Calcio C / Il tecnico giallorosso non nasconde l’amarezza per il ko di Imola e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia: «Se vogliamo salvarci prima possibile in campionato non possiamo fare una partita così». La possibile composizione del girone
Il tecnico giallorosso Luciano Foschi durante la preparazione
Non cerca scuse o giustificazioni il tecnico del Ravenna, Luciano Foschi, al termine del match perso dai giallorossi a Imola, costato l’eliminazione dalla Coppa Italia di Serie C. «Dobbiamo meditare sui nostri errori e dobbiamo capire chi siamo – è la sua analisi -. Abbiamo preso cinque gol e siamo stati un po’ presuntuosi soprattutto dopo le due volte che siamo andati in vantaggio. Ci tenevamo ad andare avanti in coppa ma, se vogliamo salvarci prima possibile in campionato, non possiamo fare una partita così».
Nonostante l’amarezza l’allenatore giallorosso cerca di vedere gli aspetti positivi della partita. «Nella nostra prova ci sono anche molte cose buone. Penso per esempio ai notevoli passi avanti fatti nella fase offensiva, ma anche alle tante cose che non hanno funzionato, soprattutto sul piano dell’equilibrio in campo e delle distanze tra i reparti. Dobbiamo essere più umili e capire che tipo di stagione dobbiamo fare – termina Foschi – essere lì con la testa e pensare che bisogna concedere decisamente meno».
Girone e calendario Nel frattempo in casa Ravenna si inizia a pensare alla partenza del campionato, con la presentazione della squadra in programma venerdì 7 settembre alla Darsena Pop Up (inizio ore 20.45), ma soprattutto al girone e al calendario, che verranno ufficializzati dalla Lega Pro sabato 8 settembre. Questa la possibile composizione, anche se le sorprese sono sempre dietro l’angolo: Albinoleffe, Fano, Feralpisalò, Fermana, Giana Erminio, Gubbio, Imolese, Monza, Pordenone, Ravenna, Renate, Rimini, Sambenedettese, Sudtirol, Teramo, Ternana, Triestina, L.R. Vicenza, Virtus Verona e Vis Pesaro.
Calcio C / L’ultima partita del girone E sul campo dei rossoblù fa svanire le speranze di qualificazione dei giallorossi, pur passati due volte in vantaggio, e vanifica la doppietta di Ronchi. Ben cinque le reti incassate
Imolese-Ravenna 5-3 IMOLESE (4-3-1-2): Zommers; Garattoni, Boccardi (39’ st Checchi), Carini, Zucchetti (1’ st Fiore); Valentini, Carraro, Gargiulo (1’ st Saber); Mosti (10’ st Giovinco); Lanini (25’ st Rossetti), Belcastro. A disp.: Rossi, Tissone, Tattini, Jukic, Giannini, Rinaldi. All.: Dionisi.
RAVENNA (4-3-2-1): Venturi; Eleuteri, Ronchi, Lelj, Barzaghi (13’ st Bresciani); Selleri (34’ st Raffini), Jidaji, Maleh (19’ st Martorelli); Galuppini, Magrassi, Nocciolini (13’ st Siani). A disp.: Spurio, Sangiorgi, Scatozza, Boccaccini, Pellizzari, Trovade, Sabba. All.: Foschi.
ARBITRO: Kumara di Verona.
RETI: 15’ pt Lanini, 32’ pt (aut.) Gargiulo, 39’ pt Ronchi, 43’ pt Valentini, 2’ st Ronchi, 7’ st Valentini, 29’ st Carini, 48’ st Belcastro.
NOTE: Ammoniti: Valentini, Saber, Lelj, Carraro, Ronchi. Spettatori circa 500. Angoli: 8-4. Recupero: 1’ e 4’.
Il giallorosso Matteo Ronchi ha realizzato una doppietta
Dalla giostra del gol, quale si rivela essere l’ultima partita del girone E di Coppa Italia tra Imolese e Ravenna, scendono i giallorossi, costretti alla prima sconfitta di questo precampionato al termine di una partita che più “pazza” di così non si può. Qualcuno la definirebbe sfida d’altri tempi, ma è anche una gara da molti segni rossi alla voce difese, dalle parti delle quali si devono finire di costruire i muri, ma è anche il match in cui il Ravenna, dal tridente sempre innescato, scopre un goleador aggiunto, Matteo Ronchi, che propizia il primo gol giallorosso e poi firma una doppietta d’autore sugli sviluppi di tre palle inattive chirurgiche e perfette.
Primo tempo Pronti via e Galuppini svernicia la traversa dal limite. Poi è pioggia di reti: comincia Lanini, imbeccato da una verticalizzazione di Belcastro che affetta la difesa del Ravenna; l’attaccante scarta Venturi e deposita nella rete sguarnita. Poi sale in cattedra il duo Selleri-Ronchi: il primo, voglioso di farsi rimpiangere dal suo ex pubblico, disegna due palloni precisi (il primo da punizione, il secondo da angolo) che il secondo tramuta in oro prima con la deviazione decisiva di Gargiulo e poi con una capocciata centrale sotto la traversa. Chi di angolo ferisce di angolo perisce: così dalla bandierina palla nel mucchio dove Valentini si fa trovare pronto per il tap-in vincente.
Secondo tempo In avvio di ripresa ancora Ronchi si mostra implacabile in zona gol sugli sviluppi di un angolo di Galuppini. Valentini rimette le cose a posto per l’Imolese finalizzando un vorticoso contropiede. La gara non ha un momento di tregua e si capisce che può succedere ancora molto: e infatti al 29’ è ancora decisivo un calcio d’angolo, di Giovinco questa volta, che Carini trasforma nella rete del sorpasso. Manca l’eurogol in questa gara e arriva sui titoli di coda da Belcastro che dal limite esplode un destro al volo che non dà scampo a Venturi.
GIRONE E – Riepilogo Ravenna-Rimini 1-0
RETE: 29′ st Papa
Rimini-Imolese 0-0
Imolese-Ravenna 5-3
RETI: 15’ pt Lanini, 43’ pt e 7’ st Valentini, 29’ st Carini, 48’ st Belcastro; 32’ pt (aut.) Gargiulo, 39’ pt e 2′ st Ronchi.
Il direttore de l’Espresso tra gli ospiti della festa nazionale dell’Unità a Ravenna il 3 settembre per presentare il suo libro su Aldo Moro e moderare il confronto Fico-Delrio: «Chiederò all’ex ministro come se la passa il partito del popcorn, quelli del “lasciamoli governare che ci divertiamo”. Al presidente della Camera chiederò cosa fanno i Cinque stelle in un governo di destra…»
«C’è la festa nazionale dell’Unità a Ravenna e io sono pure invitato, non è buona educazione guastare le feste ma… credo che il progetto Pd cominciato con Walter Veltroni sia finito». Marco Damilano non vuole fare quello che mette i piedi sul tavolo quando entra a casa di altri ma, come accade a chi fa il giornalista, gli tocca anche il delicato compito di dare notizie sgradite. E quando gli chiedi che fine farà il Partito democratico non ha altra risposta, resa appena meno drammatica dal tono pacato della voce e dalla consapevolezza di non fare uno scoop: «Credo ne siano convinti anche gli attuali dirigenti». Il 50enne romano, firma del settimanale l’Espresso dal 2001 e direttore da un anno, sarà alla festa del Pd il 3 settembre come moderatore di un confronto (ore 18.30) e poi come autore alla presentazione del suo libro “Un atomo di libertà” (20.30).
Nel 2009 usciva il suo libro “Lost in Pd” che comincia raccontando una convention del 2008 con Veltroni al Pala De Andrè e l’immagine di un ragazzo con il codino che distribuiva cartelloni verdi invece di bandiere rosse. Dieci anni dopo quel ragazzo fa l’assessore comunale ma intanto è passato a Mdp. Partiamo da qui…
«Sono venute meno le tre o quattro condizioni su cui si poggiava la nascita del Pd: il bipolarismo, un’idea di Europa come destino dell’Italia, il confronto con un centrodestra che aveva la parola centro e alcuni punti in comune, il pluralismo di culture dentro un partito unico, il famoso “ma anche” della sintesi veltroniana tanto beffeggiata da Crozza che pur perdendo quelle elezioni prese 14 milioni di voti, in termini assoluti anche più del 40 percento di Renzi e circa un 20 percento di differenza in più rispetto all’ultimo voto per cui i dirigenti di adesso farebbero follie. Oggi l’Europa è diventata il punto di fuga da cui allontanarsi, di fronte c’è una destra fatta di populismo aggressivo che per Dna rifiuta qualunque dialogo bipartisan e il pluralismo di culture è fallito al punto tale che il ragazzo con il codino è andato in un altro partito».
La figura capace di essere un riferimento per il centrosinistra è da cercare tra chi è già uscito allo scoperto o deve ancora nascere politicamente?
«Tra chi si è già esposto finora voglio fare due nomi, due che ci hanno messo la faccia e si sono presi i fischi a Genova ai funerali di Stato per le vittime del ponte Morandi: Roberta Pinotti e Maurizio Martina. Però poi penso che la ripartenza del partito dovrà per forza passare da quelli che non ci sono, di cui magari non sappiamo nulla, persone che non si sentono rappresentate dall’attuale Pd. Prendo l’esempio del presidente dell’Aifa, Stefano Vella, che si è dimesso: è un signore che rinuncia a dei soldi perché dice di non poter accettare la violazione della Costituzione fatta dal Governo sulla nave Diciotti. Io non so nemmeno per chi voti questa persona ma rappresenta un mondo con cui interloquire».
Sarà moderatore di un incontro tra Fico e Delrio. Il presidente della Camera rappresenta l’ala grillina più insofferente al ruolo di ombra della Lega. I Cinque stelle resteranno compatti? Non è che invece di un contradditorio sarà un esperimento per future alleanze?
«Non bisognerebbe dare spoiler ma inizierò l’incontro chiedendo a loro di raccontarci i momenti in cui Mattarella diede a Fico il mandato esplorativo. Chiederò a Fico che cosa è andato storto portando alla nascita di un governo di destra mentre l’M5s si è sempre detto di sinistra e oggi va a traino della Lega. A Delrio chiederò se al partito del popcorn, quello del “lasciamoli governare che ci divertiremo”, sia andato di traverso qualcosa in platea».
Da alcune testate, tra cui anche l’Espresso, sta arrivando una critica dura al Governo. Quando si sceglie di prendere posizioni così esplicite e nette lo si fa guardando anche alle vendite?
«Direi di no perché non c’è un calcolo cinico sul pubblico che ti torna a leggere se prendi una posizione o un’altra. Invece c’è piuttosto una questione giornalistica: il giornalismo è un contropotere a chi sta al governo. Lo facciamo ora ma lo facevamo anche prima: penso alle inchieste sui contatti Renzi-Consip o Banca Etruria. Adesso che il governo è Salvini, gli chiediamo conto dei 48 milioni della Lega. È curioso che il governo del cambiamento non tolleri domande, mentre apprezzava questo giornalismo quando era all’opposizione. In questo nessuna novità rispetto al passato. Però aumenta la costante deligittimazione del giornalismo che passa dai social con l’idea di disintermediare. Infine c’è un altro versante che va tenuto distinto ed è quello del piano dell’intervento civile, culturale e politico: già in passato, in momenti di assenza dell’opposizione politica, intellettuali e giornalisti hanno assunto un ruolo di supplenza. Non lo considero un ruolo positivo».
È legittima la sensazione che il giornalismo in Italia sia più cane da guardia solo con certe forze politiche al governo?
«È un problema più generale. Il giornalismo italiano ha una grande tradizione di faziosità, attacca i nemici e protegge gli amici. L’idea del giornalismo anglosassone che non guarda in faccia nessuno è più minoritaria. E ad ogni cambio di governo il giornalismo che non è stato abbastanza attento a criticare i suoi amici finisce per avere un problema di credibilità che sicuramente esiste e diventa appiglio facile per i populisti. Il problema della credibilità esiste davvero, non lo inventano Di Maio e Salvini ma loro lo usano per buttare giù qualcosa di importante per la democarazia».
Sarà alla festa anche come autore con un libro su Aldo Moro. Cosa direbbero Moro e Zaccagnini oggi della scena politica?
«È una domanda impensabile. Erano uomini che vivevano in tutt’altra stagione, quella dei grandi partiti di massa, dove la politica rappresentava la società e la guidava. Oggi chi detiene il potere si comporta continuamente come se fosse il capo dell’opposizione usando gli strumenti dati dal potere per bombardre tutti gli altri».
Calcio Dilettanti / Disputata la prima giornata di campionato, con il Faenza che pareggia contro il Corticella e il Cotignola si inchina alla Marignanese. In Promozione sorridono, Conselice, Solarolo, Del Duca Ribelle e Russi. Ecco i tabellini e i marcatori
L’attaccante dell’Alfonsine Antonio Salomone
Con la prima giornata sono iniziati i campionati regionali che vedono numerose squadre ravennati in campo. In Eccellenza festeggiano subito Alfonsine, che in casa batte il Progresso, Massa Lombarda, che espugna il campo del Diegaro, e Sanpaimola, corsaro a Cattolica. Il Faenza pareggia in terra bolognese contro il Corticella, mentre l’unico a cadere è la matricola Cotignola, che non riesce a gestire il vantaggio e si inchina alla Marignanese. In Promozione sorridono nel girone C il Conselice, vittorioso nel derby con il Reda, e il Solarolo, che batte a domicilio il Porretta, e nel girone D la Del Duce Ribelle, che infligge un pesante 3-0 alla Reno, e il Russi, che passa a Morciano. Cadono Lavezzola e Cervia, rinviata per maltempo la partita dello Sparta Castelbolognese. In Prima Categoria, in coppa pareggiano Bagnacavallo e Fosso Ghiaia e fanno passi in avanti importati Riolo Terme e Savio.
Eccellenza
Girone B (prima giornata)
Alfonsine-Progresso 1-0 ALFONSINE: Lusa, Ricci Maccarini, Sarto E., Magri, Bertoni, Fonte, Santucci (27’ st Tavolieri), Derjai, Salomone, Innocenti, Filippi (38’ st Focaccia). A disp.: La Ganga, Mingozzi, Botti, Lodetti, Gaiani, Sarto F., Mazzoni. All.: Gori
PROGRESSO: Albertazzi, Bassoli, Cotti, Di Giulio, Resta, Rossi (29’ st D’Este), Grazioso (19’ st Fiorini), Vandelli, Maiorano, Lodi (16’ st Monnolo), Neri. A disp. Cassani, Boninsegna, Ceresi, Ognibene, Elmi, Corroppoli. All.: Marchini.
RETE: 24’ pt (rig.) Salomone.
ARBITRO: Colella di Rimini.
Corticella-Faenza 0-0 CORTICELLA: Mezzetti, Nebunelea, Marchesi, Cristhopher, Regno, Orlando (30’ st Busi), Sica (17’ pt Bisi), Grazia, Tedeschi, Marongiu, Ballarini. A disp.: Giovannini, Meacci, Bertolone, Sbaragli, Cappello, Rossi, Maccagnani. All.: Farneti.
FAENZA: Calderoni, Fantinelli, Albonetti, Bertoni (40’ st Franceschini L.), Gavelli (29’ st Savioni), De Luca, Lanzoni G. (26’ st Bentini), Missiroli, Navarro (10’ st Salazar), Gardenghi (1’ st Teleman), Maio. A disp.: Tassinari, Zoffoli, Franceschini D., Lanzoni P. All.: Assirelli.
Diegaro-Massa Lombarda 0-2 DIEGARO: Foiera, Vitale, Bartoletti, Lombardini (9’ st Rodriguez), Varella, Antoniacci, Morganti (22’ st Ceccarelli), Sankare, Giornali, Casadei (24’ st Ravaglia), Zavalloni (46’ st Pagliarani). A disp.: Fabbri, Asiani, Asilani, Ariyo, Gurioli.
MASSA LOMBARDA: Bombardini, Vaccari, Dongellini (6’ st Gramigna), Selleri, Hysa, Bevoni, Scala (26’ st Donati), Trombetti, Sasso, Lumci (47’ st Rea), Franchini (36’ st Baldini). A disp.: Mazzotti, Raspadori, Zalambani, Morandi, Rabuano.
RETI: 6’ st Hysa, 51’ st Donati.
Giovane Cattolica-Sanpaimola 0-1 GIOVANE CATTOLICA: Andreani, Casolla, Parma, Palazzi N., Liera, Tombari, Sylla, Mercuri, Bacchielli, Sartori, D’Addario. A disp.: Palazzi G., Pasni, Cruz, Pari, Protino, Amati, Boschetti. All.: Angelini.
SANPAIMOLA: Baldani, Visani, Mengolini, Errani, Landini, Gabrielli, Borini, Ragazzini T., Colino, Alessandrini S., Carboni. A disp.: Leoni, Ragazzini F., Pioppo, Alessandrini M., Maranini, Fall, Vincenti, D’Onofrio, Alpi. All.: Tinti.
RETE: 35’ st Ragazzini T.
Granamica-Argentana 2-2
Virtus Castelfrancocalcio-Fya Riccione 3-0
Classifica: Virtus Castelfranco, Massa Lombarda, Alfonsine, Marignanese e Sanpaimola 3 punti; Argentana, Castrocaro, Copparese, Corticella, Faenza, Granamica, Medicina Fossatone e Sant’Agostino 1; Cotignola, Giovane Cattolica, Progresso, Diegaro e Fya Riccione 0.
Promozione
Girone C (prima giornata)
Bentivoglio-Valsanterno 2009 1-1
Castenaso-Vadese Sole Luna 2-1
Casumaro-Trebbo 1979 2-1
Cm Conselice–Reda 2-1 RETI: 15’ pt (rig.) e 47’ st Roccati; 40’ pt Conti.
Faro-Anzolavino 1-1
Sparta Castelbolognese-Portuense sospesa per maltempo
Lavezzola-Masi Torello Voghiera 1-3
RETI: 11’ st Mazzoni; 22’ pt Gherlinzoni, 38’ pt Guerzoni, 1’ st Evali.
Porretta-Solarolo 0-1 RETE: 30’ st (rig.) Fabini.
Terre del Reno-Sesto Imolese 1-1
Classifica: Masi Torello Voghiera, Castenaso, Casumaro, Conselice e Solarolo 3 punti; Anzolavino, Bentivoglio, Faro, Sesto Imolese, Terre del Reno e Valsanterno 2009 1; Portuense*, Sparta Castelbolognese*, Porretta, Trebbo 1979, Vadese Sole Luna e Lavezzola 0; Reda -4 (*una gara in meno).
Girone D (prima giornata)
Del Duca Ribelle-Reno 3-0 RETI: 23’ st e 36’ st Farabegoli, 33’ st Dumitru.
Gambettola-San Pietro In Vincoli 1-1 RETI: 19’ pt D’Altri; 45’ pt (rig.) Migliaccio.
Igea Marina-Torconca 1-0
Morciano-Russi 1-2 RETI: 32’ pt (rig.) Rotondi; 30’ st Placci, 39’ st (rig.) Trovato.
Stella Rimini-Pietracuta 1-0
Classifica: Del Duca Ribelle, Tropical Coriano, Ronco Edelweiss, Vis Misano, Cava, Igea Marina, Russi e Stella Rimini 3 punti; Gambettola e San Pietro in Vincoli 1; Morciano, Pietracuta, Sampierana, Torconca, Cervia, Civitella, Fratta Terme e Reno 0.
Girone 26 (seconda giornata)
Cibox-Riolo Terme 1-3
San Leonardo-Virtus Faenza 1-1
Classifica: Virtus Faenza e Riolo Terme 4 punti; San Leonardo 2; Cibox 0.
Il Pair prevede l’addio a stufe a pellet e a legna nel caso non abbiano una buona efficienza. Bignami: «Servono incentivi»
La limitazione è contenuta nel Piano aria integrato regionale, lo stesso che regola la circolazione delle auto e tutte le emissioni nell’atmosfera: riguarda in particolare i caminetti e le stufe a legna o a pellet, spesso utilizzate come alternativa a basso costo al riscaldamento domestico. Peccato che inquinino, e non poco: tanto che la Regione ha deciso di vietarle se a bassa efficienza energetica. Le regole valgono per tutti i Comuni di pianura o comunque sotto i 300 metri di altitudine. Vietato riscaldarsi con gli impianti alimentati a “biomassa legnosa” se di categoria inferiore alle due stelle per l’anno 2018 e alle tre stelle dal 2019. «Una limitazione illogica e priva di buon senso», dice il consigliere regionale e deputato di FI Galeazzo Bignami. Le “stelle” indicano l’efficienza energetica dei vari impianti e tengono conto delle emissioni in atmosfera e del rendimento. Secondo alcuni studi, caminetti e stufe a pellet inquinano più delle caldaie a metano.
Va all’attacco il deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami, sulle misure introdotte dal Piano Aria Integrato Regionale 2020. “Misure che costringeranno le famiglie ad adeguarsi anche a fronte di una spesa di diverse migliaia di euro senza che sia data loro nemmeno la possibilità di avere una finestra temporale per l’adeguamento. La Regione allora, visto un tale repentino obbligo, dica chiaramente come intenda aiutare le famiglie ad adeguarsi e con quali incentivi. Capiamo la necessità di intervenire per ridurre le emissioni, ma incidere così pesantemente sul bilancio delle famiglie, in zone anche rurali, di vallata o marittime, dove caminetti e stufe sono parte integrante delle abitazioni, appare una limitazione eccessiva”.
“L’informativa tra l’altro ci sembra piuttosto tardiva – prosegue – e il tempo per un confronto preventivo con i Comuni sarà inevitabilmente limitatissimo, visto che l’obbligo scatta a partire dal primo ottobre 2018 e durerà fino al 31 marzo di ogni anno. I cittadini sono stati informati su come adeguarsi, su quanto costerà, su quali sono i canali per gli incentivi, a cosa si va incontro se non ci si adegua? Per non parlare dell’ulteriore incombenza a carico dei Comuni che dovranno individuare le zone ‘sotto quota’, con la conseguenza che, all’interno dello stesso Comune, si creeranno delle disparità di trattamento tra cittadini. Nei prossimi giorni elaboreremo delle proposte di correttivi e solleciteremo la Regione affinché intervenga al fine di risolvere queste evidenti criticità. Certamente l’auspicio è che tali divieti siano completamente rivisti e magari applicati solo agli impianti di nuova installazione”.
Il sindaco: «Pur risultando il fenomeno in calo rispetto al passato, l’Amministrazione non fermerà i controlli»
Sul territorio del Comune di Massa Lombarda non si ferma il lavoro per la messa in atto di periodici controlli sui rifiuti abbandonati. Grazie alla stretta collaborazione tra l’Amministrazione comunale, la Polizia municipale e i funzionari di Hera Spa, anche nella giornata di sabato 1 settembre sono stati individuati e sanzionati due cittadini che in una zona residenziale hanno riversato scatoloni e sacchi a fianco di un cassonetto.
«In questi anni abbiamo eliminato e risanato diversi punti di abbandono che erano diventati cronici – ha rimarcato il sindaco Daniele Bassi -. Pur risultando il fenomeno in calo rispetto al passato, l’Amministrazione non si ferma certamente qui e continua il suo lavoro di contrasto contro gli irresponsabili e i maleducati che danneggiano l’intera collettività. La stragrande maggioranza della cittadinanza è con noi in questo, e ciò ci conforta nel perseguire con forza il nostro obiettivo, che è dare a Massa Lombarda il decoro che merita, promuovendo quell’educazione civica che è alla base della convivenza»
«Siamo certi del valore della nostra scelta, che è quella di promuovere il corretto conferimento dei rifiuti – continua il primo cttadino -: un impegno che ci ha portato alla conferma che anche per il 2017 come il primo Comune della provincia per la percentuale di raccolta differenziata (67,3%, 3,5 in più rispetto al 2016), avvicinandoci sempre di più agli obiettivi fissati dalla Regione per il 2020».
Lunedì l’esponente del Movimento 5 Stelle a confronto con Graziano Delrio. Modera il dibattito Marco Damilano che, più tardi presenterà il suo libro
Lunedì 3 settembre alla Festa nazionale dell’Unità c’è uno dei dibattiti più attesi: quello tra l’ex ministro Graziano Delrio e il presidente della Camera Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle. Fico è considerato esponente di spicco dell’anima di sinistra dei grillini. Modera il dibattito, che si terrà alle 18.30, il direttore dell’Espresso Marco Damilano. Lo stesso Damilanoin serata presenterà il suo libro “Un atomo di verità”, in cui si parla del sequestro Moro (alle 20.30 nello spazio libreria).
Tra gli ospiti di giornata anche Matteo Orfini e Matteo Richetti, che parleranno delle sfide del Pd (ore 19.30) e, alle 20.30, Vasco Errani, Pierferdinando Casini, Gianni Dal Moro, Cesare Damiano dialogheranno sul modo di passare da opposizione ad alternativa di governo. Alle 21.30 si discuterà ancora di riformismo con Carla Cantone,Francesco Boccia, Carla Cantone, Paolo De Castro, Roberto Speranza, Valeria Valente. Modera: Alessandro Taballione
Per quanto riguarda i libri, oltre a quello di Damilano, alle 19 Simone Lenzi presenterà il suo “In esilio. Se non ti ci mandano vacci da solo”. Appuntamento anche nello spazio dei Giovani Democratici con la presentazione della scuola di geopolitica “Sottosopra” del Pd di Ravenna con Francesco Nicodemo, autore di “Disinformazia: la comunicazione al tempo dei social media”.
Ciclismo / Nonostante la disavventura di lunedì scorso (ha subito un morso di un cane mentre si allenava) la baby ravennate è entrata nella top ten dei campionati italiani disputati a Villadose, in provincia di Rovigo
Sofia Collinelli con papà Andrea mostra il premio per i suoi recenti successi internazionali
Ha stretto i denti nonostante la disavventura di lunedì scorso (un morso di un cane alla caviglia durante un allenamento l’ha costretta a un ciclo di antibiotici), Sofia Collinelli, ed è giunta settima al campionato italiano juniores a cronometro disputato sabato a Villadose, in provincia di Rovigo. Pur lontana dalla forma migliore, tornando ad allenarsi solo due giorni prima della competizione, la diciassettenne ciclista ravennate ha conquistato una buona posizione nei tricolori, confermandosi tra le migliori azzurre della categoria.
La maglia tricolore è andata alla pluridecorata in campo europeo e mondiale Vittoria Guazzini (Zhiraf Guerciotti Selle Italia), con il podio completato dalla veneta Giorgia Bariani (Team Wilier Breganze) e dalla piemontese Matilde Vitillo (Racconigi Cycling Team). Per Sofia un premio speciale dagli organizzatori per i successi internazionali in maglia azzurra in questa estate indimenticabile. Nel prossimo weekend la figlia d’arte torna in pista per i campionati italiani junior Omnium.
Ordine d’arrivo – Campionato italiano cronometro femminile Juniores: 1° Vittoria Guazzini (Zhiraf Guerciotti Selle Italia) 18 chilometri in 24’09”148; 2. Giorgia Bariani (Team Wilier Breganze) 24’42”075; 3. Matilde Vitillo (Racconigi Cycling Team) 24’59”569; 4. Camilla Alessio (Team Lady Zuliani) 25’01”728; 5. Nicole Fede (Valcar Pbm) 25’38”274; 6. Gemma Sernissi (Zhiraf Guerciotti Selle Italia) 25’48”913; 7. Sofia Collinelli (VO2 Team Pink) 25’56”097; 8. Giorgia Catarzi (Zhiraf Guerciotti Selle Italia) 26’03”011, 9; Giorgia Vettorello (Conscio Pedale del Sile) 26’03”567; 10. Federica Piergiovanni (Valcar Pbm) 26’14”563.
Già 350 «trattamenti adulticidi» portati a termine da parte di Azimut per combattere il fenomeno. Le piogge abbondanti non aiutano
Settantunmila pozzetti. Passa da questo numero la mole di lavoro che c’è dietro la lotta alle zanzare che Azimut combatte ogni anno. Sono gli stessi tecnici dell’azienda – che gestisce il servizio per conto del Comune di Ravenna e di quello di Cervia– a spiegare come ogni anno ci si muova per evitare il proliferare dell’insetto più odiato. Un altro numero dà l’idea di quanto il 2018 sia stato particolarmente difficile: si è già a quota 350 trattamenti adulticidi e deve ancora cominciare settembre, un mese in cui la zanzara è ancora viva e vegeta. Lo scorso anno ci si era fermati attorno a poco più di 200 in tutta la stagione.
Per capire come si muove l’azienda bisogna innanzitutto distinguere tra i trattamenti larvicidi – che si possono definire preventivi – e quelli che riguardano l’insetto già adulto, volante e pungente. Azimut effettua durante la stagione otto trattamenti larvicidi: il che significa passare nei pozzetti, negli scoli e nei fossi pubblici con il prodotto che possa uccidere le larve di zanzara. Otto trattamenti – spiegano in azienda – non sono pochi: «Si consideri che una città come Torino ne fa tre». Dopo l’emergenza Chikungunya, la febbre tropicale che nel 2007 colpì duro a Ravenna, è sulla zanzara tigre che ci si è concentrati in particolar modo. È lei, infatti, ad essere portatrice degli arbovirus, un tipo di virus in cui oltre alla Chikungunya sono compresi Zika e Dengue, le altre due malattie di cui spesso si è sentito parlare in associazione alle zanzare. Le ordinanze che ogni anno a inizio estate vengono emesse nei confronti dei privati e che obbligano a svuotare sottovasi e ristagno oltre che a trattare i pozzetti privati di acqua piovana servono a combattere soprattutto le “tigri” che prosperano in aree urbane e rimangono a poche centinaia di metri dal luogo in cui sono nate.
E la zanzara, per così dire, nostrana? Lei – nome linneano Culex pipiens – è la responsabile della diffusione del virus West Nile che nelle ultime settimane ha imperversato in Romagna. Il suo numero viene monitorato da Azimut attraverso bollettini periodici che ne stimano la quantità. Quando viene raggiunto il livello di guardia di tolleranza partono i trattamenti adulticidi. Quelli di cui si parlava all’inizio e che riguardano soprattutto aree verdi e zone umide perché in città tali trattamenti sono possibili solo a seguito di specifiche ordinanze dell’Ausl. «Le zanzare comuni sono più difficili da controllare rispetto alle zanzare tigre– spiegano ad Azimut – perché la loro presenza dipende anche da fattori climatici. Quella del 2017 è stata un’estate con meno precipitazioni rispetto a questa e, di conseguenza, con meno zanzare». Il picco delle ultime settimane ad esempio «è la conseguenza delle abbondanti piogge che ci sono state attorno a Ferragosto».
La correlazione tra acquazzone e punture è insomma un luogo comune verificato: più piove, più zanzare ci sono. Soprattutto se le temperature sono alte. Le Culex oltretutto si spostano molto di più rispetto alle cugine tigrate, seguendo il vento e le correnti sono in grado di coprire chilometri dal luogo in cui sono nate. Proprio la difficoltà di prevenzione fa sì che il modo più semplice di combatterle sia il trattamento adulticida. Trattamenti che comunque hanno efficacia immediata ma, dopo qualche giorno, potrebbero ripresentare un problema. La lotta ha anche qualche ostacolo: «Dopo alcuni anni le zanzare diventano resistenti al prodotto usato, allora bisogna cambiarlo». Il modo di combattere questi insetti può essere insomma efficiente, specie se combinati con le misure prese dai cittadini, ma il sogno di un’estate senza zanzare difficilmente si realizzerà: del resto, ricordano ad Azimut, sono tra gli insetti più antichi della Terra. Resistenti, oltre che fastidiosi.
Calcio Dilettanti / Oggi, domenica 2 settembre, fischio d’inizio alle ore 15.30 con la prima giornata. In Eccellenza la matricola Cotignola ospita la Marignanese, in Promozione derby Conselice-Reda e Del Duca Ribelle-Reno. In Prima Categoria si gioca in coppa. Il programma delle partite
La neopromossa Cotignola fa l’esordio in casa contro la Marignanese
Fischio d’inizio oggi, domenica 2 settembre, alle ore 15.30, per i campionati regionali di Eccellenza e Promozione, che vedono ai blocchi di partenza quindici formazioni ravennati. In Prima Categoria prosegue invece con il secondo turno la Coppa Emilia Romagna (ore 16.30). Questo il programma delle partite.
Eccellenza
Nessun derby ravennate tra le cinque squadre partecipanti al Girone B, con la prima giornata che prevede gli impegni casalinghi dell’Alfonsine, che ospita i bolognesi del Progresso, e della matricola Cotignola, che attende la visita dei riminesi della Marignanesi. Appuntamenti in trasferta invece per il Faenza, a Bologna contro il Corticella, il Massa Lombarda, nel cesenate contro il Corticella, e il Sampaimola, a Cattolica.
Girone B
(prima giornata, inizio ore 15.30)
Alfonsine-Progresso
Castrocaro-Medicina Fossatone
Cotignola-Marignanese
Copparese-Sant’Agostino
Corticella-Faenza
Diegaro-Massa Lombarda
Giovane Cattolica-Sanpaimola
Granamica-Argentana
Virtus Castelfrancocalcio-Fya Riccione
Promozione
Nel Girone C esordio con derby per Conselice e Reda, che si affrontano sul campo dei gialloblù, mentre lo Sparta Castelbolognese e il Lavezzola ospitano nell’ordine i ferraresi della Portuense e del Masi Torello Voghiera. Viaggio sulle colline bolognesi per il Solarolo, di scena a Porretta. Nel Girone D sfida in salsa ravennate a Castiglione di Ravenna tra Ribelle e Reno, mentre al “Todoli” di Milano Marittima il Cervia ospita i forlivesi del Ronco Edelweiss. Trasferte per il San Pietro in Vincoli, sul campo del Gambettola, e del Russi, a Morciano.
Girone C
(prima giornata, inizio ore 15.30)
Bentivoglio-Valsanterno 2009
Castenaso-Vadese Sole Luna
Casumaro-Trebbo 1979
Cm Conselice–Reda
Faro-Anzolavino
Sparta Castelbolognese-Portuense
Lavezzola-Masi Torello Voghiera
Porretta-Solarolo
Terre del Reno-Sesto Imolese
Girone D
(prima giornata, inizio ore 15.30)
Del Duca Ribelle-Reno
Cervia-Ronco Edelweiss Forlì
Civitella-Vis Misano
Fratta Terme-Tropical Coriano
Cava-Sampierana
Gambettola-San Pietro In Vincoli
Igea Marina-Torconca
Morciano-Russi
Stella Rimini-Pietracuta
Prima Categoria
Coppa Emilia Romagna
I nodi iniziano ad arrivare al pettine nella coppa, con il Girone 25 unico raggruppamento che prevede due derby ravennati: il Bagnacavallo ospita il Fosso Ghiaia, il Savarna l’Azzurra Romagna. Nel Girone 26 viaggi nel forlivese per il Riolo Terme, a Villanfranca contro la Cibox, e per la Virtus Faenza, a Villa Selva contro il San Leonardo. Nel Girone 29, infine, il Savio affronta in trasferta il Bellaria Igea Marina.
Basket A2 / Buona prestazione nel Memorial Leonelli Manetti per la squadra di Mazzon, che trascinata da Smith respinge il tentativo di rimonta dell’Andrea Costa e la sconfigge con 15 punti di distacco
ANDREA COSTA IMOLA: Ndaw 0 (0/1 da tre), Montanari 8 (2/4 da tre), Crow 23 (5/8, 3/6), T. Wiltshire, Fultz 5(1/5, 1/4), Calabrese ne, Bowers 15 (6/8, 0/4), Rossi 9 (3/3), Simioni 0 (0/3), Raymond 15 (1/4, 3/5), Magrini 3 (1/3 da tre), W. Wiltshire ne. All.: Di Paolantonio.
ARBITRI: Tirozzi di Bologna, Bianchi di Rimini e Zaniboni di Bologna.
L’OraSì parte e finisce bene e così fa suo il terzo posto nel Memorial Leonelli Manetti di Cervia. Reduce dalla sconfitta di venerdì con la Fortitudo Bologna, la squadra di Mazzon ha offerto maggiore continuità rispetto all’Andrea Costa, che tuttavia si era rimessa in partita alla fine del terzo quarto. Alla fine la prova di squadra dell’OraSì ha comunque permesso ai ravennati, trascinati da un ottimo Smith, di accelerare in modo ulteriore nel finale per imporsi nettamente. Il torneo è stato vinto dalla Fortitudo, che nella finalissima ha superato Cento con il punteggio di 93-89.
Il prossimo impegno per L’OraSi è ora previsto per venerdì 7 settembre al Memorial Seganti-Tampieri di Lugo. Si tratterà della seconda uscita ufficiale della rinnovatissima squadra giallorossa, che in semifinale affronterà alle 18 l’Unieuro Forlì in quello che sarà il primo derby stagionale, mentre a seguire ci sarà il match tra Andrea Costa Imola e i padroni di casa del Basket Lugo. Sabato 8 settembre le finali: alle 18 quella per il terzo posto, alle 20 invece per la vittoria nel tradizionale torneo lughese.
All’incontro su diritti e pari opportunità il consigliere comunale di Forza Italia in prima fila non si trattiene quando la deputata di Leu ed ex presidente della Camera ricorda la sua battaglia per la declinazione al femminile di professioni e incarichi di vertice
«Trinariciuta», ripetuto più volte con convinzione dalla prima fila della platea perché sul palco l’ex presidente della Camera non riusciva a sentire. Così Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia a Ravenna, ha contestato Laura Boldrini sulle battute finali dell’incontro “Diritti e pari opportunità per una nuova Europa” andato in scena ieri sera, 1 settembre, alla festa nazionale dell’Unità nell’area del Pala De Andrè. La deputata di Liberi e Uguali ha prima abbozzato e poi ha replicato con un perentorio «Rispetti le donne» che ha incassato l’applauso del pubblico.
A smuovere il forzista è stata una delle questioni su cui Boldrini da tempo porta avanti una appassionata campagna di sensibilizzazione: l’utilizzo della desinenza e della declinazione al femminile per professioni e incarichi di vertice quando ricoperti da donne. «Di una donna nessuno si sogna di dire contadino donna, operaio donna o maestro donna ma diciamo contadina, operaia e maestra. Però appena si sale la scala sociale dicono che il femminile stride e che è cacofonico. E invece è giusto che si dica la giudice, l’avvocata, la presidente e la deputata. Ce lo impone la nostra lingua neolatina». Una questione lessicale che per Ancarani rappresenta un nervo scoperto – già a livello locale non ha mai nascosto la propria insofferenza nei confronti dei movimenti femministi per i quali utilizza l’epiteto malmostose – al punto da non potersi trattenere dal manifestare il proprio fastidio anche sotto al palco, fino a quel «trinariciuta» declinato provocatoriamente al femminile.
A fugare eventuali dubbi sulla piena convinzione delle proprie azioni, è arrivato anche un post di Ancarani su Facebook successivo all’episodio: «Contestare dal vivo Laura Boldrini sulle “desinenze” degli appellativi mi ha dato una soddisfazione quasi pari all’urlarle “trinariciuta” con la desinenza a lei più congeniale».
Già, trinaricuta. Per attaccare l’esponente di Leu, Ancarani è andato a pescare nel lessico di qualche anno addietro. Dicasi trinariciuto colui che ha tre narici quindi fuori dal comune, anomalo, lontano dal vivere civile: è un appellativo polemico coniato dal giornalista e scrittore Giovannino Guareschi negli anni successivi al secondo conflitto mondiale per indicare, mettendoli in ridicolo, i militanti del Pci con l’intento di stigmatizzarne la presunta estraneità al mondo civile. La terza narice sarebbe dovuta servire per disperdere i fumi dell’ideologia. Per estensione è diventato in buona sostanza un sinonimo di politico ottuso e fanatico.
«Vedo che lei si agita molto davanti a me, capisco la sua insofferenza», è stata la prima battuta dell’esponente di Leu che ha convogliato la curiosità del pubblico verso le prime sedie della sala. Poi al microfono ha proseguito: «Lei non è democratico, non mi lascia parlare». E dopo quel trinariciuta Boldrini ha rotto gli argini con voce più accesa ma senza trascendere: «Non siamo neutre, siamo donne, le donne non sono neutre, esiste il genere femminile, lo tenga a mente e rispetti le donne. Siamo donne e come tali ci dovete rispettare anche nel genere perché quello che non si dice non esiste. Io non voglio diventare un uomo perché sono al vertice: siamo il 51 percento, se qualcuno si deve adattare siete voi».
Un accenno di contestazione all’indirizzo della stessa Boldrini era cominciato anche poco prima da uno spettatore isolato in fondo alla platea. In questo caso non più di qualche commento ad alta voce che non è arrivato alle orecchie delle relatrici o della moderatrice ma a malapena a quelle dei vicini di posto. E l’intervento diplomatico del servizio di sicurezza ha allontanato il disturbatore.