domenica
10 Maggio 2026

Servizio civile, otto posti disponibili nelle sedi ravennati dello Ior

Ravenna, Lugo, Faenza e Massa Lombarda ospitano i giovani interessati al progetto portato avanti dall’Istituto oncologico romagnolo

P1090023In questi giorni si è aperto il bando per la selezione di 53.363 giovani da impiegare nei progetti di Servizio Civile Universale in Italia e all’estero. Anche l’Istituto Oncologico Romagnolo offrirà questa occasione formativa e professionale a venti ragazzi dai 18 ai 28 anni, che si divideranno sulle dieci sedi Ior sparse in tutta la Romagna. In particolare, per la provincia di Ravenna, sono otto le posizioni disponibili: due nella sede di via Salara 36 a Ravenna; due in quella di via Tellarini 96 a Lugo; due in quella di via Tolosano 6/B a Faenza e due in quella di Massa Lombarda in corso Vittorio Veneto 24. Il progetto, dal titolo “Prevenzione ed assistenza come stili di vita”, si pone come obiettivo quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone nelle attività di sensibilizzazione, di prevenzione e di sostegno dei pazienti e delle loro famiglie.

«Si tratta di una bella occasione di crescita personale e professionale – spiega il direttore generale, Fabrizio Miserocchi – da effettuare attraverso un percorso regolarmente retribuito secondo i criteri stabiliti: in un’epoca di profonda crisi economica e lavorativa, che colpisce in particolare i nostri giovani, non è cosa da poco. I ragazzi saranno gradatamente inseriti tramite l’affiancamento agli operatori e ai volontari che quotidianamente seguiranno le varie fasi del progetto: scopo finale è quello di trasformarli in testimonial e mediatori culturali dei messaggi di prevenzione e sensibilizzazione sulla tematica dei tumori nei confronti delle nuove generazioni. Abbiamo offerto questa possibilità anche l’anno passato e siamo stati molto soddisfatti di come i ragazzi si sono approcciati alla nostra quotidianità e di come abbiano contribuito alla crescita delle attività che portiamo avanti: per questo motivo riproponiamo il progetto anche per l’anno 2018/2019, estendendo il numero delle posizioni disponibili a 20».

Le città della Romagna in cui si potrà richiedere di fare Servizio Civile presso l’Istituto Oncologico Romagnolo sono: Cesena, Faenza, Forlì, Lugo, Massa Lombarda, Meldola, Ravenna, Riccione, Rimini e Santarcangelo. Per ciascuna di queste sedi verranno selezionate due persone. Le domande, complete di tutti gli allegati previsti e corredate dal questionario e dalla fotocopia di un documento d’identità in corso di validità, possono essere presentate all’Istituto Oncologico Romagnolo con consegna a mano, a mezzo raccomandata A/R o via mail con posta certificata, di cui è titolare il soggetto interessato, a ior@pec.ior-forli.it entro le 18 di venerdì 28 settembre 2018. Si ricorda che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Universale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando regionale. Allegati e maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo http://www.ior-romagna.it/servizio_civile.html; per ulteriori domande è possibile chiamare anche lo 0543.35929.

La pioggia non ferma il torneo Advs: 56 con il racchettone in mano per beneficenza

Il ricavato sarà utilizzato dall’associazione per promuovere la cultura della donazione del sangue

Cs Torneo Racchettoni ADVS

Nonostante le condizioni atmosferiche sfavorevoli, 28 coppie di giocatori hanno sfidato il brutto tempo dell’ultima domenica di agosto per partecipare al 14esimo torneo di racchettoni organizzato da Advs Ravenna, associazione di donatori di sangue, sulla sabbia del bagno Mare Blu a Punta Marina: il ricavato del torneo e della cena seguente sarà utilizzato per continuare a promuovere la donazione di sangue. Coppie miste, sette gironi, partite sui 7 giochi, il tutto con uno spirito non agonistico della competizione e bilanciamento del livello di preparazione delle squadre.

Prima di cena sono stati proclamati i vincitori: Elena Zanzi e Roberto Savini. Al secondo posto si sono piazzati Raffaella Dall’Agata e Andrea Amadei; mentre il terzo gradino del podio è andato a Elena Del Duca e Davide Rosetti. Ma anche per le coppie in classifica fino all’ottavo posto ci sono stati dei premi.

«La pioggia non ci ha fermati e soprattutto non ha fermato i 56 giocatori che hanno deciso di partecipare al torneo – commenta la presidente di Advs Fidas Ravenna, Monica Dragoni –. Questa giornata di sano sport e divertimento ci ha dimostrato anche quanto l’importanza della donazione di sangue sia molto sentita dai singoli cittadini, che domenica hanno sfidato il brutto tempo per partecipare al nostro torneo. Donare il sangue è un grande gesto di altruismo che salva moltissime vite: da chi soffre di malattie che necessitano trasfusioni continue a chi subisce gravi traumi».

Coloro che volessero maggiori informazioni sulla donazione di sangue possono rivolgersi alla segreteria Advs: 0544/403462 oppure sul sito internet www.advsravenna.it o visitare la pagina Facebook Advs Ravenna.

Mirabilandia offre 400 contratti a tempo determinato per morti viventi

Il 12 settembre nel parco divertimenti il casting per l’animazione di Halloween aperto anche a candidati senza esperienza che dovranno presentare travestimento e trucco per un personaggio e una storia a tema horror

Mirabilandia cerca quattrocento morti viventi. Il 12 settembre al parco divertimenti sulla statale Adriatica tra Ravenna e Cervia si terranno i provini per le selezioni di attori, figuranti e candidati anche senza esperienza, che dovranno impersonare mostri, vampiri e zombie in occasione della grande messa in scena per Halloween, il mese di eventi collegati al 31 ottobre giunto alla quinta edizione e considerato tra quelli di riferimento per i parchi divertimento italiani. Nelle passate edizioni il parco conta di aver accolto circa mezzo milione di visitatori. Gli attori, truccati e vestiti in maniera molto realistica, avranno il compito di inseguire e spaventare gli ospiti del parco che vorranno accedere alle horror zone predisposte per l’occasione.

Candidarsi al casting è semplice: basta accedere al link sul sito di Mirabilandia e compilare il format di iscrizione. Il 12 settembre al teatro Pepsi di Mirabilandia una giuria esperta selezionerà i personaggi più interessanti e terribili. I partecipanti durante il casting dovranno avere la capacità di proporre un personaggio e una storia a tema horror, che preveda anche travestimento e make-up originale capace di colpire la giuria. I figuranti selezionati saranno assunti con contratto lavorativo a tempo determinato e, al calare della sera, diventeranno i protagonisti dell’Halloween Horror Festival di Mirabilandia trasformandosi in una vera e propria orda di mostri pronta a seminare il panico nel parco.

Dal 2010 Mirabilandia celebra Halloween e anche quest’anno, a partire dal 6 ottobre e fino al 4 novembre, si prepara a stupire, divertire e terrorizzare un pubblico di ogni età. Due tunnel dedicati al divertimento formato famiglia, molto amati dai più piccini, cinque tunnel dell’orrore per i più grandi e spettacoli a tema. Da quest’anno tra le tante novità spicca un’intera, nuova area tematica, inedita per ferocia in Italia: la Zona Extreme, dove tutto è permesso per una dose di brivido assoluto e senza censura.

Tensioni tra Forza Nuova e Rete antifascista alla commemorazione di Ettore Muti

Tafferugli fra opposte fazioni nei pressi del cimitero dove da un anno non sono più sepolte le spoglie del gerarca fascista, ucciso a Fregene il 24 agosto 1943

IMG 20180826 181804 812Nei pressi del cimitero di Ravenna nella mattinata di ieri, 26 agosto, sono andati in scena tafferugli tra movimenti di destra e di sinistra in occasione della commemorazione della morte del gerarca fascista Ettore Muti. La cerimonia si è svolta, promossa in particolare da Forza Nuova, anche se per il secondo anno le spoglie di Muti non sono più nel camposanto ma sono state trasferite dalla famiglia. A scatenare gli scontri sarebbe stato il tentativo di un attivista di Fn di scattare una foto del gruppo opposto. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, i presenti erano circa una ottantina, divisi a metà fra le due parti.

Desideria Raggi, responsabile provinciale di Forza Nuova, accusa gli antagonisti di aver lanciato insulti e sassi al loro indirizzo, «strattonando anche un nostro attivista intento a scattare foto della giornata e provocando così la doverosa risposta da parte dei nostri militanti. I passanti hanno potuto osservare agenti di polizia in tenuta antisommossa rivolti con scudi e manganelli verso una silenziosa commemorazione regolarmente autorizzata».

Tutt’altra la ricostruzione della Rete antifascista: «Ci siamo ritrovati accerchiati dalle forze dell’ordine solo perché non riteniamo né giusto, né legittimo che avvengano tali manifestazioni esplicite di Apologia di Fascismo. Eravamo in tante e tanti a cantare Bella Ciao mentre i “forzanuovini” gettavano nel canale una corona commemorativa di fronte a una lapide improvvisata a Ettore Muti. Le forze dell’ordine erano protese alle difese dei membri di estrema destra e quanto andavano a rappresentare, tanto da arrivare a colpire un compagno alla testa, perché intento ad evitare che un “forzanuovino” li fotografasse indisturbato».

A conclusione della commemorazione, non è stata concessa ai membri di estrema destra la possibilitaà di accedere al cimitero per lasciare un mazzo di fiori. I membri della Rete hanno colto l’occasione per lasciare un omaggio ed un pensiero al partigiano Arrigo Boldrini, morto nel 2008.

Quanto è razzista l’Italia? Dalla vergogna delle leggi di regime del 1938 a oggi

La testimonianza della senatrice Liliana Segre, espulsa da scuola perché ebrea a otto anni,
e l’invito della presidente dell’Anpi: «Uniamo le forze democratiche, noi antirazzisti siamo di più»

Memoria Leggi Raziali Segre Le leggi razziali in Italia 80 anni dopo, nel momento in cui un razzismo dilagante sembra pervadere la società italiana, come ci raccontano i sempre più frequenti episodi di cronaca che vedono persone bersagli di violenze fisiche e verbali sono per il colore della propria pelle, o l’appartenenza etnica.

Mentre chi da anni soffia su questo fuoco è oggi arrivato al governo e non sembra voler cambiare toni. Forse anche per questo l’incontro di domenica 26 agosto – che vedeva la partecipazione della senatrice Liliana Segre (intervenuta in collegamento telefonico), della presidente dell’Anpi Carla Nespolo, dello storico Paolo Pezzino, dei deputati Andrea De Maria ed Emanuele Fiano (a cui si deve la legge contro l’apologia del fascismo votata nel 2017) moderato da Elisabetta Graziani – ha richiamato un pubblico da tutto esaurito. Smentendo anche gli immancabili haters in rete che prefiguravano un flop. Se naturalmente i politici hanno soprattutto insistito sull’oggi e sulla necessità di politiche di inclusione per facilitare la convivenza, non solo per ragioni di principio, ma anche perché ovunque si sono dismostrate le più utili a promuovere anche la sicurezza, lo storico ha ricordato come le leggi razziali, nel ‘38, furono accolte nell’indifferenza anche dell’Accademia.

Siamo ancora quell’Italia? Il nostro passato è lì, ed è forse bene tenerlo a mente, non abbiamo una storia di antisemitismo profondo, ma quando gli ebrei furono “marchiati” nessuna voce si levò per difenderli. Commovente il racconto proprio della senatrice a vita Segre che racconta come lo choc, la ferita subita da bambina, a otto anni, quando improvvisamente le fu detto che era espulsa da scuola, l’abbia poi accompagnata per tutta la vita. «Al presidente Mattarella – racconta al pubblico attento e partecipe – che mi chiedeva cosa avessi pensato al momento della nomina a senatrice a vita, ho risposto che in fondo, per quanto si invecchi, si resta sempre i bambini che siamo stati. E che quel giorno, alla bambina a cui l’Italia aveva chiuso le porte della scuola, adesso apriva quelle del Senato». L’Italia di oggi però è anche quella di un ministro indagato per aver tenuto per giorni decine di Eritrei in fuga sulla nave italiana che li aveva soccorsi mare. È il tempo in cui il razzismo sembra ormai socialmente accettabile e accettato. E il tempo di “prima gli italiani”.

Mattarella Segre
La senatrice Liliana Segre col presidente della Repubblica Mattarella

Come reagire? È una magnifica signora di 75 anni a mettere a fuoco alcune questioni cruciali tra presente e passato recente: Carla Nespolo, presidente Anpi. «È una battaglia da fare insieme, tra democratici, a me non interessa se sei riformista, liberale, comunista, mi interessa che tu sia antifascista e questo mi basta. E sono convinta che, anche se non sembra, noi siamo di più. Credo che nella popolazione ci siano però ampie fasce di persone semplicemente indifferenti al tema, non davvero razzisti». E Nespolo è anche l’unica, a oggi, su quel palco, a mettere in discussione le scelte del governo Gentiloni e in particolare del ministro Minniti rispetto ai migranti: «Abbiamo sbagliato a fare gli accordi con la Libia, non lo dico per polemica, ma perché credo sia giusto porci delle domande e fare autocritica: abbiamo governato, siamo stati capaci di portare avanti, per esempio in Europa, il sogno di Ventotene?»

Errori presunti o certi del passato, la sensazione è che oggi più che mai questo possa essere un tema fondativo o (ri)fondativo del Pd e di tutto lo schieramente alternativo al governo. E a dirlo con chiarezza è sicuramente Fiano: «Noi non staremo mai dalla parte di chi calpesta i diritti umani». Una frase che in una democrazia occidentale fino a poco tempo fa poteva sembrare superflua, e che oggi diventa invece dirimente.

L’attacco di LpRa alla maggioranza sulla situazione di Fosso Ghiaia

Alvaro Ancisi ripercorre promesse e progetti mai realizzati per riconnettere le due parti del paese, diviso dalla statale 16

Rotonda Fosso Ghiaia
La rotonda sull’Adriatica di Fosso Ghiaia

Il consigliere Alvaro Ancisi torna sull’annosa questione della complessa viabilità (e vivibilità) di Fosso Ghiaia. “I suoi 1.400 abitanti – scrive il capogruppo di Lista per Ravenna a Palazzo Merlato – isolati come non succede in nessun altra frazione di Ravenna, non possono andare in città, dovendo passare per Classe, né tornare a casa, senza essere multati, salvo che non girino in macchina o in motore da 150 cc.: il progetto del “Nuovo percorso pedonale-ciclabile di collegamento tra gli abitati di Fosso Ghiaia e Classe”, alternativo all’Adriatica, approvato dal Comune nel 2004, giace infatti, dopo molti insistenti tentativi di rianimazione da parte di Lista per Ravenna, nei cassetti del Comune. Ma soprattutto perché il traffico sull’Adriatica è non solo asfissiante e assordante, ma incessantemente a rischio di scontri, come dimostrano i molti ricorrenti incidenti, pagati non troppi anni fa al prezzo di vite umane.”
Ancisi ripercorre quindi un po’ di storia della località attraversata, come noto, dalla Statale Adriatica e a ridosso del parco dei divertimenti Mirabilandia. “La messa in sicurezza dell’Adriatica nel tratto di Fosso Ghiaia, invocata da dimostrazioni e marce pubbliche sulla carreggiata all’epoca dei fatti di sangue, oggetto di numerose battaglie di LpRA in Consiglio e su strada, ha sortito fino ad oggi, non senza problemi tecnici di funzionalità del progetto, la sola realizzazione di una rotonda all’incrocio con via Fosso Ghiaia, che tuttavia ha lasciato tal quale il pericolo di attraversamento tra le due parti est e ovest in cui la statale spacca il paese e dove sono frazionati i servizi.” Ancisi ricorda infatti come già nel 2006 l’allora sindaco Fabrizio Matteucci avesse promesso una “ minicirconvallazione interna che renderà possibile il collegamento fra le due distinte parti del paese…” che non è mai stata realizzata.
Quali le soluzioni? “Il problema enorme di Fosso Ghiaia, ma molto pure per Ravenna, è però connesso a due progetti strutturali – spiega Ancisi – la realizzazione di una variante dell’Adriatica che passi ad ovest del paese, così come è avvenuto, sia pur maldestramente, per Savio: se ne parla da 30/40 anni, ma il suo tracciato si trova solo sulle vigenti carte urbanistiche del Comune; la realizzazione di un sovrappasso all’incrocio dell’Adriatica con la provinciale Standiana: l’impegno, a carico dell’Anas, è contenuto nella convenzione, sottoscritta con la Provincia di Ravenna nel 1994, in base a cui sono stati realizzati lo svincolo tra la superstrada E45 e la provinciale Standiana da parte della Provincia e lo svincolo a raso tra l’Adriatica e la Standiana da parte di Mirabilandia stessa siccome l’ANAS non aveva rispettato invece il proprio obbligo contrattuale, LpRA, nata nel 1997, si è battuta all’arma bianca perché i governanti locali le contestassero, anche per via giudiziaria, l’inadempienza, senza che nessuno abbia mai alzato un dito, né emesso un lamento.”
Tutto quello che è che in realtà accaduto, dice ancora LpRa è che “anche a Fosso Ghiaia è stato però appena insediato un autovelox, in azione a giorni. Questa non è una polemica estiva sparata nel mucchio, ma una storia puntuale basata su fatti documentabili allo sfinimento. Serva almeno a farne un bilancio, uno dei tanti che, dopo mezzo secolo di insipienti governi locali di un solo colore, i cittadini avrebbero il diritto/dovere di fare.”

Manichini con svastiche e foto di Ettore Muti: indaga la Digos

Ritrovati nella notte dalle forze dell’ordine per le strade di Ravenna

Ettore Muti DivisaManichini appesi ai segnali stradali in giro per la città sono stati rinvenuti dalle forze dell’ordine impegnati nei controlli notturni della città. In particolare, la Questura di Ravenna rende noto, testualmente che gli agenti delle volanti “alle ore 01.30 in questa via Ugo Bassi, angolo via di Roma, hanno rinvenuto, appeso alla segnaletica stradale verticale, un manichino, realizzato con tuta da lavoro di colore bianco riempita di fogli di giornale, sul quale era stata disegnata con vernice spray la croce celtica e la svastica; alle ore 02.00 odierne in questo viale Alberti, angolo via Brunelleschi, hanno proceduto ad analogo rinvenimento; alle ore 7.50 personale della D.I.G.O.S. ha effettuato il rinvenimento, nei pressi dell’edicola presente in questa via Mario Montanari, di un manichino, realizzato con tuta da lavoro di colore bianco riempita di fogli di giornale, sul quale era stata scritta, con vernice spray, una scritta offensiva contro il Tenente Colonnello Ettore Muti. I fantocci, che recano sulla parte del volto la riproduzione fotografica del Ten. Colonnello Ettore Muti, sono stati rimossi.”
Per tali episodi sono in corso gli approfondimenti investigativi da parte degli investigatori della Digos e dei Carabinieri di Ravenna atteso che, nel corso della notte, anche gli equipaggi del Norm hanno effettuato analoghi rinvenimenti.
Come noto Ettore Muti è stato un gerarca fascista di fama nazionale di cui in questi giorni ricorre l’anniversario con la morte e, con esso, le annuali discusse celebrazioni davanti al cimitero dove, fino a poco tempo (cioé fino alla decisione della famiglia di esumarne le spoglie), erano accolte le sue spoglie. Celebrazioni che ogni anno suscitano reazioni e polemiche. Forza Nuova anche ieri ha ribadito l’intenzione di chiederne l’intitolazione di una strada con un blitz notturno per cui l’avvocato Andrea Maestri intende procedere con una denuncia per apologia del fascismo.

Il Pd secondo gli amministratori locali, alla ricerca del “sentiment” perduto

Gli stimoli alla politica nazionale nel dibattito a cinque con i sindaci di Firenze, Ravenna, Ancona, Brescia e la presidente della Regione Umbria

Dario Nardella Pd
Dario Nardella, sindaco di Firenze

Continua la festa dell’Unità nazionale di Ravenna con incontri e dibattiti che portano in città personalità della scena politica italiana. In questi giorni, una particolare attenzione è dedicata al governo degli enti locali. Questa sera, domenica 26 agosto, sarà per esempio la volta di un confronto tra due governatori di Regione, Stefano Bonaccini del Pd presidente dell’Emilia-Romagna e Giovanni Toti di Forza Italia, presidente Regione Liguria, alle 20.

Ieri sera, invece, protagonisti sono stati cinque amministratori dei dem: la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il sindaco di Firenze Dario Nardella che ha da poco confermato l’intenzione di correre per il secondo mandato e si prepara dunque alla complicata sfida del 2019, Valeria Mancinelli sindaca di Ancona ed Emilio Del Bono, entrambi appena rieletti per il secondo mandato, mentre in gran parte delle altre città d’Italia il Pd subiva quella che forse è stata la sconfitta più grave della sua storia.

Moltissimi gli spunti che sono arrivati da questi amministratori e che potrebbero essere preziosi per quello che Nardella, da buon fiorentino, ha definito il “Rinascimento” necessario del Partito democratico (negando peraltro che alla Leopolda possa arrivare l’annuncio di nuovi fantomatici partiti di Renzi, che ha difeso ).

Concretezza, dato di realtà, scontro aperto e sincero, confronto schietto e alleanze sui progetti sono alcuni degli elementi su cui ha insistito in particolare Valeria Mancinelli, che ha tenuto a ricordare come senza primarie non sarebbe mai stata candidata a sindaco di Ancona la prima volta e dunque non avrebbe potuto raggiungere la vittoria nemmeno di giugno scorso. Tra le sue parole d’ordine per il prossimo congresso quella della capacità di fare scelte e di sviluppare quel senso di responsabilità e appartenenza che, più che la tanto invocata “unità” serve a sconfiggere il nemico peggiore: il fuoco amico. Neanche a dirlo, non sono mancati gli applausi a queste parole.

Emilio Del Bono sposa la necessità dell’umiltà, invocata anche il giorno prima dal segretario Martina, che è condizione necessaria per fare il sindaco. Ed è convinto che anche nel Nord, nella Lombardia leghista dove governa, gli spazi per un’alternativa ci siano, perché la Lega che con Salvini ha preso respiro nazionale, sta perdendo la vocazione dei territori. Mentre è proprio qui, dice Del Bono, che si affrontano tutte le grandi questioni del nostro tempo: convivenza, sicurezza, opere pubbliche, servizi sociali. Il congresso? Del Bono è sulla linea di Marini, e per la verità di tutti: vero, libero e basato su dati di realtà. Senza che ogni posizione del singolo lo allinei o incaselli per forza in una corrente, una tendenza questa che ha, secondo il sindaco di Brescia, molto inibito il confronto interno.

Catiuscia Marini Pd
Catiuscia Marini, presidente del gruppo Pse nel Comitato delle Regioni d’Europa

Presidente del gruppo Pse nel Comitato delle Regioni d’Europa, Catiuscia Marini ha offerto l’occasione per riflettere sui temi dell’Europa in questo momento di grave scontro tra Bruxelles e Roma. L’Europa percepita come “matrigna” da tanti italiani ma che, secondo Marini, è invece dietro tanti investimenti, tanti progetti di innovazione che riguardano proprio I territori. Come cambiare questa percezione? Come raccontare che cosa significa davvero l’Europa nella vita quotidiana delle persone e raccontare però anche allo stesso tempo come vada cambiata? Questa la sfida che, secondo Marini, solo il Pd può raccogliere in vista delle prossime europee dove i movimenti di destra e sovranisti, compreso Salvini, potrebbero ottenere risultati straordinari aprendo nuovi e – secondo Marini – naturalmente inquietanti, scenari.

E con le Europee nel 2019 arriva anche una cruciale tornata di amministrative che vede appunto anche la corsa di Dario Nardella al secondo mandato. Come affrontarla? Non solo parlando di quanto di buono è stato fatto, come è accaduto alle Politiche (e Nardella è l’unico sul palco a ribadire con forza che I governi Renzi-Gentiloni hanno fatto un lavoro straordinario) dove non si è riusciti a comunicare una visione e uno slancio per il futuro. E, auspica il primo cittadino fiorentino, un linguaggio unico del partito per Europee e Amministrative, convinto che le differenze e i contenuti rispetto ai populisti stiano in parole come civismo e fiducia. Sarebbe allora utile il congresso prima delle elezioni per chi si candida? Sì, secondo Nardella e non solo, ma a patto che non sia una conta. Se quello deve essere, meglio forse rimandare a dopo le elezioni.

Michele De Pascale Pd
Michele de Pascale, sindaco di Ravenna

Convinto sostenitore della necessità di un congresso in tempi brevi è sicuramente Michele de Pascale, come va ribadendo da tempo. Naturalmente anche lui auspica un congresso vero che porti a parole nuove, idee nuove e una nuova classe dirigente per affrontare quelle che devono essere le sfide di una forza di centrosinistra: la tutela delle persone più fragili, le risorse per la sanità, per l’istruzione, per l’inclusione insieme al rispetto delle regole per tutti. E nell’ottica proprio di questa accelerazione verso il ricambio, il 6 e il 7 ottobre sarà a Roma per la convention appena convocata da Nicola Zingaretti, unico al momento che si è detto pronto a candidarsi per la segreteria, ma, assicura, è pronto ad ascoltare tutti i candidati che dovessero presentarsi.

La sensazione, ascoltando questi amministratori dalle storie politiche diverse alle spalle che per primi ammettono differenze di vedute su temi specifici ma che chiaramente condividono una visione della società lontana anni luce da quella della Lega e ormai anche da quella del Movimento 5 Stelle è che ancora effettivamente esiste un’area politica alternativa che guarda in qualche modo alla storia della sinistra ma che deve cercare parole nuove per declinarsi e ritrovare quel “sentiment” evocato sul palco con il proprio elettorato perduto e, soprattutto, con i giovani che alle ultime elezioni hanno guardato altrove.

Le argomentazioni di queste persone, come del resto in genere di tutti gli amministratori locali di ogni colore politico, che parlano con passione di palazzi recuperati in centro storico, di progetti di risanamento, di trasporti pubblici e tutele sociali per i cittadini, possono suggerire che la politica possa ancora servire a dare risposte a bisogni concreti e collettivi. Sì, forse il Pd dovrebbe ripartire da qui, dai territori. Ed è una lezione che farebbe bene a tutte le forze politiche.

Piante di marijuana sequestrate nell’argine del Reno ad Alfonsine

Nell’ambito delle attività antidroga controlli anche a Lugo e Massa Lombarda. Arrestato un uomo per spaccio

MarijuanaDiciotto piante di marijuana sono state sequestrate nell’argine del fiume Reno ad Alfonsine, dove erano state piantate e coltivate da ignoti, dagli agenti del Commissariato di P.S. di Lugo, impegnati in attività antidroga.
Nell’ambito di queste attività sono stati effettuati nei giorni scorsi anche controlli allo Skate Park di Lugo e al parco Piave di Massa Lombarda e si è giunti all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, eseguito ieri a Lugo di un uomo di 57 anni.

Controlli in Darsena e zona stazione: denunciati sette stranieri irregolari

Cinque persone sono state identificate all’interno dello stabile in abbandono dell’ex Consorzio Agrario

VolantepoliziaSette persone di nazionalità straniera non in regola con i documenti di soggiorno sono stati denunciati a piede libero dopo i controlli effettuati personale della Sezione Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Ravenna, e del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna, nell’ambito di programmate attività di vigilanza e controllo dello scalo ferroviario e del quartiere Darsena e nella zona della stazione ferroviaria.

Trenta le persone identificate, di cinque di origine straniera, per le vie dei quartieri a cui si aggiungono cinque persone (due con cittadinanza italiana, tre straniere) trovate all’interno dello stabile in stato di abbandono, che fu sede del Consorzio Agrario Provinciale.
Gli stranieri irregolari sono stati condotti in Questura dove sono stati denunciati, come detto a piede libero, alla Procura della Repubblica di Ravenna per violazione del testo Unico dell’Immigrazione.

Il “Settembre dantesco” è già iniziato: al via la Summer School

Tre le conferenze aperte al pubblico tra domenica 26 e martedì 28

DanteAnche quest’anno le manifestazioni del “settembre dantesco” ravennate partiranno in realtà ad agosto con la Summer school internazionale, giunta alla XII edizione. 27 sono gli studenti iscritti per questa settimana di studi che si articolano in una serie di brevi moduli didattici intensivi, ciascuno dedicato a uno specifico argomento dantesco.
Durante la settimana sono previste tre conferenze pubbliche: la prima sarà tenuta dal prof. Edoardo Ferrarini domenica 26 presso la Sala Ragazzini alle ore 19 ed avrà come argomento: “Dante agiografo”; la seconda, condotta dal prof. Andrea Battistini sul tema: “Albe e tramonti nel ‘Purgatorio’ dantesco”, avverrà lunedì 27 agosto nel Teatro del Palazzo Mediceo di San Leo, meravigliosa cittadina Romagnola ricordata da Dante nel IV canto del Purgatorio; nella terza il Prof. Giuseppe Ledda tratterà il tema: “Il mistero delle ‘tre fiere’ e il bestiario medievale” martedì 28 agosto presso la Sala Ragazzini.
La Summer school inizierà a Ravenna, si trasferirà per una serata a San Leo, terminerà a Verona.

La Pigna: «La festa Pd interrompe la stagione turistica, perché non la spostano?»

La lista civica a Palazzo Merlato accusa i dem di concorrenza sleale per la ristorazione e di creare un danno in particolare a chi lavora con il turismo

Festa dell'Unità di Porto FuoriLa lista civica La Pigna, a Palazzo Merlato, continua ad attaccare il Pd in occasione della festa dell’Unità. Dopo aver sollevato il tema dei costi dei servizi garantiti da Vigili Urbani, ora torna al tema, decisamente non nuovo, della presunta concorrenza sleale verso ristoratori ed esercenti. “É ormai  consuetudine diffusa tra i Ravennati considerare l’inizio della Festa dell’Unità come la fine della stagione estiva. Decenni di festa post ferragostana ci hanno educato a questo – scrive il capogruppo Veronica Verlicchi – E così, verso la fine agosto, ovvero quando la kermesse piddina prende il via, i lidi si svuotano ancor di più. Operatori turistici e bagnini sanno bene che l’inizio della Festa decreta la fine della stagione balneare. E se Atene piange, Sparta non ride. Ai ristoratori cittadini, infatti, non tocca certo una sorte migliore rispetto a quella dei loro colleghi dei lidi.” Ma naturalmente, l’affondo riguarda anche altro: “Giova evidenziare come quella della Festa dell’Unità sia una concorrenza impari poiché la gestione degli 11 ristoranti, dei 3 bar, della gelateria e della birreria non é certo gravata dagli oneri che appesantiscono quella di un qualsiasi ristorante, bar, pub, gelateria, ecc. Mi riferisco ai costi del personale, dell’affitto e dei vari balzelli che gravano sulla testa dei commercianti. Le attività della Festa, difatti, non versano l’IVA, non pagano l’Ires e, nella maggior parte dei casi, non emetto scontrino fiscale. A questo si aggiungano le sponsorizzazioni e l’affitto delle aree espositive, che essendo precise attività commerciali non vedono certo impiegato il personale volontario. Allora perché queste attività praticano gli stessi prezzi  di ristoranti, bar, birrerie e gelaterie che versano l’Iva? Domanda retorica, naturalmente.” L’accusa è chiara: “Il Pd non è una pro loco né una Onlus e sfrutta volutamente una legislazione non chiara”. Da qui la proposta lanciata ai dem: “Se davvero al Pd stessero a cuore le attività turistiche e di ristorazione la farebbe a fine maggio o dopo l’apertura delle scuole”.

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