In provincia previsto solo un intervento a Casola Valsenio: si tratta degli interventi per i danni causati dagli eventi atmosferici del 2018
Saranno 40 i cantieri che apriranno a breve, da Piacenza Rimini, per far fronte ai danni causati da diversi episodi di maltempo che si sono susseguiti nel corso di quest’anno in Emilia-Romagna. Sul piatto oltre due milioni di euro che la Giunta regionale ha stanziato con provvedimento per intervenire sulla sicurezza di fiumi e versanti, la sistemazione di argini e difese spondali, la riapertura della viabilità dove interrotta da dissesti e per evitare isolamenti di frazioni e centri abitati.
Nel Ravennate è previsto solo un investimento da 31mila euro a favore dell’Unione della Romagna faentina per un intervento urgente nel territorio del Comune di Casola Valsenio.
«Prosegue l’impegno della Regione a fianco dei territori e delle comunità ferite da eventi meteo che, a causa dei cambiamenti climatici in corso, risultano sempre più frequenti e dalle conseguenze evidenti – afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo -. I nuovi cantieri sono resi possibili dallo stanziamento di risorse regionali che si affiancano a quelle già messe a disposizione nei mesi scorsi e ai fondi nazionali ottenuti in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per gli eventi di febbraio e marzo. Ora l’obiettivo è far partire il prima possibile le opere, per chiuderle prima dell’arrivo delle piogge autunnali».
Nel resto della regione sono sei gli interventi previsti nel piacentino (290mila euro), nove nel parmense (425.055 euro), cinque nel reggiano (387mila euro), nove nel modenese (442.575 euro), quattro nel bolognese (125mila euro), tre nel forlivese-cesenate (325mila euro) e due nel ferrarese (140mila euro). Un intervento è stato finanziato rispettivamente in provincia di Rimini (100mila euro).
Atletica Leggera / Domani, domenica 16 settembre, la società Atletica Ravenna organizza le finali Fidal Emilia Romagna di prove multiple Ragazzi e Cadetti
Le tribune del campo scuola “Marfoglia” di Ravenna
Domani, domenica 16 settembre, la società Atletica Ravenna ospiterà al campo scuola “E. Marfoglia” di via Falconieri le finali regionali Fidal di prove multiple categoria Ragazzi e Cadetti. Durante la mattinata, a partire dalle 10.15 si sfideranno i giovani atleti “cadetti e cadette” (14-15 anni), nell’ordine nell’esathlon (100 ostacoli, alto, giavelotto, lungo, disco, 1000 metri) e nel pentathlon (80 ostacoli, alto, giavelotto, lungo, 600 m). Nel pomeriggio sarà invece la volta di “ragazzi e ragazze” (12-13 anni) che dalle 14.15 potranno cimentarsi nei tetrathlon A (60 m, peso, alto, 600 m) o tetrathlon B (60 ostacoli, vortex, lungo, 60 m).
Gli appassionati di atletica leggera potranno così seguire i migliori interpreti giovanili delle prove multiple provenienti da tutta l’Emilia Romagna. L’Atletica Ravenna conferma l’affidabilità organizzativa e la buona partnership con la Fidal Emilia Romagna, che affida con regolarità alla città bizantina le finali di portata regionale. I risultati delle gare verranno pubblicati nei siti della Federazione Italiana di atletica leggera all’indirizzo http://www.fidal.it/calendario/CAMP–REG–IND–PROVE-MULTIPLE-CADETTI-E-e-RAGAZZI-E/REG16519. Foto e risultati degli atleti ravennati in gara saranno pubblicati sulla pagina Facebook “Atletica Ravenna”.
Alcuni rappresentanti dell’Atletica Ravenna a Rubiera
Altre medaglie e piazzamenti per l’Atletica Ravenna Durante la settimana l’Atletica Ravenna ha conquistato due podi al “Mennea Day”, onorando l’appuntamento organizzato a Rubiera dalla Fidal Emilia Romagna. Da diversi anni si celebra infatti in tutta Italia l’anniversario del record del mondo dei 200 metri dell’indimenticabile Pietro Mennea, con gare ed eventi promozionali. Ottimo il bottino degli atleti giallorossi: due podi con Greta Corelli (seconda nei 300 con 44”55) e Chiara Pagnani (terza nei 1000 con 3’16”36), premiate nell’occasione dell’oro olimpico Stefano Baldini.
La testimonianza di una residente: «Tre ragazzi che ridevano e urlavano»
Vasi dell’arredo urbano spaccati, colonnine dei servizi quasi sradicate e altri danni: così si è svegliata stamattina, 15 settembre, via Mazzini in centro storico a Ravenna. Lo scenario è il risultato di un raid vandalico andato in scena nella notte. E non è la prima volta che accade.
Le foto di questa pagina sono state pubblicate sul gruppo Facebook “Sei di Ravenna se”. Tra i commenti c’è anche la testimonianza di una residente nella zona che dice di aver visto la scena e parla di tre ragazzi in azione che ridevano e urlavano alle 3.48.
Occupanti aiutati a uscire dall’abitacolo dai residenti e da alcuni automobilisti di passaggio
Cinque uomini sono ricoverati in gravi condizioni tra gli ospedali di Ravenna, Cesena e Bologna per le ferite riportate in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di ieri, 14 settembre, sulla statale 16 all’altezza di Voltana: la vettura su cui tutti viaggiavano in direzione Ferrara è uscita di strada e nel fossato laterale ha preso fuoco all’improvviso. Conducente e passeggeri sono stati aiutati a uscire dall’abitacolo da alcuni residenti nelle vicinanze e da automobilisti di passaggio che sono intervenuti in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Ginnastica / Buona prestazione per la ravennate nell’ultima competizione individuale in programma al campionato iridato di Sofia: migliorata di due posizioni la prova di Pesaro 2017
Un’altra ottima prova al nastro per Milena Baldassarri, settima nel concorso generale
Si chiude con un buon settimo posto nel concorso generale individuale la splendida avventura di Milena Baldassarri ai campionati mondiali di ginnastica ritmica in svolgimento a Sofia, in Bulgaria. Tantissime soddisfazioni tolte dopo mesi di sacrifici e allenamenti e soprattutto due medaglie finiscono al collo della sedicenne ravennate, capace di vincere la medaglia d’argento nella finale al nastro, quella di bronzo nella classifica per nazioni e di piazzarsi al quarto posto alle clavette e alla palla e al sesto al cerchio.
La portacolori della Faber Fabriano, cresciuta nell’Edera Ravenna, con il suo 73.400 nella rassegna conclusiva scala infatti di due posizioni il piazzamento di Pesaro 2017, chiudendo sul settimo gradino, superata di un soffio dalla più esperta Halkina (74.275) e dall’idolo di casa, la bulgara Taseva (73.950), nella competizione vinta dalla russa Averina davanti all’israeliana Ashram e all’altra russa Soldatova. Molto bene al nastro, quarta con 18.250, e bene al cerchio, sesta con 19.200, Milena ha pagato a caro prezzo le non eccezionali prestazioni alle clavette (undicesima con 18.150) e soprattutto alla palla (quindicesima con 17.800). Nona l’altra azzurra, Alexandra Agiurgiuculese, con 73.225.
Basket A2 / In occasione del Memorial Bertolazzi in programma sabato 15 e domenica 16 settembre i giallorossi si confrontano contro la forte formazione piemontese. Seguirà il match contro una tra Varese e Verona. Mazzon: «Curioso di vedere all’opera i nostri giovani contro dei veterani affermati come quelli di Tortona»
Il play dell’OraSì Marco Laganà
Dopo quelli di Cervia e Lugo, è tempo di terzo torneo precampionato per l’OraSì, impegnata sabato 15 e domenica 16 settembre a Parma nel Memorial “Matteo Bertolazzi East & West”. In terra emiliana la squadra ravennate si confronterà nella prima giornata con il Tortona, formazione sempre di A2 ma dell’altro girone (è tra le favorite per le primissime posizioni), con la sfida in programma alle ore 20.30. L’altra gara in calendario è quella tra Varese, ai blocchi di partenza del torneo di A1, e Verona, che alle 18 precederà il match dei giallorossi. Nella giornata di domenica l’OraSì se la vedrà con una di questi due team: le squadre perdenti si affronteranno alle 17.30 nella finale per il terzo posto, le vincenti alle 20.30 per la vittoria della competizione.
«La nostra preparazione al campionato – presenta la due giorni il tecnico Andrea Mazzon – è stata costruita sin dal primo giorno affrontando le squadre più forti possibili. A Parma incroceremo la grande favorita alla promozione nel girone ovest e poi due corazzate come Verona e Varese. Per noi sono stimoli e prove continue per migliorare i dettagli che, come ovvio sia a questo punto della stagione, mancano dopo così poco tempo di lavoro insieme. Sarà stimolante testarci in questo torneo e sono molto curioso di vedere all’opera i nostri giovani contro dei veterani affermati come quelli di Tortona. La squadra sta lavorando bene senza dubbio e vedo dei miglioramenti importanti. E’ chiaro però che ora è anche il momento che i giocatori più esperti in queste partite facciano da apripista e dimostrino con i fatti che sono davvero pronti a fare la differenza».
Abbonamenti a quota 500 A un mese dalla prima partita casalinga dell’OraSi nel campionato 2018/19 di A2 la campagna abbonamenti del Basket Ravenna sta raggiungendo velocemente quota 500 abbonamenti sottoscritti.
Un gruppo di una decina di strutture con una trentina di lavoratrici che ruotano. La proprietaria: «Nessuno aveva fatto segnalazioni di violenze». Intanto l’accusata resta in silenzio davanti al giudice e rimane in carcere a Forlì
L’arresto della badante accusata di maltrattamenti
«Mi era stato detto che gridava contro i nonnini e l’avevo richiamata perché l’avevo sentita anche io ma la cosa è capitata ancora e allora avevo deciso di non tenerla più, se ne sarebbe andata fra pochi giorni. Ma non immaginavo facesse quello che ho letto sui giornali. Diceva cose terribili». La titolare della casa-famiglia di Ravenna dove lavorava la 65enne badante arrestata dalla polizia municipale per presunti maltrattamenti – insulti e schiaffi soprattutto rivolti a una 94enne bisognosa di attenzioni particolari per ragioni igieniche – si dice scossa per l’accaduto ma, per usare le sue precise parole, «cade dal pero» a proposito delle violenze che vengono contestate dagli inquirenti sulla base delle intercettazioni ambientali. La donna guida un gruppo di una decina di strutture a Ravenna, le prime avviate una decina di anni fa, in cui ruotano circa una trentina di badanti. Al momento non risulta indagata.
Se si dimostrerà che le accuse sono vere, come si fa a evitare di cadere dal pero e scoprire tutto solo quando arrivano le manette?
«Bella domanda, non dormo da due giorni e me lo chiedo continuamente. Se fosse per me metterei le telecamere ovunque, per la garanzia degli ospiti e dei loro familiari. Avevo già chiesto di poterlo fare in passato ma mi è stato detto che per ragioni di privacy non c’è modo. Ci riproverò. Questa cosa mi sconvolge: se non sono più in grado di capire quando una persona non è affidabile, come posso fare?».
Da quanto “Lili” lavorava con voi?
«Qualche anno, da settembre scorso era assunta e prima era in una cooperativa collegata alla nostra attività. Mai un problema. Anzi, era anche attenta con i farmaci e le terapie. Nessuno degli anziani si è venuto a lamentare e ce ne sono anche di quelli svegli».
Chi le ha detto che urlava?
«La padrona di casa mi telefonò a metà agosto per dirmi che una vicina le aveva detto di averla sentita urlare contro un’anziana. A quel punto sono intervenuta subito e l’ho spostata. Mi ha chiesto di restare con noi ancora qualche giorno per avere un prestito dalle Poste e poi se ne sarebbe andata. In effetti ripensandoci ora non si è lamentata quando le ho detto che in pratica la licenziavo».
Lavorava da sola?
«No, sono tre le persone che operano in ogni casa-famiglia».
Quindi la vicina sentiva le urla e non le sentivano le colleghe che non hanno mai segnalato nulla?
«Una me lo disse una volta. E infatti feci un richiamo. Ma mi disse solo di voce alta. E lei si difese dicendo che era il suo tono di voce. Credo che si lasciasse andare di più nei brevi momenti della giornata in cui per questioni di turni capitava che fosse sola. Al mattino e alla sera quando faceva i cambi della biancheria capitava fosse sola…».
La casa-famiglia in cui lavorava è risultata di fatto abusiva perché non è stata presentata la dichiarazioni di inizio attività all’ufficio comunale…
«Ho preparato tutte le carte poi le ho messe in un cassetto e mi sono dimenticata di consegnarle ed ero convinta di averlo fatto. Non mi crederanno e mi faranno la multa».
Stamani in tribunale nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip la badante si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rigettata la richiesta di domiciliari o obbligo di firma perché la 65enne non ha parenti o familiari che possano ospitarla in Italia dove vive da una decina di anni: marito e due figli sono in Bulgaria e a Ravenna alloggiava nelle strutture dove lavorava. La casa-famiglia al centro dell’indagine è rimasta aperta con altro personale perché in condizioni ritenute sufficienti dalle autorità per proseguire l’attività senza creare disagi alle anziane ospiti con un trasferimento.
Dopo l’arresto di una badante che avrebbe insultato e preso a schiaffi le anziane donne di una struttura in centro, De Pascale convoca i sindacati e invita la Regione a mettere mano alle regole: «Settore non sufficientemente normato». Cgil, Cisl e Uil vogliono più controlli e riorganizzare i servizi di assistenza
«È nostra intenzione ampliare ulteriormente, per quanto consentito, le competenze della polizia municipale in materia di tutela della salute e sanità, in modo tale da poter dedicare personale specializzato al compimento degli specifici controlli». Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, annuncia le intenzioni del Comune per migliorare l’attività di controllo delle case-famiglia anche alla luce del recente caso di una badante 65enne arrestata per presunti maltrattamenti su anziani. A sei mesi da una vicenda analoga.
Il primo cittadino, a due giorni dall’arresto, ha convocato un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per fare il punto sulla vicenda «e informarli sul lavoro che stiamo facendo». Come già fatto a ridosso del precedente episodio, De Pascale di nuovo rinnova alla Regione Emilia-Romagna la richiesta «per un intervento di tipo legislativo perché questo settore non è sufficientemente normato».
I sindacati parlano sollecitano «l’esigenza di predisporre controlli e verifiche per valutare l’adeguatezza delle strutture, delle professionalità impiegate, dell’organizzazione del lavoro e della coerenza fra le condizioni di salute degli ospiti e la natura della struttura assistenziale». Con una precisazione non così secondaria: «Le case famiglia sono infatti destinate ad accogliere esclusivamente persone autosufficienti, che necessitano prevalentemente di contesti di socialità e di interventi di basso livello assistenziale».
Per Cgil, Cil e Uil «anche a Ravenna è necessaria una revisione dei servizi di assistenza coerente con l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento dei bisogni, partendo dalla necessità di conoscenza reale delle persone anziane fragili e delle loro condizioni, per attivare le modalità di assistenza appropriate dando piena attuazione ai contenuti dell’accordo sulla programmazione triennale del distretto di Ravenna».
Bancarelle e spettacoli il 15 e 16 settembre con l’iniziativa promossa dall’associazione
Piazza San Francesco
Una selezione di numerose bancarelle di creativi, provenienti non solo dalla città, che proporranno un’offerta dei prodotti del loro ingegno e della loro passione: si svolgerà nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 settembre in piazza San Francesco a Ravenna la seconda edizione di “Ravenna Crea Special event” ideato dall’associazione Ravenna Centro Storico.
Come accaduto in primavera in piazza Kennedy anche in questo caso verrà offerta la possibilità a ravennati e turisti di trascorrere qualche ora passeggiando fra vere e proprie opere d’arte, per acquistare oggetti prodotti con maestria dagli appassionati artisti/espositori. Le due giornate saranno ricche anche di appuntamenti di animazione: sabato pomeriggio dalle 16 sarà presente l’eclettico Andrea Poltronieri con la sua musica ed il suo cabaret mentre domenica farà compagnia a espositori e clienti la voce di Ileana Giusti. Non mancherà uno spazio dedicato all’animazione dei più piccoli che mente i genitori passeggiano potranno divertirsi in compagnia di Sabina Morgagni e dell’associazione Lucertolaludens.
A Ravenna tre ore tutte le mattine dal lunedì al venerdì su prenotazione grazie alle associazione Ada, Auser e Anteas
Da lunedì 17 settembre, alle 8.30, nella sede dell’ufficio decentrato di via Maggiore 120/122, sarà attivo un ambulatorio per iniezioni intramuscolari. Il servizio, completamente gratuito, reso possibile grazie alla collaborazione con le associazioni Ada, Auser e Anteas, sarà in funzione dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 9.30, previa prenotazione allo 0544/482616, oppure presentandosi all’ufficio Pronto Farmaco, in via Maggiore 120/122 , aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 11.30. Tale servizio è rivolto a cittadini e cittadine over60 e a chi si trova in condizioni di fragilità. È importante presentarsi muniti di copia di ricetta medica, farmaci prescritti e siringhe adeguate.
L’assessore Bakkali replica ad Ancisi dopo la sentenza che stabilisce come sia illegittimo vietare ai bambini di portarsi il pasto. «Tariffe troppo alte? Il Comune interviene per calmierarle. Ma usiamo prodotti selezionati e i menù sono scelti da dietiste…»
Da un lato la cronaca che esce dai tribunali, dall’altro la politica, ossia l’interrogazione a risposta scritta presentata al sindaco di Ravenna dal consigliere comunale Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna. Il tema ancora una volta è l’annosa questione delle mense scolastiche. Il servizio è gestito aRavenna dal Comune tramite un appalto vinto da Camst e che riguarda circa 7mila iscritti (dai nidi alle medie) e oggi prevede che ogni allievo di una scuola a tempo pieno o con rientro pomeridiano possa scegliere se iscriversi o meno, ma non portarsi il cibo da casa da consumare a scuola (almeno per il pranzo, perché la merenda di metà mattina dalle elementari in poi già è fornita dalle famiglie): si può però uscire e rientrare dopo la pausa pranzo. Ora una sentenza del Consiglio di Stato, arrivata due anni dopo quella della corte di appello di Torino, respingendo il ricorso del Comune di Benevento stabilisce che è illegittimo vietare, sostanzialmente, ai bambini di portarsi il pasto da casa.
Ouidad Bakkali
Ecco allora che Ancisi chiede se non sia arrivato il momento di rivedere la ristorazione scolastica anche nelle strutture ravennati, da sempre oggetto dei suoi strali anche per quelli che, a suo dire, sono costi molto elevati che nascono dalle caratteristiche stesse delle gare d’appalto. In base all’Isee oggi le famiglie possono pagare da zero fino a 7,20 euro a pasto. Ma anche alla luce di queste novità, l’assessora all’Istruzione competente sulla materia Ouidad Bakkali continua a difendere le scelte fatte. «Innanzitutto, se portare il cibo da casa diventasse la norma, bisognerebbe ripensare il sistema in modo strutturale, coinvolgendo i dirigenti scolastici ma anche l’Asl, perché oggi nelle mense viene consumato solo il cibo fornito da Camst e questo naturalmente permette anche i controlli e le verifiche opportune, mentre se negli stessi spazi si potesse consumare altro cibo, bisognerebbe capire come stabilire le responsabilità, nel caso dovesse accadere qualcosa. Non è un tema che riguarda o su cui può decidere il Comune». Dunque problemi di natura igienico-sanitaria (che però sono stati ritenuti non proporzionati dalla corte che ha emesso la sentenza), ma anche, precisa l’assessora, di ordine politico. «L’idea di una mensa comune per tutti è un momento di condivisione e uguaglianza per tutti gli studenti, nasce anche dall’idea di assicurare un pasto equilibrato a tutti ed è di per sé un momento educativo. Ed è anche per questo che il nostro servizio costa un po’ più che altrove, per la scelta che abbiamo fatto delle 49 cucine nelle scuole, per la scelta dei prodotti da utilizzare, delle preparazioni. Sappiamo bene che il cavolfiore resta lì e le patatine sarebbero più gradite ai bambini, ma sappiamo che non è la cosa migliore per la loro salute, i nostri menù sono studiati da dietiste». Peraltro, rivendica ancora Bakkali, è vero che le famiglie più benestanti pagano una cifra un po’ più alta del costo base del pasto, che però non tiene conto di tutti i costi indiretti, ma il Comune, dice ancora l’assessora, interviene comunque con risorse proprie per calmierare le tariffe. A consuntivo 2016/2017 le rette hanno coperto 4milioni e 700mila euro dei 7,25 milioni totali del servizio. Il costo del pasto che il Comune paga a Camst è pari a 4,85 (+Iva al 4 percento), mentre il costo complessivo, secondo i calcoli di Palazzo Merlato è di 7,82 centesimi. Come a dire che solo quel 38 percento che supera i 35mila euro l’anno o non presenta l’Isee copre i costi effettivi, per tutti gli altri c’è un intervento che diventa sempre più rilevante man mano che scende l’Isee della famiglia.
Messaggio di auguri di Coffari a studenti e docenti in vista del ritorno sui banchi in programma per il 17 settembre
Luca Coffari, sindaco di Cervia
Per Cervia il nuovo anno scolastico al via dal 17 settembre porta con sé l’inaugurazione di una una nuova scuola, la materna di Castiglione che ospiterà tre nuove sezioni. Partono da questa circostanza i consuenti auguri del sindaco Luca Coffari agli studenti: «Questa nuova scuola rappresenta più in generale il futuro personale e collettivo, è il simbolo della cultura e dell’istruzione, valori prioritari per la crescita di una società e di un Paese democratico e moderno. Investire risorse nella scuola significa dare la possibilità a tutti di imparare a coltivare la propria intelligenza e la creatività, di creare legami ed amicizie preziose, di confrontarsi con gli altri».
Il primo cittadino non vede solo rose e fiori: «Certo la scuola non è perfetta, infatti tante sono le critiche che le vengono fatte e le mancanze che le sono attribuite, a volte anche a ragione, ma non dobbiamo mai scordare la bontà e la validità di questo istituto, che resta sempre una vera e propria ancora di salvezza per il futuro di tante esistenze ed è comunque il faro della società. Dobbiamo sempre e comunque rispettarla, perché è un bene comune. È la fabbrica del nostro futuro. Lo scrittore Daniel Pennac nel suo “Diario di scuola” scrive: “Tutto il male che si dice della scuola fa dimenticare il numero di ragazzi che ha salvato dai pregiudizi, dall’ignoranza, dalla stupidità, dall’immobilità e dal fatalismo”».
Da Coffari «un augurio di buon lavoro e di buon anno scolastico a voi studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, personale della scuola e famiglie, che ogni giorno vi impegnate con dedizione e sacrificio. A tutti va il mio grazie più sincero e l’assicurazione che l’amministrazione sarà sempre presente e non vi farà mancare la propria attenzione e il proprio sostegno».