Il sistema imprenditoriale ravennate apre il 2026 con un segnale di vitalità: aumentano le iscrizioni di nuove attività d’impresa (698, pari allo 0,14% in più rispetto allo stesso periodo del 2025), frenano le chiusure (781, lo 0,64% in meno dell’anno precedente), il bilancio resta leggermente negativo, con 83 imprese totali in meno tra gennaio e marzo (698 iscrizioni a fronte di 781 cessazioni), un «risultato in tendenza – secondo l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che riporta i dati sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese -. il primo trimestre è storicamente penalizzato dal consolidamento delle chiusure maturate a fine anno» secondo l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che riporta i dati sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese».
Il tasso trimestrale (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si attesta così a -0,23%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo sia del 2025 (-0,24%) che del 2024 (-0,38%). Resta comunque peggiore rispetto allo -0,11% dell’Emilia Romagna e al +0,01% dell’Italia.
Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta a 35.603 unità. Dai dati emerge il forte dinamismo delle società di capitali (+53 unità, con un tasso di crescita pari a +0,58%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,31%). Di contro, diminuiscono imprese individuali (-61 unità, -0,33%) e società di persone (-71, -1%). In ogni caso, la forma giuridica più diffusa tra le imprese ravennati rimane quella delle imprese individuali con il 52% del totale, contro il 25,8% delle imprese di capitali (19,7% le società di persone).
Per quanto riguarda i settori, avanzano i Servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese (+23 attività). Cosi come buone performance si registrano per le Attività di noleggio, agenzie-viaggio e di supporto operativo alle imprese (+23 unità, +2%) e per le Attività più tecnologiche come quelle dei Servizi Ict (+10, +1,6%). In territorio positivo, inoltre, le Attività finanziarie e assicurative (+9 imprese, +1,1%), Sanità ed assistenza sociale (+6, +1,7%) ed Istruzione (+2 e +1,3%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+1,7%). Sul fronte opposto, soffrono i comparti più tradizionali: il Commercio cede 62 unità (-0,9%), l’Agricoltura perde 67 imprese (-1,1%), la Manifattura si contrae di 6 unità (-0,2%). Diminuiscono, inoltre, le Attività di alloggio e ristorazione (-20 unità e -0,6%), Trasporto e magazzinaggio (-0,6%) e le Attività artistiche e di intrattenimento (-1, -0,1%). L’Edilizia, dopo un lungo periodo in incremento grazie alla spinta dei superbonus, inverte la tendenza (-14 imprese e -0,3%), così come le Attività professionali, scientifiche e tecniche (-4 unità, -0,3%) e le Attività immobiliari (-6, -0,3%). Soffre il sistema imprenditoriale artigiano, che registra un bilancio negativo tra gennaio e marzo (-0,25%) (251 iscrizioni di nuove imprese artigiane contro le 275 cessazioni).
Molto positivo l’incremento delle imprese giovanili, che registrano un +4,9%, e un saldo netto di +119 unità per le imprese capitanate da “under 35”; e le imprese straniere (+1,8% per un saldo pari a +85 unità); in calo invece le imprese femminili, con 34 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,4%.
«I numeri del nostro centro studi dimostrano, ancora una volta, la solidità del tessuto produttivo del territorio ravennate e ci confermano l’importanza di investire sui giovani – commenta Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna -. Supportare le imprese deve essere la priorità. Le nostre imprese producono ricchezza, alimentano i sistemi di welfare, generano inclusione e coesione sociale. Per non parlare dello slancio che sono in grado di portare le giovani generazioni: l’aumento delle imprese under 35 ci dà speranza e ancora più convinzione nell’investire su di loro e sui loro talenti, mettendo in campo interventi come il Piano straordinario per i giovani a cui la Camera di commercio ha destinato oltre un milione e mezzo di euro in tre anni».



