giovedì
07 Maggio 2026
Polizia

La banda della rapina da 325mila euro al centro commerciale fregata dal Gps di un’auto rubata

La vettura usata ha aiutato gli investigatori che poi hanno lavorato su telecamere e impronte digitali. Due arrestati, altri due da individuare

Condividi

La banda criminale di quattro uomini che ha rapinato due gioiellerie del centro commerciale Esp di Ravenna il 10 novembre 2025, con un bottino totale di quasi 325mila euro (di cui nulla è stato recuperato), è stata fregata dal Gps montato dall’assicurazione su una delle due auto rubate e usate per compiere il colpo. Al momento la polizia ha individuato due presunti partecipanti, un 32enne e un 27enne di San Severo (Foggia) ora in carcere in Puglia per un’ordinanza di custodia cautelare. Le accuse sono rapina aggravata e ricettazione. Le indagini della squadra mobile della questura di Ravenna procedono per individuare anche gli altri componenti del commando.

La dinamica dell’assalto mise subito in chiaro il livello di professionismo dei banditi. I quattro entrarono in azione poco prima dell’orario di chiusura serale. Minacciarono la guardia giurata che abbozzò un intervento e gli portarono via il cellulare per impedire la chiamata al 112. Con volti coperti da maschere in lattice come quelle da Carnevale e una pistola in pugno (gli inquirenti sono propensi a ritenere che fosse un’arma vera per le modalità con cui viene maneggiata che si vedono nelle immagini di videosorveglianza) i quattro eseguirono la missione tra clienti e commercianti increduli e spaventati. Non esitarono a puntare la pistola contro due carabinieri fuori servizio che tentarono un intervento. Mazze e piedi di porco per sbriciolare le vetrate degli espositori e arraffare tutto per riempire sacchi trasportati con carrelli della spesa. Tutto in pochi minuti.

Per raggiungere il centro commerciale usarono due vetture: un’Alfa Romeo Giulietta rubata a Forlì il giorno prima e una Fiat Panda rubata a San Pietro in Vincoli poche ore prima del colpo. Le telecamere stradali nei pressi dell’Esp le hanno inquadrate e il Gps sulla Giulietta – un dispositivo noto come “scatola nera” che ha finalità assicurative – ha permesso agli inquirenti di ricostruire il percorso dell’auto in fuga fino al punto in cui i malviventi avevano lasciato la cosiddetta “auto pulita”, un’Audi A6 Avant con cui si erano spostati in trasferta dalla Puglia alla Romagna.

A quel punto l’attenzione degli investigatori (pm Francesco Coco) si è concentrata sul tragitto dell’Audi. Al casello autostradale della A14 di Teramo è stato recuperato il biglietto usato per pagare e sono state trovate delle impronte digitali appartenenti a un uomo con precedenti specifici (il 32enne). Le telecamere di una rosticceria in provincia di Pescara hanno filmato il volto del 27enne mentre usciva dopo aver acquistato uno spuntino durante una sosta fatta sulla via del ritorno. Il viso del giovane non ha dato riscontri negli archivi giudiziari perché incensurato e così sono serviti gli appostamenti della polizia di Foggia che ha permesso di dare un nome a quella faccia. Gli elementi hanno portato all’ordinanza eseguita all’inizio di aprile a Cerignola (Foggia) e nei giorni scorsi il tribunale del Riesame ha confermato la detenzione in carcere. Negli interrogatori di garanzia i due arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Paolo Verdecchia, capo della squadra mobile di Ravenna, nell’incontro con la stampa di oggi (7 maggio), ha affermato che al momento non risultano collegamenti tra questa banda e altri due colpi nello stesso centro commerciale (a febbraio e marzo). Verdecchia ha riconosciuto l’aiuto involontario fornito dal Gps, ricordano che a questo si è poi aggiunto il lavoro della squadra Antirapine e della Scientifica che ha raccolto elementi e indizi fino all’individuazione dei presunti colpevoli.

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi