carovana pubblicitaria.

Per quanto riguarda il Giro Women sono ancora in corso, con gli organi preposti alla sicurezza, le verifiche necessarie a definire nel dettaglio gli orari di chiusura delle strade coinvolte. È ipotizzabile che le chiusure possano avvenire con un anticipo inferiore rispetto al Giro d’Italia, in assenza della carovana pubblicitaria. Gli orari esatti di chiusura saranno comunicati non appena definiti. Sarà inoltre vietata la sosta lungo tutto il percorso cittadino. Si ricorda che potranno esserci ricadute sull’accessibilità dei luoghi e delle attività presenti lungo il percorso e nelle aree limitrofe.

Playoff: il Ravenna pesca il Cittadella. Il 10 maggio in Veneto e il 13 maggio al Benelli a caccia dei quarti di finale

Il Ravenna Fc giocherà contro il Cittadella in una sorta di ottavo di finale playoff del campionato di calcio di serie C. È quanto ha stabilito il sorteggio – andato in onda in diretta Sky – del primo turno nazionale degli spareggi che mettono in palio un’altra sola promozione in B (sono 13, al momento, le squadre ancora in lizza).

Il Ravenna, terzo classificato nel girone B al termine della regular season, affronterà dunque i veneti (sesti in classifica nel girone A e reduci da due turni preliminari playoff) in una doppia sfida con l’andata il 10 maggio a Cittadella e il ritorno al Benelli il 13 maggio. I giallorossi, essendo teste di serie, hanno il vantaggio di poter passare il turno anche con un risultato complessivo di pareggio (sommando i gol). Non sono previsti infatti né i calci di rigore, né i tempi supplementari, che verranno introdotti dalla final four. Quest’anno c’è un precedente: in agosto il Ravenna eliminò il Cittadella dalla Coppa Italia grazie alla doppietta al Benelli di Matteo Motti (2-0).

Ecco il quadro completo del primo turno nazionale:

  • Cittadella – Ravenna
  • Campobasso – Potenza
  • Pianese – Lecco
  • Casarano – Renate
  • Casertana – Salernitana

Le cinque squadre vincenti approderanno ai quarti di finale veri e propri, dove le raggiungeranno le tre seconde dei tre gironi del campionato, ossia Brescia, Ascoli e Catania, rimaste finora a riposo. In caso di passaggio del turno, la quarta testa di serie insieme alle seconde sarà proprio il Ravenna, grazie al fatto di essersi laureata miglior terza di tutti e tre i raggruppamenti durante la stagione regolare.

Il primo trimestre delle aziende ravennati: frenano le chiusure e crescono le imprese giovanili. Soffre il comparto tradizionale

Il sistema imprenditoriale ravennate apre il 2026 con un segnale di vitalità: aumentano le iscrizioni di nuove attività d’impresa (698, pari allo 0,14% in più rispetto allo stesso periodo del 2025), frenano le chiusure (781, lo 0,64% in meno dell’anno precedente), il bilancio resta leggermente negativo, con 83 imprese totali in meno tra gennaio e marzo (698 iscrizioni a fronte di 781 cessazioni), un «risultato in tendenza – secondo l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che riporta i dati sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese -. il primo trimestre è storicamente penalizzato dal consolidamento delle chiusure maturate a fine anno» secondo l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che riporta i dati sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese».
Il tasso trimestrale (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si attesta così a -0,23%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo sia del 2025 (-0,24%) che del 2024 (-0,38%). Resta comunque peggiore rispetto allo -0,11% dell’Emilia Romagna e al +0,01% dell’Italia.

Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta a 35.603 unità. Dai dati emerge il forte dinamismo delle società di capitali (+53 unità, con un tasso di crescita pari a +0,58%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,31%). Di contro, diminuiscono imprese individuali (-61 unità, -0,33%) e società di persone (-71, -1%). In ogni caso, la forma giuridica più diffusa tra le imprese ravennati rimane quella delle imprese individuali con il 52% del totale, contro il 25,8% delle imprese di capitali (19,7% le società di persone).

Per quanto riguarda i settori, avanzano i Servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese (+23 attività). Cosi come buone performance si registrano per le Attività di noleggio, agenzie-viaggio e di supporto operativo alle imprese (+23 unità, +2%) e per le Attività più tecnologiche come quelle dei Servizi Ict (+10, +1,6%). In territorio positivo, inoltre, le Attività finanziarie e assicurative (+9 imprese, +1,1%), Sanità ed assistenza sociale (+6, +1,7%) ed Istruzione (+2 e +1,3%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+1,7%). Sul fronte opposto, soffrono i comparti più tradizionali: il Commercio cede 62 unità (-0,9%), l’Agricoltura perde 67 imprese (-1,1%), la Manifattura si contrae di 6 unità (-0,2%). Diminuiscono, inoltre, le Attività di alloggio e ristorazione (-20 unità e -0,6%), Trasporto e magazzinaggio (-0,6%) e le Attività artistiche e di intrattenimento (-1, -0,1%). L’Edilizia, dopo un lungo periodo in incremento grazie alla spinta dei superbonus, inverte la tendenza (-14 imprese e -0,3%), così come le Attività professionali, scientifiche e tecniche (-4 unità, -0,3%) e le Attività immobiliari (-6, -0,3%). Soffre il sistema imprenditoriale artigiano, che registra un bilancio negativo tra gennaio e marzo (-0,25%) (251 iscrizioni di nuove imprese artigiane contro le 275 cessazioni).

Molto positivo l’incremento delle imprese giovanili, che registrano un +4,9%, e un saldo netto di +119 unità per le imprese capitanate da “under 35”; e le imprese straniere (+1,8% per un saldo pari a +85 unità); in calo invece le imprese femminili, con 34 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,4%.

«I numeri del nostro centro studi dimostrano, ancora una volta, la solidità del tessuto produttivo del territorio ravennate e ci confermano l’importanza di investire sui giovani – commenta Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna -. Supportare le imprese deve essere la priorità. Le nostre imprese producono ricchezza, alimentano i sistemi di welfare, generano inclusione e coesione sociale. Per non parlare dello slancio che sono in grado di portare le giovani generazioni: l’aumento delle imprese under 35 ci dà speranza e ancora più convinzione nell’investire su di loro e sui loro talenti, mettendo in campo interventi come il Piano straordinario per i giovani a cui la Camera di commercio ha destinato oltre un milione e mezzo di euro in tre anni».

Una nuova mobilitazione contro i licenziamenti alla Marini: lo sciopero dei lavoratori venerdì 8

Continuano le proteste contro il licenziamento di quattro lavoratori da Marini Spa. L’azienda alfonsinese, durante l’incontro dello scorso 30 aprile con la delegazione sindacale, non sarebbe stata in grado di fornire motivazione valide in merito ai licenziamenti, se non quelle che sono state definite da sindacati e Rsu come «generiche giustificazioni di carattere organizzativo, che non possono essere in alcun modo accettate».

Fim, Fiom e Uilm della provincia di Ravenna, unitamente alla Rsu aziendale, confermano lo stato di agitazione e indicono altre quattro ore di sciopero per la giornata di venerdì 8 maggio. Il presidio è previsto durante le ultime 4 ore del turno e sarà preceduto da un’assemblea sindacale rivolta a tutto il personale dell’azienda.

Per il momento, l’azienda ha ribadito la volontà di procedere con i licenziamenti individuali, annunciati lo scorso 22 aprile, respingendo la richiesta di ritiro della procedura, reiterata dalla compagine sindacale.

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