Il provvedimento in vigore fino alla mezzanotte di lunedì 13 su tutto il territorio provinciale
Non si preannuncia un bel Ferragosto, a Ravenna, con previsioni non proprio positive e una nuova allerta meteo ad aprire la settimana più “calda” dell’anno. Dalla mezzanotte di oggi, domenica 12 agosto, alla mezzanotte di domani, lunedì 13, sarà infatti attiva nel territorio del comune (e anche di tutta la provincia) di Ravenna l’allerta meteo numero 78, per criticità idrogeologica per temporali, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.
In particolare – leggendo il testo – nel pomeriggio di domani 13 agosto “l’approssimarsi di una saccatura atlantica favorirà lo sviluppo, inizialmente di temporali sparsi, che tenderanno poi ad organizzarsi dalla serata in linee temporalesche con associate precipitazioni anche intense e probabili raffiche di vento. I fenomeni potranno interessare tutta la regione risultando più probabili ed intensi sul settore occidentale e settentrionale della regione”.
Il sindaco nella sua veste più politica: «Non serve rifare la moviola del passato, bisogna costruire un pensiero nuovo sui temi della protezione sociale»
Michele De Pascale con Nicola Zingaretti
Ex segretario provinciale del partito, con trascorsi (ormai remoti) da bersaniano, da sempre considerato un potenziale candidato del territorio a incarichi di livello nazionale, Michele de Pascale, come noto, anche da sindaco di Ravenna non ha mai rinunciato a un ruolo attivo nel dibattito interno del partito. All’ultimo congresso sostenne il cosiddetto ticket “Renzi-Martina” convinto che fosse la scelta migliore, oggi è tra coloro che cercano di smuovere le acque e spingere perché venga fatto un congresso che, invece, ancora non è stato convocato.
Sindaco, cosa si aspetta dalla festa nazionale del Pd che apre il 24 agosto proprio a Ravenna?
«Un po’ immodestamente l’auspicio è che la presenza sul territorio possa essere anche utile al Pd nazionale per parlare con le persone, vedere la nostra esperienza e trarre spunto per uscire da una stazione di stallo e di paralisi molto preoccupante. Sì, spero che la festa possa servire a risvegliarsi da questo torpore poco edificante». Ma a cosa è dovuto secondo lei questo stallo?
«Temo che sia legato al fatto che nonostante tutti capiscano che sarebbe necessario un cambiamento radicale sia nella costruzione di una nuova linea politica sia nella sua rappresentazione del gruppo dirigente, tutto il gruppo dirigente di fatto non abbia interesse ad aprire una nuova fase. E non parlo soltanto di chi era in maggioranza all’interno del partito, ma di tutti i vertici». Eppure lei aveva espresso parole di stima per Martina solo un anno fa, votandolo insieme a Renzi. Questa necessità di farsi da parte riguarda anche il segretario attuale?
«Nel gruppo dirigente ci sono tante persone con cui ho collaborato e di cui ho stima e fiducia, ma non voglio iscrivermi nel gruppo, numeroso, di chi dice che devono farsi da parte tutti tranno i loro amici. Servirebbe la generosità di tutti, nessuno escluso. Detto questo, Martina sta facendo un tentativo difficile, in un ruolo in cui c’è poco da guadagnare. Ma è chiaro che l’azione del Pd al momento è palesemente insufficiente». Lei teme davvero che alla fine, il congresso non si farà nemmeno nel 2019, che sarebbe comunque a un anno dal voto…
«Rischia di non farsi mai perché tutti lo invocano, ma nessuno si batte con durezza perché si faccia. Renzi auspica che sia convocato il prima possibile, ma ha maggioranze solide in tutti gli organismi che potrebbero convocarlo. Il mio pensiero è che si vogliano fare eventi individuali e Leopolde invece di aprire la vera discussione che serve. Per smentirmi, per dimostrarmi che la mia è una preoccupazione infondata, basterebbe fissare la data». Ma in questo congresso che discussione dovrebbe poi avvenire? Perché tutti parlate del fatto che bisogna guardare al futuro, non al passato. Ma senza prendere le distanze da ciò che è stato, come si può parlare di rinnovamento?
«Non sono impazzito, so che il congresso del Pd non risolve il problema se il Pd non si rigenera. Il punto è che abbiamo governato per cinque anni e gli italiani hanno bocciato quell’esperienza, non prenderne atto come premessa sarebbe un errore clamoroso, così come continuare a spiegare agli italiani che le nostre soluzioni sono le migliori del mondo. Detto questo non possiamo nemmeno rifare il dibattito pro Renzi o contro Renzi che ha caratterizzato i 5 anni scorsi, tanto per responsabilità sua tanto per quella dei suoi oppositori. Il senso del congresso deve essere quello di un progetto nuovo in cui saranno mantenute le cose positive fatte in questi anni, mentre altre saranno cambiate in modo radicale. Serve un pensiero nuovo, e non la moviola del passato». E quali dovrebbero essere i fondamenti di questo pensiero nuovo, secondo lei?
«Come ho avuto modo di dire, serve lavorare sulla protezione sociale; davanti alla crisi tanti cittadini si sono sentiti indifesi. Allora credo per esempio che il centrosinistra debba caratterizzarsi come quella forza che invece di distinguersi per piccole riduzioni fiscali che alla fine non cambiano la vita delle persone, si caratterizza invece come garanzia di ottimi servizi sulla salute e la formazione, per esempio. E ribadisco che a una linea di legalità, rispetto delle regole e contrasto alla criminalità, il centrosinistra deve avere parole chiare sul tema dell’accoglienza per contrastare questo vento terribile che sta soffiando». Intanto, a proposito, il Pd ha indetto una manifestazione antirazzista a settembre. Un’azione non proprio tempestiva…
«Il punto è che purtroppo il Pd in questo momento è debole, credo che qui o si levano milioni di voci e ci si attiva per ricostruire una coscienza o non è con una singola iniziativa che si può affrontare un tema così devastante. Pensiamo solo agli episodi di aggressione degli ultimi giorni che effetti possono avere sul piano dell’emulazione. Il punto è, tolto l’elettorato della Lega e di Fratelli d’Italia, come la pensano tutti gli altri? Davvero l’elettorato del Movimento 5 Stelle la pensa come Salvini? E dove è finita l’anima federalista della Lega?» Ci sono giornali come “L’Espresso” e “Famiglia Cristiana”. E dentro i 5 Stelle c’è il Presidente della Camera che sembra distinguersi. Sarà a Ravenna Fico?
«Ben vengano quei giornali che fanno sì che non soffi solo un vento. Per quanto riguarda il Presidente della Camera, posso anticipare che l’ho invitato ufficialmente come terza carica dello Stato a Ravenna per la celebrazione della Liberazione il 4 dicembre, anche perché ho particolarmente apprezzato le sue parole sul valore della Resistenza nel discorso di insediamento. L’auspicio è che tutte le coscienze critiche battano un colpo». A proposito di Liberazione. Cosa ne pensa dei segnali che sembra lanciare Salvini con citazioni da Mussolini e abiti dai simboli che rimandano alla galassia dell’estrema destra? Lei ha dato vita qualche mese fa a un comitato antifascista molto criticato dall’opposizione, secondo cui le emergenze sarebbero ben altre.
«Sono segnali ben precisi per blandire un elettorato che infatti nell’urna non ha scelto i movimenti neofascisti, ma il centrodestra. Temo che presto vedremo sorgere anche comitati di nostalgici, direi che c’è una bella differenza». Tornando al Pd. Lei si è già in qualche modo detto sostenitore di Nicola Zingaretti, per ora unico candidato al congresso che forse si terrà nel 2019. Non è stata una scelta affrettata? E se si dovesse davvero candidare anche Bonaccini?
«Io auspico e credo che Bonaccini sarà in realtà ricandidato per la Regione nel 2019 che per noi è una sfida importantissima, una partita dalla valenza storica e indiscutibilmente la più importante dei prossimi anni. Per quanto riguarda il congresso, come dicevo, per me non è solo questione di stima o rapporto personale, ma di quale progetto si vuole mettere in campo e con quanto coraggio si vuole aprire una nuova fase. La proposta Zingaretti mi sembra positiva perché si iscrive in questo capitolo. Stiamo lavorando per creare pensiero anche se, appunto, il rischio è di allenarsi ora senza poter poi gareggiare». C’è chi parla di un possibile sostegno Pd a Pizzarotti alle Regionali…
«Di nomi ne sono girati tanti, io dico solo che il candidato dovrà essere scelto dagli emiliano-romagnoli e non in qualche stanza di Roma. E, ripeto, credo che la ricandidatura di Bonaccini sarebbe senza dubbio l’opzione migliore».
Congelati i fondi per la Darsena di Ravenna. «Pensiamo anche a una manifestazione pubblica di protesta»
Dopo le polemiche scaturite anche dal voto favorevole dello stesso Leu, il coordinamento di Art. 1 Mdp di Ravenna (movimento che come noto fa parte di Leu) entra nel dibattito sull’emendamento del Governo che ha congelato le risorse previste per i progetti di rinascita delle periferie, condividendo le dichiarazioni del gruppo parlamentare di Liberi e Uguali.
«Sul Piano periferie si è creata una situazione di totale caos che il governo ha l’obbligo di chiarire immediatamente. La finalità dell’emendamento approvato al Senato, per come era stato esposto, era quello di evitare il blocco delle risorse in conseguenza del pronunciamento della Corte costituzionale sull’illegittimità del mancato coinvolgimento delle Regioni e di recuperarle allocandole in un apposito fondo per i comuni. Se il governo intende invece utilizzare la norma per bloccare il Piano periferia deve dirlo apertamente e assumersene la piena responsabilità. Alla Camera, l’emendamento dovrà essere modificato e formulato con chiarezza, specificando che gli investimenti dei Comuni che possono partire non devono essere né bloccati né rinviati e confermando l’impegno nei confronti delle periferie del Paese».
«Per Ravenna – scrive Mdp – ci associamo alla presa di posizione del sindaco De Pascale che ha chiesto la conferma immediata dei finanziamenti per consentire di appaltare gli interventi da tempo attesi per la riqualificazione della Darsena di città a partire da quelli più urgenti e per per creare nuove occasioni di lavoro. Per sostenere questo obiettivo noi concordiamo sull’opportunità di un ordine del giorno, che auspichiamo unanime, in Consiglio Comunale e riteniamo che, qualora la situazione non si chiarisca positivamente in tempi rapidi, sia opportuno che il Consiglio Comunale stesso promuova una manifestazione pubblica con i cittadini per illustrare e sostenere l’immediato finanziamento del progetto presentato».
La denuncia in un video di alcuni pescatori. Alvaro Ancisi (LpRa) presenta un’interrogazione al sindaco
Mucillagine, acqua rossa, puzza. È la situazione riscontrata nel mare di Porto Corsini, denunciata in un video da alcuni pescatori della località.
Video poi inviato alla stampa da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale. La colpa sarebba anche della draga che dal 27 luglio (e per almeno un mese) è al lavoro nel terminal crociere di Porto Corsini per asportare 250mila metri cubi di materiale fangoso «colpevolmente accumulatosi sul fondale», scrive Ancisi, e consentire così il ritorno delle navi da crociera. «Ma tale materiale, anch’esso maleodorante a dire degli osservatori, viene semplicemente trasferito entro il terminal stesso, sul lato interno della diga foranea di Porto Corsini, oltreché della diga foranea di Marina di Ravenna». Il tutto dimostrato con una tracciatura Gps dal presidente del Comitato cittadino dei Lidi nord Massimo Fico, che denuncia con forza il degrado su queste spiagge, in particolare a Porto Corsini. «Per questa località – sottolinea Ancisi – gli effetti sono infatti micidiali: desertificazione della spiaggia, a cominciare dalla diga, normalmente molto attrattiva di pescatori e villeggianti, e collasso delle attività economiche locali, che registrano il fuggi fuggi di centinaia di vacanzieri e turisti». I pescatori, secondo quanto registrato da Ancisi, dicono che «non ha più senso venire qui perché se anche il materiale non dovesse essere inquinato, l’habitat marino sottostante ne è lentamente distrutto».
Da qui l’interrogazione del decano dell’opposizione ravennate al sindaco Michele De Pascale, con tanto di dichiarazioni del presidente della pro loco della località, che lamenterebbe il mancato coinvolgimento della cittadinanza al momento della realizzazione di interventi importanti.
Il dottor Francesco Levada si fa immortalare sulla poltrona dell’ospedale di Faenza
In estate l’emergenza si alza ed il bisogno di sangue cresce, così sabato mattina anche il dottor Francesco Levada, medico di Avis Faenza, al termine dei prelievi effettuati dai donatori, ha pensato bene di dare il proprio contributo. Svestito il ruolo di “prelevante”, si è seduto nella poltrona per effettuare un prelievo e dare in questo modo un messaggio di forte solidarietà.
Al dottor Levada sono arrivati subito decine di complimenti sul profilo Facebook di Avis Faenza.
Calcio C / La squadra giallorossa si rinforza con un elemento di esperienza e dal grande potenziale offensivo. Brunelli: «Un regalo che volevamo fare a tutta la città». Nel frattempo la squadra di Foschi pareggia nel test con il Mezzolara
L’attaccante Manuel Nocciolini proviene dal Parma
Colpo Ravenna, che chiude il suo mercato tesserando per la prossima stagione il forte attaccante Manuel Nocciolini. Classe 1989, cresciuto a Piombino nel mito di Shevchenko, il centravanti approda in Romagna dalla rosa del Parma in Serie A al termine di una trattativa lunga condotta dal direttore sportivo Matteo Sabbadini. Un negoziato fondato su due pilastri fondamentali: la volontà del giocatore che ha aderito con entusiasmo al progetto Ravenna FC e lo sforzo societario che è tra i più importanti di questi sette anni di gestione.
Cresciuto nel vivaio della Fiorentina, poco più di anno fa è stato Nocciolini a siglare il gol che ha regalato al Parma la promozione in B, dopo una stagione in cui ha fatto registrare 12 centri in 32 presenze. Molti tifosi romagnoli lo ricordano anche per l’exploit dell’anno precedente in D con la maglia del Forlì, 25 gol in 36 partite, mentre nella stagione 2014-15 ha vestito la maglia della Ribelle di Castiglione di Ravenna, sempre in D, dove ha realizzato 8 reti in 23 gare.
Nocciolini giunge a Ravenna dopo nove presenze in B e una breve parentesi in prestito all’ambizioso ma incompiuto Pordenone in C, per dare peso ed esperienza all’attacco e completando così un rosa che si presenta ben rifornita in ogni reparto. «E’ un regalo che volevamo fare a tutta la città – annuncia il presidente Alessandro Brunelli -, crediamo che il nostro pubblico lo meriti. Non abbiamo mai promesso nulla invano, non lo faremo neppure quest’anno. Ma la campagna acquisti che abbiamo concluso è prestigiosa e dimostra la seria intenzione di fare meglio dello scorso anno, di divertire e divertirci. Sempre con grande attenzione al bilancio. Perché restare sani è come vincere un campionato vista la situazione drammatica in cui versano decine di società di C e B».
Test con il Mezzolara Nel frattempo il Ravenna compie un altro passo avanti sulla strada del campionato impattando con il Mezzolara nel test amichevole giocato a Glorie. Finisce 1-1 con la rete di Sala sul finire del primo tempo, meglio interpretato dai bolognesi, apparsi organizzati, agili e manovrieri, e con la capocciata di Selleri a inizio ripresa, a sancire una reazione apprezzabile e significativa dei giallorossi, più grintosi e determinati e decisamente più concreti, in questo scorcio di partita, anche se appesantiti dai carichi di lavoro. Partita vivace e giocata a buon ritmo nonostante il caldo e l’umidità.
Moduli speculari in campo, con il mister Foschi che collauda due formazioni concedendo più minutaggio solo a Siani, riproponendo Selleri esterno nel tridente offensivo. «Il Mezzolara ci ha messo in difficoltà – ammette il tecnico del Ravenna – e noi abbiamo fatto diverse cose che non dobbiamo fare e di questo non posso essere contento. Mi è piaciuta invece la reazione del secondo tempo, in cui abbiamo giocato con più grinta e con più rabbia. Questo test ci aiuta a capire che se non interpretiamo bene le gare con la testa giusta rischiamo di correre e di fare il doppio della fatica, non ci divertiamo e ci arrabbiamo».
Ora il programma degli allenamenti proseguirà fino a lunedì 13, poi uno stacco per Ferragosto e dopo la ripresa dei lavori è stata fissato per lunedì 20 agosto un nuovo test agonistico, con la partecipazione, ormai tradizionale, al triangolare di Sesto Imolese nell’ambito del Memorial Lama-Bettini.
Il tabellino
Ravenna-Mezzolara 1-1
RAVENNA 1° tempo (4-3-3): Spurio; Scatozza, Pellizzari, Boccaccini, Barzaghi; Sabba, Jidayi, Trovade; Galuppini, Magrassi, Siani.
MEZZOLARA 1° tempo (4-3-3): Malagoli; Grandini, Pappaianni Lenzi, Dall’Osso, Lo Russo; Rigon (36’ Tomatis), Mutti, Mezzetti; Nicoli, Sala, Sereni.
RAVENNA 2’ tempo (4-3-3): Venturi; Eleuteri, Ronchi, Lelj, Bresciani; Papa, Martorelli, Maleh; Selleri, Raffini, Siani (38’ David). A disp.: Billi. All. Foschi.
MEZZOLARA 2° tempo (4-3-3): Malagoli (24’ Di Berardino); Marzio, Ferrari, Chmangui, Pelliconi (29’ Capitanio); Targa, Tomatis, Mazzoni; Sereni (30’ Barreca), Kharmoud, Bertoncelli. A disp.: Pressato. All.: Togni.
Canottaggio / Il quattro di coppia azzurro della ravennate non è riuscito a piazzarsi nelle prime tre posizioni della semifinale. Domani, domenica 12 agosto, si torna in acqua per la “finalina”
Il quattro di coppia azzurro: Alexandra Kushnir è la prima a sinistra (foto Canottaggio.org)
Il quattro di coppia di Alexandra Kushnir si ferma al quarto posto nella propria semifinale ai Mondiale Junior di canottaggio in corso a Racice, in Repubblica Ceca, ed è costretta alla Finale B. Per l’equipaggio azzurro, composto dell’atleta della Canottieri Ravenna come capovoga, Laura Pagnoncelli della Tritium, Greta Parravicini della Lario e Chiara Giurisato del Padova, c’è il rammarico che il tempo realizzato sarebbe bastato per passare il turno nell’altra semifinale.
Le azzurre hanno disputato la gara al massimo delle loro possibilità, con la barca elvetica che fin da subito si è rivelata la più agguerrita e veloce nei primi trecento metri. Al passaggio dei 500 metri l’Italia è transitata quarta, con la Germania prima, mentre al terzo posto c’era la Gran Bretagna. La barca di Alexandra ha attaccato le britanniche per rientrare, recuperando più di mezza imbarcazione di distacco e passando ai mille attardata di soli 6 decimi. Il terzo cinquecento è stato quello decisivo: la barca della Gran Bretagna è riuscita a reagire all’attacco delle azzurre ed è passata alla boa dei 1500 metri con un secondo e mezzo di vantaggio. Alexandra non ha mollato e ha aumentato i colpi in acqua, ma il recupero contro le inglesi non è riuscito. Ha vinto la Germania in 6:23:85, seconda la Svizzera in 6:25:08, terza la Gran Bretagna in 6.27:40, quarta l’Italia in 6:31:60.
Domani mattina, domenica 12 agosto, alle 10 il quattro di coppia azzurro cercherà il riscatto nella Finale B contro Stati Uniti, Lituania, Danimarca, Russia e Nuova Zelanda.
Un 41enne napoletano stava per sposare a Faenza una 20enne marocchina irregolare in Italia
Stava per sposare una ragazza marocchina, d’accordo con la madre di lei, per regolarizzare la sua posizione al momento da “clandestina” in Italia. Il piano è stato però sventato dalla polizia: nei guai è finito un 41enne napoletano, residente a Faenza, dove vive di fatto insieme a un’altra donna. Qualche anno fa l’uomo si era sposato anche a Napoli con una cittadina cinese, matrimonio poi sciolto pochi mesi dopo. E pochi mesi fa aveva presentato le pratiche per un ulteriore matrimonio, che non è andato però in porto.
I tre (41enne, ragazza marocchina e madre della ragazza, una donna regolarmente residente a Brisighella) sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La giovane, di vent’anni, era già provvista del nulla osta delle autorità marocchine al fine di poter celebrare il matrimonio, fissato per lo scorso 16 luglio presso il municipio di Faenza.
A carico dell’uomo sono emersi numerosi precedenti di polizia, tra cui favoreggiamento all’immigrazione clandestina commessa in concorso con altre persone, furto, sequestro di persona, false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e altro.
Una volta scoperto, il 41enne ha confessato ai poliziotti di aver accettato per problemi economici, avendo avuto ricevuto promesse di notevoli benefici da parte dei famigliari della ragazza in cambio del matrimonio combinato.
È iniziata il 10 agosto la tradizionale Festa del mare in piazza a Marina di Ravenna, la cui gestione quest’anno è stata affidata dalla pro loco a tre società sportive locali: l’Atletica Mercurio, i Ravenna Chiefs e il gruppo podistico Drago. Confermato naturalmente il pezzo forte della festa, ossia lo stand gastronomico con proposte di pesce a anche di collina, grazie alla storica collaborazione con il gruppo sportivo di Brisighella.
La festa si concluderà il 15 agosto ma gli stand rimarranno aperti fino al 19 con la festa dello Sport. Il 15 agosto alle 23.40 circa ci sarà lo spettacolo dei fuochi artificiali, nella zona faro, offerto esclusivamente – sottolinea la pro loco – dalla Festa del Mare e dalla stessa pro loco a turisti e residenti.
Complessivamente Ravenna in sei mesi resta però sui livelli del 2017. Spicca la crescita di Faenza
marina di ravenna gente in spiaggia che prende il sole
Nei primi sei mesi del 2018 restano pressoché stabili a Ravenna i flussi turistici rispetto all’ottimo risultato del 2017, con cali percentuali sia del numero di turisti che dei pernottamenti inferiori all’1 percento.
Praticamente invariati anche i numeri dei pernottamenti di Cervia (oltre 1,1 milioni da gennaio a giugno 2018) mentre è ottima la performance di Faenza, terzo comune della provincia in quanto a numeri turistici (anche se molto distante da quelli di Ravenna e Cervia che naturalmente possono contare sul fondamentale comparto mare) che registra il 6,6 percento in più di turisti (quasi 29mila gli arrivi in sei mesi) e l’8,8 percento in più di pernottamenti (oltre 73mila).
Ma andando ad analizzare più nel dettaglio i numeri del capoluogo, i turisti nelle strutture ricettive della città d’arte a Ravenna sono aumentati rispetto al 2017 (quando venne fatto registrare il record assoluto) dell’1,3 percento (quasi 114mila in valori assoluti) a fronte di un calo dello 0,8 percento dei pernottamenti. Peggio hanno fatto i lidi ravennati (dove però per tracciare un bilancio della stagione bisognerà aspettare i dati decisivi di luglio e agosto) con il calo dell’1,9 percento degli arrivi (fermi a fine giugno a quota 152mila) e dello 0,6 percento dei pernottamenti (669mila circa).
A rallentare il trend, dopo la crescita di maggio, sono stati i dati del solo mese di giugno che vedono in particolare il mare perdere il 5 percento dei turisti e il 7 percento dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo del 2017.
In totale i pernottamenti in provincia nei primi sei mesi sono stati oltre 2,1 milioni, in crescita dello 0,6 percento.
L’appello del presidente Dalmonte, tra bilanci e ottimismo per la prossima vendemmia
«Sull’approvvigionamento idrico le istituzioni preposte devono assumersi la responsabilità di decidere, non è più tempo di tergiversare, ne va dei raccolti e delle produzioni di qualità della nostra collina». È un appello accorato quello che il presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte rivolge alle strutture della Regione Emilia-Romagna che da giorni hanno tra le mani la richiesta di deroga al blocco prelievi ad uso irriguo per i fiumi Lamone e Senio, presentata dall’organizzazione agricola.
«Frutteti e vigneti di collina, in un momento cruciale per il buon esito del ciclo produttivo, sono assetati e necessitano di essere irrigati – puntualizza Dalmonte – ci chiediamo, dunque, dato che l’anno scorso la stessa era stata concessa con livelli idrometrici ben più bassi, cosa stia aspettando ora la Regione a firmare la deroga al Deflusso Minimo Vitale a fini irrigui».
Questo provvedimento consentirebbe di chiudere il cerchio di una stagione produttiva che, a parte un punto di domanda sulle albicocche, non sta riservando le delusioni degli anni scorsi, tanto che ancora oggi – nonostante speculazioni di filiera e importazioni sospette – non risultano per la frutta estiva prezzi in caduta. «Capitolo a parte quello delle albicocche per le quali – afferma Dalmonte – vista la scarsa quantità di prodotto sia a livello nazionale che comunitario, ci saremmo aspettati quotazioni migliori». A ‘dopare’ i prezzi al consumo, ben diversi da quelli riconosciuti ai produttori, sono intervenuti secondo Coldiretti “fattori interni al limite della legalità, come le speculazioni sui prezzi, anche mediante doppie aste al ribasso operate dalla Gdo, nonché fattori esterni illegali come il controllo monopolistico dei mercati operato dalla malavita in certe realtà territoriali – con il prodotto che partito dal Sud Italia è finito ad inquinare i mercati ortofrutticoli del nord – registrando la falsificazione delle tracce di provenienza dell’ortofrutta, scoperta proprio sull’etichettatura di albicocche importate dal Nord-Africa e poi spacciate per italiane”.
«Purtroppo – commenta il Presidente Dalmonte – nonostante i passi avanti, permangono ancora ampie zone d’ombra per cui ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e di origine incerta. Al fine di ottenere più tutele per i produttori agricoli e più trasparenza per i consumatori finali – prosegue – è quanto mai urgente giungere all’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, esse consentirebbero di garantire sicurezza alimentare, recuperare risorse economiche per i nostri agricoltori e generare nuova occupazione».
Altro punto fondamentale, peraltro inserito da Coldiretti nel Manifesto Politico per l’Agricoltura sottoscritto prima del voto di marzo da Movimento 5 Stelle e Lega, è l’eliminazione del segreto sulle importazioni: «Una misura – spiega Dalmonte – che consentirebbe di mettere finalmente in trasparenza i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, compresi mosti d’uva e sottoprodotti vitivinicoli che proprio grazie alla garanzia dell’anonimato finiscono spesso per agevolare fenomeni speculativi che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori». Restando sul tema dell’uva, con la vendemmia che incalza, il Presidente si dimostra ottimista: «La stagione deve ancora partire, sappiamo che in 4-5 regioni solitamente molto produttive ci sarà un calo importante, e lo stesso è atteso anche in alcune zone vocate d’Europa, qui nel Ravennate, invece, il prodotto c’è, è di ottima qualità e anche la domanda, soprattutto per alcune tipologie che ci attendiamo facciano da traino a tutto il settore, è piuttosto sostenuta. Al momento, quindi – conclude – consapevoli degli spazi di mercato esistenti, possiamo e dobbiamo guardare alla raccolta con positività, senza pensare alle strumentali stagnazioni dei prezzi dei vini, al falso allarme delle giacenze in cantinao agli alibi che certe frange dell’industria sono così brave a creare ad arte».
Ma uno dei punti più critici sulla rete regionale resta quello di Casalecchio dove è esplosa l’autocisterna
È intenso sulla rete autostradale dell’Emilia-Romagna il traffico per l’esodo estivo, in una delle giornate previste con il “bollino nero”.
Uno dei punti più critici è il raccordo A1-A14 di Casalecchio dove lunedì è esplosa un’autocisterna. L’autostrada è aperta, ma si viaggia su una sola carreggiata e questo provoca rallentamenti e code a tratti da Castel San Pietro.
Code anche sull’A14 per raggiungere la riviera romagnola, ma anche in A1, soprattutto nella zona di Modena, all’intersezione con l’A22 e nel nodo di Bologna. (Ansa.it)