mercoledì
20 Maggio 2026
elezioni cervia

Boschetti (centrosinistra): «La priorità è il tema abitativo. Va innovato il prodotto turistico»

L'intervista al candidato sostenuto dal Pd e da altre cinque liste. «Apriremo l'ex Conad anche per i giovani»

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Pubblichiamo la prima delle interviste ai quattro candidati a sindaco di Cervia, in vista delle elezioni del prossimo weekend. Partiamo con quello del centrosinistra, il primo a inviarci le risposte alle nostre domande.

Una premessa valida per tutti e quattro: si tratta di risposte che abbiamo ricevuto per iscritto perché ci è sembrato giusto dare loro la possibilità di presentare la propria candidatura nella maniera più completa possibile. È evidente che qualora alcune risposte dovessero essere incomplete o fuorvianti, ogni cittadino potrà trarre le proprie conclusioni.

Nome: Mirko.
Cognome: Boschetti.
Età: 31 anni.
Stato civile: Celibe.
Titolo di studio: Laurea Magistrale in Giurisprudenza.
Professione: «Ex dipendente».
Veicoli e immobili di proprietà: «Una Toyota Aygo ibrida (che sto finendo di pagare con una finanziaria). Convivo in affitto, quindi non ho immobili di proprietà».
Ultimo reddito dichiarato: «25.235 euro (reddito complessivo da dichiarazione dei redditi del 2025)».

Precedenti esperienze in politica: «Assessore uscente ai lavori pubblici, attività produttive, patrimonio, politiche europee».
Tessere di partito al momento e in passato: «Quella del Pd».

Liste che lo sostengono: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Verdi Sinistra, Lista civica Per Cervia, Cervia Fare Comune.

Screenshot

Perché si candida a sindaco?
«Io penso che la politica sia il principale modo per provare a dare un contributo a migliorare la vita delle persone e delle nostre comunità, e in questo caso di Cervia . È con questo spirito che quando mi hanno chiesto la disponibilità, anche perché ero tra le proposte più aggreganti per costruire un largo progetto di coalizione, ho accettato con grande entusiasmo, consapevole della grande responsabilità. Ascolto, dialogo e scelte condivise saranno i principi che ispireranno il mio mandato se i cittadini di Cervia mi daranno la loro fiducia. Vorrei provare ad essere il sindaco di tutti, affrontando con serietà ogni tema, da quelli più piccoli a quelli più di visione futura».

Tre priorità tre del suo mandato da sindaco?
«A mio avviso la priorità della priorità è il tema abitativo. A fronte di una forte urbanizzazione degli ultimi decenni, sono diminuite le opportunità abitative anche per i giovani cervesi e non solo. Dobbiamo stimolare sviluppo Ers e formule abitative calmierate. Questo tema si ripercuote con quello dei servizi per i cittadini, e in particolare per la terza età. Su questo secondo tema dovremo cercare di migliorarci, rafforzando e ampliando i servizi, come ragionare sull’ampliamento Busignani o sviluppo Cohousing per chi ha un livello di autonomia maggiore. Inoltre abbiamo necessità di affrontare il tema dello sviluppo equilibrato del nostro territorio anche in relazione al mondo turistico: in particolare vorrei provare a mettere in campo azioni per rivitalizzare e potenziare i nostri centri commerciali naturali, perché se i centri muoiono o si impoveriscono, muoiono le nostre località.

Qual è la maggiore differenza tra lei e gli altri tre candidati?
«Intanto l’esperienza. Sono stato assessore un anno e mezzo e tanti cittadini mi hanno potuto conoscere al lavoro per la serietà e la volontà all’ascolto e al miglioramento di Cervia che cerco sempre di mettere in campo. Inoltre sono candidato di una coalizione ampia, con tante competenze all’interno, una vera squadra, e con buone relazioni istituzionali in Regione e nei comuni confinanti. Nei prossimi anni dovremo lavorare sempre di più come sistema, e non da soli come Cervia, perché molti temi riguardano tanti comuni e da soli non andiamo da nessuna parte».

Ci sono promesse e/o dichiarazioni emerse da questa campagna elettorale false o fuorvianti che vorrebbe denunciare?
«Preferisco non commentare le idee e le proposte degli altri tre candidati di centrodestra. Preferisco occuparmi della mia campagna, pancia a terra, incontrando tante realtà economiche e tanti cittadini. Ho sempre pensato che bisogna guardare prima a se stessi, anche mettendosi in discussione, e credo che tanti cittadini, di qualsiasi orientamento politico, mi abbiano potuto apprezzare per questo mio approccio».

Qual è la sua posizione sulla vicenda Missiroli e che rapporti mantiene oggi con l’ex sindaco?
«È stata una vicenda personale molto dolorosa, che mai sarebbe dovuta finire sui media nazionali soprattutto per rispetto verso una famiglia e due minori. Sono grato a Mattia per avermi dato la possibilità di fare un’importante esperienza amministrativa».

Nel corso dei suoi interventi ha preso le distanze da alcune scelte e comportamenti delle precedenti amministrazioni a guida Pd, soprattutto sul tema della sicurezza. Quali linee intende cambiare, in generale, rispetto al passato?
«Personalmente penso che delle località sicure siano località più vivibili per chi abita qui tutto l’anno, per chi lavora e per chi viene qui come turista. Sul tema sicurezza è importante essere intransigenti. Di concerto con le forze dell’ordine e il prefetto confido che ci metteremo subito a lavorare per rafforzare il controllo sul territorio, ognuno per propria competenza. Poi credo che “il bello attiri il bello”. Quindi occorrerà sempre di più puntare sulla qualità degli intrattenimenti pubblici e privati, sul decoro del nostro territorio, su una migliore illuminazione. Non esiste “la” soluzione per la sicurezza, ma tante azioni che possono rendere più sicuri i nostri spazi.

Tra i temi più discussi di questa campagna elettorale c’è anche la “discarica” di Montaletto. Quale soluzione propone?
«Posto che il secondo “sito” ha subito già uno stop da Arpae e bisognerà presidiare affinché non sorga mai, sul primo il processo tecnico autorizzatorio è già avanzato e c’è un ricorso al Tar pendente su cui aspettiamo tutti l’esito. Io ho sempre pensato e detto che salute e ambiente sono due principi su cui non si può mai retrocedere. Penso che dovremo andare a trattare direttamente con l’impresa privata e gli enti per trovare soluzioni alternative meno impattanti».

Come candidato più giovane, ritiene che Cervia offra oggi sufficienti opportunità ai giovani? Su quali ambiti sarebbe necessario intervenire?
«Penso che Cervia sia una città piena di opportunità ma che negli ultimi anni si è sviluppata molto di più sulle opportunità turistiche e meno su quelle sociali e pubbliche per i residenti. Molti giovani per ritrovarsi insieme in luoghi chiusi sono costretti a prendere l’auto e ad andare a Cesena, Forlì o Ravenna. Dopo avere risolto i problemi strutturali dovremo aprire l’ex Conad come spazio multifunzionale anche per le associazioni giovanili. Inoltre avremo bisogno di riqualificare i nostri spazi sportivi, molti dei quali hanno diverse necessità anche dovute al fatto che sono datati».

Turismo: quale modello si immagina per Cervia? Ci sono rischi legati all’overtourism o all’economia precaria che il turismo rischia di diffondere?
«Più che di modello turistico bisognerebbe parlare di prodotto turistico che va innovato puntando sempre di più sulla qualità, internazionalizzazione, ambiente, cultura e benessere. È vero che il turismo è un’economia precaria, e non è l’unica, ma nelle nostre località è la nostra principale “industria” da tanti anni, che coinvolge anche un indotto importante di commercio, ristorazione e aziende artigiane che comunque lavorano tutto l’anno. Allo stesso tempo c’è bisogno di svilupparlo in senso equilibrato, per impedire che “attività”, con il proprio modello, creino danni al 99% di attività economiche, all’ambiente o alla cittadinanza stessa. Per fare questo bisogna anche essere più intransigenti sul rispetto delle regole, anche per quanto riguarda le “piccole cose” che comunque creano disagio, come, ne cito una tra tante, i parcheggi selvaggi. Insomma: equilibrio e qualità saranno le parole d’ordine dei prossimi anni».

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