giovedì
07 Maggio 2026

La polizia municipale sequestra merce per 11mila euro ad un 52enne

L’uomo è stato fermato sull’Adriatica mentre guidava un furgone. La merce era stata acquistata a Padova ed era diretta a Pescara

18 07 12 Foto Merce SequestrataDurante un controllo lungo la Statale Adriatica, da parte dell’Ufficio forese della Polizia municipale, è stato fermato un autocarro che viaggiava in direzione di Rimini alla cui guida c’era un uomo di 52 anni di origine senegalese. Alla richiesta dei documenti gli agenti hanno notato nella parte posteriore del furgone diversi sacchi di plastica e borsoni, contenenti merce varia, presumibilmente destinata alla vendita illegale in spiaggia, già prezzata.

Alla richiesta di spiegazioni il conducente ha riferito di aver acquistato il materiale a Padova e di essere diretto a Pescara, per conto del proprietario del mezzo, un connazionale di 58 anni, residente a Milano, ma non è stato in grado di fornire alcuna documentazione inerente tale trasporto. Al termine degli accertamenti effettuati presso il comando, gli agenti, in collaborazione con i colleghi del nucleo antiabusivismo, hanno proceduto alle verifiche del caso, sequestrando il materiale illegalmente detenuto (consistente in articoli di vestiario, marsupi, cappelli, ombrelli e accessori vari) che se immesso sul mercato avrebbe potuto fruttare circa 11mila euro.

Schianto in A14 dopo la notte in disco, uccise padre e figlio: due anni di condanna

La tragedia a Ferragosto del 2015 al casello di Ravenna: l’auto di un 23enne schiacciò contro la barriera quella di una famiglia al rientro dalle vacanze. Per la difesa fu colpa di una crisi epilettica

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Passò la notte in discoteca a Rimini e dopo una dormita in auto di non più di quattro ore al mattino si fermò a Mirabilandia prima di andare a prendere l’autrostrada per tornare a casa ma al casello di Ravenna causò un incidente stradale in cui morirono un uomo di 56 anni e il figlio di 19 schiacciati nella loro vettura contro il new jersey: per la tragedia di Ferragosto 2015 è arrivato l’esito giudiziario che consiste in una condanna a due anni per omicidio colposo plurimo per il 23enne Umberto Maria Evangelista di Macerata. La notizia della sentenza è riportata sull’edizione odierna de Il Resto del Carlino.

L’accusa chiedeva cinque anni attribuendo le cause dell’incidente a un colpo di sonno mentre la difesa puntava all’assoluzione per incapacità temporanea da attribuire a una presunta crisi epilettica da ritenere plausibile per una precedente convulsione del 2009. Nell’auto ferma al casello e colpita da quella del giovane viaggiava anche la moglie e madre delle vittime: la donna è rimasta gravemente ferita ma è sopravvissuta. Nell’auto con il condannato invece un amico che al momento dell’impatto stava dormendo sul sedile passeggero: entrambi uscirono miracolosamente illesi.

«Governo indifferente alle richieste dell’autotrasporto, 4 giorni di fermo»

Stop proclamato da Unatras a cui aderisce Confartigianato. Il segretario provinciale: «Le aziende non possono ancora fruire delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate»

Camion 6«Vista l’impossibilità per le imprese di autotrasporto di fruire delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate in occasione delle denunce dei redditi per l’anno 2017», Unatras ha ufficializzato la decisione di attuare il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci per conto terzi dal 6 al 9 agosto. Confartigianato Trasporti aderisce a Unatras e il segretario provinciale Tiziano Samorè spiega le ragioni dello sciopero: «È l’ultima via individuata per non seppellire la dignità di una categoria strategica per la crescita economica del Paese, a fronte della mancata risposta alle necessità di artigiani e piccole imprese del settore che attendono risposte urgenti unitamente al pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate per fruire delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate».

Una nota scritta divulgata dala Confartigianato di Ravenna spiega che alle imprese viene negata la possibilità di pagare regolarmente le imposte «perché, nonostante sia già scaduto a giugno il termine per le dichiarazioni dei redditi 2018, relative ai redditi del 2017, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora reso noti gli importi delle deduzioni. In questi anni di dura crisi e ancora oggi, la deduzione forfettaria delle spese non documentate, per le nostre imprese ha rappresentato e rappresenta una delle modalità per fare bilancio e per stare su un mercato dove le regole, come abbiamo più volte denunciato, non sono uguali per tutti».

I resti di San Mercuriale all’esame del dna per datare le reliquie

Il Dipartimento dei Beni Culturali di Ravenna al lavoro in vista della festa dedicata al santo, patrono di Forlì

12587515Si potrà analizzare il dna, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte: il Dipartimento dei Beni Culturali del campus di Ravenna dell’Università di Bologna è tra i protagonisti di un progetto di studio già in stato avanzato sulle reliquie di San Mercuriale, patrono di Forlì. Il gruppo di lavoro è completato da Ausl Romagna e Diocesi di Forlì-Bertinoro e gode del contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna.

L’iniziativa arriva in vista della Festa di San Mercuriale, che si celebra il 26 ottobre, e prospetta un fine 2018 contraddistinto da vari progetti di studio e valorizzazione per la città di Forlì e per i simboli e i personaggi che la rappresentano nella storia civile e religiosa.

Le reliquie sono custodite in tre chiese forlivesi, in particolar modo nella basilica dedicata al santo: «Non è la prima volta che i resti di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi – spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche –. Già nel corso degli anni Ottanta venne operata una ricognizione dal professore Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future».

Tante le leggende, più o meno fantasiose, che si sono tramandate nei secoli su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protovescovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la celebrazione di una sua traslazione dal cimitero adiacente alla basilica antica, all’interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna dal 948 e a Pistoia dal 940.

Il piano di Bollani al Ravenna Festival con le sonorità brasiliane di Que Bom

Il 13 luglio al Pala De Andrè il concerto-tournée dell’estroverso genio della tastiera per la presentazione del nuovo disco a dieci anni da Carioca: «Avevo molta voglia di farmi circondare dalle percussioni perché il pianoforte fa parte della loro stessa tribù»

Bollani 7144Estroverso genio della tastiera, Stefano Bollani è di nuovo alle prese con le amate sonorità brasiliane nel nuovo disco Que Bom a distanza di oltre dieci anni dal successo di Carioca, disco d’oro del 2007: la tournée in forma di concerto tocca anche il Ravenna Festival venerdì 13 luglio al Pala De André (ore 21) anche grazie al contributo di Confindustria Romagna.

«Per Carioca – spiega Bollani – ho usato il piano nel ruolo del cantante, rivisitando gli standard brasiliani. Per Que Bom ho preso la stessa sezione ritmica, ci ho aggiunto un altro batterista e molti ospiti da Veloso a Hamilton de Hollanda, da Joao Bosco a Jacques Morelenbaum. Insomma, stavolta sono i brasiliani a interpretare la mia musica». Una marea montante di ritmica e percussioni che Bollani avverte “parente” al suo pianismo, con la linea del basso a fare da prua per un viaggio di saudade e allegria tutti insieme: «Avevo molta voglia di farmi circondare dalle percussioni – ribadisce il pianista e compositore – perché il pianoforte fa parte della loro stessa tribù. Sono da sempre innamorato della musica brasiliana, che utilizza l’armonia del jazz, sposandola con ritmi di origine africana. Quelli di Que Bom sono brani che ho scritto un po’ ovunque nel mondo, ma che guardano a quel sincretismo, al suono avvolgente delle percussioni brasiliane, a quella vitalità ed energia uniche».

Bollani Photo Vinícius Giffoni QUE BOMNella sua versione in concerto, Que Bom porta con sé tutti i sapori che ha assorbito nel suo divenire, il profumo partenopeo che si ritrova in una sorta di bolero che Bollani ha scritto per Veloso, La nebbia a Napoli, città richiamata anche nella tarantella ricamata per un pezzo buffo e un po’ retrò come “Ho perduto il mio pappagallino” e nella malinconia de “Il gabbiano ischitano”. Ci sono dediche sparse come quella dovuta a Enrico Rava, Ravaska, amico e musicista con il quale ha collaborato fin dal 1996 con un centinaio di concerti e 13 dischi. «Uno scrive un pezzo – spiega – e poi si accorge che assomiglia al brano di qualcun altro e allora fa un omaggio!» E i brani ispirati dalle molte passioni dal poliedrico artista che fa un inchino alla leggerezza sulfurea dello scrittore Tom Robbins in Profumo di Jitterburg o il samba escogitato per Kurt Vonnegut citando Galapagos. È ancora samba per Certe giornate al mare, con echi che ascoltano Armando Trovajoli e Piero Piccioni.

Bollani 7163 2È il Brasile secondo Bollani, riattraversato in scoppiettante complicità con i suoi compagni di jazz, ma anche Bollani secondo la musica brasiliana, in un inedito quanto gustoso mix di musicalità. Un’altra talentuosa creazione di mondi sonori, col ruolo da pianista che resta prepotente, mentre sbarca da un genere all’altro, dal classico al contemporaneo, dalla radio al teatro. Abituato com’è, il nostro mercurio, a farsi uno e trino, musicista ma anche attore, scrittore e conduttore. Passando dalle collaborazione con l’orchestra di Chailly, con la quale ha suonato un pianoforte a coda persino in mezzo alla favela Pereira de Silva di Rio de Janeiro (unico musicista al mondo oltre a Antonio Carlos Jobim), alle zingarate in radio con Riondino. Dai tributi per l’adorato Zappa al vaporoso surrealismo di Queneau.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org. Biglietteria serale al Pala De André dalle ore 19: tel. 331 1795599. Biglietti: da 12 euro (ridotti 10) a 42 euro (ridotti 38)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte. Il servizio navetta gratuito per il Palazzo De André percorrerà 2 volte la tratta Stazione – Palazzo M. De André, con partenza da Piazza Farini, alle ore 20.15 e 20.30. Al termine dello spettacolo due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.

Autobus: corsie preferenziali e mezzi elettrici sono la soluzione per il centro

Il piano della mobilità sostenibile prevede anche 63 colonnine per la bigliettazione automatica (oggi sono due). Uno studio dell’Istituto trasporti logistica sul comune di Ravenna mostra che le criticità sono nel forese mentre sui lidi la situazione è migliore. Si punta ad aumentare i passeggeri annui: da 6,6 milioni a 7,3

Autobus 4Duecentocinquatasei chilometri e spicci. Questa è la lunghezza delle tratte che vengono coperte ogni giorno dagli autobus nel comune di Ravenna. Si tratta di un servizio che, secondo una serie di questionari proposti agli utenti e analizzati dall’Istituto trasporti e logistica (Itl), avrebbe ampi margini di miglioramento. Lo scenario del Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums), valido da qui al 2020, ha come obiettivo una maggiore efficienza che passa anche attraverso la tecnologia. Ad esempio i punti automatici per la bigliettazione, oggi appena due (entrambi in stazione a Ravenna) dovrebbero entro il 2020 diventare 65. Non solo: l’idea è quella di aumentare le fermate con pensilina (da 154 a 250) e anche quelle con pannelli che informano l’utenza sull’arrivo dei bus che, da 13, dovrebbero diventare 65. Lo scopo è far crescere i passeggeri trasportati: oggi sono 6,59 milioni in un anno, l’obiettivo è arrivare almeno a 7,25.

La riprogettazione della rete Tpl è “da ritenersi una delle azioni fondamentali” del Pums. Come dichiarato nello stesso piano. Del resto le tratte dei bus sono pressoché invariate da anni e non sono ritenute aderenti alle esigenze dei cittadini che “chiedono di poter usufruire degli innumerevoli servizi primari che si trovano nel centro abitato capoluogo e che non sono previsti in altre parti del territorio”. In particolare il forese – dove le corse sono rade – soffre, per questo “sarà necessario fare sinergia con le risorse e le linee di competenza provinciale per rivisitare il servizio e renderlo più aderente alle esigenze dei molti centri abitati del forese”. L’ipotesi per il centro è quella di utilizzare bus elettrici. Mezzi che abbiano una stazza più piccola di quella attuale e che circolino nella zona che gravita attorno al centro storico mentre altre due tratte ad alta frequentazione (quelle tra il parcheggio scambiatore del Pala De André e del Cinema City) dovrebbero essere servite da autobus più grandi. Il tutto con un aumento delle corsie preferenziali che porti il cittadino a vedere l’autobus come un mezzo più veloce rispetto all’auto per muoversi in città.

Tra i documenti in mano all’amministrazione e facenti parte del Pums c’è anche lo studio di oltre trecento pagine elaborato dall’Itl a cui si accennava poche righe fa. Studio che parte da un monitoraggio della situazione e che si addentra poi nel dettaglio delle opinioni degli utenti. Emerge ad esempio che – con buona pace dei sostenitori della città a misura di bicicletta – l’84 percento di chi si muove per lavoro per viaggi di durata compresa tra i 16 e i 30 minuti utilizza l’automobile. Uno dei problemi segnalati da chi si sposta in automobile è la mancanza di alternative che si collega con una carenza di trasporto pubblico. Dopo aver analizzato le varie direttrici di traffico, lo studio entra nel dettaglio distinguendo le località del forese e quelle della costa. Nel caso dei paesi del forese, il 67 percento degli intervistati sottolinea che i servizi non presenti nelle località siano raggiungibili solo in auto. Solo il 22 percento delle persone ritiene soddisfacente il trasporto pubblico che serve il proprio paese, il 37 percento lo giudica scarso e il 41 percento “abbastanza soddisfacente” il che – sottolinea lo stesso studio – “lascia intendere come vi siano aspettative non completamente soddisfatte”. Le opinioni cambiano ovviamente da località a località. I più soddisfatti sono i cittadini di Porto Fuori, nessuno di loro giudica “scarsa” l’offerta di bus, ma ci sono paesi in cui questa opinione prevale. I meno contenti sono i cittadini di Conventello, San Bartolo, Campiano, Fosso Ghiaia e Campiano. In questi paesi la bocciatura è netta, con valori che oscillano tra l’80 e il 90 per cento.

Il problema di questi paesi è che – salvo alcuni centri più grandi – la maggior parte dei servizi (scuole, famacie, uffici postali per dirne alcuni) si trova fuori dal paese. Così avere un’auto è una questione di sopravvivenza. La risposta a queste domande nei paesi del forese porta ad una conclusione: la rete di trasporto pubblico è insufficiente secondo chi abita fuori dal centro storico e dai lidi.

Lo studio ha poi analizzato la frequenza di corse e il loro utilizzo. “Sembra complicato migliorare l’accessibilità e ridurre la necessità di utilizzo dell’autovettura nelle frazione del Comune di Ravenna attraverso una semplice intensificazione delle corse del trasporto pubblico, che risulta fondamentalmente calibrato per le attività scolastiche mattutine degli studenti diretti a Ravenna. Una futura (e prevedibile) riorganizzazione delle attività scolastiche verso modelli più flessibili, in termini di collocazione oraria, ad esempio con maggiore e diversificato utilizzo delle fasce orarie pomeridiane, può – già di per sé – complicare ulteriormente la situazione”. Fondamentalmente una rete stradale molto estesa e una bassa densità abitativa nelle frazioni rende molto difficile trovare una soluzione al problema.

Nel litorale la situazione è migliore, anche se molto variegata. La frazione meglio servita è Punta Marina, da cui transitano le linee verso Marina di Ravenna e Lido Adriano. Per questa località c’è il problema della durata del percorso che potrebbe essere accorciata con una linea diretta, attraverso via Bonifica. Oggi però non è possibile, per motivi di sicurezza ma “la pianificazione ha già individuato un intervento atto a rendere la strada percorribile da mezzi del trasporto pubblico, compresa la costruzione di una ciclabile”. L’Itl suggerisce invece di incrementare le corse per i lidi nord (Porto Corsini, Marina Romea e Casal Borsetti). Il problema della scarsità di corse è molto sentito anche a Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio anche se in queste due località la presenza di una stazione ferroviaria mitiga il problema.

Ravenna scatenato sulla via della linea verde: arrivano Martorelli e Bresciani

 

Calcio C / Entrambi toscani, il centrocampista classe ’99 proviene dallo Spezia, il difensore laterale del ’97 in prestito dal Livorno. Martorelli: «Farò tutto il possibile per ricambiare la fiducia»

Martorelli Firma
Il giovane centrocampista Carlo Martorelli firma il contratto

Dopo avere ufficializzato il colpo Jidayi, il Ravenna Fc mette a segno altri due tesseramenti, quello del centrocampista Carlo Martorelli e quello del difensore laterale Nicolas Bresciani. Entrambi toscani, uno di Firenze, l’altro della provincia di Massa Carrara, si tratta di due calciatori Under 21, a dimostrazione dell’intenzione della società di proseguire sulla strada della linea verde.

Classe ’99, Martorelli dopo avere seguito tutta la trafila delle giovanili alla Fiorentina è passato allo Spezia e si appresta a vivere la prima stagione da professionista. Le sue caratteristiche sono quelle del classico centrocampista di qualità, impiegato di solito davanti alla difesa, ma all’occorrenza si è mosso con disinvoltura sulla trequarti offrendo prestazioni di livello. «Mi sto già allenando per farmi trovare pronto per questa nuova avventura – sono le prime parole di Martorelli -. Vorrei ringraziare il direttore sportivo Sabbadini e il presidente Brunelli che mi hanno dato questa possibilità, credendo in me. Farò tutto il possibile e anche di più per ricambiare questa fiducia nel migliore dei modi. Ho sentito parlare molto bene dell’ambiente Ravenna, dove le cose funzionano e di una città tranquilla, vivibile e bellissima».

In giornata il Ravenna Fc ha raggiunto l’accordo anche con il Livorno per il passaggio in prestito di Nicolas Bresciani in giallorosso. L’esterno mancino, classe 1997, arriverà nei prossimi giorni in città per sottoporsi alle visite mediche di rito ed essere già a disposizione di mister Foschi a partire dal raduno di lunedì.

La scheda – Carlo Martorelli
Ruolo: centrocampista
Nato: a Firenze il 13/05/1999

S.S. Squadra Serie Presenze Goal
2017-2018 SPEZIA Prim. 16 0
2016-2017 SPEZIA Prim. 20 1
2015-2016 FIORENTINA U17 13 0

 

La scheda – Nicolas Bresciani
Ruolo: difensore
Nato: a Pontremoli (MC) il 12/05/1997

S.S. Squadra Serie Presenze Goal
2017-2018 Genn. LIVORNO C 11 0
2017-2018 SERAVEZZA D 21 1

 

 

“War is over”: dal 6 ottobre al Mar il rapporto artisti-guerra con Picasso e Warhol

Il progetto espositivo si snoda su tre temi: vecchi e nuovi miti, teatri di guerra e esercizi di libertà

Picasso Jeux PagesA cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il Museo d’arte della città di Ravenna (Mar) e l’assessoreato comunale alla Cultura propongono la mostra “War is over, arte e conflitti tra mito e contemporaneità”: dal 6 ottobre al 13 gennaio prossimi un percorso sul rapporto tra artisti e guerra curato da Angela Tecce, storica e critica d’arte e dirigente del ministero dei Beni culturali, e Maurizio Tarantino, direttore del Mar. L’allestimento è curato da Studio Azzurro. Stamani, 11 luglio, la presentazione per la stampa.

Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di artisti storici che hanno declinato le tematiche della guerra in modi diversi e financo opposti, dalla propaganda bellico-futurista di Marinetti a De Chirico che con I gladiatori, 1922, rilegge la violenza della guerra mondiale con il filtro di una classicità depurata ed eterna. Picasso con l’opera in mostra, Jeux des pages, 1951, torna a una riflessione sui disastri della guerra iniziata nel 1937 con Guernica e che si concluderà con le due grandi composizioni del 1952 intitolate La Guerre e La Paix. I nostri due più grandi artisti del secondo Novecento, Lucio Fontana e Alberto Burri, esprimono con sensibilità diversissime la lacerazione che i danni del secondo conflitto hanno provocato prima di tutto nelle coscienze, cui si unisce la voce sonora e indignata di Renato Guttuso. L’ordinamento dell’esposizione procede per assonanze, contrasti, armonie e disarmonie. «La decisione di non seguire un criterio cronologico – si legge in un comunicato stampa – deriva dalla volontà di  rispettare il qui e ora che non solo presiede alla realizzazione di un’opera d’arte, ma che è il portato inevitabile del suo essere storia e del suo destino».

RAVENNA 11/07/2018. MAR MUSEO D’ ARTE RAVENNA. Conferenza Stampa Di Presentazione Della Mostra “Arte E Conflitti”Il progetto espositivo si articola intorno a tre temi. Vecchi e nuovi miti: sulle ideologie che in passato come oggi sono state spesso alla base di conflitti, o sulle mitologie che ne sono derivate. Teatri di guerra, frontiere e confini: restituisce la rilettura data dagli artisti delle immagini di guerra che si susseguono sotto i nostri occhi, dove i confini dividono ciò che è “dentro” da ciò che è “fuori”. Infine Esercizi di libertà: più specificamente rivolto a ciò che l’arte può dirci sul nostro futuro, non come proiezione di un presente conflittuale, ma come spazio libero di creatività. I tre grandi temi che hanno ispirato la scelta degli artisti si intersecano ad ogni piano per rendere più fitta la trama della mostra: ai teatri di guerra fanno riferimento, tra gli altri, Christo, William Kentridge (che si ricollega a De Chirico), Jake & Dinos Chapman, col loro minuzioso catalogo degli orrori, Gilbert&George, reporter dei conflitti urbani, Alfredo Jaar e Robert Capa. I vecchi e nuovi miti aleggiano nell’opera di Robert Rauschenberg, nel denso e magmatico mare di Anselm Kiefer, nella denuncia di Fabre (nascosta sotto una coltre cangiante) in Andy Warhol e Hermann Nitsch, mentre sono esercizi di libertà le opere di Mimmo Paladino, Marina Abramović, Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò.

Il percorso espositivo è contraddistinto da quattro installazioni che creano un continuum, un legame tra i diversi piani e livelli su cui si distribuisce la mostra e integra le opere con le sue classiche suggestioni audiovisive e interattive. La scala, in cui suoni e immagini accompagnano la salita del visitatore, e le sue domande. La sala d’ingresso, dove, attraverso una feritoia, ci si cala nei miti e nelle tragiche realtà della prima guerra mondiale. Il corridoio del primo piano, dove i calchi di cavalli e cavalieri del Partenone della gipsoteca del Mar si rianimano al passaggio del visitatore evocando tematiche dantesche. E infine la rilettura e ricontestualizzazione del monumento simbolo delle collezioni del Mar, la struggente lastra funeraria di Guidarello Guidarelli, recentemente restaurata e riallestita.

Gli artisti in mostra: Marina Abramović, Marisa Albanese, Alighiero Boetti, Maria Pia Borgnini, Botto&Bruno, Alberto Burri, Davide Cantoni, Robert Capa, Jota Castro, Jake & Dinos Chapman, Christo, Alessandra Cianelli, Giorgio De Chirico, Jan Fabre, Lucio Fontana, Regina José Galindo, Gilbert&George, Eugenio Giliberti, Paolo Grassino, Renato Guttuso, Thomas Hirschhorn, Emilio Isgrò, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, William Kentridge, Anselm Kiefer, Jannis Kounellis, Domenico Antonio Mancini, Filippo Tommaso Marinetti, Ana Mendieta, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Gian Marco Montesano, Shirin Neshat, Hermann Nitsch, Nam June Paik, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Perino&Vele, Pablo Picasso, Lamberto Pignotti, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Melita Rotondo, Michal Rovner, Pieter Paul Rubens, Pietro Ruffo, Salvo, Mario Schifano, Andres Serrano, Wael Shawky, Shōzō Shimamoto, Studio Azzurro, Tato, Eugenio Tibaldi, Vedovamazzei, Kara Walker, Andy Warhol, Lawrence Weiner.

Ronaldo-Juve, caccia alla maglietta. Il sindaco esulta su Fb e si prende del «gobbo»

Nei due negozi di abbigliamento sportivo decine di richieste e prenotazioni per la 7 del portoghese. De Pascale tifoso bianconero celebra il trasferimento sul suo profilo Facebook e arriva lo sfottò dell’assessora interista

Cr7

«Un cliente fisso che ha il mio cellulare mi ha tirato giù dal letto con una telefonata alle 8 del mattino per chiedermi la maglia di Cristiano Ronaldo». Il titolare del negozio di abbigliamento sportivo Supporter Store a Ravenna testimonia che la Cr7-mania dilaga a tutte le latitudini della penisola il giorno dopo l’ufficializzazione del passaggio del portoghese alla Juventus dal Real Madrid dove in nove campionati ha fatto più gol che presenze (311 e 292). Una volta alzata la serranda, in via di Roma è cominciata la processione delle richieste: «Saranno passate più di una ventina di persone per cercare la maglia della Juve, di qualunque taglia». Chi sperava di indossare subito la 7 bianconera è però rimasto deluso: «Noi abbiamo in vendita un prodotto replica ufficiale distribuito dalla Juventus a 24 euro – spiega Federico Marini – ma ci arriveranno solo a partire dalla prossima settimana perché per il momento è stato deciso di privilegiare le divise dell’Adidas».

In realtà anche per quest’ultime a Ravenna ci sarà da pazientare qualche giorno. La conferma arriva da Sporty Store in via Allende: «Vendiamo l’originale Adidas – spiega Alex, uno dei gestori – ma il marchio distribuisce le forniture di prodotti a scaglioni e a noi arriveranno solo da lunedì». Questo però non ha smorzato la febbre del tifoso: «Abbiamo già raccolto una decina di prenotazioni, dalla XS alla XXL». Qui il prezzo però si alza. Con nome e numero che vengono stampati nel retrobottega, come prevede la prassi e come accade nello Juve Store all’Allianz Stadium di Torino, si arriva ai cento euro: «È originale e molto simile a quella usata dai giocatori ma cambia leggermente il materiale sintetico di cui sono fatte. Quella identica alla divisa da gioco costa una ventina di euro in più ma noi non la teniamo».

Quello che i media hanno ribattezzato come il trasferimento del secolo – operazione in tutto da 350 milioni di euro in totale se si contano i 100 del cartellino, i 12 per il procuratore e i 240 lordi di ingaggio all’attaccante spalmati su quattro anni – non ha lasciato indifferente nemmeno il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, sostenitore juventino. Ieri, poco dopo l’ufficialità del trasferimento, il primo cittadino coetaneo del 33enne calciatore ha celebrato l’evento su Facebook con un sobrio post: sfondo nero e in bianco l’hashtag Cr7, sigla che rappresenta il brand dell’ex blancos capace di contare 133 milioni di follower su Instagram. La curva interista in giunta non è rimasta a guardare: «Gobbo!», è stato il commento dell’assessora Valentina Morigi. Mentre il senatore Pd Stefano Collina ha pronta la contromossa sul campo: «Politano», il commento laconico. Non si registrano reazioni dal titolare della delega allo Sport, Roberto Fagnani, fedelissimo della squadra che ha di recente ufficializzato l’ingaggio di Radja Nainggolan.

«L’ordinanza del sindaco per il negozio di via Gulli è una discriminazione etnica»

Chiusura obbligata alle 20 per un mese. L’avvocato chiede la revoca per «non ci sono basi per la misura e non viene applicata agli altri bar della zona» e segnala un clima di tensione: «Un sasso lanciato contro il nipote di 8 anni del titolare»

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Uno scorcio di via Gulli

L’ordinanza del sindaco di Ravenna che da oggi, 11 luglio, impone al negozio Khan Alimentari in via Gulli di anticipare l’orario di chiusura da mezzanotte alle 20 è «una misura discriminatoria su base etnica» che deve essere annullata. Lo afferma l’avvocato Andrea Maestri che assiste il titolare dell’esercizio commerciale destinatario del provvedimento della durata di un mese firmato dal primo cittadino Michele de Pascale insieme a un’altra misura analoga che riguarda quattro punti vendita in zona giardini Speyer per i quali viene vietata la vendita di alcolici tra le 20 e le 7.

Maestri ritiene che non ricorrano le condizioni previste dall’articolo del Testo unico degli locali su cui si regge l’ordinanza: «Le limitazioni agli orari di vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche sono previste tramite provvedimento del sindaco a tutela dell’ambiente o della tranquillità dei residenti in determinate aree interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone anche in relazione a specifici eventi. In via Tommaso Gulli non ci sono eventi e non c’è particolare afflusso di gente e nessun altro bar in zona viene colpito dalla stessa misura». L’avvocato mette le mani avanti nell’intento di evitare strumentalizzazioni: «Pienamente condivisibili sono le misure che non fanno distinzione tra bar autoctoni e negozi etnici».

Il legale ricostruisce il clima che si è venuto a creare attorno ai gestori del negozio: «Il titolare e il nipote di otto anni sono stati più volte insultati con epiteti razzisti. Una donna italiana dal balcone ha tirato un sasso dal balcone colpendo il bambino alla mano». Per queste vicende verrà presentata una querela ma nel frattempo «sono tutti ovviamente terrorizzati». Anche per questo «e per la diffusione de reati d’odio», Maestri parla di «gravissima superficialità» per definire la mossa di De Pascale che colpisce «un regolare esercizio commerciale con lo stigma dell’ordinanza per il decoro urbano che viene additato all’opinione pubblica con nome e ubicazione».

Raccolta funghi in pianura, con 10 euro tesserino unico per tutta l’Emilia-Romagna

Modificata la norma per il rilascio dell’autorizzazione. Ora basta un versamento su un conto corrente postale. Coinvolti 9 Comuni ravennati

11 798x429Per la raccolta funghi in Emilia-Romagna la Regione vara un unico tesserino per tutti i Comuni di pianura, valido per sei mesi, che si può ottenere con un semplice versamento postale di 10 euro. Sostituisce i permessi prima rilasciati dalle Province. È la novità messa in campo dalla giunta regionale per agevolare i cercatori dei prodotti spontanei del sottobosco che si spostano nelle aree della pianura. Il tutto grazie all’approvazione da parte della giunta di viale Aldo Moro di una norma che ha introdotto una semplificazione nelle procedure di rilascio del tesserino, in linea con la legge regionale 25/2017, che ha riportato in capo alla Regione le competenze in materia, prima affidate alle singole Province.

In provincia di Ravenna sono interessati i nove comuni dell’Unione della Bassa Romagna: Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno. In totale in regione sono interessati 148 Comuni che coprono circa la metà del territorio regionale. Restano invariate le procedure di rilascio del permesso per il territorio dell’intera provincia di Forlì-Cesena dove tutte le Amministrazioni municipali hanno delegato la competenza alle Unioni dei comuni montani presenti sul territorio.

Con le nuove regole d’ora in poi per ottenere il permesso alla raccolta dei funghi basterà recarsi in un ufficio postale ed effettuare un versamento di 10 euro sul conto corrente dedicato 1042629541 intestato alla Regione Emilia-Romagna. Con un’importante avvertenza: al momento del pagamento, che potrà esser eseguito anche via internet, dovranno essere chiaramente indicate nella causale le seguenti informazioni, pena la mancata validità del permesso: raccolta funghi nei Comuni indicati in delibera n. 527 del 16 aprile 2018, oltre a specificare luogo e data di nascita del richiedente.

«Raccogliere i funghi nelle zone pianeggianti è ora più facile e costa poco – afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo –. Il via libera al provvedimento è in linea con l’obiettivo di sburocratizzare e rendere più semplici le procedure amministrative. Con questa nuova modalità di rilascio del tesserino l’autorizzazione non è più limitata ad ogni singola Provincia, ma vale per tutta la pianura dell’Emilia-Romagna. È evidente il vantaggio garantito a chi si muove da una zona all’altra del territorio».

Sul sito della Regione ulteriori informazioni.

Trovati pistola e fucile nell’armadio dopo la lite coniugale: marito denunciato

Le armi erano state ereditate dal padre ma mai denunciate alla questura: le hanno trovate i poliziotti a cui la moglie si era rivolta per segnalare un’aggressione

PoliziafariniDopo un litigio con il marito una donna si è rivolta al pronto soccorso per un dolore al collo dovuto a una riferita aggressione e poi ha raccontato tutto in questura facendo cenno a delle armi detenute dal marito: due agenti si sono recati nell’abitazione e l’uomo non ha fatto mistero della cosa mostrando una calibro 7,65 con numerose munizioni custodita in un armadio sotto una pila di maglioni, così come una carabina calibro 4,5 appoggiata all’interno dello stesso mobile. Le armi sarebbero state ereditate  oltre 30 anni fa dal padre ma mai regolarizzate con una  denuncia di detenzione. La polizia di Stato ha denunciato un ravennate 58enne per mancata denuncia di armi e per la loro omessa custodia in un armadio idoneo all’interno della abitazione.

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