domenica
14 Giugno 2026

Impiegata amministrativa di Ravenna Farmacie positiva al tampone ma è asintomatica

La donna è a casa, messi in quarantena i colleghi. Chiusa temporaneamente per la sanificazione la Comunale 8 contigua agli uffici

Ravenna Farmacie SedeUna impiegata amministrativa di Ravenna Farmacie è risultata positiva al tampone Coronavirus. Lo ha reso noto con una nota stampa l’azienda municipalizzata che ha sede in via Fiume Montone Abbandonato, che precisa come la donna fosse «venuta in contatto con alcune persone dell’ambiente della palestra ormai nota come “cluster” del virus, e quindi si era messa volontariamente in quarantena a casa».
Le sue condizioni di salute sono buone ed è completamente asintomatica.

«L’azienda ha svolto una valutazione sulle persone che nei giorni precedenti erano state a contatto con lei nell’ambiente di lavoro, che sono state segnalate all’Ausl: il servizio di igiene pubblica ha concordato con Ravenna Farmacie il processo da seguire – si legge nel comunicato –.  Quindi, per scrupolo, l’Azienda ha concordato che gli otto colleghi individuati siano da ieri volontariamente in quarantena, al fine di tutelare al meglio la loro salute».

L’episodio ha avuto conseguenze anche sulla contigua Farmacia Comunale 8 che nella giornata di oggi, sabato 21, ha lavorato  a battenti chiusi o comunque con forte limitazione dell’accesso, per garantire una sanificazione ancora più accurata rispetto a quelle che vengono regolarmente effettuate in questo ultimo periodo.

«Vorrei tranquillizzare tutto gli utenti e gli operatori sul fatto che l’operato di Ravenna Farmacie prosegua in maniera usuale – ha dichiarato la presidente di Ravenna Farmacie, Bruna Baldassarri – garantendo tutte le necessarie precauzioni e le misure igieniche necessarie ad evitare l’insorgere di situazioni critiche».

Cia lancia un portale web per la consegna di prodotti freschi a domicilio

Il sito per ordinare cibi da casa, sempre aggiornato, elenca anche diversi produttori della provincia di Ravenna

Mercatino Cia
Produttrice agricola Cia (foto di repertorio)

Anche i contadini della Confederzazione italiana degli agricoltori sbarcano su internet per aiutare i cittadini confinati a casa dall’emergenza sanitaria a procurarsi buon cibo fresco, senza muoversi dal proprio domicilio.

Carne, latte, frutta, verdura, olio, vino, pasta e tanto altro, ma anche piatti tipici preparati per il weekend dagli Agrichef, con un semplice click, grazie al nuovo portale di Cia, possono arrivare dalle aziende agricole alle tavole degli italiani. Nella mappa online anche aziende agricole della provincia di Ravenna, pronte a rifornire i cittadini di prodotti della terra e piatti tipici, che al momento sono: Antichi Calanchi Di Babini Daniela (Brisighella), Zinzani (Faenza), Vignoli s.s. società agricola (Riolo Terme), Apicoltura Ortolani Marcello (Faenza), Mora del Munio (Bagnacavallo).

Una particolare attenzione è rivolta agli anziani: con questa operazione l’obiettivo di Cia è consegnare loro materie prime fresche di stagione o prodotti e tutelarli da truffe e tentativi di raggiri, ripetutamente registrati in questo periodo di emergenza sanitaria. Il progetto è anche un contributo alla lotta contro l’isolamento ancor più evidente per gli anziani e in contesti marginali come quelli delle aree interne. Tra le altre cose, Cia ha siglato un accordo con Senior Italia FederAnziani.

Il sito https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/, online da ieri, consente a tutti, restando a casa, di acquistare e consumare, ogni giorno, i prodotti freschi della terra, ma anche prelibatezze e piatti della tradizione, con la garanzia di qualità assicurata dagli uomini e dalle donne di Cia.

Bastano pochi secondi per individuare la regione d’interesse, l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti, che gli agricoltori consegneranno a domicilio nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal governo per contenere la diffusione del Coronavirus. La lista delle aziende agricole è in continuo aggiornamento, pertanto si invita a consultare periodicamente l’elenco.

Infine, per garantire i consumatori ed evitare le truffe, al momento dell’acquisto, sarà consegnata una parola d’ordine da utilizzare al ricevimento della spesa.

Inps, al via ausili a famiglie e imprese. Anticipato il pagamento delle pensioni

Predisposto il piano per cassa integrazione, indennizzi, congedi e bonus. Ecco il calendario scaglionato del ritiro degli assegni previdenziali

Pensioni PosteL’Inps sta mettendo a punto l’organizzazione e le procedure per l’applicazione delle disposizioni di ausilio a famiglie e imprese del decreto “Cura Italia” fra cui l’anticipo del pagamento delle pensioni dei prossimi tre mesi, che verranno erogate secondo un calendario e l’ordine alfabetico dei beneficiari degli assegni pensionistici di varia natura.

L’Inps è pronto a dare attuazione a tutte le misure del Decreto Cura Italia – si legge in una nota stampa della direzione centrale, con indicazioni valide anche per il territorio ravennate –. L’Istituto si trova a gestire 10 miliardi di euro, in poche settimane, per circa 11 milioni di utenti tra cassa integrazione e gli altri strumenti di sostegno al reddito. Uno sforzo più grande di quello che lo scorso anno ci ha visti impegnati sul Reddito di Cittadinanza e Quota 100, sia in termini di risorse economiche che in termini di utenti.
Non c’è nessun click day inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni. Avremo domande aperte a tutti, ed un giorno di inizio, con un click.  Purtroppo, c’è stato un grande fraintendimento su questa formula. La spiegheremo meglio a tutti i nostri utenti.
Il congedo parentale per i lavoratori dipendenti è già attivo, e ad oggi l’Istituto registra circa 100 mila richieste di congedo con periodi dal 5 marzo.
Le procedure per la Cassa integrazione, sia quella ordinaria che la deroga, sono consolidate e ulteriormente semplificate.
I congedi per la gestione separata, gli autonomi, e i cinque indennizzi per professionisti e co.co.co, lavoratori autonomi, turismo, agricoli e spettacolo, saranno operativi nei prossimi giorni.
Le procedure e la domanda per il bonus babysitter sono in fase di avvio.

L’nps specifica anche termini e calendari per il pagamento delle pensioni: «Nei mesi di aprile, maggio e giugno il pagamento presso gli sportelli postali dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e verrà distribuito su più giorni.
Lo stabilisce un’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, emanata il 19 marzo allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli uffici postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Coronavirus».

Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario:
26-31 marzo per la mensilità di aprile;
27-30 aprile per la mensilità di maggio;
26-30 maggio per la mensilità di giugno.

Per la prima scadenza sono stati stabiliti i seguenti scaglioni, suddivisi in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione:
A-B – giovedì 26 marzo
C-D – venerdì’ 27 marzo
E-K – sabato 28 marzo
L-O – lunedì 30 marzo
P-R – martedì 31 marzo
S-Z – mercoledì 1° aprile

Anche per le successive mensilità Poste Italiane programmerà l’accesso agli sportelli dei titolari delle prestazioni in modo da scaglionare le presenze all’interno degli uffici postali. Il relativo calendario sarà comunicato in prossimità della scadenza.

La Delegata alla Gentilezza fa celebrare a Cervia la Giornata della Felicità

Nonostante l’emergenza coronavirus, il Comune di Cervia ha voluto celebrare la Giornata Internazionale della Felicità, in programma il 20 marzo.

E su proposta della Delegata alla Gentilezza (nominata recentemente) Federica Bosi è stato chiesto a tutti coloro che hanno un ruolo politico all’interno dell’Amministrazione (tra giunta e consiglio comunale) di regalare un pensiero di coraggio alla città.

Nella gallery qui sopra alcuni partecipanti, tra cui il sindaco Massimo Medri e la stessa Bosi.

Il decreto del Governo: attività motoria solo nei pressi della propria abitazione

Estese a tutta Italia le misure già in vigore in Emilia-Romagna. Vietati anche gli spostamenti verso le seconde case

MascherinaIl governo ha emesso una nuova ordinanza, con misure più restrittive per contenere il contagio da coronavirus, che di fatto estendono a tutta Italia l’ordinanza già in vigore in Emilia-Romagna da pochi giorni.

Le nuove misure, che si sommano alle esistenti, sono valide dal 21 marzo al 25 marzo, quando scade il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi.

Il Governo ha quindi vietato quello che a Ravenna e in Emilia-Romagna era già vietato: “l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”, resta consentito svolgere individualmente attività motoria «nei pressi della propria abitazione – citiamo un’agenzia dell’Ansa –, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona», mentre “non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”.

Chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie e stop agli spostamenti verso le seconde case nei giorni festivi.

Covid-19: in provincia 70 ricoverati (10 in terapia intensiva) e 345 in quarantena

Le persone a casa si dividono tra 140 casi positivi già accertati e 215 in isolamento precauzionale dopo contatti con soggetti ammalati

Ospedale RavennaLe persone ricoverate in provincia di Ravenna con diagnosi accertata di Covid-19 sono 70, di cui dieci in terapia intensiva. Tutti i pazienti si trovano all’ospedale “Santa Maria delle Croci” del capoluogo. Altre circa 140 persone risultate positive ai tamponi sono nelle proprie abitazioni perché senza sintomi o con sintomi lievi (il totale provinciale è 213). E infine altre 215 persone sono in quarantena in isolamento domiciliare precauzionale perché collegate a casi di positività. Sono dati aggiornati al 20 marzo.

Il sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, Michele de Pascale, fa il punto sull’organizzazione sanitaria per fronteggiare la situazione. La dotazione di 20 posti letto nel reparto di Malattie Infettive del “Santa Maria delle Croci” è stata ampliata attraverso l’utilizzo degli spazi delle pneumologia e l’attivazione di spazi di “degenza Covid” realizzati al quarto e quinto piano dei reparti chirurgici. Questo è stato possibile grazie alla limitazione dell’attività ospedaliera non urgente e alla riconversione oltre che degli spazi, anche delle relative risorse di personale, potenziate e implementate dai professionisti delle altre discipline.

Per quanto riguarda la terapia intensiva, una prima misura consiste nel trasferimento dei pazienti non affetti da Covid-19 alla rianimazione di Faenza. Nel caso in cui le necessità di alta intensità di cura per pazienti positivi obblighi all’utilizzo di tale reparto, quale disposizione ulteriore, saranno messi in campo anche posti letto delle sale operatorie dei vari presidi ospedalieri.

Contestualmente sono state avviate le procedure, già illustrate qualche giorno fa, per la predisposizione di un Covid Hospital a Lugo, dove sono attivabili in tempi rapidissimi molti posti letto.

In questo modo si potrà arrivare a circa 400 posti letto di ricovero dedicati alla covid 19, e ad ulteriori 38 di terapia intensiva, come da parametri previsti nelle linee guida.

Settimo morto in provincia con Covid-19: un 79enne con altre gravi patologie

Era ricoverato al Maria Cecilia dove era arrivato per l’asportazione di un meningioma cerebrale. È il secondo deceduto nella struttura di Cotignola

89229588 10159761704218747 3400939749911822336 NIl settimo morto della provincia di Ravenna con infezione da Covid-19 è un uomo di 79 anni residente fuori provincia ma ricoverato al Maria Cecilia di Cotignola, ospedale privato del gruppo Gvm accreditato con il servizio sanitario nazionale. La direzione della struttura comunica che il decesso è avvenuto ieri, 19 marzo, «per una concomitanza di gravi patologie pregresse». Si tratta del secondo decesso con coronavirus tra i pazienti della clinica di Cotignola.

Tra le sette morti con Covid-19 collegate al territorio di Ravenna viene conteggiato anche un faentino deceduto in un ospedale di Forlì.

Il paziente era stato trasferito da un altro ospedale il 15 febbraio 2020 e «aveva un quadro clinico estremamente compromesso fin dal momento del ricovero»: doveva essere sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico di asportazione di un meningioma cerebrale.

Nella notte del 6 marzo, a seguito di un episodio di dispnea associato a febbre alta, è stato fatto un tampone al paziente e così accertata la positività al coronavirus. «Già all’esordio della sintomatologia sospetta – scrive ancora la direzione – il paziente era stato precauzionalmente spostato in area separata dagli altri degenti al fine di garantire la sicurezza degli altri reparti».

Un morto e altri 28 casi in più di positività alla Covid-19 in provincia

Continua la crescita dei pazienti diagnosticati nel Ravennate: il totale è 213. Aumentano i posti letto: 103 in più (18 di terapia intensiva)

Pubblica Assistenza Ravenna 02La provincia di Ravenna registra nella giornata di oggi, 20 marzo, altri 28 nuovi casi di positività alla Covid-19 e il decesso di un paziente di 79 anni residente fuori provincia ma già ricoverato in un ospedale privato. Il totale dei casi diagnosticati nel Ravennate arriva così a 213 (compresi 6 deceduti e 21 guariti). I dati, che uniscono le informazioni fornite dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia, sono aggiornati alle 12 di oggi e la variazione è rispetto allo stesso orario di ieri.

Dei nuovi 28 casi comunicati oggi dalla Regione, 17 sono uomini e 11 sono donne. Otto sono ricoverati in condizioni non gravi, mentre 20 sono in isolamento domiciliare perché privi di sintomi o con sintomi lievi. «Di questi pazienti – afferma la Provincia – 5 hanno verosimilmente contratto il virus nell’ambito di spostamenti lavorativi al di fuori della provincia mentre gli altri rappresentano contatti con casi accertati tra cui altri 4 casi indirettamente legati alla palestra di cui si è parlato nei giorni scorsi».

Per quanto riguarda la diffusione territoriale, dei 18 comuni ravennati solo tre al momento non registrano casi: Casola Valsenio, Bagnara di Romagna e Fusignano. Per quanto riguarda gli altri 15 i numeri più alti sono nelle municipalità più popolose: 93 a Ravenna, 28 a Faenza, 25 a Cervia, 17 a Lugo.

Intanto prosegue il lavoro della rete ospedaliera dell’intero territorio regionale per attuare il piano di rafforzamento dell’assistenza sanitaria. In tutta l’Emilia-Romagna, tra ieri e oggi, sono stati infatti allestiti ulteriori 101 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 3.023 a 3.124, tra ordinari (2.707) e di terapia intensiva (417). Nello specifico 441 in Romagna (in particolare: 201 Rimini, di cui 27 per terapia intensiva; 82 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 82 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva, 12 Lugo, di cui 6 per terapia intensiva; 9 a Faenza).

Notizia in aggiornamento.

Mancano mascherine, rischio stop servizi di coop sociali, pulizie e ristorazione

Una lettera delle centrali Agci, Confcoop e Legacoop ai prefetti per ottenere dispositivi di protezione per le attività essenziali ancora in funzione

Chariot D'entretien Dans Un Bureau Et SignalisationLa mancanza di mascherine e dispositivi di protezione individuale per proteggersi dalla Covid-19 potrebbe bloccare l’attività di migliaia di lavoratori delle cooperative sociali, delle pulizie, della ristorazione con la conseguente interruzione dei servizi negli ospedali, nelle case per anziani, negli stabilimenti produttivi, nei trasporti e nella logistica, nella grande distribuzione e nei servizi essenziali ancora aperti. È questo il rischio che le centrali cooperative hanno segnalato in una lettera ai prefetti di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. La lettera è firmata da Alessandro Brunelli e Renato Lelli (Agci), Luca Bracci e Mauro Neri (Confcooperative di Ravenna-Rimini e Forlì-Cesena) e da Mario Mazzotti (Legacoop Romagna).

La nota ai prefetti specifica che «l’interruzione di attività potrebbe riguardare molte prestazioni considerate di pubblico interesse che riguardano i servizi ospedalieri (manutenzioni, preparazione pasti, pulizie, ecc.) e le attività di cura svolte in strutture protette rivolte a persone anziane e a persone con disabilità o rese a domicilio, attività che rientrano nell’obbligatorietà dei Livelli Essenziali di Assistenza».

Difficoltà crescenti si segnalano anche «nelle produzioni alimentari, nell’edilizia, nei trasporti merci e persone, nella logistica, nei servizi alle persone». Sul versante degli autotrasportatori, causa il dilatarsi dei tempi di carico e di scarico, «i camionisti devono attendere anche 20 ore in imprese con aree ristoro e servizi igienici non più accessibili a personale esterno».

Le cooperative chiedono quindi ai prefetti di attivarsi affinché sia reso disponibile dalla protezione civile per le Cooperative un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza, così da potere «garantire i servizi essenziali di pubblica utilità a cui sono preposte». Chiedono inoltre che sia reso possibile agli autotrasportatori, per il periodo dell’emergenza in deroga alle vigenti norme, entro un raggio di 100 Km dal proprio punto di rientro (sede/abitazione) di poter derogare dai limiti di ore nella guida e permetterne il rientro tempestivo alle proprie case.

Crociere bloccate fino al 3 aprile, l’unico arrivo a Ravenna era già cancellato

La Gct aveva già annullato il viaggio della Arethusa in calendario a Porto Corsini il 20 marzo. La stagione del terminal ora guarda al 3 maggio

Il terminal crociere di Porto Corsini (foto da Ravennatp.it)

Stop alle crociere in Italia, almeno fino al 3 aprile. Per contrastare la diffusione del coronavirus, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha emesso  il 19 marzo un decreto con cui si sospendono i servizi delle navi italiane e si blocca l’arrivo nei porti italiani di quelle estere. Il calendario degli attracchi al terminal crociere di Ravenna prevedeva proprio per oggi, 20 marzo, il primo dei 34 arrivi programmati nel 2020 ma la compagnia americana Gct aveva già deciso di cancellare il viaggio della nave Arethusa, attualmente ormeggiata a Lussino (Croazia).

Al momento il provvedimento del ministero è valido fino al 3 aprile ma è plausibile che, così come già annunciato per scuole e attività non essenziali, verrà prorogato. In ogni caso nell’intero mese di aprile a Ravenna erano previste due sole toccate con la stessa compagnia Gct che ha già cancellato tutte le partenze anche di aprile. Il primo ipotetico appuntamento per la stagione crocieristica di Porto Corsini quindi a oggi è il 3 maggio.

Per quanto riguarda le navi di bandiera italiana, le società di gestione, gli armatori e i comandanti, una volta adottate tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte, sono tenuti a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel primo porto disponibile. Da quel momento, le navi battenti bandiera italiana non potranno più imbarcare passeggeri fino almeno al 3 aprile.

La procedura di sbarco prevede che i passeggeri italiani non positivi al Covid 19 possano rientrare con i dispositivi di sicurezza alle loro abitazioni con mezzi non di linea organizzati dall’armatore per avviare il periodo di sorveglianza sanitaria fiduciaria domiciliare. Per quanti non positivi al Covid-19, ma stranieri, l’armatore dovrà organizzare il rientro in patria con mezzo non di linea. Per gli eventuali passeggeri positivi, o entrati a stretto contatto con un caso positivo, valgono le disposizioni sanitarie già vigenti, salvo diverse determinazioni dell’autorità sanitaria.

Le navi passeggeri battenti bandiera straniera impegnate in servizi di crociera non potranno più fare ingresso nei porti nazionali.

Coronavirus, il vicesindaco: «Pronti a introdurre nuove restrizioni. State a casa»

Fusignani: «Purtroppo ci sono ancora persone che si affannano a cercare pretesti per aggirare le regole»

Eugenio Fusignani
Il vicesindaco Fusignani

«Purtroppo, nonostante la drammaticità della situazione sia sotto gli occhi di tutti, ci sono ancora persone che si affannano a cercare futili pretesti per aggirare le regole quando invece esistono mille valide ragioni per rispettarle».

Così il vicesindaco di Ravenna, con delega alla Sicurezza e alla Polizia municipale, Eugenio Fusignani a proposito di chi, ancora oggi, non rispetta adeguatamente le norme per il contenimento e il contrasto della diffusione del coronavirus.

«Basterebbe il buon senso – aggiunge Fusignani – per mettere in pratica la sola e unica regola che è necessario applicare: “Stare in casa”. Molti questo buon senso ce l’hanno. Altri invece no e il loro comportamento scorretto è pregiudizievole della sicurezza e della salute dell’intera comunità. Per questo motivo è stato necessario introdurre ulteriori restrizioni oltre a quelle già messe in campo e per questo motivo siamo pronti, se servirà, a introdurne altre, che peraltro potrebbero essere anche previste in un prossimo decreto governativo».

I controlli delle forze dell’ordine e di polizia e delle polizie locali si susseguono senza sosta in tutto il territorio comunale e provinciale. Negli ultimi otto giorni la nostra Polizia Locale ha fatto 1.267 controlli, tra persone fisiche ed esercizi commerciali.

In questa difficilissima situazione il mio pensiero e il mio ringraziamento non può che andare – oltre a tutto il personale sanitario in servizio nell’ospedale di Ravenna e in quelli di tutta la provincia, alle forze dell’ordine e di polizia e alle nostre polizie locali impegnate nei controlli – ai medici di famiglia, al prefetto Enrico Caterino e alla Prefettura, per l’imponente lavoro di coordinamento di tutte le energie in campo per contrastare la diffusione di questo terribile virus».

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Cna Ravenna piange Antonia Gentili, responsabile Comunicazione e Pubbliche relazioni

Avrebbe compiuto 63 anni tra poche settimane

AntoniaGentili(1)Si è spenta oggi, venerdì 20 marzo, Antonia Gentili, responsabile dell’Ufficio Comunicazione, Stampa e Relazioni Pubbliche della Cna di Ravenna, dopo una lunga malattia.

Avrebbe compiuto 63 anni tra poche settimane.

«Ci lascia una collega appassionata – si legge in una nota della Cna –, che amava profondamente il suo lavoro, sempre disponibile e pronta a dispensare buoni consigli. È stata un punto di riferimento per tantissimi colleghi e sarà sempre ricordata con affetto e stima da tutta l’Associazione, non solo come una collega ma come un’amica sincera».

Date le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria attuale, sono sospese le cerimonie funebri. Non sarà possibile, quindi, per il momento, portare l’ultimo saluto ad Antonia Gentili.

«Ci sarà tempo e modo per salutarla e ricordarla come merita», termina la Cna, che si «stringe al marito Patrizio e alla loro famiglia in questo momento di immenso dolore».

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