mercoledì
20 Maggio 2026
elezioni cervia

Savelli (Cambia con noi): «Faremo risarcire chi viene a fare danni. Serve un piano di Edilizia Residenziale Sociale»

L'avvocato che ci aveva già provato nel 2014. «Sono elezioni diverse, la città oggi è trascurata. Il Pd? Autoreferenziale»

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Pubblichiamo la seconda delle interviste ai quattro candidati a sindaco di Cervia, in vista delle elezioni del prossimo weekend. Dopo aver ricevuto e pubblicato le risposte del candidato di centrosinistra, è il turno del civico con affinità di centrodestra Paolo Savelli.

Una premessa valida per tutti e quattro: si tratta di risposte che abbiamo ricevuto per iscritto perché ci è sembrato giusto dare loro la possibilità di presentare la propria candidatura nella maniera più completa possibile. È evidente che qualora alcune risposte dovessero essere incomplete o fuorvianti, ogni cittadino potrà trarre le proprie conclusioni.

Stato civile: celibe.
Titolo di studio: laurea in giurisprudenza
Professione: avvocato
Veicoli e immobili di proprietà: «Non capisco l’utilità di questa domanda, preferisco non rispondere».
Ultimo reddito dichiarato: «Non capisco l’utilità di questa domanda, preferisco non rispondere».
Precedenti esperienze in politica: consigliere comunale per tre legislature (2004-2019), candidato sindaco nel 2014.
Tessera da partito (attuale e passate): dal 2013 non ho tessere di partito. Precedentemente sono stato iscritto prima a Forza Italia e poi al Popolo della Libertà sino al suo scioglimento nel novembre 2013. Il giorno successivo mi dimisi da consigliere comunale.
Liste che lo sostengono: Cambia con noi, lista civica

Screenshot

Perché si candida a sindaco? 
«Perché vedo la mia città divisa e in una situazione di fragilità. Poiché mi veniva chiesto di candidarmi, dopo aver riflettuto per una settimana, ho pensato che dopo aver ricevuto tutto dalla mia città, a 48 anni era giunto il momento per me di ripagare Cervia e i cervesi per tutto quanto mi hanno dato e donato».

Tre priorità tre del suo eventuale mandato da sindaco
«Tenga presente che il nostro programma è un programma di fatti, non di voli pindarici. Siamo persone concrete e desideriamo portare concretezza nell’azione amministrativa nell’esclusivo interesse della città tutta. Se mi chiede di tre priorità, posso indicarle queste. Ma le priorità sono più di tre, purtroppo. Sicurezza, per la quale abbiamo un piano articolato che prevede sia l’applicazione sistematica del Daspo Urbano, sia la tolleranza zero verso chi delinque a Cervia. Procederemo in ogni sede per richiedere il risarcimento dei danni subiti dalla città a carico di tutti coloro che verranno identificati per aver posto in essere condotte contrarie alla legge. Chi ha intenzione di venire in questa città per causare problemi imparerà che farlo ha anche un costo economico salato. Chiederemo, sotto l’alta guida del Prefetto e del Questore, di poter sottoscrivere un Patto per la Sicurezza Urbana. Installeremo sistemi di videosorveglianza moderni in grado di registrare immagini h24, così da fornire alle Forze dell’Ordine e di Sicurezza ogni utile elemento e contributo per prevenire e reprimere la commissione di reati. Realizzeremo un vasto piano di Edilizia Residenziale Sociale per garantire ai giovani, alle giovani coppie e alle giovani famiglie di avere una casa a Cervia, crescere qui e, insieme a tutta la comunità, far prosperare la città. Amplieremo la Casa di Riposo Busignani, perché è un dovere morale garantire a chi ha dato tanto e spesso tutto per la nostra comunità di poter trascorrere l’ultima fase della vita a Cervia, in un luogo in cui verrà accudito e amato».

Il primo atto, anche solo simbolico, che metterà in evidenza una discontinuità rispetto al passato
«È mia ferma intenzione procedere subito ad emanare un’ordinanza sindacale finalizzata ad individuare le aree a maggior rischio sicurezza. Questo è un passaggio fondamentale per rendere operativo il Daspo Urbano, primo segnale concreto di attuazione del nostro Piano Sicurezza. In ogni caso, sin dalle prime ore, chiederò di incontrare gli ex sindaci, i dipendenti comunali, i sindacati e le associazioni di categoria: le sfide che attendono la città, per essere affrontate con successo e correttamente, hanno bisogno di grande collaborazione a tutti i livelli cittadini».

Quali ritiene siano stati gli errori più importanti commessi dal Pd nelle precedenti amministrazioni?
«Il Pd è divenuto autoreferenziale. È una tipica degenerazione del processo politico che si manifesta quando non vi è alternanza democratica e Cervia non l’ha sino ad oggi avuta, purtroppo. Certamente, da ultimo, le modalità di azione del Pd e dei suoi alleati nei confronti del sindaco Mattia Missiroli sono state inqualificabili e autoritarie. Quella vicenda ha fatto comprendere a molti che il Pd ha trattato una fase difficile che riguardava tutta la città, come se fosse un mero problema interno alla maggioranza. Questo mi ha profondamente disgustato e credo che questa reazione non sia stata solo mia, ma di molti miei concittadini».

Cosa invece vale la pena mantenere e implementare?
«Purtroppo la città appare trascurata in tantissimi settori e aspetti. Non è solo questione di degrado, di insicurezza o di mancate manutenzioni. È anche questione di mancanza di visione da parte del Pd e dei suoi alleati, che non riescono più a rappresentare un’idea di città. Faccio fatica, onestamente, a individuare ambiti nei quali attualmente non vi siano criticità. Eppure la nostra città ha potenzialità straordinarie. Occorre migliorare sia la nostra capacità di cura dei bisogni, sia il sistema di promo commercializzazione che deve vedere la Fondazione protagonista, sia il comparto delle aree industriali e artigianali, che deve essere sfruttato al meglio perché rappresenta un importantissimo veicolo di produttività e benessere, sia il porto, che sta vivendo problemi anche di natura strutturale, sui quali bisogna intervenire urgentemente. Infine, bisognerà certamente governare le grandi sfide che attendono Cervia nel breve periodo, a partire dalle gare della Bolkestein, ma non solo, penso anche alle esigenze socio-sanitarie della nostra comunità, e soprattutto ai nostri giovani che sempre più si vedono costretti ad andare via da Cervia, su questo dobbiamo assolutamente invertire la rotta. Senza i nostri giovani Cervia non può pensare di crescere o di avere un futuro prospero. Occorrerà anche mettere mano al ribilanciamento tra spiaggia ed entroterra, perché, come spesso ripeto: se muore la spiaggia, muore anche ciò che c’è dietro la spiaggia e se muore ciò che c’è dietro la spiaggia, muore anche la spiaggia. Lo faremo con regolamenti comunali stabili e sfidanti e Protocolli d’Intesa, che permetteranno agli imprenditori di programmare le proprie attività, così da migliorare l’offerta».

Perché il centrodestra non ha trovato un candidato unitario? E chi è disposto a sostenere in caso di ballottaggio?
«La mia Lista Civica “Cambia Con Noi” è al di là delle categorizzazioni centrodestra-centrosinistra. È una lista con candidati che hanno le più svariate provenienze ed esperienze. Noi ci occupiamo di ciò che serve ed è utile a Cervia, senza i condizionamenti dei partiti e senza dover rispondere ad altri che non siano i cervesi. So che viene facile battere il tasto della lista civica di centrodestra, ma è una semplificazione errata, che non rende giustizia delle straordinarie storie personali di chi la compone e che con noi lavora per l’alternanza democratica nella nostra città. La Lista Civica Cambia Con Noi, lo dico con orgoglio profondo, candida 10 donne e 6 uomini, persone che stimo profondamente e che si stanno impegnando senza sosta, con abnegazione e serietà. Per quanto riguarda il ballottaggio, invece, credo che prima ci si debba occupare del primo turno. Penso che il focus debba essere su questo, ora».

Crede che il fatto di essersi già candidato a sindaco, senza successo, possa pesare sull’esito elettorale?
«Lei dice “senza successo” e, a mio modo di vedere, questa è una definizione che non tiene conto di quello che accadeva nel 2014. Il centrodestra era stato atomizzato ed era diviso in partiti la cui consistenza elettorale era sconosciuta, il M5S era già una forte realtà elettorale, il Pd con Renzi raggiunse un risultato straordinario il medesimo giorno alle Europee. C’erano 5 candidati sindaco e, ciononostante, riuscii ad ottenere il 25% dei consensi e per pochissimi voti non costringemmo il PD al secondo turno. Se quindi mi chiede se il risultato del 2014 potrebbe influire su questo del 2026, io le dico che parliamo di due momenti distanti e distinti tra loro, non paragonabili. Queste sono elezioni del tutto diverse da quelle di allora; tante cose sono cambiate e sono cambiato anche io, che non ho più 36 anni».

Nei suoi interventi parla spesso di edilizia pubblica, come crede di affrontare il problema dell’emergenza abitativa?
«Lo sviluppo urbanistico a Cervia è stato mal governato dal Pd per troppo tempo. Si è consumato troppo suolo, senza, tuttavia, pensare alle necessità abitative che i cervesi per primi avevano. Il consumo di suolo zero non è una chimera, ma deve essere un obiettivo chiaro, anche perché è divenuto, a nostro modo di vedere, una necessità. Attualmente i valori del mercato immobiliare rendono assai difficile soprattutto per i giovani poter acquistare casa. Ecco perché il nostro programma prevede un vasto piano di Edilizia Residenziale Sociale, perché solo così potremo dare una risposta che oggi la città non è in grado di fornire, perché mai si è messo mano con decisione a questo dossier importantissimo. La realizzazione di quelle abitazioni farà bene a tutta la comunità e non vedo l’ora di mettermi al lavoro anche su questo capitolo fondamentale per la città intera».

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