Complessivamente 316 casi in più in regione
Ci sono i primi due morti (due uomini di 85 e 89 anni entrambi con pluripatologie) con uno stato di positività al coronavirus in provincia di Ravenna, dove rispetto a ieri (12 marzo) sono 14 in più i contagiati.
In Emilia-Romagna sono complessivamente 2.263 i casi di positività, 316 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 7.600 a 8.787 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12 di oggi, venerdì 13 marzo.
Complessivamente, sono 903 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 128 (16 in più rispetto a ieri). E salgono a 51 (ieri erano 43) le guarigioni, 49 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 2 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.
Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 146 a 201: 55, quindi, quelli nuovi, che riguardano 39 uomini e 16 donne. Per 24 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 21 residenti nella provincia di Parma, 14 residenti in quella di Piacenza, 7 in quella di Modena, 5 in quella di Reggio Emilia, 5 in quella di Bologna, 2 in quella di Ravenna, uno in quella di Ferrara.
In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 710 (31 in più rispetto a ieri), Parma 518 (88 in più), Rimini 363 (51 in più), Modena 251 (61 in più), Reggio Emilia 138 (15 in più), Bologna 155, di cui 47 del circondario imolese (complessivamente 33 in più, di cui 5 a Imola e 28 a Bologna), Ravenna 55 (14 in più), Forlì-Cesena 49 (di cui 30 a Forlì, 8 in più rispetto a ieri, e 19 a Cesena, 8 in più rispetto a ieri), Ferrara 24 (7 in più rispetto a ieri).
Situazione ospedali
In Emilia-Romagna sono quasi 1.400 (1397) i posti letto già allestiti per i pazienti colpiti da Coronavirus: 100 posti in più rispetto a ieri a dimostrazione del grande lavoro messo in campo dalla rete ospedaliera regionale per rispondere pienamente al Piano illustrato sempre ieri dal presidente Bonaccini e dal commissario Venturi per far fronte all’emergenza Covid-19.
In particolare, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital Lugo e Riccione.
Volontariato
Sono 115 i volontari dell’Emilia-Romagna attivi oggi sul territorio regionale. I nuclei più numerosi sono quelli del coordinamento provinciale di Parma (35), impegnati a Faenza in un’attività di formazione sull’uso dei sanificatori e a Bologna e (35) nel montaggio e allestimento dei punti triage agli ospedali Maggiore e Sant’Orsola.
Mirabilandia rompe il silenzio e rimanda l’apertura del parco, prevista originariamente per il 4 aprile.
Sta circolando sul web (postata sul gruppo Facebook “Succede a Ravenna”) una foto di ravennati in fila per entrare al Conad di via Galilei.
«Chattate e videochiamatevi con gli amici, sfidatevi online alla Playstation, tenetevi in forma con i video allenamenti online, leggete libri e guardate film e serie tv. Ma state a casa». È l’appello che il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, rivolge ai giovani perché non escano e riducano le occasioni di diffusione del contagio della
Nella giornata di ieri, giovedì 12 marzo, a Ravenna la direzione aziendale di Marcegaglia ha convocato le Rsu a fronte dell’emergenza sanitaria sul Covid 19.
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale centro settentrionale Daniele Rossi, sentito il parere della Capitaneria di porto, ha firmato un’ordinanza che fino al 3 aprile prevede il divieto di accesso alle dighe foranee e ai moli guardiani del porto di Ravenna.
Pannelli protettivi in plexiglass da installare ai banconi oppure fornire il servizio a battenti chiusi. Sono le proposte dei sindacati per garantire maggiore sicurezza al personale di farmacie e parafarmacie, tra le attività che durante l’emergenza sanitaria Covid-19 debbono mantenere l’apertura al pubblico per contribuire a garantire il fondamentale diritto alle cure di tutti i cittadini. Le due misure sarebbero da attuare se non dovesse arrivare una adeguata fornitura di presi di protezione come mascherine e guanti.
Nell’ambito della riduzione delle attività per far fronte alle indicazioni del Governo nella lotta al contrasto del contagio del coronavirus, le Poste hanno deciso di chiudere al pubblico temporaneamente 34 uffici in provincia di Ravenna.
Una felpa dimenticata è costata la denuncia a distanza di mesi per un 32enne che era riuscito a sfuggire alla cattura dei carabinieri durante un furto andato male. È successo a Faenza. Determinante per l’epilogo sono state le tracce di dna isolate dai Ris sull’indumento rimasto nella vettura abbandonata durante la fuga rocambolesca con speronamenti. Il 32enne è stato denunciato per furto, ricettazione aggravata in concorso, possesso di chiavi alterate o grimaldelli e danneggiamento di mezzo militare.
Alcune associazioni di volontariato e protezione civile attive nei comuni della Romagna Faentina si sono rese disponibili per fornire ai cittadini un servizio di ritiro medicinali e spesa alimentare con consegna a domicilio per aiutare le persone bisognose durante l’emergenza coronavirus riducendo gli spostamenti anche per comprovate necessità, consentiti dal decreto.
Chiude anche il nuovo mercato coperto in centro a Ravenna. La struttura in piazza Costa si arrende al coronavirus: arrivare alle 20 di oggi, 13 marzo, e poi l’attività resterà sospesa fino a quando cambieranno le condizioni. Tutte le merci fresche e deperibili dei chioschi verranno donate alla mensa di San Rocco e ad altre strutture benefiche della città, per non sprecare il cibo e assicurare un pasto solidale alle persone in condizione di bisogno.