Il sindaco commenta “La forza incredibile di Alex Zanardi”
Immagini spettacolari sono quelle che arrivano da Cervia dove in questo 22 settembre 2700 atleti da tutto il mondo sono impegnati nell’impresa dell’Ironman, gara che include nuoto, corsa e bici. Tra i partecipanti come noto anche Alex Zanardi a cui il sindaco Luca Coffari aveva assicurato: “Tutta la città fa il tifo per te!!”. E oggi, durante la gara, sempre il sindaco ha pubblicato su Facebook la foto di Zanardi commentando: “A volte una foto vale più di mille parole. La forza incredibile di Alex Zanardi.”
Questa sera festa con i fuochi d’artificio che salutano l’ultimo atleta all’arrivo sul lungonare intorno alle ore 23.30. Domani le premiazioni.
Tre arresti grazie a una lunga indagine della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena. I lavoratori costretti in alloggi sovraffollati e costretti anche a 14 ore di lavoro al giorno
Immagini di repertorio
Riguarda anche alcune imprese agricole del Ravennate l’indagine della Guardia di Fiananza di Forlì-Cesena che ha portato all’arresto di tre persone di nazionalità marocchine con l’accusa di reclutamento e sfruttamento di manodopera in imprese agricole tra Forlì-Cesena, Verona e appunto Ravenna. Le indagini sono state avviate in seguito a segnalazioni di alcuni lavoratori alla Guardia di Finanza nell’estate del 2017. Per trovare un riscontro, è stata messa in atto una lunga e complessa attività investigativa effettuata dalle Fiamme Gialle che è consistita in sopralluoghi, pedinamenti ed appostamenti, intercettazioni telefoniche, accertamenti finanziari, perquisizioni e sequestri di documentazione utile per i successivi riscontri incrociati. Parallelamente, l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail di Forlì hanno armonizzato la propria attività ispettiva amministrativa con quella di polizia giudiziaria.
È così emerso che le tre persone arrestate gestivano, anche tramite “prestanome”, diverse società cooperative con cui avevano reclutato decine di lavoratorida destinare a imprese agricole operanti soprattutto nel settore dell’allevamento dei polli. Le condizioni a cui erano costretti i lavoratori erano degradanti, con compensi orari compresi tra i 3 e i 6 euro, e orari che poteva arrivare a 14 ore al giorno con forte caldo d’estate e freddo invernale, talvolta senza neanche fornire cibo ed acqua (anzi, ogni infortunio o malattia comportava rimproveri e penalizzazioni per il lavoratore stesso).
I lavoratori vivevano in alloggi sovraffollati e senza adeguati servizi igienici (e talvolta anche senza materassi per tutti) per cui tuttavia dovevano versare un esose canone mensile.
Le vittime di tali abusi sono tutte persone particolarmente fragili e quindi ricattabili: richiedenti protezione internazionale in attesa di risposta, stranieri irregolari, soggetti con temporanei permessi di soggiorno. E come non bastasse, subivano continue minacce.
Oltre alla custodia cautelare in carcere per i tre artefici dell’attività organizzata di reclutamento e sfruttamento, il Gip – su richiesta del Pubblico Ministero – ha disposto il sequestro di diversi mezzi utilizzati per trasportare i lavoratori (ai fini di una successiva confisca). Inoltre, tra le persone indagate vi sono due imprenditori locali, i quali hanno già ricevuto l’informazione di garanzia e per i quali sarà valutata ogni responsabilità per l’utilizzo presso le loro aziende agricole (formalmente mediante contratti di appalto) di numerosi lavoratori reclutati e sfruttati dalle citate cooperative. Nei confronti di sei società sono stati infine notificati gli avvisi di garanzia in ordine alla responsabilità dell’impresa nella commissione del reato contestato da parte dei suoi rappresentanti. “L’attività di polizia economico finanziaria effettuata è in linea con la vocazione sociale del Corpo tesa al contrasto del lavoro sommerso e di tutte le forme di illegalità ad essa collegate e volta a salvaguardare il diritto al lavoro affinché si rispetti l’uguaglianza tra le persone, la coesione della comunità e la tutela delle fasce più deboli” conclude il comunicato stampa delle Fiamme Gialle.
Nell’ambito di “Giardini& Terrazzi”, a Palazzo Rasponi, installazioni, incontri e mostre dedicate ai nuovi orizzonti del rapporto fra uomo e natura
Nell’ambito della manifestazione dedicata al gardening e alla progettazione di spazi verdi Giardini&Terrazzi in programma fino a domenica 23 a Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste e la zona antistante, in piazza Kennedy, ospitano il cuore culturale della rassegna “Green Thoughts”, primo momento della terza edizione di “Appunti per un Terzo Paesaggio”, il progetto in più azioni ideato da Rete Almagià e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna.
“Green Thoughts-Pensieri” verdi nasce come riflessione intorno all’idea contemporanea verde e del paesaggio, allargando lo sguardo sulle arti visive, sulla produzione “verde” del nostro territorio e accogliendo parole e riflessioni intorno alla relazione tra l’uomo e la natura in chiave ecosistemica e multidisciplinare, con, a Palazzo Rasponi, un’attenzione specifica alla Cura, del paesaggio, della natura e, attraverso loro, alla cura di noi stessi, attraverso il pensiero del paesaggista francese e teorico Gilles Clément, fil rouge di “Appunti per un Terzo Paesaggio”.
Per quanto riguarda le arti visive “Green Thoughts” ospita una mostra di giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna che lavorano intorno all’idea del “naturale”, utilizzando materie organiche, approcci biomimetici, tecniche diverse, frequentemente sperimentali : dal mosaico (Shani Militello e Sara Vasini) ai mixed media ( Lia Maggioli, Isotta Folli, Silvia Salvati) e alla pittura ( Lorenzo Scarpellini). Una sezione espositiva è dedicata anche alla produzione di DesignArt degli Opifici Dal Re e alle opere in feltro e tessili di Fiber Art di Rossella Piergallini, Primarosa Cesarini Sforza, Lea Contestabile e Angela Corelli con il suo Giardino Rubino. Per la fotografia sono invece presenti Delio Mancini e le giovanissime Cecilia Ghigi e Reka Jakabffy.
Inoltre, “Green Thoughts” è soprattutto uno spazio per ascoltare e condividere forme di pensiero, di sguardo e di esperienze sul paesaggio attraverso guide e narratori d’eccezione. Quest’anno la prima conferenza, in programma sabto 22 settembre, è del naturalista Giorgio Lazzari, dell’Associazione L’Arca, che continua il suo viaggio attraverso la biodiversità stupefacente del nostro territorio nell’ultimo volume che ha curato : NatuRavenna. Seguono, sempre sabato 22, Mario Bencivenni , storico dell’architettura dei Giardini e docente alla Scuola di Specializzazione in restauro dei monumenti e giardini storici e del paesaggio de “La Sapienza di Roma” con la conferenza “Homo in hortis: ovvero abitare la cura” e Alberto Giorgio Cassani, docente di Elementi di Architettura e Urbanistica e di Storia dell’Architettura contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Venezia e di Elementi di Architettura e Urbanistica all’Accademia di Belle Arti di Ravenna con “ Il giardino: opera di Dio o degli uomini”. La riflessione della relazione, ricca, alle volte conflittuale ma piena di opportunità, tra natura, paesaggio e urbanità diffusa è invece affrontata dalla saggista e scrittrice Marina Mannucci, dalla critica d’arte Sabina Ghinassi e dagli architetti di Officina Meme ne “ i Radicanti”.
La giornata di domenica 23 invece parte dalla progettazione olistica nell’interior design e nel recupero degli edifici di Ivano Ferri di I cugini Toccasana con “ La casa che aiuta”, mentre Carla Scala e Anita Guardigli dell’Associazione Asja Lacis ci accompagnano attraverso il diario di noi stessi scritto attraverso il giardino con “Un giardino tutto per sé”, workshop a numero chiuso di scrittura autobiografica (prenotazione obbligatoria).
Nel pomeriggio della domenica sarà invece proiettato il documentario Le jardin en mouvement di Olivier Comte, dedicato a Gilles Clément e, come conclusione, il primo dei “Dialoghi del Terzo Paesaggio 2018”: Sabina Ghinassi e Massimiliano Fabbri, artista e curatore del Museo Varoli di Cotignola, parlano di “ Terzi Paesaggi culturali : siamo tutti selvatici?”, una conversazione sul selvatico come topos contemporaneo tra arte, società e nuove fenomenologie.
“Green Thoughts”, infine, è anche uno spazio di racconto e di storydoing delle esperienze tradizionali e innovative del nostro territorio che presentano i loro prodotti e le loro creazioni, sul solco di una tradizione rinnovata e/o ritrovata o di una sperimentazione che unisce la sapienza manuale alla creatività e allo sguardo divergente della produzione di artigiani e green makers del nostro territorio, scelti in collaborazione con l’Azienda Florovivaistica Sauro Campri.
Gli allestimenti di interior design, tra modernariato e nuova progettazione, sono invece curati da Tasa Casa di Bagnacavallo, mentre quattro corner speciali sono dedicati alla Stamperia Egidio Miserocchi, al Museo della Canapa di San Pancrazio, al Museo della Canna Palustre di Villanova e agli Ortisti di Strada, i free riders del Guerrilla Gardening di Ravenna.
Trecento giorni di lavori previsti per 750mila euro di risorse comunali. La storia di questa eccellenza ravennate
Biblioteca Oriani di Ravenna
Partirà la prossima settimana l’intervento di restauro da tempo atteso della biblioteca Oriani, finanziato dal Comune con un investimento complessivo di 750mila euro. I lavori, di durata contrattuale di 300 giorni, prevedono: il restauro e, ove necessario, la sostituzione degli infissi ammalorati, con la dotazione di nuovi vetri di sicurezza per tutte le finestre; il restauro dei portoni in legno su via Corrado Ricci e via da Polenta; la sostituzione delle porte interne e l’installazione di porte tagliafuoco dove necessario; la ristrutturazione dei bagni (a eccezione di quello in corrispondenza dell’atrio, realizzato recentemente) e l’adeguamento dell’impianto idrico sanitario; la creazione di un nuovo bagno accessibile anche ai disabili al primo piano; l’eliminazione del dislivello tra il vano scala principale e l’atrio; l’adeguamento del parapetto della scala principale e della scala secondaria; la revisione della copertura, compreso il trattamento delle strutture in legno con prodotti antimuffa e antitarlo; la demolizione dei controsoffitti al secondo piano e il loro rifacimento in cartongesso; alcune opere di consolidamento strutturale a livello dei solai e del sottotetto, nonché il rinforzo di alcune pareti; la modifica di due aperture interne al primo piano; il completamento delle opere relative all’accessibilità della struttura per i diversamente abili, con la costruzione di un ascensore; la realizzazione di un ambiente denominato luogo sicuro statico con caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa di soccorsi in caso di incendio; l’adeguamento e l’implementazione degli impianti elettrici; il rifacimento di alcune porzioni di intonaco; la tinteggiatura degli spazi.
Salvo imprevisti, durante i lavori i servizi della biblioteca saranno garantiti sempre e comunque.
La biblioteca Oriani è un’eccellenza di Ravenna che ha negli ultimi anni sofferto di carenze di fondi, come ci raccontava il direttore Alessandro Luparini, e che sorge nel cuore della zona dantesca.
Ecco alcune note storiche inviate dal Comune per chi volesse saperne di più. La realizzazione della Biblioteca Oriani – conclusa nel settembre 1936 dopo ripetute modifiche “riduttive” agli originari progetti (1930-32) di Giulio Ulisse Arata – sull’area già occupata dalla cinquecentesca Casa Rizzetti e dai più modesti fabbricati contigui, costituisce l’episodio forse di maggior spicco della complessa vicenda relativa al riassetto della “Zona Dantesca” di Ravenna che prende avvio negli anni Venti con l’edificazione, sempre su disegno di Arata, del nuovo Palazzo della Provincia e con i successivi incarichi, dapprima a Gustavo Giovannoni (1927) e quindi allo stesso Arata (1929) per la sistemazione del comparto urbano che gravita attorno alla chiesa di San Francesco.
Il più antico assetto planimetrico della cosiddetta “Zona Dantesca” è desumibile da un rilievo (1722) del tessuto urbano prospiciente la Piazza avanti la chiesa di S. Francesco dove l’area su cui sorgerà la Biblioteca Oriani figura occupata, verso l’affaccio lungo via Corrado Ricci, da uno stabile dei conti Vizzani e, in corrispondenza dell’attuale giardino, da una superficie scoperta adibita a cimitero del vicino ospedale.
Questa situazione appare notevolmente modificata nel catasto urbano del 1901: l’area cimiteriale è infatti oramai del tutto scomparsa per fare posto all’ulteriore edificazione dell’isolato lungo il perimetro della piazza, mentre lo stabile già dei conti Vizzani risulta ora denominato casa Rizzetti.
Proprio sulla esigenza di conservare o meno questo edificio di origine cinquecentesca che aveva ospitato Lord Byron ed al cui piano terreno aveva sede un caffè molto noto in città si concentreranno in seguito i dissensi di autorevoli esponenti della cultura ravennate nei riguardi del progetto presentato da Arata nel 1932. A seguito di tali perplessità espresse da membri di spicco della cultura ravennate, primo tra tutti Corrado Ricci, con Regio Decreto nel 1932 viene istituita un’apposita Commissione che immediatamente si adopera per ridurre l’estensione dell’intervento adducendo ragioni economiche e produce come effetto la modifica del progetto di Arata prevedendo il restauro anziché la demolizione della casa Rizzetti.
I lavori, documentati da alcune fotografie dell’epoca, vengono portati avanti velocemente e le ali del nuovo portico erette su due lati del perimetro del giardino vengono impreziosite con il riutilizzo di parte dei capitelli e probabilmente delle colonnine provenienti dal chiostro minore di S. Maria in Porto, demolito nel 1885.
A strutture già quasi ultimate, l’improvvisa visita al cantiere di Mussolini, che giudica inadeguato all’importanza della nuova destinazione il ripristino della casa Rizzetti e ingiunge di sospendere i lavori, richiama inaspettatamente in campo l’autore del progetto originario che riceve l’incarico di elaborare le opportune modifiche al corpo di fabbrica prospicente la piazza. Alla ripresa dei lavori le maestranze della Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna procedono con l’atterramento di casa Rizzetti, della cui demolizione vengono salvati alcuni elementi architettonici, fra i quali le due lesene cinquecentesche con capitelli corinzi che saranno fatte rimontare da Arata ai lati del portale di accesso al nuovo porticato, sul lato prospiciente l’attuale piazza di San Francesco. Il 13 settembre 1936 il ministro Arrigo Solmi inaugura la riordinata “Zona Dantesca” e la nuova biblioteca.
La biblioteca è intitolata ad Alfredo Oriani (1852-1909) allo scopo di perpetuare la memoria dello scrittore faentino e ospita libri di storia contemporanea. Il fondo più importante, oltre al nucleo orianesco, è rappresentato dai circa 20.000 volumi acquisiti fra il 1927 e il 1943, quando alla biblioteca fu assegnato il compito di raccogliere tutta la produzione relativa al regime fascista. Dal 1970 sono aumentati i finanziamenti da parte dello Stato, permettendo così l’incremento dei volumi annualmente acquistati e degli spazi dedicati alla lettura e alla consultazione.
Sabato 22 l’inaugurazione a Ravenna alle 18, a Ravenna, nel complesso residenziale di Via Gulli n. 249 B, il 29 a Faenza
21–09-2018 -ravenna presentazione dante esule 2018 – ostello di ravenna
All’interno delle iniziative per Dante, per il quarto anno consecutivo il fotoreporter ravennate Giampiero Corelli propone il progetto “Dante esule” che intende accostare Dante, grande esule storico, agli esuli del nostro tempo, sviluppando sempre nuove prospettive di interpretazione che colgano, accanto alle sofferenze degli “esclusi”, situazioni da difendere e da promuovere, così come anche il poeta le aveva intuite e promosse: amore, bellezza, cultura, natura. Nel 2018 Dante esule ha come ha come titolo “Il male facile: femminicidi quotidiani” e affronta il tema della violenza sulla donna, del femminicidio e il carcere dentro e fuori.
La connessione fra Dante e femminicidio si realizza attraverso 10 racconti scritti da Monica Vodarich, testi di Dante selezionati dal prof. Domenico De Martino (Accademia della Crusca), le fotografie scattate da Giampiero Corelli in alcune città d’Italia accomunate dalla presenza di una statua dedicata a Dante e da episodi di femminicidio: Firenze, Mantova, Napoli, Padova, Trento, Venezia, Verona e Ravenna.
Inoltre è stato realizzato anche un video con interviste raccolte dal fotoreporter, in queste città, fra persone di varia tipologia; a cura d Alice Davidi.
Dante nella sua Commedia colloca completamente la donna al centro del suo ragionamento poetico e di riscatto dell’intera umanità, esiliata dal cielo e faticosamente in pellegrinaggio verso la propria realizzazione. Oltre alla celebrazione di grandi figure femminili, si ricorda come Dante, attraverso gli occhi di Beatrice intuisca in vita l’assoluto e poi nel Paradiso riesca a vedere Dio.
Per accostamento si potrebbe dire che attraverso gli occhi di una donna visitante, il carcerato può talvolta intuire un riscatto o comunque “vedere” il mondo aperto.
Il mio punto di vista artistico fotografico – dice Corelli – è stato ulteriormente selezionato all’interno dell’istituzione carceraria dove si sviluppa una particolare ulteriore forma di “esilio”, della donna imprigionata e di colei che nel carcere accede per visitare un familiare, padre o madre, fratello o sorella, uomo o marito e soffre comunque integralmente lo “strappo”.
Il progetto, che si inserisce in continuità con gli altri precedenti a partire dal 2015 per i 750 anni della nascita di Dante e si proietta verso il decisivo appuntamento del 2021, settimo centenario della morte dell’Alighieri avvenuta a Ravenna, si avvale della compartecipazione del Comune di Ravenna, Assessorati alla Cultura, ai Servizi Sociali e Casa, all’ Istruzione e Infanzia, alle Politiche e cultura di genere, al Patrimonio. Gode inoltre della preziosa collaborazione della Casa Circondariale di Ravenna, Linea Rosa, Asja Lacis, Acer e Gullinsieme.
Una parte di esso si svolgerà anche nella città di Faenza dove vedrà il coinvolgimento del Comune di Faenza, Assessorato ai Servizi Sociali, Politiche abitative e casa, Pari Opportunità e la collaborazione di Asp Romagna Faentina, Sos Donna e la Compagnia delle Feste.
La prima inaugurazione della mostra fotografica si svolgerà sabato 22 settembre alle 18, a Ravenna, nel complesso residenziale di Via Gulli n. 249 B. Per l’occasione si terrà un performance tutta al maschile, coreografia di Marinella Freschi, collaborazione di Vitaliana Pantini, letture di Alessandro Braga e proiezione Video Interviste di Alice Davidi. L’esposizione sarà successivamente visibile al pubblico da domenica 23 settembre a domenica 7 ottobre 2018 dalle ore 15 alle 18 tutti i giorni feriali e festivi nell’appartamento privato di Anna Zavoli (suonare il campanello) in via Tommaso Gulli 245 A.
La seconda inaugurazione si terrà invece a Faenza sabato 29 settembre alle ore 17, nel complesso residenziale Case Acer, in via Fornarina 12. Per l’occasione Letture a cura della Compagnia delle Feste di Faenza, intervento artistico di Kry, proiezione Video Interviste di Alice Davidi. L’Esposizione sarà visibile al pubblico da domenica 30 settembre a domenica 14 ottobre 2018 dalle ore 15 alle 18 tutti i giorni feriali e festivi.
A Ravennala mostra di Corelli Dante esule si terrà anche in uno spazio aperto in via straordinaria: presso l’ Ostello Dante Alighieri in via Dario Nicolodi 12. Visibile al pubblico da domenica 23 settembre a domenica 7 ottobre 2018 dalle ore 15 alle 18 tutti i giorni feriali e festivi.
Durante le inaugurazioni del 22 e 29 settembre sarà presentato il libro Il male facile: femminicidi quotidiani con foto di Giampiero Corelli e testi di Monica Vodarich.
Alla seconda edizione italiana dell’Ironman la storia di Gerardo Langone, assicuratore di 55 anni: «Un anno fa ero tra i volontari e mi è venuta voglia di provare». Tre iscritti per il Triathlon Team Ravenna tra i 2.700 partecipanti da 60 Paesi del mondo
Fino a cinque anni fa, Gerardo Langone non sapeva nuotare. Oggi, a 55 anni, affronta l’Ironman di Cervia – la gara di triathlon estremo in programma il 22 settembre – con la consapevolezza di essere molto forte proprio nella parte in mare, quella in cui si allena di più. «Mi sono regalato il nuoto per i cinquant’anni, dopo che per i quaranta avevo cominciato a correre. Prima praticavo lo sport solo per divertimento…». Langone ha comunque un buon curriculum sportivo: rugby a 17 anni, paracadutismo civile a 22, poi l’amore per la mountain bike, della quale oltretutto ha scritto per 12 anni in riviste specialistiche. Di professione assicuratore, è uno dei tre atleti del Triathlon Team Ravenna che si presenteranno ai nastri di partenza cervesi.
Insieme con lui ci sono Marcello Carattini, dirigente d’azienda di 44 anni, e il 38enne Andrea Casadei che gioca in casa – essendo cervese – ed è l’unico del trio ad aver partecipato nell’edizione 2017, quando gli atleti del team erano undici in tutto. «Non è una gara che si prepara tutti gli anni – spiega Langone -. Io lo scorso anno ero tra i volontari dell’organizzazione e vedendo i miei compagni partecipare mi è venuta voglia. Così da ottobre ci siamo messi sotto e abbiamo cominciato la preparazione».
La conciliazione lavoro-sport non è delle più semplici: «Il tempo lo si ritaglia: ovviamente non è semplice far coincidere il tutto ma ci si riesce senza rinunciare alla vita sociale e alla famiglia». La sveglia comunque suona presto – alle 5 – perché poi bisogna affrontare la giornata lavorativa. «Il 50 per cento del lavoro – spiega Carattini – è di carattere personale: bisogna rispettare le tabelle e rimanere costanti negli allenamenti. Poi è utile la spinta dell’ambiente circostante, dalla famiglia al preparatore atletico Marco Montori, fino alla squadra».
Da non trascurare l’alimentazione: dieta mediterranea per non farsi trovare scarichi di energie. Carattini si è avvicinato a questo sport da circa un anno, «da quando ho scelto di praticare il triathlon in modo serio ovvero da quando ho deciso di iscrivermi all’Ironman ho iniziato a prepararmi per questa gara» con una passione «che è nata in automatico». Carattini praticava soprattutto la corsa ma non disdegnava nemmeno le altre due discipline.
Ad aiutare anche la geofisica ravennate: la vicinanza di mare e pineta, con la collina alle spalle, ben si concilia con le tre discipline. «Il triatleta forte è colui che è bravo in tutte e tre le discipline unite tra loro, comprese anche la transizioni tra una frazione e la successiva». Per i due esordienti, l’obiettivo è quello di arrivare al traguardo, con un buon tempo stimato in meno di 11.50 per Carattini e di un’ora in più per Langone. «L’importante però – sottolinea quest’ultimo – è che ci sia lo spazio non solo per la fatica ma anche per la soddisfazione personale e che si accenda quel dialogo interiori che porta ad un livello di consapevolezza superiore, vivendo ogni momento della gara fino in fondo».
Basket A2 / Nel Torneo di Castel San Pietro i giallorossi si rendono protagonisti di una buona prova e si qualificano per la “finalissima” in programma oggi, sabato 22 settembre (ore 20.15), contro la Fortitudo Bologna
L’OraSì strappa una vittoria con il cuore e con i denti (82-80) e, al termine di una partita alterna e ricca di falli, supera Bergamo conquistando la finale del Torneo di Castel San Pietro, in programma oggi, sabato 22 settembre, al Palasport di viale Terme alle 20.15 contro la Fortitudo, che nella seconda semifinale ha battuto in modo netto Trapani (67-50).
Nel primo quarto, dopo un iniziale 4-0 per l’OraSì, va avanti Bergamo (6-11), ma Ravenna rimonta e sorpassa dalla lunetta con i lunghi (Hairston e Gandini), con Roderick che replica (14-18). Il secondo periodo si apre con le triple di Laganà e Montano, Taylor si oppone ma Smith sfodera un parziale di 5-0 che regala all’OraSì il massimo vantaggio (34-27), che rimarrà poi quasi invariato fino all’intervallo lungo. Bergamo torna vicina a Ravenna all’inizio della terza frazione e dopo un paio di palle perse dall’OraSì pareggia e sorpassa (51-52) . Controsorpasso con due bombe di Rubbini, poi permane un equilibrio che neppure i tanti fischi dei tre arbitri spezzano in qualche modo.
Nell’ultimo tempo edel match Bergamo torna avanti a 8’ dalla fine e va al massimo vantaggio con due triple ravvicinate (65-71), reazione giallorossa con un libero di Cardillo, due palle rubate da Rubbini e Laganà e relativi canestri del giovane play e di Masciadri (72-73). Botta e risposta tra Taylor e Smith (74-76), Hairston pareggia a 2’30 (78-78), poi Benvenuti e dopo l’errore in entrata di Taylor il sorpasso ravennate con la tripla di Masciadri (81-80) a 25” dal termine. Sbaglia Benvenuti, fallo scontato su Smith e 1 su 2 dalla lunetta per il definitivo 82-80, sigillato poi dopo una confusa azione orobica da una generosissima doppia difesa a terra di Cardillo e Hairston.
Aggiornamento delle infezioni del virus alle 10 del 21 settembre. In totale in regione 18 decessi
Come preannunciato durante l’incontro, martedì scorso, tra l’assessore regionale alle Politiche per la salute, i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia, questo è il quadro, aggiornato alle 10 di oggi, 21 settembre, delle infezioni del virus West Nile in Emilia-Romagna: 18 decessi (rispettivamente nelle province di: 1 a Piacenza, 3 a Modena, 3 a Bologna, 8 a Ferrara, 3 a Ravenna), 96 casi di forme neuro-invasive (2 a Piacenza,1 Parma, 3 Reggio Emilia, 22 Modena, 40 Bologna, 14 Ferrara, 12 Ravenna, 2 Forlì), 68 casi di forme febbrili (2 Piacenza, 1 Parma, 5 Reggio Emilia, 37 Modena, 16 Bologna, 2 Ferrara, 4 Ravenna, 1 Forlì-Cesena), 26 casi di infezioni asintomatiche (1 provincia di Parma, 1 Reggio Emilia, 4 Modena, 7 Bologna 8 Ferrara, 3 Ravenna e 2 Forlì-Cesena). Il bollettino sarà reso noto settimanalmente. Vale la pena ricordare che il virus è trasmesso dalle zanzare solo da uccelli a uomo e non da uomo a uomo.
Dal 27 settembre sulle banchine e nelle acque del Candiano esibizioni e momenti di partecipazione. Quest’anno in contemporanea lo street food festival
L’iniziativa “Sport in Darsena” è la grande festa di tutte le società sportive della città di Ravenna organizzata dal Circolo Velico Ravennate: dal 27 al 30 settembre si svolge in Darsena di città in compartecipazione con il Comune di Ravenna e in collaborazione con il Coni, l’Autorità portuale, il Panathlon e Naviga in Darsena.
L’obiettivo dell’evento è contribuire a diffondere la cultura sportiva aiutando la città a rivalorizzare un’area delicata ed in movimento come la Darsena di città con la partecipazione delle scuole e delle famiglie, motivo per cui è entrata di diritto a far parte della settimana Europea dello Sport.
Da giovedì a sabato, ogni mattina le associazioni sportive sono a disposizione delle scuole del Comune di Ravenna che si sono iscritte e quest’anno in particolare la manifestazione è stata arricchita da una collaborazione con il liceo Scientifico Oriani attraverso un’alternanza scuola lavoro che ha visto i ragazzi gestire i social della manifestazione, la sua logistica e la comunicazione in prima persona sia prima che durante l’evento. Il pomeriggio è aperto alle esibizioni delle squadre giovanili. Contemporaneamente a Sport in Darsena si svolgerà lo street food festival, creando una sinergia forte tra cultura sportiva, spettacolo e tempo libero che permetterà di allargare la platea delle famiglie partecipanti.
Tre novità del 2018:
Venerdì pomeriggio il circolo Velico in collaborazione con scherma e basket organizza un team building dedicato per far vedere che lo sport ha tante vite e sfaccettature, una di queste è la capacità di mettere in luce potenzialità e criticità del lavoro in team confrontandosi su vela, scherma e basket.
Venerdì e sabato sera la manifestazione dalle 20.30 è dedicata allo sport spettacolo, con esibizioni di scherma, ritmica, artistica, parkour, nascondino e arti marziali per mostrare il lato divertente dello sport.
Domenica sarà il giorno dedicato allo sport per gli adulti e si svolgerà la manifestazione “Navigare per Ravenna”, l’escursione nautica lungo il porto di Ravenna che il Circolo Velico Ravennate in stretta collaborazione con Marinai d’Italia, Ravenna Yacht Club, Marinando, Marinara, Sub Delphinus e Lega Navale, sta organizzando per il quarto anno consecutivo, per riportare il mare alla città e per scoprire la bellezza del porto commerciale di Ravenna, aperta a tutta la cittadinanza. Partenza alle ore 8.45 da Marina. Appena Navigare per Ravenna arriverà in banchina darà il via a 2 eventi di grande importanza simbolica perché saranno un palcoscenico di prima importanza per le realtà più importanti che muovono il porto e la marineria ravennate: Il Trofeo del Porto di Ravenna, dove le principali aziende e associazioni di categoria del porto si sfideranno in un match ad altissimo valore di spettacolo nella Darsena di città. Il Trofeo dei Sodalizi, dove le società veliche del porto di Marina di Ravenna si sfideranno sui TOM 28, le barche delle sfide veliche per eccellenza, nella stupenda coreografia della Darsena.
Il 22 e il 23 settembre cambia il transito sulle strade coinvolte dalla gara di triathlon estremo
Attraverso un’ordinanza il Comune di Ravenna ha disposto per sabato 22 e domenica 23 settembre, giornate nelle quali si svolgerà la gara sportiva di triathlon estremo Ironman con partenza da Cervia e coinvolgimento in parte anche del territorio del comune di Ravenna, alcune modifiche alla viabilità. Dalle 5 alle 19 di sabato 22 e dalle 10 alle 16 di domenica 23 sarà in vigore il divieto di transito per tutti i veicoli (eccetto autorizzati) nelle strade e tratti di strada seguenti: via Bagnolo (tratto compreso fra l’intersezione con via Dismano e il civico 34), via Fossa (intera estensione), via Nuova, a Castiglione (intera estensione), via Matellica, tratto compreso fra l’intersezione con via Mensa e il limite del centro abitato di Matellica (lato nord), via Ariona (intera estensione), via Ponte della Vecchia (tratto compreso fra l’intersezione con via M. Morini e l’intersezione con via Bagnolo Salara), via Zattoni (tratto compreso fra l’intersezione con via Bagnolo Salara e l’intersezione con via Martiri Fantini), via Caduti (intera estensione). Infine divieto di fermata per tutti i veicoli in via Bagnolo Salara (tratto compreso fra l’intersezione con via Zattoni e il confine fra il territorio comunale di Ravenna e il territorio comunale di Cervia).
Rugby / L’impegno della Franchigia che racchiude numerosi club romagnoli si allarga, con l’obiettivo di gettare le basi per la costituzione di una formazione “in rosa” rappresentativa di tutto il territorio. Battaglia: «Questa iniziativa deve essere uno stimolo per lo sviluppo di una progettualità a medio e a lungo termine che proceda per gradi e che comprenda più azioni»
Foto di gruppo alla presentazione del progetto femminile del Romagna RFC
È stato presentato ieri, giovedì 20 settembre, a Cesena, il nuovo progetto dedicato al rugby femminile promosso dal Romagna RFC e che coinvolge le giocatrici dei club della Franchigia. L’iniziativa nasce dalla volontà delle società delle diverse realtà romagnole di innalzare la qualità della proposta sportiva per le proprie atlete, mettendo a sistema risorse e competenze in un percorso comune che prevede allenamenti congiunti a cadenza settimanale e momenti di confronto sul campo con altre realtà: obiettivo è quello di avvicinare le atlete al rugby a 15 e di gettare le basi per la costituzione di una formazione femminile rappresentativa di tutta la Romagna.
Gli allenamenti, aperti a tutte le ragazze dai 14 anni in su, si svolgeranno ogni giovedì a rotazione nei diversi club del territorio, con due appuntamenti mensili fissi a Cesena e due tappe che si alterneranno tra Forlì, Imola, Ravenna e Rimini. Componente importante del progetto è la partecipazione a momenti competitivi, a partire dai sei appuntamenti organizzati dal Comitato Regionale nel corso della stagione, il primo in programma l’11 novembre. A questa attività si potranno aggiungere altri appuntamenti e iniziative organizzati dal Romagna RFC per dare alle ragazze ulteriori possibilità di incontro e di confronto: in quest’ottica, domenica a Imola in occasione del “Romagna Rugby Day”, si svolgerà un torneo di Rugby 7 femminile con la partecipazione delle squadre romagnole.
L’intero progetto, incentrato sulla collaborazione con i club del territorio, rappresenta dunque una importante occasione di crescita per le ragazze che vi partecipano, ma anche per tutto il movimento rugbistico femminile, una realtà sempre più consistente anche sul nostro territorio sia a livello di numeri che di qualità, con circa un centinaio di praticanti e squadre in ogni città della Romagna. A Forlì, realtà dove il rugby femminile è più consolidato, troviamo le Fenici, impegnate nel campionato di Serie A nel sodalizio che dall’anno scorso le unisce al Bologna 1928, mentre a Imola ci sono le Scarlets; Rimini e San Marino sono rappresentati dalla squadra delle Pellerossa e anche Ravenna ha una sua rappresentativa femminile, le Muse.
Una pluralità territoriale che si rispecchia anche nella composizione dello staff che seguirà il progetto: accanto al responsabile tecnico Francesco Urbani, il gruppo si compone dei tecnici Marianna Dall’Ara (Ente Scolastico Torre di Ravenna), Paolo Ferrillo (Rimini Rugby), Alessandro Piolanti (Rugby Forlì 1979), Stefano Raffin (Imola Rugby) e Gabriele Rossi (Ravenna Rugby), e del team manager Rocco Benedetto (Rimini Rugby).
Il presidente del Ravenna Rugby Mario Battaglia esprime soddisfazione per questa nuova iniziativa: «Finalmente attorno al rugby femminile inizia a esserci un’attenzione generale e condivisa, quella che il movimento merita di avere. Questa iniziativa deve essere uno stimolo per lo sviluppo di una progettualità a medio e a lungo termine, che proceda per gradi e che comprenda più azioni, per esempio la formazione di una squadra Under 14, che sarà la base necessaria allo sviluppo di tutto il progetto».
Basket B / Domani, sabato 22 settembre, alle ore 18.30 al PalaCattani la Rekico e l’Orva si affrontano per affinare la preparazione in vista della partenza in programma il weekend del 6/7 ottobre
L’ala della Rekico Marco Petrucci
Primo derby stagionale tra Faenza e Lugo, seppure in un test amichevole che rappresenta un buon antipasto in vista del prossimo campionato di Serie B che vedrà le due formazioni sfidarsi nello stesso girone: il torneo, infatti, comincerà il weekend del 6 e del 7 ottobre. Si tratta anche dell’esordio casalingo della Rekico, che domani, sabato 22 settembre, sarà di scena al PalaCattani alle 18.30 nel match contro i giovani lughesi dell’Orva, intenzionata a diventare la rivelazione del campionato.
La formazione di Friso arriva all’appuntamento dopo una settimana di lavoro intenso e proverà a dare continuità alle buone gare disputate a Cesena nel “Memorial Gagliardi” contro il Golfo Basket Piombino e i Tigers Cesena. Prima della partita i giocatori e lo staff tecnico faentini sfileranno in Piazza del Popolo in occasione della “Festa dello Sport”. Insieme a loro ci saranno i ragazzi della Raggisolaris Academy.
Il programma delle amichevoli della Rekico proseguirà mercoledì 26 in casa del Bologna Basket 2016 (formazione di serie C Gold), match in programma alle 20 alla palestra “Pertini” a Bologna, poi ci sarà l’ultimo appuntamento della preseason sabato 29 alle 18.30 al PalaCattani contro i Tigers Cesena.