sabato
20 Giugno 2026

Campagna Amica dona 360 bottiglie di olio solidale e prodotti orticoli ai bisognosi

I prodotti forniti dalla coop Terra di Brisighella e da altre aziende della fondazione legata a Coldiretti sono stati consegnati a Caritas, dormitorio e mensa di San Rocco

DSC08004 CopiaDall’agricoltura locale e dai tanti cittadini-consumatori che scelgono il mercato di Campagna Amica di Coldiretti per la loro spesa a km zero una mano tesa alle famiglie del territorio più in difficoltà. Nella mattinata odierna, 23 maggio, la cooperativa Terra di Brisighella ha consegnato olio solidale e prodotti orticoli a Caritas, Mensa di San Rocco e Dormitorio Re di Girgenti, tre enti che operano sul territorio offrendo quotidianamente aiuto e assistenza ai più bisognosi. La consegna ai referenti delle tre strutture è avvenuta alla presenza dell’Assessore comunale all’Agricoltura Massimo Cameliani.

DSC08009 CopiaTerra di Brisighella, rappresentata dal consigliere Stefano Monti, ha donato 360 bottiglie di olio extravergine Milledrupe frutto dell’azione solidale attivata in autonomia dai soci della cooperativa, mentre le aziende agricole del mercato, rappresentate da Alessandra Ravagli, presidente Agrimercato Ravenna, hanno garantito una fornitura di ortofrutta di stagione e carne a km zero, impegnandosi a ripetere la donazione a cadenza mensile. Da sottolineare che una parte dei prodotti offerti sono stati messi a disposizione grazie alle donazioni dei cittadini-consumatori che frequentano il mercato e che in questi mesi hanno aderito alla ‘spesa sospesa’ lanciata da Campagna Amica lasciando un contributo in denaro una volta ricevuta la spesa a domicilio.

Covid dentro Oncologia, Ancisi (Lpr): «24 casi tra il personale e 5 pazienti morti»

Il reparto è stato riaperto dopo la chiusura per la gravità del focolaio. Il consigliere comunale di opposizione chiede all’Ausl un’indagine interna e al sindaco di riferire in consiglio

Foto DonazioneNel reparto di Oncologia dell’ospedale di Ravenna sono stati 24 i casi di contagio da coronavirus tra il personale e 16 tra i degenti, di questi ultimi cinque sono morti. Il dato è stato diffuso da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, che ora chiede all’Ausl di avviare un’indagine interna sulle cause del focolaio e chiede al sindaco, quale presidente della conferenza socio-sanitaria dell’Ausl Romagna, di riferirne, tramite il consiglio comunale, alla città, «rimasta attonita davanti al precipizio della propria oncologia e alla sua troppo lunga chiusura, fonte di ulteriori disagi ai pazienti affetti da dolenti patologie».

Per quanto riguarda il personale, il virus ha toccato 7 medici (tra l’oncologia e la collegata ematologia), 13 infermieri, 3 operatori socio-sanitari (Oss) e un fisioterapista nel reparto di degenza. Alcune organizzazioni sindacali hanno richiamato l’attenzione delle autorità aziendali su quanto è avvenuto a fronte dell’emergenza scatenata dalla rapida diffusione del Covid-19: «Una situazione senza controllo, unica per gravità nel Santa Maria delle Croci e nell’intera Ausl Romagna», afferma Ancisi.

Il decano dell’opposizione, che si rifà anche alle ricostruzioni dei sindacati, vuole sapere se ci sono state sottovalutazioni, incuria, carenze, omissioni, pecche, sui fronti della prevenzione sanitaria e della sicurezza sul lavoro, a danno dei degenti, dei visitatori e del personale. «È stata adottata la procedura che abitualmente fa seguito ad un evento pernicioso per ricercarne le cause e adottare protocolli capaci di evitarne il ripetersi?».

La Cgil ha chiamato in causa il primario per la sua gestione. «In effetti – osserva Ancisi – al primario-direttore competono, oltre all’esercizio delle specifiche competenze professionali, funzioni di direzione del personale e di organizzazione della struttura, mediante linee di indirizzo e direttive da porre in atto, l’adozione di protocolli operativi, l’assunzione tempestiva delle dovute decisioni. L’esser forse mancato tutto ciò potrebbe spiegare perché l’oncologia si sia mostrata impreparata e indifesa di fronte all’aggressione virale, fino a doversene imporre la serrata».

Spettacoli, la Regione conferma i contributi della legge 13: accesso semplificato

Per la provincia di Ravenna sono previsti 1,6 milioni di euro per 17 progetti: ecco l’elenco

Teatro Alighieri Ph ZAN#513La Regione Emilia-Romagna ha confermato i contributi ai progetti di spettacolo dal vivo previsti dal piano triennale 2019-2021 della legge 13/1999 e per dare più liquidità al settore, in questo momento di crisi dovuta al lockdown, ha apportato alcune modifiche procedurali per semplificare l’accesso ai contributi del 2020: in totale quasi 9 milioni di euro di cui 1,62 andranno a 17 soggetti in provincia di Ravenna (a questo link la tabella con tutti contributi).

Viene data la possibilità di chiedere l’anticipo fino all’80 percento del contributo concesso (+10 percento rispetto allo scorso anno). Il saldo avverrà dietro presentazione della rendicontazione, da far pervenire alla Regione entro il 31 marzo dell’anno successivo.

I contributi per Provincia. Oltre 2 milioni di euro vanno a 41 progetti presentati da soggetti della provincia di Bologna; 531.250 alla provincia di Ferrara per7 progetti; 566 mila alla provincia di Forlì-Cesena per 15 progetti; 530 mila e 500 alla provincia di Modena per 12 progetti; 1 milione e 453 mila euro alla provincia di Parma per 13 progetti; 563.750 alla provincia di Piacenza per 7 progetti; 1 milione 626 mila alla provincia di Ravenna per17 progetti; 606 mila alla provincia di Reggio Emilia per 9 progetti; quasi 918 mila euro alla provincia di Rimini per 12 progetti.

Cassa integrazione Covid: 3.500 domande in provincia per 11mila lavoratori

La Regione ha completato le procedure e consegnato all’Inps tutte le richieste. In totale il massimo in deroga è di 13 settimane

Edil6Sono 3.516 le domande di cassa integrazione in deroga per Covid-19 presentate in provincia di Ravenna e coinvolgono 11mila lavoratori per un totale di ore di 2,8 milioni. Come annunciato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, l’Emilia-Romagna ha completato la procedura e consegnato all’Inps tutte le richieste arrivate. Richieste che riguardano complessivamente, da Piacenza a Rimini, 157.135 lavoratori, per un totale di oltre 36 milioni di ore.

I numeri sono riferiti alle domande previste dal decreto 9 del 2 marzo 2020 (“Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”) e dal decreto 18 del 17 marzo 2020 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”). Resta aperta la possibilità, per chi non avesse usufruito di tutte e 13 le settimane, di chiedere le rimanenti alla Regione; per quelle previste nel Decreto Rilancio (5+4) la richiesta va mandata direttamente all’Inps.

La messa torna con i fedeli. Il vescovo: «Sia occasione per essere più fratelli»

Monsignor Ghizzoni ha voluto inviare un messaggio alla comunità locale

Vescovo GhizzoniDomenica 23 maggio la messa festiva potrà tornare a celebrarsi con la presenza dei fedeli anche nelle parrocchie della diocesi di Ravenna dopo il lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19. Le norme stabilite dal protocollo firmato il 7 maggio dal Ministero dell’Interno e dalla Cei recepite a livello diocesano.

L’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha voluto inviare un messaggio alla comunità locale, attraverso una videointervista pubblicata sul sito e sul canale Youtube del settimanale diocesano Risveglio Duemila.

«In questo periodo di celebrazioni a porte chiuse – ha spiegato monsignor Ghizzoni – abbiamo condiviso la situazione di molti fratelli nella fede che vivono in luoghi in cui non c’è la Messa o non ci sono i sacerdoti o peggio Paesi in cui la Chiesa è perseguitata. Noi non siamo in questa situazione, e ora potremo tornare a celebrare, con tutti i nostri fedeli, finalmente».

Ma il partecipare all’Eucaristia in questo momento di pandemia dev’essere per i cristiani, avverte l’arcivescovo, un’occasione di solidarietà e di attenzione per i più fragili: «Bisogna che allarghiamo lo sguardo e il cuore – spiega nella parte finale della videointervista – verso le persone che vivono questo periodo di abbandono e solitudine. Stiamo ripartendo e la solidarietà si deve manifestare, oltre che nell’andare a Messa insieme, anche nell’aprirci alle persone che sono in difficoltà nei nostri condomini, nei nostri paesi, per cogliere i bisogni e fare di questo un tempo di ulteriore carità e attenzione alle povertà materiali e morali presenti in mezzo a noi».

Timore, da un lato ma anche grande gioia: sono i sentimenti espressi su questo passaggio delicato in una lettera firmata da mons. Ghizzoni assieme a tutti i vescovi della Conferenza episcopale emiliano-romagnola:  «Timore – affermano nella nota –  perché viviamo ancora nell’incertezza circa l’evoluzione della pandemia, della quale non si esclude un’ulteriore diffusione: di qui la prudenza, continuamente raccomandata dalle autorità civili, dal Papa, dai vescovi. Ma anche gioia grande perché possiamo cominciare ad incontrarci, a recuperare l’integralità dell’esperienza ecclesiale: di qui la speranza , alimentata per noi cristiani non tanto dalle proiezioni e dalle statistiche, quanto dalla parola di Dio e dalla fede».

«È una condizione che richiede estrema prudenza, prima di tutto per una ragione di giustizia – concludono i vescovi –: non possiamo mettere a rischio la vita e la salute dei fratelli, specialmente quelli più fragili ed esposti; il principio di precauzione è una esigenza del principio di responsabilità. Per noi cristiani c’è inoltre una ragione di carità: il rispetto per l’altro, anzi la custodia dell’altro, è una traduzione pratica del comandamento dell’amore. Non avrebbe senso quindi partecipare alla mensa del Signore, qualora mettesse a rischio la salute dei fratelli. La prudenza si traduce in gradualità nella ripresa, osservanza scrupolosa delle disposizioni, attesa ulteriore nei casi di dubbio».

Classis riapre con visite su appuntamento. In estate un’arena all’aperto per eventi

Si entra venti per volta ogni venti minuti con mascherina obbligatoria. Biglietti a prezzi ridotti. Tra luglio e agosto 500 posti a sedere all’aperto per spettacoli

APERTURA CLASSIS DOPO CHIUSURA COVID A CLASSE (RA)Il museo Classis di Ravenna ha riaperto. Dalle 10 di oggi, 23 maggio, i visitatori possono tornare nel percorso archeologico ricavato negli spazi dell’ex zuccherificio di Classe. Per prevenire il rischio di assembramenti l’ingresso sarà consentito su prenotazione a un massimo di 20 visitatori ogni 20 minuti (mascherina chirurgica obbligatoria). È stato introdotto un sistema di prenotazione online in grado di gestire la fruizione per fasce orarie.

«Per noi si è trattato di rivoluzionare il nostro sistema organizzativo e gestionale – spiega Sergio Fioravanti, direttore della fondazione Ravennantica che gestisce il sito –. Stavamo già preparandoci, infatti, all’adozione di un nuovo strumento di lavoro che avevamo previsto di testare a fine anno per poi applicarlo definitivamente a partire dalla primavera 2021. L’ emergenza sanitaria ci ha costretti ad anticipare i tempi, per cui durante il lockdown alcuni di noi hanno dovuto lavorare a ritmi serrati per riuscire ad essere pronti in concomitanza con l’apertura dei primi siti. Fortunatamente siamo pronti».

APERTURA CLASSIS DOPO CHIUSURA COVID A CLASSE (RA)Per il momento Ravennantica rimette in modo solo il parco archeologico di Classe  perché le caratteristiche del museoe dell’Antico Porto, associate a quelle della Basilica che sono state valutate analogamente dal Polo Museale dell’Emilia Romagna, favoriscono la piena applicazione di tutti i protocolli stilati affinché i visitatori possano fruirne in serenità e nella più totale sicurezza. «Via via che la situazione consentirà la fruizione anche del museo Tamo, della Cripta Rasponi e Giardini Pensili della Provincia e della Domus dei Tappeti di Pietra, procederemo all’apertura anche di questi importanti monumenti».

Intanto per favorire la ripartenza, che riserva molte incognite, il parco archeologico di Classe proporrà tariffe ridotte: il biglietto cumulativo che comprende basilica, Classis e Antico Porto a 12 euro. Ciascun monumento sarà visitabile anche singolarmente al prezzo di 5 euro ciascuno per la basilica e per Classis e di 4 euro per l’Antico Porto.

Tra le novità della riapertura post pandemia va segnalata – come anticipato sul numero del nostro settimanale uscito il 21 maggio – l’arena a cielo aperto da 450-500 posti che verrà realizzata per luglio e agosto nel parco del museo dove ospitare eventi culturali di varia natura. Già annunciato lo svolgimento di Scrittura Festival.

 

Dimesso il bambino di 4 anni colpito da un’auto, era in giro da solo in bici

L’automobilista si è fermato a prestare soccorso, il piccolo è stato portato in ospedale ma la bassa velocità della vettura ha evitato gravi conseguenze

DSC 1308È stato dimesso dopo una notte in ospedale il bambino di 4 anni colpito da un’auto nella serata di ieri, 23 maggio, a Faenza nei pressi dell’incrocio tra viale Cimatti e via D’Azeglio. Le condizioni del piccolo, urtato mentre era in bicicletta da solo, in un primo momento erano parse gravi.

La velocità moderata del veicolo ha fatto sì che il bimbo non riportasse gravi conseguenze, anche se la paura è stata tanta, con l’automedicalizzata e le pattuglie della polizia locale intervenute in codice di massima emergenza sul posto. Il conducente dell’auto, un 37enne, si è fermato immediatamente a prestare soccorso.

Non è stato l’unico intervento della giornata per l’ufficio Infortunistica della polizia locale manfreda. Tutti però senza conseguenze gravi. Non ha riportato lesioni neppure un giovane avvocato faentino travolto in bici stamani mentre era in compagnia di altri ciclisti in via San Mamante. Anche in questo caso, in un primo momento si era temuto il peggio, tanto che si è alzato in volo l’elisoccorso che ha trasportato il ciclista immediatamente al Bufalini di Cesena. Le condizioni dell’uomo, ora però non destano preoccupazione.

Assembramenti per negozi aperti di sera, il sindaco interviene: «Non deve succedere»

Orario prolungato per le attività del Pavaglione e sotto le logge molti dimenticano il distanziamento sociale e le mascherine. Ranalli chiede attenzione ai concittadini: «Vogliamo un centro vissuto con responsabilità»

Davide Ranalli

L’apertura serale dei negozi del Pavaglione di Lugo, promossa dai commercianti per sostenere la ripresa delle attività dopo la lunga chiusura per il lockdown anti pandemia, ha richiamato molte persone sotto le logge del quadriportico ieri sera, 22 maggio. E si sono sviste scene, documentate da video e foto sui social, come molti assembramenti e poco distanziamento sociale. I fatti hanno portato il sindaco Davide Ranalli a intervenire: «Non vogliamo vedere mai più serate come quella, vogliamo vedere un centro vissuto ma con responsabilità».

La serata è stata pensata per dare nuovo slancio alle attività commerciali e artigianali del centro, dopo la lunga chiusura per il Covid-19. Una serata che aveva raccolto il plauso proprio dell’amministrazione comunale. Ranalli non lo nasconde nel video messaggio diffuso oggi dalla sua pagina Facebook (vedi in fondo alla pagina): «Abbiamo sostenuto la spontanea iniziativa perché riteniamo che momenti come questi sono momenti di rilancio».

E invece alla prova dei fatti si è rivelata una serata in cui molti hanno tenuto poco in considerazione le regole da seguire per evitare la diffusione della malattia: «Non c’è consapevolezza sul rischio ancora concreto – dice Ranalli –. Troppe persone vicine, troppi assembramenti, troppe persone senza mascherina. Quelle immagini devono farci riflettere».

Il primo cittadino fa appello al senso di responsabilità dei lughesi: «La fase 2 è caratterizzata dalla convivenza con il virus, ma per evitare di ritornare rapidamente alla fase 1, e quindi al lockdown, dobbiamo tutti rispettare i comportamenti che più volte abbiamo spiegato. Abbiamo detto fin dall’inizio che il nostro bellissimo cento storico deve tornare a essere vissuto perché è il cuore pulsante della città. Serve però farlo con responsabilità, quella che gran parte dei lughesi in questi mesi hanno sempre dimostrato. In questa fase serve più che mai dimenticare l’egoismo: ricordiamo sempre che i corretti comportamenti da parte di ciascuno di noi ci permettono di tutelare tutta la comunità, dai singoli cittadini alle imprese. Lo chiedo a tutti i cittadini: non molliamo adesso, continuiamo a stare uniti».

Anche Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola, ha usato il sul profilo Fb per invitare i cittadini a tenere alta l’attenzione: «Gli aperitivi vanno benissimo, ma se vissuti senza attenzione possono diventare pericolosi per se stessi e per gli altri».

Sequestrate 6.400 mascherine non conformi alle normative e senza certificazioni

Intervento della guardia di finanza in un negozio: denunciati due imprenditori per frode in commercio

WhatsApp Image 2020 05 23 At 10.35.24Circa 6.400 mascherine chirurgiche e filtranti non conformi ai requisiti di sicurezza e prive delle necessarie certificazioni sono state ritrovate dalla guardia di finanza in un negozio di Faenza gestito da due imprenditori cinesi. Il sequestro preventivo, operato d’urgenza per evitare che i prodotti venissero immessi sul mercato, è stato convalidato dal tribunale su richiesta della procura. Alla luce di quanto emerso i Finanzieri hanno denunciato i responsabili dell’esercizio per frode in commercio.

I responsabili della società non sono stati in grado di fornire la documentazione comprovante la conformità delle mascherine alla normativa: 5.400 mascherine erano vendute come chirurgiche seppur sprovviste dei prescritti requisiti, altri mille dispositivi di protezione individuale indicati come “KN95-FFP2”, ma privi di documentazione di conformità.

Il bagnino: «La vita in spiaggia cambierà soprattutto per bambini e genitori»

Le novità dell’estate 2020, nella fase della pandemia di coronavirus, raccontate da due operatori: steward, musica dal vivo per pubblico a sedere e pranzo a domicilio sotto l’ombrellone

Libro«Siamo una cinquantina di bagni in una chat, così ogni giorno ci possiamo confrontare sulle novità di questa strana stagione». Il gruppo si chiama “Balneari romagnoli” e l’ha creato, per coordinare la riapertura del 25 maggio, Marco Di Marco, titolare del bagno Oasi di Marina di Ravenna, tra i più attivi di questi ultimi anni, in grado di mettere in piedi anche una rassegna di concerti-brunch invernali.

«Sarà un’estate molto diversa – ci racconta –, in particolare per chi avrebbe voluto organizzare eventi, come noi. Resto però dell’idea di confermare la nostra serata con musica dal vivo del sabato, rispettando le normative (bisognerà restare seduti e a distanza, ndr). Ovviamente non potranno più essere band internazionali, ma anche in collaborazione con Francesco Plazzi di Spiagge Soul daremo spazio a una serie di meritevoli artisti locali».

Per quanto riguarda l’attività di spiaggia, l’Oasi, come la maggior parte dei bagni, ridurrà drasticamente gli spazi per lo sport (consentiti solo in singolo), per cercare di compensare l’aumento dei metri quadrati da dedicare per legge agli ombrelloni (che ne dovranno avere 12 ognuno, contro i circa 9 degli anni scorsi) e ai lettini (che dovranno essere distanziati uno dall’altro di 1,5 metri). «Al momento un sacco di gente mi sta chiamando per prenotare il proprio ombrellone, tanto che sono quasi esauriti. Probabilmente i clienti hanno paura di non poter trovare posto, viste le nuove restrizioni…». E i prezzi, si chiedono in molti? «Sarà dura, ma almeno per quest’anno abbiamo deciso di tenerli bloccati a quelli dell’anno scorso».

Tra le novità introdotte dall’ordinanza regionale, anche la possibilità per i bagnini di servire i pasti e le bevande direttamente sotto l’ombrellone. «Ma noi non saremo in grado di effettuarlo, anche perché sono stato costretto a ridurre drasticamente i dipendenti. Piuttosto cercheremo di fornire un rapido servizo di take-away, con possibilità di consumo all’ombrellone».

A sfruttare invece la nuova possibilità di servizio sotto l’ombrellone è Mirko Leoni, titolare del Perla, tra i bagni più noti di Punta Marina. «Avevamo già riaperto in febbraio, quindi diciamo che siamo prontissimi – scherza –. Stiamo già formando il nostro staff e ci saranno come previsto dalla normativa steward in grado di accompagnare letteralmente i nostri clienti in spiaggia all’insegna delle nuove regole. Sì, sfrutteremo il servizio sotto l’ombrellone, magari potenziando la pizzeria, che potrebbe essere più adatta. Il nostro ristorante comunque per fortuna è abbastanza ampio da poter ospitare tutti, a distanza di sicurezza».

Sarà invece necessario limitare gli accessi, soprattutto nel weekend, anche perché a Punta Marina gli spazi tra un ombrellone e l’altro, per caratteristiche della spiaggia, erano limitati e quindi gli stabilimenti perderanno diversi posti all’ombra, pur rinunciando alla gran parte dei campi da beach tennis o volley. Ma quale sarà la differenza più grande rispetto al passato per i bagnanti? «Sostanzialmente per gli amanti della tintarella cambierà poco o nulla– secondo Leoni –. Quelli che più dovranno cambiare abitudine sono i bambini, e quindi i genitori, che dovranno controllarli molto di più».

Anche perché la normativa (in attesa di un protocollo più specifico) prevede aree bimbi ad accesso limitato, con i figli che dovrebbero appunto essere controllati dai genitori. Leoni è anche responsabile per il settore salvataggio della Cooperativa Spiagge. In questi giorni l’attività dei bagnini è finita sotto la lente in quanto potrebbero essere quasi impossibilitati a “salvare” le persone, dovendo evitare il contatto fisico. «Abbiamo studiato una serie di procedure che comunicheremo a breve. Di certo il lavoro dei bagnini non cambierà molto, non sarà un vigilantes, non dovrà essere lui a far mantenere le distanze tra le persone in mare. Ma sarà molto più importante la prevenzione».

Bambino di 4 anni investito da un’auto, è in ospedale in gravi condizioni

L’incidente nella serata del 22 maggio. La polizia locale al lavoro sulla dinamica

Un bambino di 4 anni è stato investito da un’auto a Faenza nella serata di ieri, 23 maggio, ed è rimasto ferito gravemente. Il piccolo è stato trasportato all’ospedale locale. L’incidente, di cui al momento non si hanno dettagli sulla dinamica, è avvenuto all’incrocio tra viale Cimatti e via D’Azeglio. Sul posto il 118 con un’ambulanza e l’auto medicalizzata. I rilievi sono affidati alla polizia locale.

Aggiornamento: il bimbo è stato dimesso.

Il mare al tempo della pandemia: vietato stazionare sulla battigia

È una delle disposizioni contenute nell’ordinanza comunale straordinaria che regola la spiaggia

Polizia Controlli Covid Spiaggia 3Dopo la pubblicazione, da parte della Regione Emilia-Romagna, dell’ordinanza balneare straordinaria per il contenimento degli effetti del coronavirus, il Comune di Ravenna si appresta ad emanare un suo provvedimento che disciplina, in coerenza con quello regionale, alcuni aspetti specifici del territorio, relativi in particolare all’accesso alle spiagge libere.

L’approvazione è imminente e si ricorda che le ordinanze straordinarie, sia quella regionale che quella comunale, non sostituiscono ma integrano le ordinanze balneari ordinarie, che quindi, per quanto non modificato, sono ancora vigenti.

In virtù della mutata situazione, l’inizio della stagione balneare estiva è stato fissato al 23 maggio 2020 e la fine al 25 ottobre; l’attività balneare, durante la quale è obbligatorio il servizio di salvataggio, sarà compresa fra il 13 giugno e il 13 settembre.

Per i servizi di ristorazione e bar negli stabilimenti, che naturalmente dovranno rispettare l’apposito protocollo regionale, sarà consentito il posizionamento di tavoli ed ombrelloni anche nelle aree cosiddette polifunzionali, al fine di ampliare l’area di somministrazione privilegiando l’utilizzo degli spazi all’aperto.

Per quanto riguarda le spiagge libere, saranno tutte dotate di cartelloni plurilingue sia in spiaggia che in acqua. Il servizio di vigilanza sarà garantito per tutte le spiagge libere in forma “dinamica” dal personale del corpo di polizia locale, valutando l’opportunità, qualora se ne presentasse la necessità, di prevedere la presenza di “steward” nelle aree libere a maggior afflusso.

Le spiagge libere a maggior afflusso e frequentazione saranno anche quest’anno dotate di servizio salvataggio.

Sarà garantita la fruibilità delle aree cani individuate lo scorso anno: Marina di Ravenna, nel tratto di spiaggia libera di 80 metri adiacente al lato nord dello stabilimento balneare Ruvido; Casalborsetti, nel tratto di spiaggia libera della lunghezza di circa 70 metri a sud dello stabilimento balneare Overbeach; Marina Romea, nel tratto di spiaggia libera di 100 metri circa tra i campeggi Reno e Romea; Lido Adriano, nel tratto di 80 metri circa a nord dello stabilimento balneare Oasi; Lido di Classe, nel tratto di 60 metri di spiaggia libera a nord della scogliera trasversale alla foce del fiume Savio; Lido di Savio, nel tratto di spiaggia libera della lunghezza di 40 metri a sud della scogliera trasversale alla foce del fiume Savio. Si ricorda che l’utilizzo di tali aree è consentito dall’alba al tramonto nel periodo compreso tra il secondo fine settimana (sabato e domenica) di giugno e il secondo fine settimana (sabato e domenica) di settembre.

Saranno disposte idonee misure di pulizia delle spiagge libere, in particolare quelle in cui è consentito l’accesso di animali.

Al fine di evitare assembramenti, sarà vietato lo stazionamento di bagnanti sulla battigia. Si annuncia fin d’ora che, sulla scorta della positiva esperienza dell’anno scorso, prossimamente saranno adottati provvedimenti per confermare il divieto di fumo e dell’abbandono di piccoli rifiuti sulla battigia e in mare.

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