Il ferimento in viale dei Navigatori nella serata di domenica 21 gennaio
Un uomo di 57 anni, di cui al momento non sono note le generalità, è stato ferito da una coltellata a Punta Marina poco dopo le 19 di domenica 21 gennaio. L’intervento del 118 è avvenuto in viale dei Navigatori all’altezza del civico 84. I carabinieri stanno indagando sull’episodio.
Volley Superlega / Al termine di una emozionante partita i ravennati piegano al tiebreak la Kioene e si rilanciano nella lotta per i playoff. Lasciano un po’ d’amaro in bocca i sei match point non sfruttati nel quarto set
Una infinita Bunge sbanca al tiebreak il campo della Kioene Padova al termine di un match dai grandi contenuti agonistici, durato quasi due e mezzo di gioco. Avanti due volte di un set (1-0 e 2-1), i ravennati vengono raggiunti in entrambi i casi dagli indomabili padroni di casa, mancando anche qualche opportunità per chiudere la sfida nella quarta frazione. Quando le cose sembrano mettersi male nel parziale decisivo (8-4 per i veneti), la squadra di Soli tira fuori gli artigli realizzando una stupenda rimonta, trascinata in particolare da Buchegger, mvp con 28 punti. Grazie a questi due punti Orduna e compagni restano vicini alla zona playoff, sempre distante due lunghezze, e quindi in piena lotta per l’ottavo posto. Nel prossimo weekend la Superlega sarà ferma per la Final Four di Coppa Italia, per ripartire il 4 febbraio con la gara al Pala De André contro la Calzedonia Verona, primo capitolo di un mese che solo nella regular season vedrà la Bunge scendere in campo ben sei volte.
Sestetti iniziali Il coach Baldovin disegna la sua Kioene con Travica in regia, Nelli opposto, Cirovic e Randazzo in posto 4, l’ex Polo e Volpato al centro, Balaso libero. La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli è composta invece dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, dalle bande Marechal e Poglajen, da Diamantini e Georgiev al centro e da Goi in seconda linea.
Primo set Le squadre vanno di pari passo fino all’8-8, quando sul turno al servizio di Randazzo la Kioene tenta la fuga con due ace dello schiacciatore: 11-8 e time out Soli. Dopo un paio di occasioni non sfruttate, ci pensa Poglajen e riportare sotto i ravennati (15-14), che pareggiano il conto con Buchegger: 17-17. Si va avanti con un’altra fase di grande equilibrio, spezzata di nuovo dal break di Randazzo (23-21), ma la Bunge acciuffa ancora gli avversari grazie alla schiacciata fuori dal campo di Nelli: 23-23. Padova spreca il primo set ball con Randazzo (servizio in rete), mentre Buchegger realizza l’ace del sorpasso: 24-25 e Baldovin ferma il match. Al rientro l’opposto austriaco colpisce ancora in battuta, regalando al primo colpo la frazione alla Bunge: 24-26.
Secondo set La Kioene tenta alcuni strappi, il primo (4-2) viene neutralizzato da Buchegger (6-6), mentre sul secondo si allontana di tre lunghezze grazie a Randazzo e Volpato: 9-6 e Soli chiama i suoi giocatori in panchina. Il centrale veneto è ancora protagonista con l’ace del 12-8, un’invasione di Travica dimezza il divario (13-11), ma i padroni di casa accelerano di nuovo con Polo e Randazzo: 17-11. Il muro di Volpato vale il 20-13 dei padovani, che prendono il largo con Nelli e Randazzo (ace): 23-14. La Bunge annulla quattro set point, ma sul quinto è Travica a pareggiare il conto delle frazioni: 25-19.
Terzo set Sono ancora i veneti a partire meglio (3-1 e 6-3), ma i ravennati restano attaccati agli avversari con Poglajen (7-6) e Marechal, che tira fuori da cilindro l’ace del 13-13. Buchegger e un errore di Nelli valgono il sorpasso della Bunge (14-16), che aumenta a tre le lunghezze di vantaggio con l’austriaco: 16-19 e time out Baldovin. Cirovic porta a -1 la Kioene (19-20), ma lo stesso schiacciatore fa il “doppio” del 20-23 dei ravennati, che si aggiudicano la frazione al secondo set ball grazie al servizio in rete di Nelli: 22-25.
Quarto set I servizi vincenti di Polo (4-2) e Randazzo (7-4) allontanano subito la Kioene, che viene ripresa da Marechal e Vitelli: 10-10 e Baldovin ferma il match. Al ritorno in campo Poglajen realizza un ace, poi è Buchegger ad allungare il break: 10-12 e il tecnico di casa chiama un altro time out. L’austriaco scava un solco ulteriore tra le formazioni (15-18), ma il neoentrato Premovic (al posto di Nelli) piazza il muro del -1 padovano: 18-19 e Soli utilizza la pausa. L’opposto di scorta della Kioene è ancora protagonista con un servizio vincente che rimette in equilibrio il punteggio (20-20) e si va di pari passo sul 23-23. Randazzo spara fuori per il 23-24 della Bunge, Cirovic annulla il primo match ball, mentre i due successivi sono vanificati dagli errori in battuta di Buchegger e Poglajen: 26-26. Padova mette la freccia con Randazzo, ma non sfrutta il primo set ball, e lo stesso schiacciatore tira fuori per il 27-28. Nel nervoso finale vengono annullate alla Bunge altre tre occasioni per chiudere la sfida, viene espulso Randazzo e al suo secondo set ball la Kioene pareggia ancora il conto delle frazioni: 32-30.
Tiebreak Padova realizza un break di 4-0 (due punti di fila di Polo) per l’8-4, ma Ravenna reagisce prima con Vitelli a muro (8-6) e poi sfrutta una schiacciata sull’asta di Randazzo per andare a -1: 9-8. La banda avversaria spara lungo per il pareggio della Bunge (10-10) e non ci sono scossoni fino a quando Diamantini non pesca l’ace del 13-14. Questa volta però i giallorossi chiudono subito il conto, con un muro di Vitelli su Cirovic che fa esultare i tanti sostenitori bizantini presenti alla Kioene Arena: 13-15.
Le dichiarazioni del dopo gara Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Sono felicissimo di aver vinto questa partita. Oggi le due squadre hanno dimostrato di avere caratteristiche tecniche del tutto differenti ma identiche sotto l’aspetto emotivo. Ne è nato un match molto intenso, forse l’ostacolo più grosso che abbiamo affrontato negli ultimi mesi. Una dedica? A tutti i giocatori in campo e a Marco Bonitta».
Basket A2 / La squadra giallorossa paga a caro prezzo la giornata di scarsa vena di Rice e viene sconfitta in modo netto dalla pericolante Agribertocchi
Orzinuovi-Ravenna 79-64 (15-18, 33-27, 65-47)
AGRIBERTOCCHI ORZINUOVI: Ghersetti 15, Raffa 27, Strautins 10, Sollazzo 15, Iannilli 2, Ruggiero 3, Toure, Zambon 4, Antelli 3, Aziz. All.: Finelli.
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 6, Vitale, Rice 12, Masciadri 9, Grant 11, Montano 18, Chiumenti 5, Sgorbati, Raschi 3. Ne: Esposito. All.: Martino.
NOTE – Orzinuovi: tiri da due 17/25, da tre 11/29, rimbalzi 40. Ravenna: tiri da due 14/37, da tre 7/20, rimbalzi 28.
Prestazione opaca per Rayvonte Rice
Brutta prova dell’Orasì, che perde in modo netto a Brescia contro una Agribertocchi Orzinuovi che è brava a restare inizialmente a contatto con gli ospiti e poi, una volta operato il sorpasso in un secondo quarto che lascia Ravenna quasi a secco (18-9), allunga in progressione approfittando della scarsa vena romagnola al tiro ed a rimbalzo. Benissimo Raffa e l’ex Sollazzo da parte lombarda, tra i ravennati da salvare Montano e Grant, che da solo ha preso la metà (14) dei rimbalzi di tutta la squadra.
Partenza discreta nel primo quarto dell’OraSì, che con Masciadri in evidenza prende un leggero margine su Orzinuovi (7-11), brava però a tornare a contatto sul finire della prima frazione. Il secondo periodo è molto negativo per Ravenna che non trova la via del canestro, coach Martino cambia alcune pedine ma il risveglio non arriva e con i soli 9 punti realizzati l’OraSì va al riposo lungo sotto di sei lunghezze. Si riparte con la terza frazione e con due triple di Montano Ravenna arriva a ridosso dei padroni di casa costringendo Orzinuovi al time-out. I bresciani, però, ripartono di slancio e aumentano progressivamente il vantaggio, tanto che nell’ultimo quarto l’Agribertocchi può controllate con tranquillità la situazione.
Le dichiarazioni del dopo-gara Antimo Martino: «Eravamo venuti a Brescia con altre intenzioni, mi spiace per il risultato e per i tifosi che sono venuti a sostenerci. Merito certamente a Orzinuovi che ha preso fiducia nel corso del match, noi evidentemente non abbiamo invece interpretato al meglio la gara. C’è stata una prestazione globalmente negativa, abbiamo tirato e segnato sotto le nostre percentuali abituali. Rice ha sbagliato la prima partita del campionato ma non posso certo prendermela con lui, in generale del resto sono stati in tanti a non fare una buona prova. Orzinuovi era in fiducia e noi siamo stati sempre in ritardo a rimbalzo e sui palloni vaganti. E’ un dato di fatto che in questo campionato non ci sono partite scontate quando non si gioca al meglio».
Volley A2 femminile / Senza Kajalina, tenuta a riposo per precauzione, le ravennati superano al PalaCosta senza affanni le campane della Golden Tulip Volalto e si avvicinano all’ottavo posto
Una esultanza delle giocatrici della Conad nella partita vinta contro Caserta
Di fronte a trecento fedelissimi spettatori che non hanno voluto fare mancare il loro affetto e il loro calore alle beniamine di casa, dopo i due turni giocati in trasferta in Piemonte la Conad torna tra le mura amiche del PalaCosta per il confronto con Caserta e lo fa conquistando un netto successo in tre set, al termine di una sfida a senso unico durata poco più di un’ora. Grazie alla vittoria sul fanalino di coda campano le ravennati rilanciano le loro ambizioni nella lotta per un posto nei playoff, con l’ottava posizione occupata da Collegno distante una sola lunghezza.
Al fischio d’inizio Angelini dispone in campo capitan Bacchi e D’Odorico sulle bande, Alugi opposto, Scacchetti al palleggio, Torcolacci e Menghi centrali, con Panetoni e Paris liberi. Per la Golden Tulip Volalto il coach Monfreda schiera Manig al palleggio, Denysova e Silotto in attacco, Cvetnic opposto, Mabilo e Taje centrali, con Barone libero. Dopo una partenza all’insegna dell’equilibrio la Conad prende il controllo del primo set sul 9-6 grazie all’ace di D’Odorico, poi due punti consecutivi di Menghi concretizzano l’allungo sul 14-9. Dopo aver toccato il -6 sul 16-10, le ospiti provano a reagire e tornano sul 20-16 grazie all’ace di Manig, ma due muri di Menghi respingono il tentativo di rimonta segnando il 23-16 e l’1-0 romagnolo arriva poi al primo tentativo grazie a un’invasione avversaria.
In apertura del secondo periodo la Conad guadagna in modo progressivo un buon vantaggio, prima 5-3, poi 9-6 e infine 11-7 grazie al solito capitan Bacchi. Caserta prova la reazione e recupera fino al 13-10, ma le ragazze di Angelini con un parzialone di 9-0 chiudono in sostanza la frazione: ad aprire il parziale sono due schiacciate di Aluigi, poi Menghi segna e si ripete poco dopo a muro, prima che tre punti consecutivi di D’Odorico fissino il punteggio sul 22-10. Con il 2-0 ormai in cassaforte è un bel colpo di seconda di Scacchetti a segnare il 25-13.
Anche il terzo set vede le padrone di casa partire bene e portarsi subito sul 6-2. D’Odorico segna e poi mura per l’8-3, ma Caserta prova a tornare sotto sull’8-6. Il muro di Torcolacci vale il 10-6 e la Conad si porta fino al 16-11, poi, nonostante sue muri consecutivi ospiti per il 17-14, D’Odorico firma il nuovo +5 sul 19-14. Le campane lottano fino alla fine e accorciano sul 20-18, ma ancora D’Odorico chiude il set per 25-22 e il match per 3-0.
Le dichiarazioni del dopo-gara Sara Menghi: «Siamo state brave perché le partite che sembrano più facili da vincere non lo sono mai realmente, anzi bisogna sempre mantenere la concentrazione, soprattutto quando si è avanti 2 set a 0. Il terzo set è sempre quello un po’ più difficile, ma noi siamo state brave e concentrate perché volevamo portarci a casa tre punti e ci siamo riuscite». Simone Angelini: «Oggi è andato tutto come doveva andare. In settimana abbiamo avuto un problema con Kajalina che negli ultimi due giorni ha avuto un dolorino al ginocchio. Potevo comunque rischiarla, tuttavia ho preferito tenerla a riposo ed è andata bene».
Risultati (21ª giornata): Club Italia Crai-Golem Olbia 3-0, LPM Bam Mondovì-Savallese Millenium Brescia 3-1, Battistelli San Giovanni in Marignano-Fenera Chieri 3-1, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Golden Tulip Volalto Caserta 3-0, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Zambelli Orvieto 1-3, Delta Informatica Trentino-Barricalla Collegno 3-1, Volley Soverato-P2P Givova Baronissi 3-2, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-Bartoccini Gioiellerie Perugia 3-1. Riposo: Sigel Marsala.
Classifica: San Giovanni Marignano 47 punti; Mondovì 46; Chieri 45; Cuneo 43; Brescia 42; Trento 38; Soverato 37; Collegno 33; Ravenna 32; Orvieto e Club Italia 30; Baronissi 21; Montecchio* 19; Perugia* 14; Olbia 13; Marsala* 8; Caserta* 6 (*una gara in meno).
Ha riportato traumi a gambe, bacino e torace. Sospetta frattura al braccio per l’amica
Due escursioniste faentine di 30 e 35 anni, parte di un gruppo Cai romagnolo su ciaspole, sono scivolate e sono state tratte in salvo dal Soccorso Alpino del Corno alle Scale, sull’Appennino Bolognese, alle 10 di domenica mattina. La trentenne – citiamo un’agenzia dell’Ansa – è caduta rovinosamente per circa 80 metri riportando traumi a gambe, bacino e torace, mentre l’altra ha riportato una sospetta frattura a un braccio.
A provocare l’incidente un errato uso delle ciaspole sul ghiaccio: vanno bene per la neve, avvertono i tecnici, ma sul ghiaccio (c’è in tutto l’Appennino) o sulla neve dura – citiamo ancora l’Ansa – si va in sicurezza solo con ramponi e piccozza.
Sconvolti gli amici che si stavano allenando con lui. Indagano i carabinieri
Marco Buzzi
Un esperto motociclista di 47 anni (Marco Buzzi di Novi Ligure) ha perso la vita in seguito a una caduta durante una gara attorno alle 15.30 in un campo cross a Pezzolo di Russi.
Inutili i soccorsi degli operatori del 118: al loro arrivo, l’uomo era già morto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che dovranno chiarire se dopo la caduta, altri motociclisti che giravano su quella stessa pista, possano o meno aver travolto il 47enne.
L’uomo si trovava in zona da ieri per allenarsi assieme ad alcuni amici, rimasti sconvolti per l’accaduto. (Ansa.it)
Su internet ha trovato l’annuncio di una Lancia Y in vendita con un numero di telefono, si è accordata con il venditore per una cifra di 2.300 euro ma dopo aver pagato la caparra di 500 euro non ha trovato nessuno all’appuntamento per la consegna della vettura e il saldo: la denuncia fatta da una 47enne ravennate alla polizia ha permesso di individuare un 50enne bresciano che aveva messo in vendita una vettura di proprietà di una terza persona ignara di tutto. L’uomo è stato denunciato per truffa.
L’episodio risale al mese scorso quando la donna ha trovato il veicolo in vendita sul sito Subito. Il prezzo iniziale di vendita era 2.500 ma nel corso della trattativa telefonica si era scesi a 2.300. I due si sono accordati per il versamento della caparra su una carta PostePay e poi a Parma ci sarebbe stata la consegna dell’auto dietro versamento in contanti della rimanente somma di 1.800 euro. Il venditore inviava alla donna anche alcune fotografie, con la targa in evidenza, della Lancia Y oggetto della vendita.
Il 50enne bresciano è risultato effettivamente intestatario del codice Iban associato alla carta PostePay e dell’utenza telefonica indicata nell’inserzione.
Il comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) del futuro Governo potrebbe anche decidere di cancellare i 60 milioni per ora stanziati. In quel caso non sarebbero più certi nemmeno i 120 milioni del mutuo bancario. Ancisi (Lpr) sostiene che manchi la valutazione di impatto ambientale, i legali di Ap dicono che si può procedere così
Una veduta aerea della darsena San Vitale del canale Candiano (foto Sapir)
Il destino del porto di Ravenna si deciderà entro 45 giorni. Il maxi progetto da 235 milioni di euro di denaro pubblico, per avere fondali da 12,5 metri e cementificare 130 ettari di campagna per farne piattaforme logistiche, necessita ancora dell’ultimo definitivo e fondamentale sì da parte del comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe): al momento non sono in agenda riunioni ma la convinzione degli addetti ai lavori è che ce ne sarà una prima delle elezioni politiche. Scavalcare quella scadenza (4 marzo) senza aver avuto l’ok vorrebbe dire finire in un territorio di incognite che potrebbero addirittura minare la realizzabilità del progetto.
L’organo collegiale è infatti composto dai principali ministri del Governo e detta l’agenda in materia di politica economica: impossibile stabilire oggi quando sarà varato il nuovo esecutivo, quando tornerà a riunirsi il Cipe e soprattutto se rimarrà la convinzione di considerare l’hub portuale di Ravenna come un progetto strategico di rilevanza nazionale come è ritenuto oggi al punto da aver impegnato 60 milioni di euro. L’eventuale cancellazione di questo finanziamento statale a fondo perduto potrebbe avere ripercussioni a cascata: i 60 milioni infatti rappresentano una sorta di garanzia con cui l’Autorità portuale ha potuto stringere un accordo con la Banca europea degli investimenti (Bei) per un prestito di 120 milioni di euro. E dall’Unione Europea è stato assegnato un contributo di 40 milioni. Insomma: o si riunisce il Cipe prima delle elezioni e Ravenna è all’ordine del giorno oppure il futuro dello scalo sarà da riscrivere.
Fino a pochi giorni fa si ipotizzava una possibile riunione del comitato per fine gennaio mentre ultimi rumors da Roma parlano di inizio febbraio. Ma l’eventuale calendarizzazione di una riunione non è l’unica condizione di cui abbisogna il progettone. Se effettivamente ci sarà la seduta sarà necessario che sul tavolo del comitato arrivino le carte dell’hub con tutti i timbri autorizzativi necessari e al momento non è ancora così. È una corsa contro il tempo quella che stanno facendo gli uffici di via Antico Squero per esaudire tutte le richieste che quasi quotidianamente arrivano dal ministero dell’Ambiente che sta vagliando le carte. Una settimana fa c’era ottimismo nei corridoi di Ap pensando che il completamento delle scartoffie fosse vicino in modo da potersi concentrare sull’attività di lobby istituzionale per avere il Cipe. E invece si è appreso che ancora servono altri passaggi burocratici.
Un rimorchiatore al porto San Vitale
C’è però qualcuno che da tempo va ripetendo, in tempi recenti lo ha fatto anche nelle sedi istituzionali, che questo progetto così come è stato consegnato a Roma non si può approvare perché manca di un documento imprescindibile e ormai impossibile da ottenere con la ristrettezza dei tempi a disposizione. Lo scenario è dipinto da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna. Il decano dell’opposizione è uscito allo scoperto a metà dicembre in occasione della seduta in cui l’assise ha approvato la delibera per il progetto dei fondali (24 voti a favore e 4 contrari). Ancisi non ha votato e ha visto bocciare gli emendamenti presentati.
In particolare uno è molto significativo ed è quello in cui si sostiene che manchi la Via per una delle tre aree che dovranno accogliere circa un quarto dei 4,7 milioni di metri cubi di sedimenti da dragare. Via è un acronimo che sta per Valutazione di impatto ambientale. Spetta al ministero dell’Ambiente perché si tratta di un progetto di portata nazionale e come dice il nome stesso è il documento che mette in fila quanto un intervento urbanistico incida sul territorio, se sia accettabile e con quali eventuali prescrizioni.
Ma come può mancare un’autorizzazione così importante per un progetto così colossale che mette in ballo duecento e passa milioni? È la domanda che ci siamo fatti in redazione. L’abbiamo rivolta ad Ancisi e anche all’Autorità portuale. Quest’ultima lascia intendere che le cose siano in regola, il primo invece è convinto che si tratti di un clamoroso errore, partorito così bene a livello ravennate con una serie di rimpalli nella catena delle responsabilità tra varie istituzioni da rischiare di sfuggire anche al controllo del Cipe quando si esamineranno le carte per l’ultimo parere.
Per capirci qualcosa occorre prima di tutto inquadrare la questione della collocazione dei fanghi. In base alla zona del Candiano da cui verranno dragati sarà diversa la loro composizione. I costosi campionamenti già fatti in passato – ma da rifare per essere aggiornati con la normativa in materia nel frattempo cambiata – dicono che si potranno riversare sul fondo del mare al largo non più di 1,35 milioni di mc. Il resto (3,35) dovrà essere gestito a terra. La soluzione scelta prevede che con 2,3 milioni di mc di sedimenti dragati dai fondali si vada ad alzare il livello del terreno di tre aree che si estendono per circa 130 ettari in totale per formare il sottofondo su cui realizzare piattaforme logistiche da urbanizzare con strade e capannoni dedicati all’attività portuale. E 1,1 milioni di mc potranno essere conferiti in cava. Le tre aree da riempire sono quelle i cui nomi, identificati dalle sigle delle mappe catastali, riecheggiano da tempo nelle stanze in cui si è parlato di escavi negli ultimi anni: Logistica 1 (30 ettari), Logistica 2 (34) e comparto S3 (69). Le prime due sono adiacenti fra loro, tra il Candiano e Porto Fuori, l’ultima è nelle Bassette. I 30 ettari di L1 sono di Sapir, L2 e S3 sono divise fra ventidue proprietari (società e privati cittadini).
Alvaro Ancisi
L’attenzione di Ancisi si concentra sulla S3. La battaglia del consigliere comunale sulla presunta irregolarità dell’area va avanti da tempo, era già cominciata durante la presidenza Di Marco (2012-16) quando si cominciò a conteggiare quella porzione di territorio per realizzare il progettone. Ancisi ha raccolto un corposo dossier di documenti sulla questione e sostiene che l’S3 sia esterna al piano regolatore portuale del 2007 (in realtà le mappe mostrano che rientra nei confini) e finora sia stata rilasciata una sola Via per i progetti legati agli escavi ed è quella che risale al 20 gennaio 2012 ma quella Via fa riferimento alle Opere Connesse al Prp 2007 (l’ultimo approvato e tuttora vigente) che non includevano l’S3. I settanta ettari a nord della città sono stati presi in considerazione per la collocazione dei fanghi solo in seguito e – dice Ancisi – mai è stata chiesta una nuova procedura di Via. A sostegno della sua accusa porta più di un argomento: Autorità portuale non ha mai mostrato una Via specifica per l’S3 e i proprietari di quell’area non hanno ricevuta alcuna comunicazione come invece accade da protocollo quando il ministero apre una procedura di Via.
E l’Autorità portuale? «Non sono un esperto di procedure di Via e per questo abbiamo cercato di acquisire i pareri di professionisti legali al massimo livello. I pareri che abbiamo ottenuto sono più che confortanti, ci dicono che possiamo andare avanti». Così l’avvocato Daniele Rossi, presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale. La posizione del dirigente, arrivato in via Antico Squero poco più di un anno fa, è stata espressa anche nell’aula del consiglio comunale di Ravenna alla fine dello scorso settembre quando presentò il progetto definitivo e rispose alle domande dei consiglieri: «I pareri che abbiamo dicono che la procedura com’è stata fatta sino ad oggi è sufficiente – spiega ancora Rossi –. Se avessimo scelto di essere estremamente cautelativi e per qualche motivo di risottomettere l’area S3 ad una procedura di Via, che non c’è stato consigliato di fare, non ci sarebbe stato il tempo per farla in quella sede. Quindi la scelta che è stata fatta, ancora una volta, forse non è la migliore scelta in assoluto, ma è la migliore scelta possibile. Se volevamo depositare il progetto entro il 15 di settembre, data non simbolica ma data ultima entro la quale questo progetto poteva immaginare di ottenere l’approvazione del Cipe prima della fine della legislatura, questo percorso dovevamo fare».
Ma perché Ancisi teme che la mancanza della Via, se così palese come afferma, possa sfuggire al Cipe? Perché a suo parere i vari passaggi negli anni hanno sepolto la mancanza sotto diversi strati di burocratese. E già c’è stato un momento in cui il Cipe avrebbe dovuto accorgersene ma non è successo. Il riferimento è al 26 ottobre 2012. Quel giorno la riunione del comitato interministeriale prese in esame il progetto preliminare (nella versione elaborata sotto la presidenza Di Marco) e approvò. Ma secondo le elaborazioni del consigliere comunale già quel preliminare includeva l’area S3 priva di Via.
Calcio C / Alla ripresa del torneo giallorossi strappano un prezioso pareggio nella difficile trasferta con gli alabardati e tengono a distanza la zona playout
Triestina-Ravenna 1-1 TRIESTINA (4-3-3): Miori; Libutti (28’ st Bajic), El Hasni, Lambrughi, Pizzul (28’ st Grillo); Porcari (28’ st Bariti), Meduri, Bracaletti; Petrella (40’ st Acquadro), Arma (21’ st Pozzebon), Mensah. A disp.: Puccini, Codromaz, Maesano, Celestri, Pastore, Bellati. All.: Sannino.
RAVENNA (5-3-2): Venturi; Venturini, Ronchi (34’ st Magrini), Lelj, Capitanio (45’ st Maistrello), Rossi (34’ st Barzaghi); Cenci (25’ st Piccoli), Papa, Selleri; Broso (25’ st Marzeglia), De Sena. A disp.: Gallinetta, A. Ballardini, Ierardi, Sabba, Maleh. All.: Antonioli.
ARBITRO: Luciani di Roma.
RETI: 33’ st Petrella, 50’ st De Sena.
NOTE: Ammoniti: Selleri, Papa, Pastore (dalla panchina), Ierardi (dalla panchina). Spettatori 2473 (320 paganti, 2153 abbonati). Angoli: 12-1. Recupero: 2’ e 9‘.
L’attaccante del Ravenna Carmine De SenaA Trieste, negli ultimi battiti del lunghissimo recupero, De Sena mette le cose a posto scrivendo un 1-1 sacrosanto e legittimo che fa ripartire il Ravenna dopo aver salutato il 2017 con una sconfitta, che cancella l’onta della batosta subita all’andata e che, visti i risultati delle dirette rivali, vale quanto una vittoria. E per chi ci vuole vedere ottimi auspici nel raggiungimento dell’obiettivo finale, anche il 2017 iniziò per i giallorossi con un pareggio per 1-1 a Rignano con gol di Broso nel recupero. Poi arrivò la promozione in C….
L’inizio del primo tempo è di chiara marca bizantina, con i ragazzi di Antonioli che si fanno vedere dalle parti di Miori al 9’ con Broso (azione De Sena-Selleri e colpo di testa neutralizzato dal portiere di casa), al 14’ con De Sena (Miori si rifugia in angolo) e al 19’ con Selleri (punizione a girare sull’esterno della rete). La paratona di Venturi al 24’ sulla capocciata di Arma è il segnale di un cambio dell’inerzia della gara. Ora è la Triestina a farsi sentire in attacco, con Arma, chiuso in angolo da Lelj, e poi con Petrella, su cui Cenci ha il tocco provvidenziale ad evitare guai seri. Ultimi sussulti del primo tempo con un tiro di De Sena al 44’, bloccato da Miori e con la risposta di Porcari, un minuto dopo, su cui Papa chiude bene al momento del tiro.
La ripresa si apre con la più clamorosa delle occasioni per il Ravenna con Broso che al 3’ spreca solo davanti a Miori, un invitante pallone spedendo di testa fuori. Poi i primi cambi e un’accelerata della Triestina che prima al 30’ con Bracaletti trova Venturi, che santifica la sua 50ª presenza in campionato col Ravenna, deviando di piede in angolo, poi al 33’ con Petrella che si inventa un gioco di prestigio che vale il gol del vantaggio. Nell’esultanza un tifoso di casa cade dai gradoni della tribuna, ferendosi seriamente al volto: cinque minuti di stop della partita per consentire i suoi soccorsi. Antonioli passa al tridente con Marzeglia e nel finale con Maistrello e al 50’ proprio dalla combinazione tra i due, arriva il pareggio sacrosanto: il primo raccoglie il cross di Selleri e fa da sponda per il secondo, su cui Miori ha il riflesso felino, De Sena è il più lesto di tutti e insacca l’1-1 e il suo quinto gol in campionato.
Le dichiarazioni del dopo-gara
Mauro Antonioli (allenatore Ravenna): «Ho fatto i complimenti ai miei ragazzi perché sono stati veramente bravi hanno spinto e ci hanno creduto fino alla fine, ottenendo un pareggio meritato contro una grande squadra, che ha saputo fare un grande gol, e ha avuto 15’-20’ di supremazia territoriale nella seconda parte del primo tempo, però, se guardo all’andamento della partita, vedo che le occasioni migliori le abbiamo create noi. Memori della gara d’andata, avevamo preparato questa partita puntando sull’attenzione, sulla concentrazione e sulle ripartenze. L’avevamo studiata così e i ragazzi sono stati bravi ad applicare alla lettera quello che avevo chiesto. Torniamo a casa con un grandissimo risultato, che ci dà morale e un punto d’oro».
Basket A2 / Domani, domenica 21 gennaio (ore 18), i ravennati fanno visita a un’Agribertocchi Orzinuovi in difficoltà, ma da non sottovalutare. Martino: «Dobbiamo essere pronti in un match per nulla scontato»
Il tecnico Antimo Martino e i suoi giocatori durante un time out
Dopo le due vittorie casalinghe torna a viaggiare l’OraSì, attesa domani, domenica 21 gennaio (ore 18, Centro San Filippo), dalla trasferta di Brescia contro l’Agribertocchi Orzinuovi. Si tratta di un match più difficile di quanto non possa suggerire la classifica, anche perchè dopo le ultime due sconfitte, molto nette nel punteggio, la formazione lombarda è stata strigliata dalla società e andrà a caccia di un riscatto davanti al proprio pubblico. Orzinuovi, poi, prima dello scivolone contro Treviso si era dimostrata un osso duro nei confronti casalinghi, ragione per la quale l’OraSì dovrà cercare di giocare con intensità e senza alti e bassi nel corso del match.
Come afferma anche il coach Antimo Martino in sede di presentazione della gara, «sarà una partita da affrontare in maniera intelligente, cercando di mettere in campo la stessa determinazione e la stessa attenzione mostrate nella gara contro Roseto. Non sarà facile giocare sul terreno di Orzinuovi, squadra che sarà intenzionata a offrire una prestazione diversa rispetto alle ultime due uscite. Sarà indispensabile farsi trovare pronti per un match importante e per nulla scontato».
L’OraSì, che ha raggiunto Brescia nel pomeriggio di sabato 20 gennaio, si presenterà al completo, dal momento che Alessandro Esposito ormai è del tutto recuperato.
A Faenza contro Udine Il match del prossimo turno casalingo dell’OraSì contro la Gsa Udine si giocherà domenica 28 gennaio al PalaCattani di Faenza, alla luce dell’indisponibilità del Pala De Andrè.
Raccolta firme per chiedere di modificare il piano di riorganizzazione dei nuclei di cure primarie voluto dall’Ausl
È partita nei giorni scorsi a Porto Corsini, Marina Romea e Casal Borsetti una raccolta firme, promossa da Lista per Ravenna col sostegno del comitato cittadino dei Lidi Nord e il contributo di esponenti delle altre istanze partecipative delle tre località, per chiedere che i cittadini delle tre località e i medici di famiglia di quel territorio siano coinvolti dall’Ausl nel piano di riorganizzazione dei nuclei di cure primarie soprattutto per evitare «di essere trasferiti per metà nell’area territoriale di Sant’Alberto».
È il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr) a riassumere i motivi della petizione: «Attualmente i cittadini dei Lidi Nord usufruiscono delle prestazioni di medicina generale offerte dai due medici storici del posto, nei loro tre ambulatori (due a Porto Corsini, uno a Casal Borsetti) e a domicilio. Ne sono soddisfatti e lamentano perciò come assurdo lo scardinamento di tale assetto da parte dell’organizzazione dell’AUSL, dovuto al fatto che una dei due professionisti, residente a Porto Corsini, verrebbe trapiantata a Sant’Alberto, dovendo prestare servizio ambulatoriale in quella Casa della Salute, distante 20 chilometri dalla sua abitazione, anziché essere inserita, come l’altro medico, nelle Cure Primarie dell’area del Mare, facente capo a Marina di Ravenna». La dottoressa che dovrebbe traslocare ha al momento 746 pazienti tra Casal Borsetti (494), Marina Romea (117) e Porto Corsini (135). Secondo Ancisi ci sarebbero vizi di legittimità nel piano riorganizzativo dell’azienda sanitaria pubblica: «La violazione del diritto della libera scelta del medico da parte dell’assistito; la disparità di trattamento tra cittadini, disposta dall’art. 1 di tale legge, secondo la quale persone di uno stesso paese, anche parenti o vicini o amici, sarebbero come separati in casa, per il diritto alla salute, a seconda di quale medico di famiglia abbiano; la contraddizione tra il distacco del servizio sanitario territoriale dalla prossimità del luogo di vita di una metà dei cittadini e la ragione fondamentale della nuova organizzazione sanitaria: prendersi cura delle persone nei loro luoghi di vita».
Aggiornamento del servizio Anagrafe al 31 dicembre 2017. La percentuale dei cittadini stranieri rimane stabile attestandosi sull’11,84 percento
In base ai dati forniti dal servizio Anagrafe dell’Unione della Romagna Faentina, al 31 dicembre 2017 i residenti nel Comune manfredo sono risultati 58.797 (39 in meno rispetto a fine 2016), di cui 30.067 femmine e 28.730 maschi.
Analizzando i dati degli ultimi due anni – 2016 e 2017 – si registra una leggera diminuzione dei nuovi nati e un lieve aumento dei deceduti, diretta conseguenza dell’innalzamento dell’età media. La percentuale dei cittadini stranieri rimane stabile attestandosi sull’ 11,84 percento; rilevazione in linea con quella regionale e lievemente inferiore rispetto a quella provinciale del 12,04.
L’età media dei faentini è pari a 46 anni: 44 per gli uomini, 47 per le donne. I minorenni residenti sono il 16 percento della popolazione totale mentre gli ultrasessantacinquenni rappresentano quasi il 25 percento.
È invece pari al 4,5 percento la percentuale dei residenti che hanno oltre 85 anni, la più alta degli ultimi 16 anni, un dato che conferma l’ aumento della popolazione anziana rispetto ai bambini e ai giovani residenti. Crescono le famiglie: con un numero medio di 2,2 componenti sono ora 26.074, rispetto alle 26.054 del 2016.
La popolazione straniera è in lieve calo: al 31 dicembre gli stranieri residenti in città erano 6.961, contro i 6.981 dell’anno precedente. Le comunità maggiormente rappresentate continuano ad essere quella albanese, rumena e moldava, mentre quella cinese ha registrato un netto calo dell’ 11 percento.
Tra gli stranieri, la maggioranza è ancora rappresentata dagli europei: 4.337 persone che insieme contribuiscono a formare il 62 percento del totale della popolazione straniera residente. Per quanto riguarda gli altri continenti, dopo l’Europa vi sono Africa, Asia e America, mentre dall’Oceania risultano solamente 3 residenti.
Il volto del migrante continua ad essere piuttosto giovane: rispetto ai cittadini italiani, gli stranieri presentano un’età media di 33 anni e i minorenni incidono per il 20,4 percento sul totale della popolazione straniera, mentre le giovani generazioni nate in Italia – la cosiddetta seconda generazione – rappresentano oggi il 15,5 percento del totale degli stranieri residenti a Faenza.