martedì
05 Maggio 2026

Erba alta a Ravenna: «E al parco i bambini non possono più giocare a calcio»

Decine di segnalazioni raccolte dalla lista civica La Pigna: «Confidiamo nel senso di responsabilità dell’assessore»

Via Vicoli
Una foto scattata al parco di via Vicoli, a Ravenna, dove i bambini non riescono più da qualche settimana a giocare a calcio

Sono decine le segnalazioni raccolte dalla lista civica La Pigna di Ravenna per mancata o insufficiente manutenzione del verde pubblico comunale, soprattutto in riferimento allo sfalcio dell’erba.

Anche alla nostra redazione sono pervenute diverse lamentele, tra cui l’erba alta quasi un metro al nuovo parco Baronio e sempre erba molto alta al parco di via Vicoli, a Ravenna, dove i bambini non riescono neppure più già da alcune settimane a giocare a pallone.

L’iniziativa della Pigna – sottolinea la consigliera comunale Veronica Verlicchi – «tende a stimolare l’Amministrazione a svolgere un più attento ed efficiente servizio di manutenzione del verde affidato, attraverso specifico contratto di servizio alla Società partecipata – attraverso Ravenna Holding – Azimut spa. Le segnalazioni pervenute – continua Verlicchi – dipingono un quadro preoccupante peraltro già comunicato al Sindaco e alla Giunta Comunale nel corso di uno specifico Question Time da me discusso nel Consiglio Comunale dello scorso 8 maggio. Confidiamo nel senso di responsabilità dell’assessore Baroncini affinché solleciti immediatamente Azimut spa ad intervenire con estrema sollecitudine alla manutenzione del verde delle aree oggetto della nostra segnalazione e di tutte quelle aeree che versano in condizioni non adeguate. Il mancato sfalcio dell’erba crea problemi di decoro urbano – di particolare importanza per una città turistica come la nostra – e di tipo sanitario a causa degli insetti, delle bisce e di tutti gli animali che vi si annidano. Crea anche problemi anche alla circolazione stradale, riducendo la visibilità in prossimità degli incroci stradali».

Vendute 13mila porzioni di cappelletti in tre giorni alla Festa di piazza Kennedy

Superati i numeri dell’anno scorso: incassati oltre 65mila euro senza considerare le bevande

Cappelletti3

Sono state 13.150 – secondo i numeri forniti dagli organizzatori – le porzioni di cappelletti servite nei tre giorni della Festa che si è svolta nel weekend in piazza Kennedy, in centro a Ravenna. Un dato in crescita rispetto alle 10mila dell’anno scorso, per un incasso che supererebbe quindi i 65mila euro (i cappelletti erano in vendita a 5 euro a porzione), senza contare i bicchieri di vino e le bottigliette d’acqua in vendita negli stand.

La Festa è promossa dalle associazioni del commercio, Confesercenti e Confcommercio (ed è sostenuta dal Comune di Ravenna e dalla Camera di Commercio), con il coinvolgimento diretto di 11 ristoranti nei chioschi in piazza: Antica Bottega di Felice; Babaleus; I Furfanti; Marchesini; Osteria I Passatelli 1962 del Mariani; Ristorante al 45; Ristorante Cappello; Ristorante Pizzeria Naif; Ristorante La Gardela; Ristorante Pizzeria Radicchio Rosso; Ristorante Bar Fellini Scalinocinque.

Canile comunale, i consiglieri della Darsena preoccupati per la situazione

In un incontro fatto nella struttura non erano emerse criticità particolari. «Seguiamo la vicenda con la massima attenzione»

Cane Al CanileNove consiglieri territoriali della Darsena, tra cui il presidente Nicola Grandi, esprimono preoccupazione per la situazione del canile comunale, interessato da un’indagine della magistratura dopo la visita dei Nas di una decine di giorni fa. A firmare la lettera i consiglieri di Lega Nord, FI, Cambierà e Lista per Ravenna. Dicono di aver seguito la situazione sin dal giorno dell’insediamento e «alcuni di noi lo avevano già fatto prima». Era stato organizzato anche un incontro nella struttura dove, tuttavia, «non era emerso un quadro particolarmente preoccupante anche se rimane da capire quanto le condizioni fossero state “preparate” in occasione della nostra visita».

I consiglieri dicono che le segnalazioni sul canile «si susseguono ormai da anni» e “dopo il sopralluogo dei Nas, come noto, la questione è nelle mani della magistratura nella quale poniamo massima fiducia ed anche a livello istituzionale sono state poste in atto azioni che porteranno senz’altro all’individuazione di eventuali responsabilità, andando ad individuare problemi e soluzioni: per questo motivo abbiamo deciso a maggioranza di non prendere alo stato posizioni ufficiali in attesa appunto degli sviluppi futuri». Nonostante questo permane la preoccupazione «Porremo la massima attenzione agli sviluppi della vicenda che continueremo a seguire con continuità pronti, se serve, a prendere posizioni ufficiali precise, specie ove emergessero responsabilità politiche».

Accordo sindacale in Start: dopo cinque anni arriva l’armonizzazione contrattuale

Dopo l’unificazione delle tre aziende di trasporto non si era ancora riusciti a parificare premio di risultato, indennità aziendale e stabilizzazioni

Autobus 4Lo scorso 8 maggio, dopo una lunga trattativa, le organizzazioni sindacali hanno trovato un’intesa con Start Romagna, su un accordo importante che riguarda sia la parte economica che normativa di tutto il personale.

Questo il contenuto delle aziende, illustrato da tutti i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal, Ugl e Usb:  «Dopo l’unificazione delle tre aziende di Ravenna, Rimini e Forlì Cesena, nel 2013, è il primo accordo di armonizzazione contrattuale che armonizza il premio di risultato per tutti i lavoratori di Start Romagna, unifica alcune indennità aziendali semplificando e razionalizzando le voci della retribuzione, riduce i tempi per la stabilizzazione del personale neo assunto di Start Romagna e riconosce agli stessi un aumento retributivo migliorativo rispetto al contratto nazionale».

Le organizzazioni dei lavoratori «esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto, che può diventare il primo tassello per un contratto integrativo unico di Start Romagna. Nei prossimi giorni l’intesa raggiunta sarà posta all’attenzione dei lavoratori chiedendone l’approvazione».

Politiche dell’acqua: i consorzi di bonifica si aprono al pubblico dal 19 maggio

Visite guidate durante la Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione promossa dall’Anbi. Ecco come vedere chiuse e opere irrigue

Politiche Dell'acqua“Politiche dell’acqua, motore di vita e investimento per l’economia” è il titolo dell’edizione 2018 della Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione promossa dall’Anbi – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue. Dal 19 al 27 maggio si svolgeranno in tutta Italia appuntamenti organizzati dai vari Consorzi di bonifica locali. Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale (che copre un comprensorio di oltre 2.000 chilometri quadrati dislocati fra cinque province: Ravenna, in prevalenza, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara e Firenze) ha in programma un calendario di appuntamenti, a partire dalle tante visite guidate per gli “impianti aperti”.

Nel distretto di pianura le visite riguarderanno le opere irrigue e idrauliche in gestione al Consorzio: gli impianti di Solarolo, Faenza, Imola, Castel Bolognese e Alfonsine, la cassa di espansione e l’impianto idrovoro di Alfonsine, la chiusa del fiume Senio fra Tebano e Castel Bolognese. Nel distretto montano, invece, le visite saranno effettuate agli invasi collinari di Casalfiumanese, Casola Valsenio, Brisighella e Faenza.

Inoltre, martedì 22 maggio, alle ore 10, a Castel Bolognese verrà inaugurato l’impianto idroelettrico presso il Mulino di “Scodellino” (via Canale, 7), mentre giovedì 24 maggio ci sarà la visita guidata degli alunni delle scuole primarie di Sant’Agata sul Santerno e di Bagnara di Romagna all’impianto idrovoro Tratturo e alla cassa di espansione di Alfonsine. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Le visite agli impianti devono essere preventivamente prenotate: per quelle del distretto di pianura tel. 0545 909511 consorzio@romagnaoccidentale.it, per quelle del distretto montano tel. 0546 21372 d.montano@romagnaoccidentale.it

L’attivista a Marescotti: «Abituato ai partiti, fatica a capire la rivoluzione M5S»

Il consigliere Marco Maiolini risponde all’attore che si è pentito di aver votato i grillini: «Un governo programmatico basato sui punti e sulle idee che uniscono»

Ivano Marescotti
Ivano Marescotti

Il consigliere comunale del gruppo misto, ma attivista del Movimento 5 Stelle, Marco Maiolini risponde a Ivano Marescotti. L’attore aveva votato il partito di Grillo per poi pentirsi nei giorni scorsi, vista l’alleanza con la Lega Nord. «Capisco Marescotti – scrive Maiolini -: è difficile  per chi ha vissuto una politica tradizionale fatta di destra e sinistra, accettare un governo programmatico, ma l’innovazione sta proprio qui. Invece di guardare ciò che divide, si cercano le idee che uniscono. Probabilmente non saranno tantissime, ma non sarebbero state molte di più quelle che ci avrebbero unito al Pd. In effetti questa divisione ha fatto comodo per anni ai partiti tradizionali, in grado così di fidelizzare l’elettorato, che con il loro voto, ha assicurato “un posto sicuro” ai politici di professione».

Per Maiolini «la vera forza innovativa del Movimento 5 Stelle, sta nel fatto che non esiste un uomo solo al comando, ma tanti attivisti che ti controllano e non ti permettono di fare cose che vanno fuori dall’obbiettivo, qualunque sia la tua alleanza programmatica. Il progetto di Grillo e Casaleggio è innovativo nella sua semplicità perché si affida alla pura scienza della politica, che prevede di governare non basandosi su ideologie, ma incentrandosi sui bisogni dei cittadini, per aumentarne il livello di benessere. È chiaro anche che in un sistema proporzionale come il nostro, ad un certo punto devi per forza dialogare, l’importante è mantenere dei punti saldi e non snaturare le proprie idee».

Conclude l’attivista: «Non dico che sarà facile applicare questa filosofia, le trappole sono tante, ma dobbiamo anche ammettere che ad oggi, di mosse Il movimento ne ha sbagliate poche, e in quel caso ha cambiato paradigma per rimediare, raggiungendo percentuali da “balena bianca”, senza fare perno sul sistema clientelare tanto caro alla prima Repubblica. Non si può rovesciare il tavolo e non rompere i cocci che ci sono sopra».

Rissa in centro, quattro ragazzi denunciati: due maggiorenni e due minorenni

Sabato pomeriggio il violento episodio con una decina di coinvolti. In un bar di Mezzano i primi arresti

Rissa in centro
Il 118 porta in ospedale uno dei feriti

Sono per ora quattro i giovani finiti nei guai per la violenta rissa di sabato pomeriggio in centro a Ravenna. Secondo quanto riportano il Resto del Carlino e il Corriere di Romagna oggi in edicola, si tratta di tre albanesi e un ravennate. Due 19enni, entrambi di origine albanese, arrestati e due minorenni, denunciati a piede libero. La rissa si è scatenata per futili motivi ed ha coinvolto il gruppo di una decina di ragazzi tra piazza del Popolo e via Paolo Costa. Due i feriti. Durante la lite è stata utilizzata come arma impropria anche una bottiglia spaccata.

Secondo quanto ricostruito, forse uno sfottò tra due giovani è stata la miccia che ha portato due gruppi di ragazzi a fronteggiarsi tra i numerosi passanti del centro. Quando sono arrivati i carabinieri molti giovani sono fuggiti. Alcuni sono stati inseguiti e fermati, altri sono stati individuati grazie ai numerosi testimoni. Le indagini potrebbero portare ad ulteriori denunce.

 

Investito sul ciglio della strada, muore un uomo di 33 anni

Il pedone stava andando a lavoro. L’incidente in via Baiona, davanti alla Degussa

AmbulanzaUn marittimo di 33 anni è morto nella tarda serata di domenica 13 maggio, investito da un’automobile in via Baiona. L’uomo era in compagnia di due colleghi e stava camminando sul ciglio della strada per tornare sulla nave nella quale lavorava quando è stato centrato da un’automobile il cui guidatore, probabilmente a causa del buio, non si è accorto della presenza dei tre. L’incidente è avvenuto attorno alle 22, sono intervenute ambulanza e auto medicalizzata ma gli operatori del 118 non hanno potuto far nulla per salvare l’uomo, morto sul colpo.

Il viaggio di riscatto di Diego Pascal Panarello: dalla Sicilia alla Yakutia

Il 14 e il1 5 maggio il cinema Mariani ospita The Strange Sound of Happiness. Una produzione indipendente e un progetto fortemente voluto e appoggiato da chi il cinema lo vive e lo ama

Diego Pascal PanarelloTutto nasce da un’urgenza narrativa: «Lo scacciapensieri, per alcuni è uno strumento musicale antichissimo. Per altri uno strumento magico a forma di chiave che apre molte porte. Quando ho iniziato a suonarlo, ho provato uno strano piacere e ho deciso di raccontarlo». Così spiega Diego Pascal Panarello, autore debuttante di The Strange Sound of Happiness. Il film è il racconto del viaggio – fisico e spirituale – che Diego, quarantenne alla deriva, operatore audiovisivo e musicista insoddisfatto, senza piani per il futuro, intraprende seguendo l’ipnotico suono del marranzano, il tipico souvenir siciliano noto come scacciapensieri. Un viaggio di riscatto, dalle coste siciliane alle pianure siberiane della Yakutia, dove lo scacciapensieri è lo strumento musicale nazionale. Il “suono della felicità” sembra essere qui. Una storia vissuta in prima persona, che il regista ha deciso di raccontare mescolando genere documentario e fantastico.

Prodotto dalla Stefilm di Torino con la tedesca Kick Film, menzione speciale al Dok Leipzig Festival, unico film italiano in concorso al Bergamo Film Meeting, presentato in questi giorni a Hot Docs di Toronto e al Docaviv International Documentary Film Festival di Telaviv, The Strange Sound of Happiness è uscito nelle sale italiane lo scorso 18 aprile, distribuito dalla bolognese Apapaja.

Produzione indipendente, progetto fortemente voluto e appoggiato da chi il cinema lo vive e lo ama, non poteva non privilegiare per la sua promozione le piccole e preziose sale d’essai. Infatti incontriamo Diego in una delle storiche roccaforti del cinema di qualità del territorio: il Gulliver di Alfonsine, il “cinemino lilla” come lo definisce lui con entusiasmo. Il 14 e 15 maggio il Cinema Mariani di Ravenna ospita la proiezione del film. Il regista e musicista siciliano a fine proiezione incontrerà il pubblico.

Come è iniziato questo percorso?
«Il motore è stata la noia. Non avevo niente da fare e ho iniziato a cercare cosa c’è dietro a questo strumento che mi parla. Senza dubbio tutto è iniziato perché sono stato chiamato, scelto da questo “pezzo di ferro”. All’inizio non avevo idea che la cosa si sarebbe protratta per così tanto tempo (il progetto ha preso forma attorno al 2011, ndr). Il percorso è stato lungo ma devo dire che alla fine questa lunghezza mi ha gratificato. Se fosse stato fatto in fretta il film non sarebbe quello che è. Io non ho fretta, non faccio film per fama o soldi. Se ho qualcosa da raccontare la racconto…».

Le recensioni faticano ad incasellare il tuo film: documetario, road movie, fantasy mescolata a mito, animazione, film di formazione, assurdo, naif, punk. Tu come lo vedi?
«Bella domanda. Docu-Fantasy, oppure Far East… Space-Eastern, ecco».

Come sei arrivato alla Yakutia?
«Ho iniziato a studiare lo strumento ed ho incontrato le persone che fanno un festival a Catania, il Marranzano World Festival. Mi ci sono trovato dentro quasi per caso, all’epoca vivevo a Londra, sono tornato in Sicilia per una settimana e in quella settimana c’era il festival e la mia ragazza mi ha lasciato… Con la sua telecamera ho ripreso quelle persone esperte e tutte parlavano della Yakutia e io mi chiedevo dov’era ‘sta Yakutia. Io sapevo che era nel Risiko… Poi a Parigi è arrivato uno yakuto che doveva registrare un album, ho preso un treno e sono andato ad incontrarlo».

Quindi una storia in divenire?
«Totalmente, mi sono buttato in questa avventura per puro piacere personale, volevo esplorare questo mondo, ho studiato, fatto ricerche, ho iniziato a scrivere la storia, ho incontrato il produttore. Un’impresa che procede come la vita…».

Si è rotto veramente il tuo marranzano?
«Si, tra uno shooting e l’altro, quindi il film è cambiato. Il film è stato molto scritto a priori ma molto rivisto, riscritto durante le riprese. Mi ha aiutato lo scrittore Andrea Bajani, con cui ho avuto una magnifica relazione: io scrivevo delle cose e lui le riadattava, poi il suo ruolo è diventato quello di consulente narrativo.

Che storia segreta ti ha raccontato il ferro magico?
«Di provare a suonarli, i pensieri. Ascoltandosi, cercando veramente di capire cosa vogliamo, quali sono i nostri desideri e seguirli. Sicuramente il ferro mi ha insegnato ad ascoltarmi, mi ha aiutato a dialogare con me stesso. Il messaggio segreto, ma poi non così segreto, è che gli esseri umani sono tutti uguali, una banalità ma il ferro, con l’espressione sonora, lo rappresenta molto bene».

Deve scontare sei anni per furto, truffa e bancarotta: sessantenne arrestato

Venerdì sera inoltre i carabinieri hanno sorpreso tre giovani, di cui due minorenni, che stavano rubando una tv in un camping

112 CarabinieriTre giovanissimi e un sessantenne sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri. Sabato pomeriggio i carabinieri della stazione di San Pietro in Vincoli hanno arrestato un sessantenne ravennate, nullafacente e pluripregiudicato,  che doveva espirare sei anni e otto mesi per furto, truffa e bancarotta fraudolenta (fatti commessi tra il 2002 ed il 2013, nelle province di Forlì, Ravenna e Chieti). L’uomo, esperite le formalità di rito, è stato portato in carcere.

I carabinieri di Milano Marittima venerdì notte hanno arrestato invece tre bolognesi. Uno di 19 anni e due minorenni, un 17enne e un 16enne. I tre, secondo le indagini, si sono intrufolati in un camping di Milano Marittima forzando la recinzione. Alcuni passanti hanno visto la scena e avvisato i carabinieri. I militari hanno sorpreso i tre giovani che sono fuggiti a piedi in pineta. Non è servito: sono stati tutti arrestati. I carabinieri hanno trovato un televisore lcd rubato da un bungalow. Il maggiorenne  è comparso davanti al giudice ravennate che ha convalidato l’arresto e fissato la data per l’udienza. I due minorenni, invece, sono stati accompagnati al “carcere minorile” di Bologna.

Cervia piange Terenzio Medri, storico albergatore e dirigente di Confcommercio

L’imprenditore aveva 72 anni ed è morto nella notte. Il ricordo del sindaco e dell’assessore regionale al Turismo

Terenzio Medri
Terenzio Medri in una foto del suo profilo Facebook

Nella notte tra sabato e domenica è morto Terenzio Medri. Aveva 72 anni ed era un albergatore cervese, titolare dell’hotel K2. Nel 2010era diventato presidente di Ascom Confcommercio Cervia e vicepresidente provinciale dell’associazione ravennate. Malato da tempo, la sua ultima uscita pubblica il 25 aprile al Palace Hotel per il premio Cinque stelle al giornalismo. Era albergatore dal 1969.

Medri viene ricordato dal sindaco di Cervia Luca Coffari: «La sua attività politica e associativa ai vertici locali e regionali di Ascom e Confcommercio è sempre stata di stimolo e di riferimento per le scelte turistiche e imprenditoriali della nostra città. Un uomo che grazie al suo impegno, alla sua determinazione e lungimiranza ci ha insegnato che nel turismo bisogna sempre guardare avanti ed essere innovativi, regalandoci fino all’ultimo preziosi consigli. Con l’iniziativa “Cervia la spiaggia ama il libro” di cui è stato promotore e sostenitore, ha lanciato un importante messaggio culturale, sensibilizzando alla vacanza non solo come momento di divertimento, ma anche di piacevole lettura e riflessione.Fino all’ultimo è sempre stato presente nella nostra comunità e si è dedicato con passione e determinazione alla sua attività con straordinaria riservatezza e dignità nell’affrontare la sofferenza. Terenzio ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro turismo e tutta la città di Cervia gli esprime stima e gratitudine».

L’assessore regionale Andrea Corsini manda un commosso ricordo: «Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Terenzio Medri. Ricordo con stima e affetto Terenzio come grande amico e anche come grande protagonista del Turismo, un interlocutore serio e affidabile. E’ stato un uomo delle istituzioni che aveva a cuore la crescita dell’ l’industria turistica della nostra Regione impegnandosi tutta la vita per questo obiettivo». Medri, aggiunge Corsini, «ha sempre stimolato in modo costruttivo lo sviluppo di questo settore regalando grandi eventi come “La spiaggia ama il libro”, una manifestazione che ha portato a Cervia grandi personaggi dello spettacolo, della cultura e della politica, facendone in questi anni un punto di riferimento dell’estate in Riviera».

Da Kirecò il primo corso di cucina in cui i fornelli restano spenti

Marco Brancaleoni, nutrizionista del centro Olympus, dialogherà con altri esperti per capire il concetto di modernità gastronomica

Marco Cavallucci
Marco Cavallucci

Lunedì 14 maggio inizia il primo corso di cucina in cui “non si cucina” gestito dai cuochi ravennati di CheftoChef, fra cui emergono il pluristellato Marco Cavallucci chef di Casa Spadoni e Matteo Salbaroli coordinatore del progetto Ravenna Food e chef dell’Osteria L’Acciuga. Insieme a loro Mattia Borroni del ristorante Alexander, Irwin Zannoni del ristorante Capannina e l’imprenditore della ristorazione Maurizio Bucci. “Pensare e cucinare. Dal come al perché con la cucina d’autore” si terrà da lunedì 14 a mercoledì 16 maggio 2018 al Kirecò (via Don Carlo Sala, 7 a Ravenna – info 340 8200839) coordinato da Franco Chiarini gastronomo di CheftoChef.

Tra i relatori cuochi, produttori, imprenditori, medici nutrizionisti, food designer e architetti del paesaggio che dialogheranno tra di loro per scavare sui concetti della modernità gastronomica e cioè sul rapporto tra salutismo, innovazione, estetica e gusto.

Il professor Marco Brancaleoni, medico nutrizionista del centro Olympus, dialogherà con Marco Biserni di Casa Spadoni sull’alimentazione funzionale, branca importante a cui presta particolare attenzione la nuova linea produttiva del Molino Spadoni e che sarà approfondita da Marco Briganti che parlerà dei cereali di qualità e da Carlo Catani che interverrà su innovazione di prodotto, tecnologia e salute.

Parteciperanno anche i due personaggi clou Terry Giacomello (chef del ristorante Inkiostro di Parma) e il professor Davide Cassi dell’Università di Parma, due esponenti di spicco a livello internazionale per quanto riguarda i concetti e la pratica della cucina d’autore.

Il corso si terrà, per attinenza, al Kirecò una cooperativa sociale onlus, la cui mission si collega alle problematiche attuali del recupero e difesa dell’ambiente, della biodiversità e dell’antispreco.

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