mercoledì
20 Maggio 2026
la curiosità

Da Ravenna a Reggio Calabria in sella a un Piaggio a pedali: la sfida dei tre giovani “Cavalieri del Sì”

Oltre 2000 chilometri in nove giorni per attraversare l'Italia in motociclo: «Un'esperienza nata per rafforzare la nostra amicizia che ricorderemo per sempre»

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Duemiladuecento chilometri in nove giorni, in sella a un “Piaggio Sì” d’epoca, con il portapacchi stipato di tende e bagagli. È l’impresa dei “Cavalieri del Sì”, tre giovani ravennati che sono partiti dal capoluogo bizantino in moto alla volta di Reggio Calabria. «Una sfida nata per caso e, a differenza da quanto si possa pensare, non per una particolare passione per le moto né per i mezzi vintage – raccontano Andrei Alexa, Nicola Spada e Alessandro Natali – piuttosto dalla voglia di “pastrocchiare”, ridare vita con le nostre mani a vecchi motori e vivere insieme un’esperienza diversa dal solito».

Alexa ha 28 anni, vive a Ravenna e lavora come geometra alla Consar, Spada e Natali invece vengono da Santerno, hanno rispettivamente 31 e 28 anni e lavorano come manutentore in un’azienda vinicola locale e come disegnatore meccanico. Nessuno di loro si era mai cimentato prima in un “road trip” di questo tipo. L’idea nasce durante una vacanza: «Andiamo in Calabria, e facciamolo in ciclomotore». Dopo un anno trascorso a cercare, riparare e riverniciare i motocicli, la partenza è stata fissata per il 15 maggio dal centro cittadino. Li contattiamo martedì 19, appena arrivati a Reggio Calabria, dopo quattro notti trascorse in campeggio lungo la costa adriatica: «Appena arrivati, il primo pensiero è stato scattare la foto di rito sotto al cartello, dedicata a amici e colleghi, ma soprattutto a tutti quelli che ci hanno detto che non ce l’avremmo mai fatta», raccontano i tre. Per quanto riguarda il viaggio: «Non ci sono state particolari difficoltà: qualche problema tecnico ai mezzi ci ha portati a deviare l’itinerario e vivere un po’ più “alla giornata” e in salita il motore sotto sforzo ci ha costretti a pedalare con forza». Il ricordo più bello invece resterà «Il viaggio in sé stesso e la nostra reciproca compagnia. È una di quelle esperienze che ricorderemo seduti a un tavolo tra trent’anni. E poi, l’affetto degli sconosciuti: tra curiosi e nuove amicizie, ci hanno fermato lungo tutto il percorso per chiederci di più sulla nostra iniziativa». E infatti, la chiamata viene interrotta da un gruppo di passanti curiosi che si avvicina ai motociclisti, tra stupore e complimenti.

Oggi, 20 maggio, i “Cavalieri del sì” (questo il loro nome sulle pagine social dell’iniziativa) sono già di ritorno verso nord, con rientro previsto per sabato 24: «Un’esperienza breve, anche a causa delle poche ferie a disposizione, ma di certo non l’ultima – concludono – appena saremo a casa, metteremo in cantiere la prossima impresa, magari con un nuovo mezzo di trasporto da recuperare. Intanto, sarebbe bello organizzare piccole trasferte di gruppo tra appassionati, in Sì o in Ciao, alla scoperta di qualche città del circondario».

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