martedì
12 Maggio 2026

In pullman da Ravenna a Roma per contrastare la violenza di genere

Più di cento donne partiranno il 23 novembre per prendere parte alla manifestazione nazionale “Non una di meno”

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L’associazione Casa Delle Donne di Ravenna e il sindacato Cgil, in collaborazione con Udi e Linea Rosa, hanno organizzato pullman in partenza da Ravenna per chi volesse partecipare alla manifestazione nazionale in programma a Roma il 23 novembre contro la violenza maschile sulle donne. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 14.

«Saranno 118 le donne che si recheranno alla manifestazione – dichiara Maura Masotti, segretaria di organizzazione della Cgil Ravenna –. Purtroppo non si è riusciti a fare fronte a tutte le richieste di prenotazione per un posto sui pullman, per cui tante altre raggiungeranno la capitale con mezzi propri. Domani a Roma saremo tantissime per contrastare la violenza di genere dentro e fuori dalla famiglia, una violenza che passa anche attraverso le molestie sul lavoro e le differenze salariali tuttora presenti nella nostra società».

Riqualificazione ex caserma, appalto da 2 milioni: 44 offerte, la migliore da Gaeta

Graduatoria provvisoria per il cantiere di via Bixio che trasformerà l’area una volta militare in un parco-giardino-orto: si tratta prevalentemente di opere di demolizione

Sono 44 le offerte presentate al Comune di Ravenna per aggiudicarsi l’appalto dei lavori da due milioni di euro per la riqualificazione dell’ex caserma Alighieri in via Bixio con destinazione a parco-giardino-orto pubblico (qui i dettagli). Nella graduatoria provvisoria, pubblicata online dalla pubblica amministrazione, al momento risulta prima l’azienda Appalti e Servizi srl di Gaeta che ha presentato un ribasso del 28,021 percento (28,011 il ribasso del secondo in classifica). Ora parte la fase di verifica dei requisiti dell’operatore economico in vetta alla graduatoria.

L’intervento urbanistico prevede la desigillatura dell’area con pulizia generale e bonifica, sistemazione del muro di confine, demolizione della maggior parte dei fabbricati, messa in sicurezza degli edifici non demoliti, rimozione dell’asfalto, asportazione di sottoservizi abbandonati, risistemazione del terreno, realizzazione degli impianti tecnologici e illuminazione di tutta l’area.

Quattro le macro aree individuate per essere fruibili: una verde adiacente l’istituto Olivetti che potrà essere utilizzata per l’attività didattica dell’istituto e con la possibilità in futuro di utilizzare anche gli spazi a laboratorio; un’altra aera verde da destinare a orti con la possibilità di utilizzare l’edificio adiacente a deposito attrezzi e vendita dei prodotti; una sistemata a prato con l’installazione di una grande struttura in legno per bambini; un’altra da destinare ad orto botanico in angolo tra l’Olivetti e l’ex collegio dei Nobili.

Polizia locale senza comandante, il sindaco: «Gestiremo la cosa tra 2020 e 2021»

Al vertice da cinque anni c’è il vice facente funzioni, Medri assicura che verrà affrontato il caso nel prossimo biennio quando verrà riorganizzata la pianta organica per fronteggiare alcuni pensionamenti. Il primo cittadino vuole controlli anche sul degrado che rovina l’immagine della località

MedrimDa quasi cinque anni la polizia locale di Cervia non ha un comandante ma è guidata dal vice Sergio Rusticali facente funzioni di comandante (il dirigente competente è il segretario generale del Comune Alfonso Pisacane). Una situazione che in tempi recenti ha portato la Lega anche a presentare un’interrogazione per chiedere un concorso che individui un comandante dedicato.

A dare maggiore evidenza alla situazione sono arrivate le parole pronunciate da uno dei vigili ascoltato in tribunale mercoledì 20 novembre in una deposizione nel processo che vede imputato un ex agente della pm per diffamazione verso i superiori. «Più che di organizzazione dei servizi bisogna parlare di disorganizzazione. Più che ufficio servizi, noi lo chiamiamo ufficio disservizi», sono le parole riportate dai quotidiani locali.

A proposito dell’organizzazione ai veritici, con il vice investito dell’incarico, il sindaco Massimo medri dice: «Viene da una scelta della precedente amministrazione – spiega il primo cittadino, titolare della delega Sicurezza che include l’attività della Pm –. Rusticali sta svolgendo il ruolo con risultati soddisfacenti e ha tutta la nostra fiducia».

Tra il 2020 e il 2021 andranno in pensione alcuni dirigenti della struttura comunale: «In quel momento dovremo affrontare l’uscita di figure importanti in diverse aree dell’organico e in un piano di complessiva riorganizzazione degli incarichi la giunta deciderà anche come gestire la posizione del comandante».

Il corpo cervese conta circa una sessantina di agenti, compresi quelli a tempo determinato, e nel periodo estivo per fronteggiare l’afflusso turistico arriva a un centinaio di operatori con le assunzioni stagionali. Le linee guida della polizia locale sono state un tema anche al centro della campagna elettorale della scorsa primavera. E ora Medri ribadisce la sua impostazione: «L’amministrazione è nelle sue fasi iniziali e stiamo discutendo le priorità del programma approvato. Il presidio del territorio sarà uno dei temi principali: vogliamo privilegiare la presenza sul territorio per favorire la prevenzione». Il primo cittadino vuole una polizia locale che continui a gestire le questioni che tutti immaginano di competenza del corpo – come il traffico – ma anche qualcosa di più specifico per la località: «Abbiamo la necessità di un controllo su alcune situazioni critiche che generano degrado e provocano problemi di immagine».

Elezioni in Emilia-Romagna: ci sarà anche l’M5s, così decidono gli iscritti online

Il simbolo dei grillini sulla scheda del 26 maggio dopo l’esito della consultazione sulla piattaforma Rousseau. Di Maio: prossima settimana il nome del candidato

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Luigi Di Maio durante un incontro istituzionale

Sulla scheda delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del prossimo 26 gennaio ci sarà anche il simbolo del Movimento 5 Stelle. Questa la decisione uscita dalla consultazione online tra gli iscritti sulla nota piattaforma Rousseau. I vertici dell’M5s avevano lasciato trapelare l’intenzione di non presentarsi alle urne ma hanno voluto che fosse la base a decidere se correre o meno nella sfida che vede già in campo Stefano Bonaccini (centrosinistra) e Lucia Borgonzoni (centrodestra). Luigi Di Maio, capo politico dei grillini e ministro degli Esteri del governo Conte bis fa sapere che l’M5s si presenterà da solo e la prossima settimana verrà individuato il candidato presidente.

Il quesito rivolto agli iscritti a Rousseau riguardava la conferma o meno a una pausa dalle competizioni elettorali di tre mesi, intervallo in cui sono previsti i voti in Emilia-Romagna ma anche in Calabria. Tra i 125.018 aventi diritto, hanno partecipato alle votazioni online 27.273 attivisti: 19.248 sono stati i No alla pausa (70,6 percento), 8.025 i Sì.

Una scintilla si riaccende sui mosaici della centrale elettrica di Porto Corsini

La vicende di due opere di Mario Deluigi che decoravano l’impianto progettato da Ignazio Gardella, “salvate” durante una ristrutturazione. Se ne parla al Mar sabato 23 novembre

Centrale Elettrica Porto Corsini
La Centrale termoelettrica Sade – oggi Enel “Teodora”–, Porto Corsini, 1959 (Archivio Storico Gardella)

Si intitola “Scintilla e Combustione” il convegno dedicato ai due “mosaici” di Mario Deluigi strappati dalla Centrale termoelettrica di Porto Corsini e all’architetto Ignazio Gardella che la progettò. L’incontro – a cura di Paola Babini, Alberto Giorgio Cassani e dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna – è in programma al Mar il 23 novembre (dalle 11 alle 13) e prevede gli interventi di Giovanni Bianchi (Università di Padova), Angelo Lorenzi (Politecnico di Milano) e Francesco Peron (restauratore delle opere).

Mosaico Deluigi
Uno dei mosaici di Deluigi “Scintilla e Combustione”

In una delle sequenze iniziali del capolavoro di Michelangelo Antonioni, Il deserto rosso, del 1964, girata all’interno della Centrale termoelettrica della Sade (Società Adriatica di Elettricità) di Porto Corsini – oggi Centrale Teodora dell’Enel – compaiono, per pochi secondi, quelli che sembrano due mosaici “moderni” a piastrelle industriali bianche, gialle e nere, opera dell’artista trevisano Mario Deluigi, figura di spicco del movimento dello Spazialismo e inventore della tecnica del “grattage”, tecnica che consiste in “graffiature” effettuate su dense stesure di colore.
Amico carissimo del celebre architetto Carlo Scarpa e dell’altrettanto famoso scultore Alberto Viani, fu chiamato dalla Sade, negli anni Cinquanta, a realizzare alcuni mosaici (a tessere tradizionali) nelle centrali termoelettriche di Soverzene (BL), Samplago (UD) e Fedaia (BL). Negli anni Venti, Deluigi aveva realizzato, con Carlo Scarpa, il mosaico Il bagno (1929), alcuni vasi in tessere vitree opache e, cinque lustri più tardi, il suo mosaico più celebre, il grande pannello per la Stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia (1955-1956, con Giulio Ambrosini); aveva inoltre contribuito, tra il 1961 e il 1963, a tre opere scarpiane: con un fregio “bizantino” di tessere murrine di 7,4 centimetri di lato in tre colori-non colori, madreperla, nero e oro, a decorare il muro “brutalista” in cemento armato del giardino della Fondazione Querini Stampalia; con una serie di mosaici parietali per la mostra “Il senso del colore e il dominio delle acque” per il Padiglione Italia 61, a Torino; con un mosaico policromo in tessere vitree per il negozio Gavina a Bologna.

In un suo blocco di appunti, databile al 1959-1960, dunque contemporaneo a questi interventi, Deluigi aveva scritto: «Bisogna assolutamente capire, ovvero vivere lo spazio ambientale dell’architettura moderna, prima di poter affrontare il problema del mosaico, o meglio della coloritura musiva della scultura architettonica dell’edilizia moderna»; e ancora: «Le forme astratte non vivono il loro oggettivismo. Diventano soggettive nella funzione parietale e architettonica». Qualche anno prima, nelle annotazioni per la conferenza Morfologia musiva, tenuta all’Ateneo Veneto nel 1955, aveva appuntato: «Mosaico: sgravare sempre la superficie (= parete) del suo peso. Aria = trasparenza». Il fregio per la Querini, effettivamente, segna una sorta di luccicante linea dell’orizzonte che buca il muro scarpiano.

Nel 1959 Deluigi, impegnato nel progetto di Scintilla e Combustione, forse anche per questo motivo, fece parte, col suo mosaico “solare”, di quel gruppo di artisti contemporanei invitati da Giuseppe Bovini per la Mostra di Mosaici Moderni, allestita nel refettorio di San Vitale, le cui opere sono ora esposte al pianterreno del chiostro del Museo d’Arte della Città. Un recente convegno ne ha ripercorso la vicenda. A Ravenna, nella centrale inaugurata proprio nello stesso anno, Deluigi scelse un tipo diverso di mosaico, se di mosaico possiamo parlare. Utilizzò, infatti, delle piastrelle di formato rettangolare, su cui, come si è potuto scoprire vedendo da vicino l’opera, l’artista dipinse delle forme astratte coi colori giallo e nero, a ricordare l’energia sprigionata dalla fabbrica. Il tutto fu poi messo nella fornace per la bicottura. Dunque, più che un mosaico, un dipinto.

La centrale in cui Deluigi inserì le sue due grandi opere (6 x 3 metri circa) non era un fabbricato qualunque, ma l’opera di uno dei più importanti architetti italiani del secondo dopoguerra: il milanese Ignazio Gardella. A ciò va aggiunto che non fu un caso che i due “mosaici-pitture” e la stessa Centrale finissero nel film di Antonioni. Il regista ferrarese, infatti, è sempre stato un ammiratore (e conoscitore) dell’arte contemporanea, a sua volta stimato da uno dei massimi artisti del secondo Novecento, Mark Rothko, che arrivò a proporgli in dono un suo quadro. In Il deserto rosso, infatti, appare un quadro di Gianni Dova, artista romano legato, come Deluigi, alla celebre Galleria veneziana del Cavallino di Carlo Cardazzo e appartenente alla collezione dell’artista ravennate Roberto Pagnani. Il quadro, acquistato dal nonno di Pagnani, fu visto da Antonioni che lo chiese in prestito per la sequenza dell’appartamento di Monica Vitti/Giuliana e del figlio.

Il convegno parlerà di tutto questo, chiudendo un progetto che viene da lontano, da quando per primo, quasi vent’anni fa, l’allora direttore dell’Accademia Vittorio D’Augusta, assieme a chi scrive, sollevò il problema di una ricollocazione in città dei due mosaici strappati. Da allora, le due opere hanno dormito un lungo sonno protette dall’imbragatura in tessuto, legno e acciaio su un terreno di proprietà dell’Enel. Da qualche anno, grazie all’impegno di Paola Babini, coordinatrice didattica dell’Accademia di Ravenna, e della grande disponibilità di Enel, si è tornati a ragionare su una sistemazione definitiva dell’opera.
Al momento, però, nulla ancora di certo appare all’orizzonte. Sarebbe bello che i due grandi totem in ceramica trovassero una sistemazione nei pressi del Grande ferro R di Alberto Burri, sì da creare, colà, una sorta di cittadella dell’arte contemporanea. Ma è, naturalmente, solo un auspicio.
Di certo occorre non perdere ancora tempo. Deluigi e Antonioni non se lo meritano.

Stradello pubblico al buio, residenti pronti alla colletta per le luci anti-spaccio

Da dieci anni il vicolo non illuminato è diventato territorio di spaccio, il Comune fa sapere che servono 4.500 euro per tre lampioncini

Stradello Che Fiancheggia La Scuola Camerani Mancante Dei Lampioni Per La NotteDa ormai dieci anni i residenti di alcune vie del Borgo San Biagio a Ravenna attendono l’installazione di tre lampioncini della pubblica illuminazione per uno stradello pedonale che è territorio di spaccio e ora, vista la cifra piuttosto contenuta di 4.500 euro, si sta pensando di fare una colletta per intervenire dove il Comune non ha fatto nulla. Il consigliere comunale di opposizione Alvaro Ancisi (Lpr) chiede al sindaco se intende attivarsi perché interventa Palazzo Merlato con acquisto e installazione o se autorizzare i cittadini a farlo a proprie spese.

Il primo allarme fu lanciato da Lista per Ravenna nell’agosto scorso: «Bande di ladri e di spacciatori tenevano sotto scacco i residenti nelle vie Bargigia, Felisatti, Fabbri, Lovatelli, Morelli e Vallona, tra loro collegate». Ci fu poi la vicenda, definita da Ancisi tragicomica, di dieci famiglie multate dalla polizia municipale perché avevano posto del filo spinato sulle recinzioni che dividono i rispettivi giardini.

Un gruppo di residenti della zona a settembre era stato ascoltato dal prefetto: «I rappresentanti dell’amministrazione ci hanno detto che sono consapevoli della situazione difficile che stiamo vivendo e intendono trovare insieme a noi una soluzione».

Lo stradello pedonale e ciclabile è a servizio della scuola Camerani, tra le vie Bargigia e Fabbri. Asfalto rifatto nell’estate 2010, provvisto di cavidotti e pozzetti per accogliere i cavi elettrici ed i pali dell’illuminazione pubblica: il Comune non ha mai installato i tre lampioni mancanti.

Ancisi ha interpellato il Comune: «Ho ricevuto infine risposta scritta che occorrerebbe una lunga procedura di elaborazioni e valutazioni prima di potervi dare corso, quasi che il problema non sia mai esistito. Ho dunque tagliato la testa al toro, chiedendo ufficialmente di conoscere dall’ ufficio comunale Illuminazione pubblica quanto costi installare quei tre lampioni, in attesa da dieci anni.  Dall’ assessorato ai Lavori pubblici ho ricevuto questa risposta, seguita ad un sopralluogo: “Sono presenti 3 predisposizioni per altrettanti punti luce per lampioncini alti 4 metri. Il costo complessivo presunto per rendere l’impianto funzionante è di 4.500 euro Iva esclusa”. Non serve perciò neanche un progetto».

Rapporto immobiliare: nel capoluogo il mercato tira meno che negli altri comuni

Presentati dati 2019 elaborati da Fimaa e Confcommercio: scambi di abitazioni in crescita del 9,7 percento in città e 13,3 nel resto della provincia. L’aumento dei prezzi è quasi nullo

Nei primi sei mesi del 2019 il numero di scambi di abitazioni è aumentato del 9,7 percento nel comune di Ravenna e del 13,3 percento negli altri comuni della provincia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È un mercato immobilare in crescita quello che emerge dal rapporto annuale elaborato da Fimaa e Confcommercio e presentato stamani, 21 novembre.

Indice Delle Compravendite
Ravenna – Numero indice degli scambi di abitazioni (base 2011=100)

A livello provinciale, le macroare più appetibili sono risultate essere, oltre al comune capoluogo – in cui si registra il 47,3% degli scambi dell’intera provincia – la città di Cervia e l’Alta Pianura del Lamone, mentre a Ravenna, considerando le zone più significative dal punto di vista del numero di scambi (quota percentuale superiore al 5% di scambi del Comune) quelle con la maggior dinamicità immobilare sono Borgo San Rocco, San Biagio, San Vittore, Stadio Ospedale, Tribunale, Via Vicoli, la Cintura alla zona centrale e Lido Adriano-Lido di Dante, seguite da Lido di Savio e Lido di Classe, il Centro Storico, Ponte Nuovo e Madonna dell’Albero.

Se le percentuali di crescita sopra riportate dovessero manifestarsi anche nella seconda parte dell’anno, gli scambi 2019 in città non sfonderebbero soglia 2.300, record del 2011 (contro i 2.125 dello scorso anno), mentre nei comuni minori si arriverebbe quasi a 2.700 compravendite, ben 300 in più di quelle disposte dall’Agenzia delle Entrate per il 2018: l’indice degli scambi rispetto al 2011, base dell’analisi, risulterebbe finalmente raggiungere e superare il 100 iniziale rispettivamente del 4,8% per la città e del +7,7% nei comuni non capoluogo.

Indice Dei Prezzi
Ravenna – Numeri indice dei prezzi medi delle abitazioni (valori %; base 2004=100)

Dati tutto sommato positivi anche sul fronte dei prezzi di compravendita, in cui si registra per il 2019 un lievissimo incremento dello 0,3% a Ravenna e dell’appena 0,1% nei comuni minori della provincia rispetto all’anno scorso: in tal modo, i prezzi del 2019 risultano superiori a quelli registrati nel 2004 di quasi il 7% in città e dell’1,5% nei comuni minori della provincia e rispettivamente del -10,2% e del -10,7% rispetto al 2011, anno del picco massimo rilevato.

«La casa è per i ravennati sicuramente il bene rifugio per eccellenza ed è l’investimento che nel lungo periodo ha dato i rendimenti maggiori»– ha commentato Ivano Venturini, Presidente Fimaa Confcommercio provincia di Ravenna –. «Nella nostra provincia si registra una crescita delle vendite dovuta ai prezzi, che hanno avuto in questi anni ribassi fino al 30% ma tendenti alla stabilizzazione, ai mutui, che vengono erogati soprattutto per la prima casa a tassi mai così bassi (anche sotto 1%), agli incentivi per la casa, prorogati per il prossimo anno 2020, e all’incertezza che continua a serpeggiare nel nostro sistema bancario; non ultimo, la notizia che qualche istituto primario applicherà tassi negativi a deposito oltre certe soglie.
Anche il mercato della locazione è in crescita. Ravenna è caratterizzata da un’altissima richiesta a fronte di un’offerta insufficiente sia per numero di posti letto che di immobili di qualità. Le tipologie richieste vanno dalla camera per studenti, al bilocale ammobiliato, fino all’appartamento di lusso, con affitti che vanno dai 250 euro ai 2.000 euro al mese. Sicuramente questo settore ha una forte potenzialità di sviluppo e di redditività, ma ancora, nel nostro territorio, questa opportunità non è ritenuta interessante o remunerativa dai possibili investitori».

I dati provinciali si inseriscono all’interno di un quadro nazionale di compravendita in lenta ma costante crescita: a fronte di una riduzione della costruzione – e conseguentemente delle vendita– di nuove costruzioni pari al -20% rispetto al 2010, la ripresa dei valori di compravendita (+6, 1% nei primi due trimestri del 2019 insieme) è dovuta essenzialmente alla componente dell’usato. Sul fronte dei prezzi di compravendita, invece,  le statistiche ufficiali testimoniano ancora una mancata ripresa: considerando i soli secondi trimestri, tra il 2010 e il 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti in media italiana del 16%: ciò è la risultante di due variazioni contrapposte, ossia la forte debacle dei prezzi delle abitazioni esistenti (pari al -22,6%) ed il modesto incremento (in termini nominali, al lordo, cioè dell’inflazione) dei prezzi delle abitazioni nuove (+1,4%).

 

Entra in casa con i carabinieri per mostrare i documenti ma ha la cocaina sul tavolo

Arrestato un 23enne accompagnato dai militari dopo essere stato fermato alla guida per strada

Quando i carabinieri l’hanno trovato alla guida senza documenti ha risposto che li aveva lasciati nell’abitazione vicina e poteva mostrarli ma sul tavolo di casa i militari hanno trovato della cocaina. Un 23enne è stato arrestato a Faenza nei giorni scorsi: senza precedenti penali, al processo con rito direttissimo è stato convalidato l’arresto e il giovane è tornato in libertà.

I carabinieri del Norm hanno fermato la vettura  dopo una manovra di sorpasso un pò azzardata in via Tolosano. Il ragazzo ha detto di non avere con sè i documenti, ma si è reso disponibile a mostrarli dopo averli reperiti nella sua abitazione poco distante dal luogo del controllo. Quando il 23enne ha aperto il portone condominiale ha iniziato a correre lungo le scale: una volta aperta la porta di casa e entrati all’interno i militari dell’Arma hanno notato sei involucri termosaldatidel peso di 3 grammi di coca sul tavolo della cucina. Poi è stata rinvenuta marijuana appoggiata su un tavolino davanti al divano (1,5 grammi). Sul tavolo erano presenti 5 ritagli di plastica utilizzati per il confezionamento, una busta di plastica con tagli compatibili al confezionamento e un rotolo di carta stagnola. In seguito alla perquisizione personale venivano rinvenuti anche denaro contante e, in particolare, 100 euro in banconote da 20 euro tutte riposte all’interno della tasca sinistra della giacca indossata dal giovane.

La droga, il materiale per il confezionamento è stato posto sotto sequestro e versato presso l’Ufficio corpi di reato. Il denaro, invece, è stato posto sotto sequestro e versato in apposito libretto postale giudiziario.

L’opposizione: «La giunta Pederzoli ostacola l’attività della minoranza»

Esposito, capogruppo di Insieme per Brisighella, lamenta scarsa collaborazione: mozioni e ordini del giorno non vengono discussi, interpellanze che non sono messe all’ordine del giorno, proposte di delibera non sono rese note nei tempi dovuti

BrisighellaOspitale«La giunta comunale di Brisighella ostacola l’attività dei consiglieri di minoranza». Lo afferma Angela Esposito, capogruppo della lista di centrosinistra Insieme per Brisighella, che fa alcuni esempi: mozioni e ordini del giorno che pur presentati con largo anticipo non vengono discussi, interpellanze che non sono messe all’ordine del giorno, proposte di delibera che non sono rese note ai consiglieri nei tempi dovuti. «Per il prossimo consiglio comunale del 25 novembre – afferma Esposito – avevamo presentato tre mozioni ma nella convocazione del consiglio nell’ordine del giorno non c’era traccia».

La consigliera comunale specifica quali fossero le mozioni: «Ci sembrava importante portare all’attenzione del consiglio comunale due questioni urgenti: la prima è un monitoraggio sulla modifica dell’orario di accesso agli uffici comunali, con riferimento alla decisione della giunta Pederzoli di eliminare l’apertura degli uffici il sabato mattina, e nella mozione chiediamo di predisporre un questionario di soddisfazione degli utenti da somministrare nel mese di dicembre a tutti i cittadini che accederanno agli uffici». La seconda mozione che Insieme per Brisighella avrebbe voluto discutere prendeva spunto dal “bonus facciate” introdotto dal Governo con la legge di bilancio 2020, e proponeva di intervenire finanziando un “bonus comunale facciale”, al fine di incentivare ancora di più gli interventi di manutenzione ordinaria e riqualificazione energetica degli immobili. «Volevamo avanzare la proposta di azzeramento del canone occupazione spazi ed aree pubbliche per i cantieri edili propedeutici agli interventi volti alla cura degli stabili, oppure il riconoscimento di un contributo forfetario di pari importo».

Oltre cinquanta allievi della Don Minzoni hanno ottenuto il diploma Delf

La cerimonia di consegna delle certificazioni delle competenze in francesce alla presenza delle famiglie e degli insegnanti

Diplomi 3Sono stati più di cinquanta gli allievi (o ormai ex allievi) della scuola media Don Minzoni di Ravenna che ieri, 20 novembre, hanno ricevuto il diploma di Certificazione delle competenze in Lingua Francese Delf A1  – Delf A2 conseguito durante lo scorso anno scolastico superando l’esame, dopo un corso pomeridiano all’interno della stessa scuola.

Diventato ormai un appuntamento ineludibile nella formazione degli alunni dell’Istituto San Biagio, i docenti di lingua francese Eleonora Bevilacqua e Michele Laricchia (titolare per questo nuovo a.s. nella provincia di Rimini) hanno proseguito il progetto di formazione DELF – Diplôme d’Études en Langue Française  nel nome dell’importanza della conoscenza delle lingue, e della lingua francese in particolare, in quanto portatrice di storia e bellezza.

Per  ringraziare le famiglie e i 52 alunni che hanno profuso tanto impegno nella formazione e hanno superato le prove con ottimi risultati, la professoressa Bevilacqua ha desiderato avere accanto a sé Susanna Pasini, Direttrice dell’associazione Language Team (Ravenna), le docenti madrelingua formatrici Paola Torri e Sophie Bérard e la nuova docente di lingua francese titolare presso la sede Don Minzoni, Chiara Amadei.

Ringraziamenti sono andati anche alla Responsabile dell’Alliance Française di Bologna, Anna Ciarleglio, che per precedenti impegni non è potuta essere presente e che, anche a nome della Direttrice dell’Alliance Française di Bologna, Aurélie Rambaud, ha espresso i suoi più sentiti ringraziamenti per il prezioso lavoro svolto per l’insegnamento e la promozione della lingua francese.

Estendendo i ringraziamenti alla Dirigente Scolastica Nadia Gardini (titolare a.s. 2018/2019) e all’attuale Dirigente Angela Graziani, i docenti hanno augurato ai festeggiati un avvenire costellato di soddisfazioni ed eccellenti risultati.

Gli allievi che hanno ricevuto la certificazione Delf A1 (Classe II) a.s. 2018/2019: Arianna Caldarella, Letizia Cavallari, Lorenzo Cicognani, Anna Cesari, Rossella Gambi, Alessia Pignatta Ginanni Corradini, Michela Guerra, Viola Lombardi, Sofia Maiorana, Ottavia Minori, Natali Muca, Alessio Sanviti, Gabriele Scandellari, Benedetta Velotti, Eleonora Gnugnoli, Virginia Savorani, Claudio Scarano, Marco Yu, Alice Albicini, Tommaso Bucci, Andrea Cavallari, Giulio Custro, Marco Merola, Chiara Francesca Nieddu, Ilaria Siboni, Melissia Visani.

Gli allievi che hanno ricevuto la certificazione Delf A2 (Classe III) a.s. 2018/2019

Biajo Blanc, Samuele Cavallari, Giulia Cipriani, Marco Di Nunzio, Giulia Guberti, Sara Quirici, Gemma Saviotti, Federico Alberto Danesi, Anna Bambi, Sofia Bortolotti, Matilde Gennarelli, Luca Hochard, Martina Matrone, Giulio Morana, Lucia Ruffini, Vittoria Baldrati, Francesca Basile, Luca Bertaccini, Elena Botteghi, Matilde Cacciari, Chiara Casadio, Alessia Krasimir Chomakova, Lorenzo Fabbri, Riccardo Ronconi, Simone Manno, Ernesto Moia, Andrea Benini, Ayah Shoheib, Alice Bordet.

Movimento 5 Stelle, gli iscritti scelgono su Rousseau se presentarsi alle Regionali

Il gruppo dell’Emilia-Romagna invita a votare “no”, alla “pausa elettorale”. Che vorrebbe dire esserci il 26 gennaio

Piazza Del PopoloSta facendo discutere, attivisti e non, la votazione in corso in queste ore (fino alle 20 di oggi, giovedì 21 novembre) sulla piattaforma Rousseau, con il quale di fatto si interpellano gli iscritti al Movimento 5 Stelle sulla partecipazione o meno alle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria.

I 5 Stelle si chiedono infatti se “se questa grande mobilitazione di crescita e rigenerazione sia compatibile con le attività elettorali”. D’altra parte, “partecipare alle elezioni richiede uno sforzo organizzativo, anche nazionale, e di concentrazione altissimo. Ciascuno di noi deve interrogarsi, con la massima responsabilità, sul contributo che sente di dare nei prossimi mesi, su dove sente più giusto che i suoi portavoce dirigano il proprio impegno. Deve chiedersi se pensa se siamo capaci, tutti insieme, in un grande lavoro di rete di condivisione e divisione degli incarichi, di essere utilmente presenti su diversi fronti. Qualsiasi cosa sceglieremo, la affronteremo come sempre con tutta la dedizione di cui siamo capaci. A noi la scelta”.

Ma oggi il gruppo assembleare della Regione si è schierato senza tentennamenti, invitando gli iscritti, sulla propria pagina Facebook Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, a votare “no”, che vorrebbe dire presentarsi con una propria lista e il proprio simbolo alle Regionali del 26 gennaio.

«Il Movimento sta attraversando una fase di cambiamento – si legge nel post del M5S Emilia-Romagna –. Ma mandare i cittadini nelle istituzioni è nel suo dna. Per questo vi invitiamo a votare ‘no’ al quesito proposto su Rousseau per permettere la presentazione della lista M5s alle prossime Regionali in Emilia-Romagna”. Il “No” sarebbe alla cosiddetta “pausa elettorale”, proposta invece nel quesito su Rousseau.

Raccolta fondi di Enpa per l’operazione che può salvare la vita del gattino Chicco

Il felino è stato recuperato a Classe in precarie condizioni di salute: un’ernia traumatica la porterebbe a morte certa

72371143 2478285742424093 6389078124146982912 NLa sezione ravennate dell’Enpa, ente nazionale per la protezione degli animali, lancia una raccolta fondi per sostenere le spese dell’operazione chirurgica che potrà salvare la vitta a Chicco, un gattino recuperato a Classe in precarie condizioni di salute. Il piccolo felino non mangiava e respirava con molta fatica: il veterinario ha diagnosticato che si tratta di un’ernia diaframmatica da trauma, ossia l’intestino è stato spinto al di sopra del diaframma a seguito di un incidente. Il micio sarà sottoposto ad intervento questa mattina, 21 novembre, «al fine di evitargli il perdurare di una ingiusta sofferenza che lo avrebbe condotto ad una indubbia morte». In considerazione dei costi elevati per le disponibilità dell’associazione, Enpa si appella «al buon cuore di quanti si mostreranno sensibili a questo caso facendoci pervenire, un seppur modesto contributo». Modalità di versamento: IBAN IT 84T0103013102000001456727 oppure all’ufficio Enpa in via Corti alle Mura n. 68 a Ravenna.

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