sabato
16 Maggio 2026

La scuola Pescarini rilascia 25 diplomi da operatore socio sanitario

Hanno affrontato un percorso di mille ore di cui 450 per due tipologie di stage in vari ospedali della provincia

Le diplomate alla scuola Pescarini
Le Oss diplomate alla scuola Pescarini

Nei giorni scorsi si sono conclusi gli esami per la qualifica di operatore socio sanitario (Oss) alla scuola Arti e mestieri Angelo Pescarini. Su 26 persone che hanno partecipato al corso biennale, in 25 hanno superato le prove. L’11 febbraio torneranno a scuola, stavolta per ricevere dalle mani dell’assessora alle Politiche sociali Valentina Morigi il diploma che consentirà loro di accedere alla professione che potranno svolgere in vari ambiti e strutture. Tra le nuove Oss, ad esempio, c’è Nadia che vorrebbe lavorare soprattutto in strutture piccole e hospice. «In più – dichiara-, penso che sarebbe interessante lavorare con pazienti psichiatrici». Adelaide invece vorrebbe dedicarsi ai pazienti disabili, mentre Ramona spera di poter lavorare con le persone anziane, «come ho fatto – afferma- durante il mio tirocinio, anche e soprattutto perché non ho potuto purtroppo assistere mia nonna e ne ho il rimpianto».

«Sono tutte persone, in prevalenza donne, molto motivate che hanno fatto anche sacrifici per poter sostenere le spese del corso – dichiara il direttore Luciano Casmiro –. Ma sono convinto che questo sforzo verrà ripagato con una occupazione stabile poiché c’è domanda sul mercato del lavoro. L’ingresso di figure così formate nelle strutture socio sanitarie contribuirà ad accrescere la qualità dei servizi offerti alle fasce più deboli”.

Il corso di Oss alla scuola Pescarini è articolato in 1000 ore di cui 450 per attività in due tipologie di stage, rispettivamente in ambito sanitario negli ospedali di Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia (225 ore) e in ambito sociale in Case Residenza Anziani e in servizi di tipo socio- assistenziale, socio riabilitativo (225 ore) che hanno sede nella provincia di Ravenna.

Le lezioni sono tenute da medici dell’Ausl e da personale docente qualificato. Il corso ha un costo di 2.700 euro rateizzabili. Negli ultimi 3 anni la Pescarini ha organizzato 9 corsi da cui sono uscite 134 oss che hanno da subito trovato lavoro in case di riposo, centri diurni e altre strutture a carattere assistenziale. Dei 134 operatori socio sanitari che hanno conseguito il titolo nell’ultimo triennio alla Pescarini 22 sono uomini, 112 sono donne. Sempre riferito al dato dei 134 operatori, 87 sono italiani e 47 di provenienza straniera. Intanto la Pescarini ha organizzato un nuovo corso per formare altre figure che partirà alla fine di febbraio.

Ingresso illegale nel territorio: dieci persone denunciate dalla polizia

Controlli in varie zone della città. Tutti sono stati muniti di provvedimento di espulsione da parte del questore

Dieci persone sono state denunciate a piede libero  per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio. Nell’ambito dei servizi di controllo straordinario predisposti dal questore di Ravenna, Rosario Eugenio Russo, per il rafforzamento delle misure di prevenzione e repressione dei reati che è stato attuato, per l’occasione, dagli agenti della sezione volanti dell’ufficio Prevenzione generale, da quelli dell’ufficio Immigrazione della Questura di viale Berlinguer, con la partecipazione degli uomini del reparto prevenzione Crimine “Emilia Romagna”.

L’attività di controllo del territorio, effettuata con particolare riferimento, oltre che nel centro storico, anche nelle note aree dei Giardini Speyer, dello scalo ferroviario e delle zone limitrofe ha consentito di rintracciare ed individuare dieci persone, di varie nazionalità (Albania, Tunisia, Senegal, Nigeria, Egitto e Kosovo), risultate a vario titolo non in regola con le norme sul soggiorno degli stranieri in Italia.  Gli stessi sono stati muniti di provvedimento di espulsione

Nel turno infrasettimanale la Rekico prova a espugnare la “fortezza” di Cremona

Basket B / Domani, mercoledì 30 gennaio, i faentini affrontano in terra lombarda la Juvi Ferraroni, capace di vincere ben otto delle nove gare disputate in casa. Friso: «Per vincere dovremo essere molti lucidi e pazienti»

Rekico
Il gruppo della Rekico Faenza

Turno infrasettimanale ricco di insidie per la Rekico, di scena domani, mercoledì 30 gennaio, in casa della Juvi Cremona 1952 Ferraroni, gara in programma alle 21 che sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dei Raggisolaris. Un match che si preannuncia molto duro, perché Cremona sta vivendo un momento positivo, tanto da essere in corsa per un posto nei playoff nonostante sia alla sua prima stagione in B. Nel match di andata la Rekico si è imposta 77-59, ma questa volta il copione sarà differente, perché i lombardi hanno conquistato ben 16 dei 20 punti in classifica davanti al pubblico amico.

«Arriviamo a questa difficile partita dopo la buona prestazione contro Reggio Emilia – sottolinea il coach Massimo Friso – dove siamo partiti tesi e contratti per poi scioglierci, ritornando a segnare con continuità da tre punti e a difendere come avevamo fatto nel girone d’andata. A Cremona troveremo una squadra che gioca una pallacanestro aggressiva e veloce grazie ai suoi lunghi atipici, che non danno punti di riferimento e sono bravi anche a tirare da fuori. La Juvi è una delle rivelazioni del campionato e in casa propria si esalta, come dimostra anche la differenza di rendimento con le partite in trasferta, ma domenica a Vicenza ha perso di un punto dopo essere stata avanti per oltre 39 minuti, a testimonianza dell’ottimo momento che sta attraversando. Il gruppo di giocatori è molto valido ed è guidato dall’esperienza di Valenti e Bona, senza dimenticare le doti offensive di Esposito e Veronesi, protagonisti di un’ottima stagione. Per vincere dovremo essere molti lucidi e pazienti nel leggere i cambi difensivi e muovere bene il pallone in attacco per colpire in velocità. Inoltre servirà grande attenzione, perché se lasciata giocare Cremona è davvero pericolosa».

Gli avversari Una squadra rivelazione che ha nel proprio campo l’arma in più. Questa è in sintesi la stagione della Juvi Cremona 1952 Ferraroni, neopromossa che dopo un avvio in salita è entrata in zona play off, tenendo testa anche alle prime della classe. Merito dell’ottimo score casalingo, perché al PalaRadi in nove gare disputate è passata soltanto l’Urania Milano. La Juvi ha portato anche in serie B l’assetto di gioco che le ha permesso di vincere il campionato di serie C Gold e settimana dopo settimana coach Pierluigi Brotto ha trovato grande apporto da tutti i giocatori, soprattutto dal playmaker Bona, miglior realizzatore dei lombardi con 16.5 punti di media. Insieme all’esperto Valenti (13 punti di media) forma una temibile asse play-pivot ben coadiuvata dagli altri due realizzatori Veronesi (guardia) e dall’ala forte Esposito (11.5). Il resto della squadra lotta senza risparmiarsi, abbinando il talento all’aggressività. Di grande impatto sono la guardia N’Diaye Ababacar e i compagni di reparto Manini, Speronello, capitan Vacchelli e Belloni. Ad allungare le rotazioni è arrivato da Olginate il pivot Cusinato, che ha debuttato domenica scorsa nel match perso a Vicenza.

I giovani spadisti Merendi e Pizzini brillano nel circuito europeo Under 23

Scherma / Nella competizione svolta a Busto Arsizio i due portacolori del Circolo ravennate della Spada sono riusciti entrambi a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta

PizziniMerendi
I due spadisti ravennati Alessia Pizzini e Manuele Merendi

Nel fine settimana appena trascorso Busto Arsizio, in provincia di Varese, è stato protagonista della spada internazionale con una prova del circuito europeo Under 23: per il Circolo Ravennate della Spada sono scesi sulle pedane della Pro Patria et Libertate gli atleti Manuele Merendi e Alessia Pizzini. Dopo una buona prestazione alla fase dei gironi che vale a Merendi la qualificazione agli assalti diretti, l’atleta giallorosso (classe 1998) è fermato dalla mano più esperta di Federico Bollati. 37ª dopo i gironi, Alessia Pizzini (classe 2001) batte invece nella sfida diretta la connazionale Laura Cresta per poi veder sfumati i sedicesimi di finale per una sola stoccata, 14-15, contro Sara De Alti, che si classificherà ottava. Una buona prova per i due atleti ravennati e un ottimo allenamento per Alessia Pizzini, che il prossimo fine settimana sarà impegnata a Bratislava in rappresentanza del tricolore, nonché dell’eccellenza schermistica ravennate, alla Coppa del Mondo Giovani di spada femminile.

Finora sempre vittorioso, il rullo compressore Acsi Ravenna chiude in testa l’andata

Volley D femminile / Capace di conquistare 38 dei 39 punti in palio, la squadra di Beccari e Ferrari conduce il proprio girone con ben sei lunghezze di vantaggio sull’inseguitore Russi

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L’organico dell’Acsi, capolista del girone D di Serie D femminile

L’Acsi Volley Ravenna ha concluso in testa alla classifica il girone di andata del campionato regionale di Serie D, staccando di sei punti la seconda in classifica Russi e lasciando finora alle avversarie solo sette set in tredici gare. Una vera macchina di vittorie, capace di conquistare ben 38 dei 39 punti in palio, il gruppo formato dalle ragazze dei coach Nino Beccari e Valentina Ferrari, che hanno saputo dare alla squadra il giusto equilibrio con l’obiettivo di conseguire la promozione nella serie superiore, sfiorata lo scorso anno, conseguendo risultati esaltanti in un campionato difficile che vede in lizza le compagini delle provincie di Rimini, Ravenna, Forlì, Ferrara e Bologna. Dopo la breve sosta invernale il torneo riprenderà il 31 gennaio, con l’Acsi che ospiterà la Pallavolo Alfonsine.

«E’ con legittimo orgoglio – dichiara il presidente Italo Ferrari – che applaudo e ringrazio con affetto tutte le ragazze per l’impegno e l’attaccamento dimostrati in questa prima parte del campionato. Il mio auspicio è che possano continuare con la stessa determinazione e la stessa grinta, per arrivare al traguardo della tanto desiderata promozione in C».

Questa la rosa dell’Acsi Ravenna: Michela Alfieri, Federica Bandini, Vania Baravelli,  Silvia Battara, Carlotta Bendandi, Sara Corradin, Sara Cottifogli, Nicoletta Fabbroni, Jessica Francisconi , Giulia Leoni, Chiara Lolli, Laura Zebi.

Fornite all’Ausl cinque ambulanze senza collaudo. M5S: “Subito un’indagine interna”

Il caso sollevato dal Tg Regionale: cinque mezzi non avevano superato il test ma erano state registrate ugualmente al Pra dalla ditta fornitrice

AmbulanzaDiverse ambulanze in servizio all’Ausl Romagna non a norma con i collaudi. Il caso è stato sollevato dal Tg3 Regionale in un ampio servizio andato in onda mercoledì mattina. In particolare cinque ambulanze sono state iscritte al Pubblico registra automobilistico nonostante non avessero passato il collaudo intestandole direttamente all’Ausl della Romagna dal 1° ottobre 2018, anziché procedere, essendo ancora nei termini, all’annullamento dell’immatricolazione. Ne è nato un contenzioso con l’azienda fornitrice (genovese) che non ha rilasciato dichiarazioni in merito al telegiornale. Cinque le ambulanze che non avrebbero passato il collaudo. Un caso che ha portato l’Ausl Romagna alla risoluzione del contratto.

Inoltre per altre tre auto mediche, consegnate il 7 giugno del 2018 e collaudate positivamente a settembre dello stesso anno è stata inviata dal Responsabile Vendite della concessionaria, una nota con cui è stato comunicato all’Ausl della Romagna il blocco della consegna delle medesime, le quali attualmente non sono pertanto nella materiale disponibilità dell’Azienda Sanitaria pur essendo state registrate al Pra dal fornitore, a nome dell’Azienda.

Il caso è arrivato in Regione dove il consigliere Andrea Bertani (Movimento 5 Stelle) chiede un’indagine amministativa interna  riguardo alla gara da oltre 6 milioni di euro per la fornitura di ambulanze e automediche per l’Ausl Romagna.  “Anche se l’Ausl ha già specificato che le inadempienze non hanno avuto ricadute negative sul servizio offerto alla collettività – aggiunge Bertani – riteniamo che questa versione sia davvero poco credibile visto che visto che solo una parte dei mezzi previsti dalla gara sono stati consegnati, ovvero 26 ambulanze su 35 e 2 automediche su 7. Ecco perché chiediamo alla Regione di avviare un’indagine amministrativa interna per fare luce sui tanti dubbi che emergono da questa gara”.

Monumenti statali: nell’ultimo anno 335mila euro di incassi in più rispetto al 2017

La Basilica di Classe cresce ancora. Il Mausoleo di Teodorico si avvicina ai cinquantamila paganti. Primo bilancio per Classis: 10.855 ingressi in due mesi, oltre 6mila gratuiti

Basilica Di Sant Apollinare In Classe Esterno
Sant’Apollinare in Classe

La Basilica di Classe torna sopra quota centomila visitatori paganti, il Mausoleo di Teodorico si avvicina ai cinquantamila. Dopo anni di crisi, specialmente nella chiesa di Classe, nell’ultimo biennio sono tornati a crescere in maniera significativa i visitatori nei due monumenti statali che, dal novembre del 2017, hanno visto la gestione dei servizi di accoglienza affidati all’Amministrazione Comunale tramite la fondazione RavennAntica. Un bilancio ampiamente positivo quindi per il primo anno di attuazione dell’Accordo di Valorizzazione siglato dal Ministero dei Beni Culturali, Regione, Provincia e Comune di Ravenna che registra complessivamente (calcolando anche il Museo Nazionale, il Battistero degli Ariani e il Palazzo di Teodorico) un incremento degli incassi nel 2018 del 40% rispetto al 2016/17 che è passato in tre anni da 835.312 a 1. 173.536 euro.

Mausoleo di Teodorico
Mausoleo di Teodorico

I dati dei monumenti statali A Classe i visitatori totali sono saliti a 190.001, con un bell’incremento dei paganti (passati da 92.375 a 108.448, nel 2016 erano 86.547). Nel Mausoleo di Teodorico, pur in presenza di un calo dei visitatori totali (90.786 contro i 94.610 registrati nel 2017), si è comunque assistito ad un aumento dei paganti, cresciuti di quasi settemila unità e arrivati a 48.448.

In particolare, gli incassi della Basilica di Sant’ Apollinare in Classe e del Mausoleo di Teodorico nel 2018 ammontano rispettivamente a 718.373 euro rispetto ai 500.000 euro del biennio precedente e a 227.669 euro rispetto ai 160.000 euro del 2016 e del 2017. In generale i visitatori che entrano a titolo gratuito sono in continuo calo e si sono assestati sotto quota duecentomila nel 2018.

In questo primo anno di convenzione e coordinamento dei servizi del sistema museale statale e comunale RavennAntica, di concerto con il Polo Museale, si è dedicata all’approntamento dei servizi per l’accesso, tale da garantire che i book-shop fossero adeguatamente riforniti, assortiti e continuamente monitorati in relazione alla tipologia dei visitatori e ai periodi di affluenza. Sono stati istituiti, inoltre, i servizi di audioguida e di visite guidate per visitatori singoli e famiglie, attivi dalla seconda metà del 2018 e già fruiti da 3.365 visitatori per quanto riguarda le visite guidate e da 2.820 visitatori per quanto riguarda le audioguide.

Museo Classis
Museo Classis

ll bilancio di Classis L’occasione è stata buona anche per fare un primissimo bilancio di Classis. Nel nuovo museo sono stati staccati 10.855 biglietti fino ad oggi, di cui circa 6.200 gratuiti. È il primo redniconto ufficiale della struttura che è stata inaugurata l’1 dicembre, quindi si riferisce ai primi due mesi di vita. I dati sono stati forniti in conferenze stampa questa mattina.
Nelle prossime settimane, attorno al museo di Classis, si darà vita ad un comitato scientifico a cui parteciperanno esponenti del Mibac, del mondo culturale locale e rappresentanti dell’Università di Bologna. Nel frattempo sarà messo a punto anche un calendario di eventi (incontri, conferenze, animazioni didattiche) mentre prenderanno il via (assieme al Mar) i cosiddetti “laboratori di inclusione digitale”.

Oltre al bilancio del primo anno dell’Accordo di Valorizzazione, i componenti del comitato di controllo e di coordinamento formato da rappresentanti del Mibac, del Polo Museale regionale, del Comun e di RavennAntica hanno anche valutato iniziative di prospettiva e gli obiettivi per il futuro, fra cui: una ulteriore qualificazione dei servizi per l’accesso ai siti (dalle visite guidate ai book-shop), un sistema di prenotazione online e bigliettazione integrata fra monumenti e musei statali e comunali, con offerte diversificate per tipologia e validità, una coordinamento permanente per la programmazione degli eventi.

Il sindaco Michele de Pascale ha sottolineato che il governo presente ha voluto dare continuità all’accordo siglato col precedente. «Ora siamo davanti alla necessità di costruire e integrare i sistemi dell’offerta, i percorsi e le relazioni tra i diversi siti culturali per vincere la sfida di mettere ancora più in valore il nostro patrimonio». Il consigliere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Daniela Tisi, ha commentato positivamente il nascente circuito storico-culturale ravennate: «I dati dimostrano che fare rete non soltanto funziona, aumentando il flusso di visitatori, ma che può avere positive ripercussioni anche sul tessuto economico e imprenditoriale del territorio. Questo è uno dei motivi per cui il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, ha voluto istituire presso il Mibac una commissione con il compito di studiare possibili forme di gestione integrata del nostro patrimonio culturale, attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, con la duplice finalità di far sì che i siti e i musei meno conosciuti possano entrare a far parte dei circuiti turistici più frequentati e, contemporaneamente, aumentare l’offerta culturale e la qualità dei servizi per i visitatori».
«Lo spirito dell’accordo – ha concluso l’assessore alla Cultura Elsa Signorino – è stato quello della massima accessibilità al patrimonio, nell’interesse dei cittadini, con ricadute positive anche sui flussi del turismo culturale, facendo in modo che i visitatori non dovessero districarsi tra diverse titolarità, ma potessero accedere in maniera agevole, competente e informata. In quest’ottica si è cominciato riorganizzare profondamente i servizi di base, rendendoli più efficienti e di maggiore qualità. Attualmente si sta lavorando per mettere in campo nuovi servizi che rendano ancora più completa l’esperienza di visita».

La Regione: «Entro la fine dell’estate la riapertura della Ravegnana»

La previsione dell’assessore Donini (Trasporti). Il consigliere regionale Bertani (M5s) annuncia un decreto del Governo da 7 milioni di euro per la viabilità alternativa

Tre milioni per la provincia di Ravenna e altri quattro per quella di Forlì-Cesena. È questo lo stanziamento previsto da un decreto del Governo Conte per «sistemare la viabilità alternativa» nei due territori colpiti dalla chiusura della statale 67 Ravegnana dal 25 ottobre scorso a causa di una frana dell’argine all’altezza di San Bartolo con il crollo di una diga sul fiume Ronco. È Andrea Bertani (M5s) a comunicarlo in assemblea legislativa regionale a Bologna durante un question time dedicato al problema della chiusura della strada e i «forti disagi anche per le aziende» della zona. «Per anni si è continuato solo con la manutenzione ordinaria. Si è pensato solo alle grandi rotte – ha detto Bertani – ma ora la manutenzione della piccola viabilità sta tornando».

L’assessore ai Trasporti Raffaele Donini da parte sua ha replicato annunciando la riapertura della Ravegnana «entro la fine dell’estate». Entro febbraio saranno erogati dalla Regione 200 mila euro per le opere dedicate alla viabilità alternativa. E conclusi i lavori di ripristino sul fiume Ronco, di competenza della Protezione civile, Anas «procederà celermente» ripristino dell’arteria.

Congresso Pd, duemila al voto nei circoli: Zingaretti 50,7 percento, Martina 32,8

Risultati provinciali: hanno votato la metà degli iscritti. Giachetti completa il podio con il 14 percento. Primarie aperte il 3 marzo

De Pascale Zingaretti PdNicola Zingaretti conquista la maggioranza dei duemila voti espressi dagli iscritti ai circoli Pd in provincia di Ravenna nell’ambito della scelta dei candidati alle primarie aperte del 3 marzo. Le convenzioni di circolo si sono concluse domenica 27 gennaio: hanno partecipato 1.984 persone pari a circa il 50 percento degli iscritti al Partito democratico. Di seguito i risultati delle votazioni (dati diffusi dalla segreteria provinciale): Nicola Zingaretti 992 voti (50,64 percento), Maurizio Martina 642 (32,77), Roberto Giachetti 274 (13,99), Dario Corallo 16 (0,82), Maria Saladino 28 (1,43), Francesco Boccia 7 (0,36). Spetterà ora alla convenzione nazionale sancire il risultato dato dai territori e determinare quali saranno i tre candidati più votati che, dunque, potranno accedere alla fase delle primarie del 3 marzo.

«Al termine di questa prima fase congressuale – ha detto il segretario provinciale Alessandro Barattoni – non posso che esprimere soddisfazione per la partecipazione riscontrata. I congressi di circolo non sono stati solo uno strumento di voto, ma un’occasione di confronto e discussione sul futuro del partito, dell’Italia e dell’Europa. Adesso lavoreremo insieme, raccogliendo lo spirito positivo e ricco di spunti di questa fase, per rendere il più possibile partecipate le primarie del 3 marzo. Nelle prossime settimane verranno organizzate tante iniziative del Pd e dei comitati. Invito tutti i cittadini a partecipare affinché il congresso sia utile a condividere preoccupazioni idee e progetti nella discussione. Un grande ringraziamento va ai tanti militanti e volontari che hanno organizzato le assemblee, permettendo al nostro partito di rimanere l’unico nel quale uno vale uno e che coinvolge e interroga i suoi iscritti nei processi decisionali».

In provincia redditi verso il basso: meno del 4% supera i 55mila euro annui

Le dichiarazioni dei ravennati: oltre un terzo della popolazione denuncia meno di ventimila euro l’anno e quasi un quarto non arriva a 10mila, in 943 hanno reddito pari a zero

Sostegno Al RedditoUn imponibile medio di poco inferiore ai ventimila euro (19.569 euro) con due territori alle estremità della ricchezza provinciale: da una parte Cervia (17.591 euro) e dall’altra Ravenna (21.445 euro). Questa è la fotografia dei redditi nel territorio. I dati sono riferiti alle dichiarazioni dei redditi 2017 e sono pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nelle fotografia che fa ogni anno alle dichiarazioni degli italiani.

Al di là dei dati comunali, che si trovano nella tabella pubblicata in pagina, vale la pena dare un’occhiata a come questo reddito sia distribuito. I cittadini che dichiarano oltre 120mila euro di reddito complessivo sono in totale 1.946, ovvero lo 0,65 percento dei contribuenti totali. La maggior parte di essi (845 persone) vive nella città capoluogo, 363 abitano a Faenza, 194 a Lugo e 158 a Cervia.

L’1,35 per cento della popolazione contributiva (4.069 persone) ha redditi tra i 75mila e i 120mila euro mentre sono 5.815 le dichiarazioni dei redditi che certificano un tenore di vita nella forbice tra i 55mila e i 75mila euro (1,92 per cento). Secondo i parametri degli scaglioni Irpef, queste persone sono la fascia benestante della popolazione (l’aliquota oltre i 55mila euro è del 41 per cento). Possiamo quindi dire che il ceto medio-alto a Ravenna sia composto da 11.830 persone, pari al 3,92 per cento dei contribuenti.

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I redditi medi dei comuni in provincia di Ravenna (dichiarazioni 2017)

Il ceto medio è rappresentato da un’ampia fascia di contribuenti che piazza il suo reddito annuo tra i 26mila e i 55mila euro. Si tratta di una fascia molto ampia in cui possono ballare varie posizioni lavorative. Non a caso all’interno di questa troviamo 64.786 contribuenti, pari al 21,49 per cento delle dichiarazioni presentate in provincia. La maggior parte dei contribuenti è però inquadrata nella fascia di reddito che vede un imponibile tra i 15mila e i 26mila euro. È qui che si concentra l’imponibile di 104.178 persone. Non certo un reddito che permette grossi risparmi e che è in linea del resto con la media provinciale che non tocca i 20mila euro annui. Si parla in questo caso del 34,55 per cento delle persone.

Si arriva quindi alle fasce più basse di reddito, tra i diecimila e i quindicimila euro ci sono 44.897 contribuenti. In questo caso il 14,89 per cento del totale. A Preoccupare però dovrebbe essere l’ampia fascia di popolazione che dichiara un reddito sotto i diecimila euro. Sono 71.277 persone ed è la seconda platea più numerosa tra quelle viste sino ad ora. Rappresenta il 23,64 per cento dei contribuenti e vive evidentemente con molte difficoltà la crisi economica. Ci sono, infine, 943 persone che dichiarano zero euro. Si tratta dello 0,31 per cento del totale. Ne deriva quindi che 117.117 contribuenti vivono con un reddito inferiore ai 15mila euro. In termini percentuali è il 38,85 percento del totale. In questi scaglioni di reddito ci sono probabilmente molti giovani e forse anche qualche “furbetto” ma la lettura che esce dal quadro provinciale è un ceto medio schiacciato verso il basso. Per quanto riguarda i singoli territori comunali, dopo Ravenna, il territorio con l’imponibile medio più alto è quello di Sant’Agata sul Santerno (21.074 euro) seguito da Lugo (20.946 euro). Sopra i ventimila euro di imponibile si trovano anche Bagnara di Romagna, Faenza e Castel Bolognese. Sotto i diciottomila, oltre la già citata Cervia, c’è Casola Valsenio.

È morto Elio: aveva 107 anni, tra i 10 italiani più anziani. La sorella morì a 106

È stato contadino e muratore poi aprì un bar in paese prima della seconda guerra mondiale e lo gestì per vent’anni. Il cordoglio del sindaco. La solarolese più longeva rimane Agnese Bassani morta tre anni fa a 107 anni e 256 giorni

Eliio Mignani 107 Anni 01Era nato prima dello scoppio della prima guerra mondiale, il 5 giugno 1911. Nella mattinata di ieri, 28 gennaio, all’età di 107 anni a Solarolo è morto Elio Mignani, il più anziano cittadino solarolese e, secondo le statistiche ufficiose del sito supercentenariditalia.it, era il nono uomo più anziano d’Italia (la 153esima persona se si considerano anche le donne over cento). Nonno Elio ha vissuto per l’esattezza 107 anni e 238 giorni. Era arrivato ad un passo dal record assoluto di longevità cittadina: Agnese Bassani si era spenta tre anni fa a 107 anni e 256 giorni. Ma la famiglia Mignani non è nuova in fatto di longevità. La sorella maggiore di Elio, Domenica, aveva raggiunto 106 anni e 126 giorni.

Da quattro anni viveva alla casa residenza Bennoli, Mignani ha sempre vissuto a Solarolo. Da giovane ha svolto diversi lavori: dal contadino al muratore, fino al barista. Aprì un caffè in paese prima della Seconda Guerra Mondiale, gestendolo per oltre vent’anni. Negli anni Cinquanta comprò una licenza per la compravendita di mangimi, che poi iniziò a produrre in proprio, acquistando cereali e lavorandoli con un mulinetto ed un miscelatore. Elio non ha fermato la sua voglia di fare e la sua creatività nemmeno quando è andato in pensione, realizzando fino ai cento anni delle artistiche specchiere in legno, da regalare ad amici e parenti.

«A nome dell’intera comunità di Solarolo porgo le più sentite condoglianze alla famiglia di Elio Mignani, scomparso alla veneranda età di 107 anni. È stato testimone attento di molti momenti importanti della storia recente di Solarolo e con lui scompare un’altro punto di riferimento di questa comunità. Ci mancherà». Questo il telegramma che, in giornata, il sindaco Fabio Anconelli ha inviato ai suoi familiari.

“Lavori in corso” in piazza a Ravenna: il bar Tazza d’oro riapre in marzo

Entrerà nell’orbita della società veneta che già ha rilevato diversi locali del centro

Tazza OroChiuso già da qualche giorno, riaprirà a inizio marzo completamente rinnovato uno dei bar che si affacciano sulla piazza principale di Ravenna. Si tratta del “Tazza d’oro”, in piazza del Popolo, entrato nell’orbita della società veneta che già ha acquisito in passato diversi bar della città bizantina, tra cui Ramiro, in piazza Caduti, e l’ex Silvano di piazzetta Einaudi.

«Continuerà a chiamarsi “Tazza d’oro” perché è un bar storico di Ravenna – commenta quella che sarà la nuova direttrice del locale, Valentina Cacace – ma sarà completamente rinnovato negli arredamenti e nei colori». Nessuna novità invece per quanto riguarda la sua “funzione”: resterà un tradizionale bar a servizio della piazza, con tanto di tavolini all’aperto.

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